L’uomo che amo…

L’uomo che amo mi porta il caffè ogni mattina. E scaccia gli incubi della notte passandomi la mano sul viso.

L’uomo che amo è sempre presente. Anche quando è lontano. Perché talvolta l’amore non è fatto di piccoli gesti, ma della condivisione profonda di quell’oceano di dolore che ci si porta dentro.

L’uomo che amo è la parola che culla il mio lamento. Anche quando mi chiede di tacere. Perché talvolta è proprio il silenzio che aiuta a sopportare…

 

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40 risposte a L’uomo che amo…

  1. Sonia ha detto:

    Nessun commento, ma totale condivisione……

  2. newwhitebear ha detto:

    Giusta questa definizione dell’uomo che si ama, perché c’è rispetto reciproco.

  3. stefano ha detto:

    che pazienza deve avere, pover’uomo ah ah ah :)

  4. Stefano Mino ha detto:

    by the way. ho letto il tuo libro sulla pornografia ‘la fine del desiderio’ a parte che voglio sperare sia un peccato di gioventù (è scritto nel 2003 mi pare), devo dire che tutto questo interesse per la pornografia lo vedrei meglio in un movimento sindacale invece che in un libro di filosofia. anche galimberti insiste molto sui danni della pornografia e io continuo a chiedermi perché, e vorrei esporre qui i miei dubbi riguardo il fatto che faccia poi tutti ‘sti danni

  5. Stefano Mino ha detto:

    a parte che il libro va progressivamente migliorando verso la fine, quando si scende nel concreto, i primi capitoli sopratutto si palesano come il frutto di un’analisi del fenomeno davvero superficiale (come minimo). innanzitutto delle opere che analizzi fai titoli e nomi degli autori, ma non citi un solo film porno (a parte gola profonda, che è un cimelio storico, più che un film porno) nè per titolo nè per autore. sostieni che nei film porno non c’è niente da raccontare. beh è evidente che se si fa una critica su un fenomeno conosciuto più per sentito dire che per conoscenza diretta è più il rischio di dire cavolate che cose sensate

  6. Stefano Mino ha detto:

    mi chiedo come guardi i film porno. li guardano in tanti, anche donne, e coppie e nessuno si aspetta che ci sia una trama. è vero i film porno sono (più o meno, ma il discorso è lungo… i più riusciti (perché esiste anche come per tutte le cose un porno riuscito e un porno non riuscito) non sono quello che ti aspetti. anzi spesso sono proprio quello che non ti aspetti) quello che dici tu, ma sono film porno per quello. hanno mai fatto male a qualcuno? non credo, perché se è vero che lo sviluppo armonioso della personalità è importante, e lo è la scoperta di ciò che il desiderio rappresenta, è anche vero che gli individui, uomini e donne, devono fare le loro esperienze prima di pensare di avere una vita stabile con qualcuno. come non importa, anche quella è una cosa che va imparata, e si impara anche che nessuno vorrebbe sposare una/o che si comporti in casa come una/o pornostar. come mi diceva un mio amico psicologo, le s..e si fanno con le mani, non con la testa

  7. Stefano Mino ha detto:

    quello che più mi ha dato da pensare, è stata l’analisi che fai di eyes wide shut (hai talmente straziato il film che mi veniva da piangere), e che mi ha fatto pensare che probabilmente tu i film, porno o meno, li guardi con gli occhi chiusi. se volevi parlare del desiderio in kubrick, era meglio parlare di 2001 odissea nello spazio… hai fatto un’ottima analisi di una coppia… ma dove l’hai vista nel film lo sai solo tu. che cruise e la kidman fossero ben poco una coppia non solo nel film ma nemmeno nella realtà doveva essere ben chiaro a kubrick, che si diverte a far girare ad una coppia reale la sua fine come se fosse un film in cui si ritrovano. un mostro di sadismo, lo so, ma certe parti del film con questa interpretazione, sopratutto le scene e i movimenti di macchina, filano molto di più. molto meglio fai nell’analisi dei libri

  8. Stefano Mino ha detto:

    la tua analisi poi trascura certi risvolti sociali come il fatto che il più porno degli spettacoli è il telegiornale. un vero ‘snuff movie’, la morte in diretta. dove ci azzecchi è quando parli del fatto che il porno soggiace ad una logica di una ‘pulsione scopica’. ma non dobbiamo confondere la ‘vista magica’ degli schizofrenici con il fatto che con gli occhi si può lavorare. dal punto di vista di uno che in un cinema ci ha lavorato da anni, è più ‘pornografico’ da mettere a fuoco un film pieno di effetti speciali hollywoodiani che un film porno. dopotutto nessuno è ancora andato a fare una sparatoria in un cinema porno. non dubito che il poveretto di denver si facesse troppe pippe, ma dire che il problema è il porno su cui si faceva le pippe è come dare una testata contro un albero e dare la colpa all’albero.

