L’amore è tutto #8

Si può conservare un amore e perdonare il tradimento? “Il lavoro del perdono è un lavoro che esige tempo”, scrive Massimo Recalcati nel suo ultimo libro Non è più come prima. “La memoria dell’offesa viene attraversata e riattraversata al fine di raggiungere un punto di oblio che rende possibile un nuovo inizio”. Quindi, sì. Per Recalcati, il perdono è non solo possibile, ma anche necessario. Anche se poi, per lo psicanalista, questo percorso sarebbe oggi molto raro, a differenza del passato quando si perdonava quasi sempre, soprattutto quando a doverlo fare erano le nostre nonne. Mentre oggi, all’epoca dell’effimero e del cinismo, sarebbero pochi a restare indenni di fronte alla “schiavitù del nuovo, del sostituto, dell’arbitrio scambiato per libertà di scelta”. Ma in che senso il perdono dovrebbe opporsi alla schiavitù del nuovo? Perché perdonare? Perché farlo sempre?

Ho già più volte parlato dell’importanza e della fragilità della fiducia nell’amore. Ossia di come l’amore, per accadere, abbia bisogno di abbandono e di vulnerabilità. Anche se poi, inevitabilmente, il fatto di abbandonarsi al benvolere altrui rende sempre possibile il tradimento. Tanto più che l’essere umano, per definizione, tradisce ed è tradito. Anche semplicemente perché il desiderio sfugge al controllo, e accade a chiunque di sbagliare, di scivolare, di far male, di abbandonare. Nonostante l’amore. Nonostante la condivisione. Nonostante la pazienza.

Ho anche spiegato, però, che esiste un tradimento che non può essere perdonato. E che è “imprescrittibile”, come direbbe il filosofo francese Vladimir Jankélévitch, senza che per questo si sia schiavi del nuovo. Ossia quel tradimento profondo e radicale che consiste a far credere all’altra persona che niente sia cambiato mentre, in realtà, tutto è diverso. Quello che porta a ripetere gli stessi gesti o a pronunciare le stesse frasi. Anche se vuote di senso. Anche se prive di sostanza. Come “quegli sposi miserabili che rimangono, lamentandosi dell’amore ormai da tempo svanito nel loro matrimonio” di cui parla Sören Kierkegaard. Quale gioia può esserci d’altronde nel restare all’interno del perimetro di quest’amore tradito? Quale libertà di essere se stessi può sopravvivere, quando l’altro non ha il coraggio dell’autenticità?

Non mi piacciono gli elogi del passato. Quando il sacrificio e la costanza erano considerati i pilastri del vivere-insieme. Quando si restava insieme perché era così che si doveva fare anche quando ci si sopportava appena. E questo, non perché io sia affascinata dalla mancanza di punti di riferimento o dal trionfo del narcisismo. Anzi. Sono profondamente convinta che uno dei problemi dell’epoca contemporanea sia proprio l’incapacità di uscire dal proprio mondo interiore per rischiare la condivisione e l’apertura. Ma credo anche che la costanza e il sacrificio del passato siano in parte responsabili di tanta sofferenza che si vede oggi. Tutto quel malessere che si prova di fronte alle menzogne e all’apparire. Tutti quei sintomi che gli adolescenti ci buttano addosso, perché sanno bene che, dietro la facciata della rispettabilità, l’“io” soffoca e muore.

Certo, non si tratta di cedere alle sirene del “nuovo”, acculando gli oggetti d’amore prima di sostituirli e buttarli via. Anche perché nell’accumulazione, di amore, ce n’è molto poco. Si tratta solo di capire che l’amore non è perfetto, che l’altro può talvolta non essere all’altezza, che alcune volte può sbagliare e farci male. Ma che tutto questo, con il tradimento imprescrittibile, non c’entra niente. E che, in questi casi, il “non-perdono” del vero tradimento non è un problema. Anzi. È talvolta l’unico modo che troviamo per difendere la nostra soggettività dal falso idolo delle apparenze.

