Ho bisogno di sapere che ci sei…

Talvolta basta poco per rendersi conto che si passa accanto all’essenziale. Pochi minuti. Anche solo un attimo. Dopo giorni passati a rincorre cose banali. Tutto quello che si pensa di dover fare. Anche solo perché gli altri se lo aspettano. È così che si fa. È la vita…

Poi quell’attimo arriva e tutto crolla. Perché c’è tutto, tranne lui. E allora non serve a niente far finta di nulla. Non serve a nulla convincersi che tutto vada bene. Non basta dimenticare.

Tutto crolla. Perché quel giorno non ce l’hai fatta proprio a smettere di voler essere la più “brava”. Non hai ascoltato il tuo cuore. E sei rimasta incastrata nella tua routine…

Sei stata brava, certo. Perché nessuno avrebbe capito. Nessuno ti avrebbe perdonato. Nessuno…

“Ho bisogno di sapere che ci sei…”  Un messaggio rimasto senza risposta. Perché non c’era il tempo…

Se potessi tornare indietro cambieresti tutto. Ma il passato non cambia mai. E non passa… Ed oggi tutto crolla… Perché sei tu che avresti bisogno di sapere che lui c’è…

Mentre è solo un ricordo sbiadito… L’immagine di tutto quello che avresti voluto… L’amore che hai perso per sempre perché sei stata incapace di riconoscerlo…

 

 

About these ads
Questa voce è stata pubblicata in Articoli in Italiano e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

43 risposte a Ho bisogno di sapere che ci sei…

  1. Andrea ha detto:

    Bella…

  2. Damiano biscossi ha detto:

    Incontri unici possibilità perse proprio per occhiali non adatti a quella luce o ombra. Rendrersene conto . Si gioca sulla sabbia le mani volando si toccano come foglie che cadono inseguendosi.

    Prima o poi la foglia tutta tua la trovi e allora tutto scorre…ti alzi e senti che ogni giorno e magico…il resto arriva …

    • anthos ha detto:

      bella l’immagine della foglia tutta nostra… molto ottimista la visione del prima o poi arriva… Io forse sono molto pessimista in questo periodo e sospetto che potrebbe anche non arrivare mai… In tal caso che si fa? Risposta non c’è o forse chi lo sa perduta nel vento sarà… ;-)

  3. Stefano Mino ha detto:

    domenica col sole 24 ore c’era in allegato un bellissimo racconto (credo inedito) di tolstoj: ‘il diavolo’. mi sembrava inerente il post quindi glielo consiglio

  4. Stefano Mino ha detto:

    ho comprato un po’ dei suoi libri ‘seri’, sull’etica. mi sono affezionato a lei perché l’ho vista in un paio di trasmissioni assieme a galimberti, che è un filosofo che ammiro molto. adesso li leggo. certo che lei comunque è davvero melodrammatica, l’immaginina da ‘lady oscar’ le si addice molto. ha lo stesso spirito di lady oscar, cui tutto deve per forza andare sempre male. ma lei crede davvero in quello che dice? voglio dire sembra nutrire un malsano rapporto con la perdita, come se fosse qualcosa che può vincere i sentimenti positivi. la morte certo può irrompere in momenti poco opportuni, però nella morte dei sentimenti faccio fatica a credere. al massimo ci può essere svelata una nuova verità…

  5. Stefano Mino ha detto:

    c’è troppa solitudine, pochi contatti umani. prima dei cellulari e di internet, si era spesso irreperibili e le cose per contattarsi andavano per le lunghe, così la sera ci si ritrovava tutti in piazza per una birra, invece che dietro lo schermo di un pc (solo gli sfigati lo facevano) ed era decisamente meglio

  6. rose ha detto:

    spesso siamo travolti da altro e non capiamo quali sono le cose che davvero ci farebbero stare bene

  7. pucci ha detto:

    condivido il pensiero di stefano, penso pero’ che non si possa far molto per cambiare un carattere, secondo te come si deve “ragionare” e come si deve agire per migliorarsi’

  8. pucci ha detto:

    Stefano ma perche’ hai scelto di mettere una tua foto con “l’elmetto”?’. Penso che tu sia una persona con un grande senso dell’ironia, mi sei veramente simpaticoìììììììì Mi comunichi gioia di vivere. Sbaglio? ciao.