  9. Stefano Mino ha detto:

    in quanto alle varie ‘misture’ di porno e cinema classico che sono state tentate, credo avrebbe meritato una menzione bruno dumont che con 29 palms dal mio punto di vista ha voluto mettere la parola fine a questo discorso. 29 palms è un film dove non ci sono dialoghi, come un film porno. e l’autore lascia lì se sia per la consapevolezza della presenza di una cinepresa da parte di una coppia reale o per il fatto che per quello che deve avvenire nel film non ci sia nulla da dire

    • Giovanni ha detto:

      scusi, ma non puo’ limitarsi ad argomentazioni attinenti al tema ? lei irrompe sempre con modalita’ compulsive in questo salotto virtuale, si sieda e si calmi, si beva una camomilla e prenda in considerazione la possibilità che l’invadenze delle sue argomentazioni renda in realtà mute le sue parole…

      • Stefano Mino ha detto:

        ma i libri chi li ha scritti? lei?

      • Stefano Mino ha detto:

        e le ricordo anche che per leggerli li ho comprati, forse diversamente da lei

      • stefano ha detto:

        non credo che se manifesto il mio sincero interesse per il lavoro della signora marzano anche con delle critiche o con la disapprovazione se qualcosa contrasta con quello in cui credo faccia del male a qualcuno. perlomeno evito il leccaculismo intellettuale che va per la maggiore. dopodiché se do fastidio basta dirlo, anche se trovo poco corretto fare come fa la maggior parte degli autori lanciare il sasso e ritirare la mano. pochi hanno il coraggio di confrontarsi con i lettori. se devo fare delle lodi le faccio anch’io, ma se le faccio sono sincere. contribuire non vuol dire sempre ‘sì’. dopodichè il ‘fuori tema’ è dovuto al fatto che della signora marzano mi interessa il lavoro che non credo sia così distante da quello che contiene il blog. o forse lei vuole passare dal salotto al letto. dorma bene :) la camomilla concilia :)

  10. Stefano Mino ha detto:

    insomma il contrario del verboso eyes wide shut. concluderei dicendo che nessuno pretende una vita ulteriore da parte degli attori del porno. potrebbero essere già morti quando si guarda una scena. direi che ha ragione valentina nappi quando parla del porno come musica. almeno per chi la musica la ascolta come un usa e getta. non è roba da collezionare il porno. nello stesso tempo le persone che vi si avvicinano come per una fase dell’evoluzione della loro coscienza sono molte e non mi risulta che ne rimangano così impressionate. al contrario sapere che si può liberarsene quando si vuole esorcizza l’idea che questo possa essere il destino che tocca a noi. insomma non vale lo stesso discorso dei rasoi usa e getta per cui nell’era consumistica alla fine gettiamo anche noi. e a chi lo produce poco importa che lo si conservi, ce n’è sempre di nuovo. quello che mi stupisce è che si paghi per il porno, tanto se ne trova. lì forse posso capire che chi paga sia un po’ disturbato, sì… perché come nella tesi che porta avanti lei, spera di trovarci altro che una discretamente eccitante confusione di idee

  11. Stefano Mino ha detto:

    per ultimo volevo citare la frase che halloran il cuoco (rimanendo a kubrick) dice al piccolo danny in shining: sono come fotografie appese al muro. non fanno male

  12. Dario Petrolati ha detto:

    non sono daccordo
    con questo continuo litigare
    non ne capisco la ragione
    non si viene via
    liberi
    allora cercherei
    di pensare prima di buttarla
    in lite
    chè poi…
    dario.

  13. Giuliano ha detto:

    stefano mino, i libri non li abbiamo scritti noi, però i film porno sono di una pochezza talmente abnorme che val la pena parlarne solo se analizzati, dire che non fanno male a nessuno, ecc. E’ un pò poco. Insomma o vai in profondità conoscendo le tematiche che ci stanno sotto alla pornografia oppure leggi e impara come facciamo noi comuni mortali.

  14. stefano ha detto:

    chiedo scusa dario, mi ci ha tirato per il collo :) ma non mi va di sentirmi dare dell’esagitato, è solo l’infervorarsi per una discussione. in fondo se la discussione non è accesa che gusto c’è :) ?