Dalla mia rubrica su Vanity Fair. Ecco il link, anche per ritrovare le altre puntate:

http://www.vanityfair.it/news/italia/14/03/26/michela-marzano-perdono-tradimento

Twitter: @MichelaMarzano

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31 risposte a L’amore è tutto #8

  1. Stefano Mino ha detto:

    di conoscenza non si muore :)

  2. rosenuovomondo ha detto:

    Leggerò il libro che hai citato. Secondo me si può decidere coscientemente di passare oltre al tradimento. Non lo si dimenticherà mai. E’ un dolore grandissimo essere stati così nudi ed esposti come nell’amore ed essere stati traditi. Si può, quando ci sono grandi cose fra due persone, l’affetto, il rispetto, la vita passata insieme, decidere di racchiudere in una bolla il momento e passare oltre. Ma la ferita resta.

  3. newwhitebear ha detto:

    Il tradimento è far perdere la fiducia nell’altro/altra. Come hai detto, tradire fa parte della natura umana, mentre perdonare lo è molto meno. Quello che è oggettivamente impossibile è pensare che tutto sia come prima. Il tarlo del dubbio rimane e si osserva ogni azione, ogni pensiero con occhio e orecchio diverso.
    E’ vero si è passati dal perdonare ogni cosa del passato al non perdonare nulla del presente senza le sfumature intermedie.
    Il tradimento, secondo me, è la tomba dell’amore.

  4. mai stata qui ha detto:

    Ho tradito. Sono stata perdonata. L’unico modo per uscirne è stato fare quello che abbiamo fatto per trent’anni: parlarci. Non abbiamo mai smesso di farlo. Abbiamo lasciato che una parte dell’altro restasse un mistero, da scoprire. Curiosi dell’altro, ora siamo consapevoli del fatto che non c’è attrazione senza la percezione (e accettazione) dei lati nascosti. L’amore è libertà. Ho tradito perché credevo mi mancasse l’essere libera. Ho trovato solo negazione, imposizioni, divieti e pretese di assoluta appartenenza. Su tutto, e soprattutto, chiusura al confronto e al dialogo e allo scontro possibile (e probabile!). Sono tornata sui miei passi, scornata. Ma ho capito quanto importante e prezioso sia il mio rapporto con l’unico uomo della mia vita. Non so se andrà bene. Non esiste la parola “sempre” tra noi. Ogni giorno ci scegliamo. E’ un gioco di equilibrio, l’amore.

  5. Stefano Mino ha detto:

    perché esiste il male?
    anche dio ha solo due occhi eh…

  6. Stefano Mino ha detto:

    m’illumino d’incenso :)

  7. Stefano Mino ha detto:

    prendiamo uno che non gioca d’azzardo per principio, a cui viene regalato dalla direzione sul lavoro per natale un biglietto della lotteria che lui non ha il coraggio di buttare via. e mettiamo che vinca. questo in che misura influirà sulla sua personalità fino a farne un uomo diverso fino al punto, come è successo a tanti, di andare in rovina?
    (la banconota da un milione di sterline, dickens)

  8. Stefano Mino ha detto:

    un uomo si reca da un sarto, che gli è stato consigliato da un amico, e gli ordina un abito nuovo.

    Benché provi un vago disagio e sia tentato di rinunciare al vestito si trova, quasi senza volerlo, ad indossarlo e scopre che gli va a pennello, anche se non gli riesce di pagare il conto perché il sarto si rivela inaspettatamente elusivo.

    Appena indossata la giacca avverte che nella tasca si materializza una banconota e così si getta a capofitto ad estrarre ingenti quantità di denaro che, tuttavia, coincidono misteriosamente con cifre sparite in sanguinose rapine, furti, incendi e disastri di varia natura, tutti conclusisi tragicamente.