  9. Dario Petrolati ha detto:

    ho condiviso sulla mia pagina
    ciao Michela
    dario.

  10. pucci ha detto:

    Rose ti ho scritto sulla pagina fb, non sono pratica, ho iniziato da poco tempo a “giocare” con questo strumento (il computer) ma come debbo fare perche’ tu possa rispondermi?

  11. pucci ha detto:

    Rose non e’ la pagina facebook , mi sono sbagliata vero? Comunque fa lo stesso , questo come si chiama wordpress, dico bene?

  12. alexiel80 ha detto:

    I momenti non vissuti per paura come tutti non lasciano che il rimpianto e l’amarezza, la consapevolezza che difficilmente avrai modo di recuperare e andare avanti è sempre più duro.

  13. agrimonia71 ha detto:

    Molte volte è l’orgoglio a non farci cogliere l’essenziale perchè sappiamo che lui è quello che ci completa e che se non ci fosse mancherebbe, ma abbiamo altro a cui pensare, altre cose più importanti

  14. brezzadimare ha detto:

    Ho bisogno di sapere che ci sei… è da un bel po’ che non lo chiedo a nessuno, perchè non c’è nessuno disponibile quando si ha veramente bisogno.
    Siamo diventati egoisti, cinici,e addirittura godiamo quando gli altri stanno peggio di noi… questa è la società in cui viviamo. E’ meglio non vedere perchè è più comodo! Sono d’accordo con Stefano… c’è troppa solitudine, una solitudine che deriva proprio dall’assenza di valori, di persone vere, autentiche, sincere con le quali costruire qualcosa non dico per sempre, ma quasi!

  15. EccomiDaTe ha detto:

    Come si fa a dire che era lui l’Amore visto che non lo si è riconosciuto e non lo si è vissuto?
    Credo sia il rimpianto di non averlo vissuto che logora, il voler credere che avrebbe potuto essere, non tanto il fatto di non essere stati capaci di riconoscerlo.
    Magari sarebbe stato un fallimento… solo vivendolo si sarebbe potuto sapere!

  16. Fedelma ha detto:

    In questo momento sarebbe esattamente la frase che mi ronzerebbe sulle labbra e sulle dita di continuo. Ma lungi da me dal pronunciarla o scriverla. Creerei solo guai, nel 85% dei casi solo a me stessa.
    Però logora, corrode e buca sentirsela dentro che rieccheggia. E parimenti ferisce il fuori.
    Non so che dirti, non so come esserti di appoggio ora che tutto ti cede attorno. Crollano parecchie cose anche qui da me. Non so essere sostegno se non riesco a reggermi io stessa. Scusami.

  17. stefano ha detto:

    ciao pucci, non è un elmetto, è uno scolapasta, nella miglior tradizione dei pastafariani! ho vissuto vent’anni dentro e fuori i manicomi, quindi cerco di vivere quel poco che mi resta fra spensieratezza e fiducia in me stesso. ciau :)

  18. Brutti maledetti RIMORSI quanto ti capisco ho appena postato un post che parla di rimpianti

    http://fiorediterra96.wordpress.com/2012/05/29/anna-scrive-a-marco-parte-4/

  19. clairesugar ha detto:

    Mi dispiace tanto, davvero…. deve essere terribile.

  20. clairesugar ha detto:

    Scrivevo giusto del passato qualche secondo fa, il passato che non ti abbandona mai, che torna a cercarti, sempre. http://greenhazeleyes.wordpress.com/
    Un bacio,
    Claire

  21. Betty Bryce ha detto:

    Che sia stato solo un incipit?
    Il preambolo di qualcosa di meglio..