  15. lupus.sine.fabula ha detto:

    Leggendo queste parole mi riconosco profondamente… ma mi chiedo sempre se sono in grado di amare altrettanto lui… e temo di rispondermi…

  16. lordbad ha detto:

    condivido!

    Un saluto da Lordbad

    Vongole & Merluzzi

  17. rosenuovomondo ha detto:

    io preferisco commentare il post che è stato scritto… e non i commenti…
    Sono parole belle.. però in una vita insieme reciprocamente ci si porta gioia e dolore e si è il perno l’uno dell’altra… e a volte si sopporta insieme il dolore e a volte si condivide la gioia

  18. mimarzano ha detto:

    Io in genere non intervengo nella discussione perché le cose che mi scrivete le trovo sempre molto belle… Mi permetto di farlo oggi perché è la prima volta che mi sembra che ci sia una polemica e mi dispiace. Vorrei tanto che questo blog restasse un luogo di condivisione e di scambio… Lasciamo fuori le polemiche per favore! Ce ne sono già talmente tante che vorrei, almeno qui, restarne al di fuori… GRAZIE, Michela

  19. Elenausa2009 ha detto:

    Vere parole d’amore!

  20. stefano ha detto:

    vedo che aggredire verbalmente le persone su questo blog sta diventando una consuetudine. quando non si ha niente in testa è sempre meglio aggredire le persone che ribattere alle loro obiezioni no?

  21. stefano ha detto:

    l’amore è quella pace che nasconde dietro la schiena un coltello

  22. davide ferrari ha detto:

    talvolta è proprio il silenzio che aiuta a sopportare…magico,in poche parole un mondo ed una filosofia. complimenti michela.

  23. Alessandro Sterzi ha detto:

    La pornografia non è sbagliata, ma mostra un approccio violento (in molti casi), compulsivo e anafettivo della relazione. Questo è sbagliato? Non credo, perchè qualsiasi cosa esiste, in quanto esistente, non può essere sbagliata. Io in effetti non credo molto nell’opporre valori al nichilismo, perchè il gesto è un gesto puramente formale. Credo nella possibilità, piuttosto, di essere testimoni con la propria vita di un altro modo di vivere.

  24. Alessandro Sterzi ha detto:

    Io, per inciso, Michela la sposerei. Me ne sono innamorato. :P

  25. laurabonaiuti ha detto:

    L’uomo che ami ha portato la luce nel tuo inferno.

  26. La viaggiatrice ha detto:

    Siamo usciti dal tema o mi sbaglio.

  27. Mila ha detto:

    Passaggio notturno della Sua intervista barbarica su La7, di inizio anno. Non La conoscevo, ma si parlava di ferite, di parole per dirle, per tradurle e renderle comprensibili. A se stessi. Agli altri. Così mi sono fermata. L’ho seguita fino alla fine. Fino a commuovermi. Ha una forza comunicativa importante, vivace, suggestiva.
    Volevo essere una farfalla. Anch’io. Seppure passando per altri sintomi, altri codici corporei. Altri ingorghi di silenzio.
    Di rado in un’immagine, in un corpo di parole, in una storia che si racconta, in un volto, ho trovato mescolate insieme tante cose simili e diverse in quasi pari entità. Comunicanti tra loro, mi sembra, in un modo che pare armonico. Chi scende nei sotterranei non sempre ne risale arricchito. Se risale. Dunque questa Sua sensibilità è già un merito. La parte difficile, parlo per me, sta nell’estendere un senso duro da amplificare, che riconosce l’altro anche se non ci riconosce, anche se non (ci) ha compreso (etimologicamente parlando). Ché ognuno è. Spesso troppo dentro la propria storia. Al punto da rendere difficile, impraticabile, a sé, agli altri, il passaggio ad altri modi. Di leggersi, rileggersi, concepirsi. Di concepire le cose intorno. Forse questa accettazione dell’altro deve avere a che fare con l’accoglienza (di sé, intanto). Per completarsi. Di quel genere franco, che si guadagna sul campo, passando un guado, qualche volta melmoso, qualche volta feroce, di consapevolezze. E che dà modo alle cose di sé di riprendere a fluire. Lo zoccolo duro, parlo di nuovo per me, è venire a patti, forse far pace, col trambusto fastidioso (uso un eufemismo) della vita. Che è stato. Che ha segnato. Che non smette di essere. E di segnare. E’ necessario ricavarne un “amorevolmente”, in qualche modo. Intanto, per riprendere fiato. Che poi il resto magari segue.
    Un amorevolmente. Per riconoscersi. Da sé a sé ma passando attraverso l’altro. Includendolo o meno, importa relativamente. Una carezza si può interiorizzare.
    E’ vero, ci vuol coraggio. A non astenersi. A scegliere di cercarsi. E di esserci, interamente viva. Con tutto quello che comporta.
    Comprerò il Suo libro. Perché è vero che le parole, “nominate bene”, cercando di fare meno confusione possibile, curano. Colgono, centrano emozioni. Pezzi di anima. E suonano bene, dall’orecchio fino alla punta dell’alluce.
    Le auguro cose belle. Oltre a quelle che già ha. Dentro, specie.
    Grazie