    In breve il protagonista scopre di aver stretto un patto col diavolo anche se, a livello razionale, non riesce a considerarsi responsabile delle tragedie avvenute
    (breve riassunto del ‘cappotto’ di buzzati)

  9. pulce ha detto:

    Ciao Michela, cerco di entrare nel profondo di quanto scrivi. purtroppo la vita è dura. è dura credere in qualcuno e rimanere traditi. non avrei mai pensato che non fosse vero amore, che sarebbe finito. e mi chiedo, dopo un anno, dove trovare la forza? tante cure e ancora ritorna, ancora fa male. ma io esisto, lo so. esisto anche se lui non c’è.

  10. Stefano Mino ha detto:

    o so tutto
    io so come si fa tutto
    io è un satellite di giove (2001 kubrick)
    io era la vacca di giove
    so tutto io
    so fare tutto io
    e io e io e io
    io io io
    jojo

    Giro girotondo, io giro intorno al mondo. Le stelle d’argento costan cinquecento. Centocinquanta e la Luna canta, il Sole rimira la Terra che gira, giro giro tondo come il mappamondo…

    It’s called “Daisy”. [sings while slowing down] Daisy, Daisy, give me your answer, do. I’m half crazy, all for the love of you. It won’t be a stylish marriage. I can’t afford a carriage. But you’ll look sweet upon the seat of a bicycle built for two…

    per informazioni su come andare in paradiso, chiedete a me

    chissà se l’aragosta ha finito di inseguire sartre

    dancing on the rooftops (bonnie nelson duffey)

    si vede che la(!) ‘luce grande’ e la(!) ‘luce piccola’ quando le ha create si conoscevano già.
    in ogni caso ho sempre pensato che se lo spirito di Dio aleggiava sopra la faccia dell’acqua, l’acqua non poteva non rifletterlo.
    brodsky, fondamenta degli incurabili (venezia)

    Dio fece le(!) due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
    « Esiste qualcosa sulla terra che ha due piedi, quattro piedi e tre piedi
    ed ha una sola voce, è l’unico,
    tra coloro che si muovono sulla terra, in cielo e nel mare
    a cambiare la propria natura, ma quando per camminare usa più piedi
    la sua velocità in proporzione diminuisce.
    “Esistono due sorelle, delle quali una genera l’altra, che a sua volta genera la prima. Chi sono?”
    oh daisy daisy perdonami perché
    sono acceso d’amore e d’odio per te
    sebben sia bipartito
    non sono un invertito
    e se mi lasciassi
    il mio cuore potrebbe spaccarsi in tre

  11. elzada ha detto:

    Vorrei tanto abbracciarti, per assaporare assieme con il corpo l’infinita speranza nella vita che porta la fine di una sofferenza.

  12. Stefano Mino ha detto:

    speciazione
    è nato prima l’ovulo o la gallina?
    specials (ph k dick, blade runner)

  13. Stefano Mino ha detto:

    che gesù fosse sposato è una delle notizie più sicure al mondo, altrimenti perché avrebbe detto:
    Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.

  14. Stefano Mino ha detto:

    mia sorella è solo un’opportunista, ma l’occasione fa l’uomo ladro. e poi sono i miei parenti a non parlare con me perché non vado a messa tutte le domeniche (basaglia)

  15. Stefano Mino ha detto:

    ‘ho già scritto tutto, che altro devo scrivere?’ disse dio. ‘la bibbia è finita…’

  16. Stefano Mino ha detto:

    se il dio vivente scriveva, allora adesso è morto che non scrive più?

  17. Stefano Mino ha detto:

    dio si è fatto uomo (l’amore passionale)
    è morto (il desiderio)
    ed è nato un uomo nuovo (l’amore coniugale)
    (la ginestra, leopardi (severino))

  18. Stefano Mino ha detto:

    c’è anche chi va a vedere la partita e poi non si ricorda come è finita eh
    Il Siviglia si laurea campione ai calci di rigore (4-2) dopo lo 0-0 di tempi regolamentari e supplementari; Il Benfica perde l’ottava finale europea

  19. Stefano Mino ha detto:

    freud scopare con la madre lo faceva ‘fantastico’ (woody allen)(edipo re)(ecc)