  22. thebrightoldoak ha detto:

    I liked it. But what I like most is the idea that people can learn from their mistakes. By acknowledging them and analysing what’s now in the past, that is what serves as a better guidance for the future.

  23. Viaggiatrice ha detto:

    La vita ci mette sempre di fronte a una scelta. Dalla persona che dice di amarci pretendiamo tutto. Ci permettiamo di trascurarla, la mettiamo alla prova sempre e intanto ci occupiamo d’altro perché ci sono altre aree del nostro vivere che non possono attendere. I tempi sono quelli. Non importa che lui o lei sia in attesa, che sia triste, scoraggiato. Se è vero che mi ama, deve amarmi anche se devo allontanarmi, deve accettare tutto di me. L’errore è di concentrarsi solo su se stessi e non pensare abbastanza all’altro. L’altro si sente trascurato, pensa che stiamo benissimo anche senza di lui, che non è così importante. La nostra sicumera ci porta a privilegiare una situazione da conquistare. C’è comunque sempre un modo di coinvolgere la persona che ci ama e non farlo sentire solo, abbandonato. Se quella persona è importante per noi non lo si trascura mai, non si attende che ci cerchi, ma la cerchiamo noi.

  24. pucci ha detto:

    E quando gli abbandonati siamo noi? Quando chi ti sta vicino da anni (tanti anni, troppi anni, una vita) ti abbandona, non fisicamente ma ancor piu’ gravemente psicologicamente, come si reagisce? Un mondo intero crolla, la persona che hai accanto e’ un’altra persona, uno sconosciuto, dove vai a parare il colpo? Ti devi resettare, a chi vai a chiedere aiuto? A nessuno. Devi farcela da sola. Allora scopri la “rete” e la tua anima un po’ si placa. Mi piacerebbe molto ricevere delle risposte da chi magari si trova nelle mie stesse condizioni! Saluti cari.

  25. pucci ha detto:

    Mi piacerebbe “disquisire” sul tema dell’abbandono con la VIAGGIATRICE. Ciao.

  26. stefano ha detto:

    gentilissima prof.ssa marzano,
    ho letto avidamente e con molto piacere il suo libro ‘etica oggi’ e devo dire che però sono rimasto un po’ perplesso. molti dei temi che lei tratta furono trattati già esaustivamente da scrittori di fantascienza negli anni ’60 del secolo scorso. uno fra tutti, la distinzione fra animali umani e non umani. ricordo un film il cui era posto il dubbio se considerare umani anche gli umani ‘non di donna’, cioè figli di specie diverse ma di intelligenza e comunicative umane. così come ora si pone la questione del riconoscimento dei delfini come intelligenze non umane. molto spesso la filosofia anzichè prendere spunto dalla prassi (ogni umano ha diritti inviolabili perché ha una madre) e dalla storia, tende a costruire esperimenti mentali che sono solo vicoli ciechi. mi viene in mente l’esperimento mentale di casati in cui cerca di stabilire cosa sia la conoscenza osservando il comportamento di un certo mario che guarda l’orologio casualmente a mezzogiorno e ‘sa’ che è mezzogiorno anche se l’orologio è fermo. a meno che mario non abiti in una grotta, non essendogli ignoto il rapporto (la vera conoscenza) fra la posizione del sole e il fatto di essere mezzogiorno, non può che dedurre solo in un intorno molto piccolo che il suo orologio non sbagli. altra questione è il fatto che molto spesso il filosofo vuole gettare luce in abissi in cui la sua misera torcia elettrica non arriverà mai perchè la questione sprofonda nel buio dei secoli. accettando il concetto di mistero è possibile ottenere risvolti pratici più proficui per la ricerca filosofica. per esempio accettando il fatto che la differenza fra animali umani e animali non umani è un mistero, e partendo dal riconoscimento di questo mistero, è più facile capire come la realtà si adatti intorno a questo mistero, tutto lo ricopra e se ne avvantaggi in un’aura sacrale che spesso la filosofia vuole a torto cancellare.
    distinti saluti
    stefano mino