  28. Sergio Corsi ha detto:

    Volevo anzitutto far notare che il garbo impone che anche le critiche siano esposte con il dovuto stile.
    E’ la prova del fallimento della tanto sbandierata comunicazione telematica di cui blog rappresentano spesso uno “sfogatoio”.
    Anche io, pur non avendo letto i libri della P. ssa Marzano, credo di avere un approccio completamente diverso alla realtà ovvero di tipo “sperimentale” invece che “idealistico”.
    Trovo molto poetiche e commuoventi le Sue parole, ma temo che non tengano conto di problematiche secondo me insite nella natura umana: la violenza, spesso associata al sesso, i totem ed i tabù, parafrasando Freud e molto altro.
    Per questo motivo credo che l’indagine intorno all’uomo (ed alla donna….) vada ricondotta nell’ambito antropologico e considerando quest’ultimo come appartenente al regno animale come è sempre stato.
    Non voglio prolungarmi ma voglio confessare che di filmografia pornografica, pur considerandola nettamente distinta dall’erotismo, ne ho fatto nella mia vita largamente uso….

  29. MRB ha detto:

    Ciao Michela, ciao tutti! Mi interessa il tuo modo originale di porti alla gente. Osservo la tua necessità di renderti quasi trasparente raccontandoci tanti fatti delle tua vita che potremmo definire privati. Mi interrogo. Mi è capitato di vederti in alcuni video su YouTube, per esempio in quello registrato durante una trasmissione di Corrado Augias dove eri ospite insieme ad Umberto Galimberti . Mi sono chiesta quale sarebbe stata la mia reazione se Galimberti ci avesse fatto sapere di lui la sua vita privata come hai fatto tu con la tua autobiografia e come continui a fare in qualche modo per esempio con questo blog. Non lo so. So però che per quanto si racconta di se, nulla esce davvero allo scoperto ad illuminare il nostro mistero che anzi si infittisce poiché il racconto che tentiamo di farne non fa che documentare l’indicibilità della vita. Il web 2.0 con tutti i suoi social network e la sua mania di dare spazio al creatore di contenuti, finisce per mostrare chiaramente che il mondo nella sua necessità …..non si può svelare, comprendere. Alla fine si rischia di dire cose banali o comunque incapaci di raccontare davvero la vita che per sua natura può solo essere vissuta, non raccontata o anche solo rammentata o evocata.
    Voglio essere sincera e dirti che mi interessano molto di più i tuoi ragionamenti sulla “sorte di donna” che la tua biografia che pure ho letto. Il dolore che hai attraversato è grande, ma secondo me la sola cosa che conta è che in qualche modo è passato. Sei quello che sei: un mistero come siamo tutti.
    A cosa serve insistere nel voler raccontare un mistero?!

  30. Tizianeda ha detto:

    E’ sempre bello leggerti!

  31. loredana ha detto:

    Tornando a….. l’uomo che amo….
    Hugo von Hofmannsthal da L’uomo difficile (1918)
    “Ma lo sa Antoinette che cos’è cuore, lo sa? Che un uomo ha a cuore una donna lo può mostrare con una sola cosa al mondo: con la durata, con la costanza. Solo così. Questa è la prova, l’unica.”
    Questo è quello che sento ogni giorno.

  32. Noemi ha detto:

    Ritengo sia una grande conquista avere accanto qualcuno che sappia accettare il nostro lato più fragile; a volte è più facile far finta di niente e tirarsi indietro prima ancora di aver capito quale risorse l’altro ha dentro di sè.
    Perchè se qualche volta le ombre offuscano il sole, non è detto che si sia spento tutto dentro di noi. Magari un semplice abbraccio può bastare a far tornare il sereno.

  33. Lolo ha detto:

    Michela, sono innamorato di Lei…

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