  20. Stefano Mino ha detto:

    come diceva kant, la terra sotto di me, il cielo stellato sopra di me. e non ci vedeva nemmeno tanto bene. si vede che usciva solo di notte (severino, le guin)

  21. Stefano Mino ha detto:

    ambigua, ma come la femminilità…
    t…e, ma come le donne…
    anthichrist, lars von trier

  22. Stefano Mino ha detto:

    l’ultima parola spetta alle donne. ma non c’è una sola generazione di donne. che poi si scannino fra loro è un altro problema (la città delle donne, la voce della luna – fellini, cavazzoni)

  23. Stefano Mino ha detto:

    sono sempre le cose cui si tiene di più quelle che si perdono

    è l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende
    forza e (c)foraggio

    epitaffio
    aveva sempre una parola per tutti
    ma mai quella giusta

    il passero solitario (leopardi)(severino)
    D’in su la vetta della torre antica,
    Passero solitario, alla campagna
    Cantando vai finchè non more il giorno;
    Ed erra l’armonia per questa valle.
    Primavera dintorno
    Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
    Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
    Odi greggi belar, muggire armenti;
    Gli altri augelli contenti, a gara insieme
    Per lo libero ciel fan mille giri,
    Pur festeggiando il lor tempo migliore:
    Tu pensoso in disparte il tutto miri;
    Non compagni, non voli
    Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
    Canti, e così trapassi
    Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.

  24. Stefano Mino ha detto:

    diamonds are girls best friends
    Il celibato sacerdotale è la prassi della Chiesa cattolica di rito latino di ordinare presbiteri e vescovi soltanto quei battezzati che hanno scelto il celibato per il Regno, oppure i vedovi non risposati. Non viene considerato un dogma di fede, ma una scelta ecclesiale
    Tuttavia, né nelle chiese latine né in quelle orientali è permesso ai sacerdoti ordinati di contrarre il sacramento del matrimonio.

  25. Stefano Mino ha detto:

    leopardi
    « Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
    e questa siepe, che da tanta parte
    dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quella, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quiete
    io nel pensier mi fingo, ove per poco
    il cor non si spaura. E come il vento
    odo stormir tra queste piante, io quello
    infinito silenzio a questa voce
    vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
    e le morte stagioni, e la presente
    e viva, e il suon di lei. Così tra questa
    immensità s’annega il pensier mio:
    e il naufragar m’è dolce in questo mare. »
    dov’è l’indirizzo di ‘infinito’? (wais)

    emanuele severino, la potenza dell errare
    scegliere il male per errore
    edipo re (sofocle)
    (le guin)

    volontà di potenza e superuomo (nietzsche, 2001 kubrick, odissea (omero))

    il passo del leopardi

  26. Stefano Mino ha detto:

    che esso finisca (emanuele severino, gli eterni superdei, apocalisse, einstein)

  27. Stefano Mino ha detto:

    600 anni dopo la rivoluzione copernicana, il sole continua a sorgere e a tramontare poi la sera

  28. Stefano Mino ha detto:

    perché il famoso linguaggio di programmazione si chiama Pascal? perchè non puoi inserire dati mentre li elabori. e viceversa

  29. Stefano Mino ha detto:

    io abito verso l’infinito. e oltre (star trek)

  30. Stefano Mino ha detto:

    il bene e il male stanno agli antipodi come la notte rispetto al giorno(enduring love, mcewan)(eyes wide shut, kubrick). il sole tramonta a sion due minuti più tardi che a riom. la sottile linea rossa che li divide non ci impedisce di distinguere il primo dal secondo, e oltrepassarla anche di poco non rende la corruzione dell’anima meno assoluta in chi lo fa rispetto a chi nel male persevera (joyce)(edipo re, sofocle)
    good and evil are at odds as the night and (during)(enduring love, mcewan)(eyes wide shut, kubrick) the day. in sion the sun sets two minutes later than in Riom. the thin red line that divides them does not prevent us to distinguish the first from the second, and also to go beyond it just of an inch does not make the corruption of the soul less absolute than to persevere in evil (joyce) (Oedipus the King, Sophocles)

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