  27. Stefano Mino ha detto:

    e ancora sulla libertà di impresa: l’impresa dovrebbe produrre prima di tutto uomini, in secondo luogo operai

  28. Stefano Mino ha detto:

    è che spesso le risposte su ‘come si fa’ le avete già, solo che preferite anziché farne una sintesi ‘andare oltre’. peccato di hybrys (o come cavolo si scrive) come direbbe galimberti. il mondo si è sempre aggiustato intorno ai suoi problemi, basta stare a vedere come fa

  29. stefano ha detto:

    per quel che riguarda il matrimonio omosessuale, credo che l’unione di coppie che che di fatto c’è sempre stata, sia diventata un problema con l’aumentare della burocrazia. dal momento che la coppia eterosessuale deve affrontare le spese della contraccezione, sia che non voglia figli, sia che ne voglia uno e poi basta, o 2 o 3 ecc e poi basta, oppure quanti si voglia ma dopo un po’, propenderei per la coppia omosessuale l’accesso al matrimonio così com’è per le coppie eterosessuali ma senza quei benefici, come per esempio tariffe agevolate per asili, e altre agevolazioni economiche, anche in caso la coppia (omosessuale) abbia diritto all’adozione di figli

  30. stefano ha detto:

    per quel che riguarda la biodiversità, credo che vada difesa attivamente come valore in se. anche perché si perdono prodotti nell’agroalimentare in modo specifico che sono caratteristici dell’unicità di culture. insomma il cibo ci rende unici, ed è necessario che sia diverso per ognuno. secondo me eataly fa molto in proposito, non parliamo poi di quando abbia contribuito il kebab all’integrazione degli immigrati magrebini, facendoli accettare come una presenza consolidata nella nostra società; e credo che anche la manifestazione torinese terra madre non sia da meno, nel far riscoprire la spiritualità attraverso il cibo e allo stesso modo identità diverse. non a caso spesso insulti razzisti sono legato a ciò che si mangia (mangiacrauti) e ciò che in una cultura è cibo spesso in un’altra è insulto. (non arriverei a dire che i comunisti mangiano i bambini, ma :) )

  31. stefano ha detto:

    per quel che riguarda gli ogm, secondo me il rischio più grande non è che ‘violino’ la natura. la natura manipola la genetica da più tempo di noi, ed è destinata a prendere il sopravvento sulla tecnica. il rischio è che creino squilibri economici dove sono imposti, come in india, che attenuino la biodiversità e espongano a rischi di epidemie di massa dove diventano monocolture, come avvenne nella famosa epidemia che distrusse i campi di patate in irlanda portando una grave carestia

  32. stefano ha detto:

    penso che il compito del filosofo sia di ‘fare multe’ col suo taqquino ad una società frettolosa nel liquidare tutto con sistemi semplicistici, per eccesso di velocità :)

  33. Stefano Mino ha detto:

    per quello che riguarda la fecondazione eterologa, penso che il problema semmai potrebbe derivare dalle malattie genetiche del donatore, che potrebbero non essere note se magari il donatore è al momento della donazione sano, e in vita e sano quando avviene l’accettazione. questo potrebbe rendere necessario un’informazione tempestiva da parte del donatore al beneficiario di eventuali rischi, ma credo che per il resto, come è sempre stato, l’ignoto arcangelo gabriele debba restare tale, e per quel che riguarda i figli la verità accesibile ben oltre dopo i 18 anni

  34. Stefano Mino ha detto:

    ho anche parecchi dubbi su come viene definito il termine natura. dal mio punto di vista la definizione che più ci dovrebbe interessare non è quella che lo contrappone ad artificiale, ma quella di ‘corso degli eventi su cui non ci è possibile influire’, come la morte segue la vita

  35. Reblogged this on Particella di cloro and commented:
    Michela, vorrei aver la chiave…

  36. Aly ha detto:

    L’amarezza in quei momenti si impregna in ogni cellula… Quando la corsa sfrenata non ha permesso di riconoscere l’essenziale di cui si aveva bisogno. Quando infine quel bisogno emerge preponderante e innegabile, mi pare di aver corso per niente, di essermi persa per strada qualcosa di talmente importante… Allora mi affollo la mente di perchè e di tentativi spasmodici di trovare…l’equilibrio…Che equilibrio? In fondo è un integrare difficilissimo…Quello fra sè e il mondo, quello fra sè e le proprie istanze da una parte e le pretese del quotidiano dall’altra. Pretese spesso così discutibili, eppure ci si scontra con meccanismi talmente informanti la vita oggi che è complicato non smarrircisi dentro…Spesso è incondivisibile, spesso stride dentro di noi un certo modo di stare che siamo tenuti a sperimentare, nel lavoro, nelle situazioni…Ma le cose funzionano a quel modo e mi sento così spesso in eterna minoranza…A volte diventa ostativo all’essere sè stessi, trovare quei compromessi che permettano di stare nel proprio quotidiano, di funzionare a quel modo in cui è preteso si funzioni. “Nessuno avrebbe capito”, “nessuno avrebbe perdonato”… o forse no, forse eccezionalmente qualcuno capisce e perdona, ma troppo eccezionalmente e se in quel passato non hanno capito e non hanno perdonato, comunque tenderò di default ad aspettarmi sempre questo. Tempi più umani, situazioni più umane, questo vorrei molto spesso…E’ talmente faticoso sforzarsi di lasciarsi essere, è talmente faticoso riconoscere i propri bisogni autentici… Ho sempre la sensazione che non ci stia tutto…Tutto quello che desidererei…

  37. stefano ha detto:

    un’altra cosa che volevo dire sull’etica (poi smetto di rubarti il lavoro, giuro :) ) è riguardo l’eutanasia: molto pochi hanno sperimentato quel dolore che hanno provato quelli che hanno subito le persone che sono state torturate, come durante l’inquisizione, la dittatura in vari paesi, fino a bestemmiare dio, abiurare ogni valore. c’è un momento penso in cui di fronte ad una persona che pratica l’eutanasia ad un’altra persona in una stanza, il mondo non abbia più nulla da dire

  38. Stefano Mino ha detto:

    credo che a volte sia meglio dare la morte che sentirsi colpevoli di un crimine

  39. clairesugar ha detto:

    Ho bisogno di sapere che ci sei…. è quello che sto ripetendo io alla persona che amo. La verità è che non lo so so se lui c’è. Mi sembra preso dalle sue cose. Proprio ora, non momento in cui ne avrei di più bisogno, ora che ho riaperto vecchi cassetti, ora che mi sento morire ogni giorno, ora che mi sento crollare qualcosa dentro, come se le mie vertebre cadessero a terra una a una.
    Forse è una maledizione di chi ha vissuto l’inferno, non sentirsi mai capito, se non da chi ha una storia come la tua. Ti auguro che la solitudine passi….

  40. Giovanni ha detto:

    Per me la poesia che meglio raffigura la condizione della solutudine come un tutto complementare a quei pochi attimi razionati di buona fortuna e gioia che ci spettano, sono i versi di quasimodo:
    Ognuno sta solo sul cuor della terra
    trafitto da un raggio di sole:
    ed è subito sera.

    • Frank Spada ha detto:

      Se poi quel “ognuno” scopre di avere un fratello, di non essere figlio degli stessi genitori, di avere anche altri fratelli – morti prima di essere lui stesso fratello di se stesso – perché appena dopo sera, la luna, quando c’è, cresce e gli sorride ancora?
      Se poi il Jazz è l’astrazione della vita, perché maii sono convinto che la vita equivalga a curiosità?
      Se poi la verità non è che l’altra faccia del sole, perhé spalmarsi di crema protettiva per non mostrare il volto?
      Se poi… ah, quante inutili domande!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...