“Vendola pecca molto più di Berlusconi” (sic!)

E vabbé… oggi non volevo scrivere niente perché sono stanca… ma come fare a tacere di fronte a tanta idiozia? Anzi no, se fosse solo idiozia forse si potrebbe tacere… Qui c’è dell’altro… Perché non è stato un povero analfabeta ad aver osato affermare che “Vendola pecca molto di più che Berlusconi” perché “l’omosessualità è un peccato gravissimo e contro natura”… È stato monsignor Babini, il vescovo emerito di Grosseto, colui che dovrebbe insegnare la parola del Vangelo e praticarla, colui che prima di scagliare la prima pietra dovrebbe essere sicuro di essere senza peccato… Altro che pietra, invece. Qui si tratta di massi. Scagliati sempre e solo contre le stesse persone. Mi piacerebbe che un giorno uno di questi farisei (ma lo hanno mai letto il Vangelo? lo sanno che Gesù preferiva la compagnia dei pubblicani e delle prostitute a quella dei sacerdoti del tempio?) mi spiegasse cosa è mai la natura… perché ammetto di non riuscire a capire bene quest’argomento del “contro natura”… perché è sempre la natura che si invoca da secoli per giustificare l’oppressione, le ingiustizie, le angherie… Da quel poco che so, è nello “stato di natura” che “homo homini lupus” (luomo è un lupo per gli altri uomini)… è “per natura” che l’uomo è superiore alla donna… è una legge naturale “far figli”… ma forse mi è sfuggito qualcosa… magari un giorno monsignor Babini troverà il tempo per spiegarmelo, se non è troppo occupato nelle sue invettive contro gli omosessuali, gli ebrei o i musulmani…

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29 risposte a “Vendola pecca molto più di Berlusconi” (sic!)

  1. La natura è perfetta un gradino prima di arrivare all’uomo che con i suoi comportamenti spesso ha rovinato tante cose.
    Oggi leggendo il giornale anche io pensavo a cosa la Chiesa potesse dire suoi comportamenti di B. eccomi accontentata!

  2. Giovanni Molon ha detto:

    Come sempre, si nota la pagliuzza nell’occhio degli altri e non si vede il trave nel proprio.
    Sarebbe necessario far pulizia in casa propria prima che in quella altrui. Questo però significherebbe, se eseguita onestamente, trovarsi privi di truppe e soprattutto graduati.

  3. Sergio Bellino ha detto:

    Forse, più drasticamente, in Italia dovremmo smetterla di indignarci per dichiarazioni come quelle contro omosessualità, contraccezione, divorzio, procreazione assistita che provengano dal Papa o dalle gerarchie ecclesiastiche; smetterla di consentire quando dagli stessi soggetti siano formulate condanne che magari condividiamo (ultimamente contro il precariato); infine finirla di aspettarci che da essi giungano anatemi contro B. e la sua condotta.
    Forse dovremmo laicamente imparare a non curarcene.
    Di questi Padri dobbiamo imparare a non avere più bisogno.

  4. Vento dell'Ovest ha detto:

    Sono d’accordo con Sergio Bellino, che fa un discorso radicalmente liberale. Mi stupisco invece della Marzano, che non trae le conclusioni della sua stessa invettiva…se infatti Gesù preferiva la compagnia di pubblicani e prostitute, allora ne consegue che monsignor Babini ha ragione: Egli oggi preferirebbe Berlusconi, Tarantini e Terry De Nicolò piuttosto che il “cattolico” e perbenissimoVendola. O forse vuole dire che anche Gesù era un fariseo quando insegnava (ai farisei, guardacaso) che il divorzio non è lecito (cfr. Mt 19, 3-9)? Prima di tutto però bisogna rivolgere alla signora Marzano la sua stessa domanda: ma lei lo ha mai letto il Vangelo? Per evitare di dire scemenze basterebbe anche una scorsa veloce (ma non troppo) al Catechismo o al Codice di diritto canonico.

    • mimarzano ha detto:

      L’ho letto, è per questo che non mischio mai Vangelo e Dottrina della Chiesa…

      • Vento dell'Ovest ha detto:

        A quanto pare la scorsa è stata, ahimè, troppo veloce. Ma non perdiamoci in teologiche dispute: Farisei, nei Vangeli, sono coloro che ritenevano lecito il divorzio, che lapidavano le peccatrici in pubblica piazza e che si rifiutavano di credere ai miracoli (si veda per la guarigione del cieco nato). Forse questo Vangelo sarebbe meglio mischiarlo con la dottrina della Chiesa piuttosto che con l’evangelico “lievito dei farisei”…

  5. anna loffredo ha detto:

    Una lezione di iprocrisia! Quanti ragazzi sono stati abusati e lo saranno ancora nei luoghi in cui era stato loro detto che avrebbero trovato soltanto e sempre amore? Si sono invece commessi atti “innaturali” fra quanti, vittime essi stessi, hanno osato sfidare le ipocrite leggi umane al riparo e nel segreto dei templi.

  6. Pierpaolo Buzza ha detto:

    Sono d’accordo col sig. Sergio Bellino, e rilancio una questione filosofica di cui mi piacerebbe conoscere l’opinione della professoressa Marzano.
    Frasi come queste (di Babini) sono chiaramente provocatorie, e prive di ogni senso comunque le si guardi. Mi ricordano gli slogan xenofobi leghisti e le enormità dell’entourage berlusconiano.
    Fino a che punto è giusto dare loro tutta questa risonanza? Parlarne male è innanzitutto parlarne. Quindi riconoscere loro una qualsivoglia forma di dignità che spinge noi a commentarle.

    Io mi sono dato una regola, che è quella di ignorare completamente i deliri psicotici di chicchessia, perché ammetterli al campo della discussione significa ammettere implicitamente che hanno il dirito di starci. Mentre per me un delirio è solo un delirio, e mi rifiuto di interagire con esso.
    Chiaramente questa regola ha il grosso svantaggio di lasciarsi passare sotto il naso, senza condannare, frasi violente, pericolose e antidemocratiche pronunciate da uomini che ricoprono cariche importantissime, di cui invece dovrei curarmi eccome.

    Fare il contrario però sottintenderebbe la filosofia del “tutte le idee sono sullo stesso piano e hanno la stessa dignità”, con cui non sono d’accordo.
    Quindi come se ne esce?

  7. pfra64 ha detto:

    Non si tratta di “idiozia” ma di propaganda, non di morale ma di politica, o meglio, di potere.

    (Un saluto a tutti, primo post)

  8. Alessandra ha detto:

    condivido l’ultimo commento.
    Michela penso sia credente (almeno questa è l’impressione che ho avuto leggendo il suo libro) e quindi, reagisce a queste osservazioni.
    Personalmente non riconosco l’autorità delle gerarchie ecclesiastiche, non parlano per me; però so che comunque influenzano il sentire comune e continueranno a farlo finché non troveremo il coraggio di essere davvero laici.
    La strada per la laicità tuttavia è ancora lunga.

    • mimarzano ha detto:

      non so se ci sia una contraddizione tra laico e credente… e non so se per essere credenti si debba necessariamente accettare l’autorità delle gerarchie ecclesiastiche… consco tanti credenti che lo sono proprio perché “dissidenti”…

  9. Valentina Altana ha detto:

    Purtroppo gran parte del clero attraverso quelli che, secondo me, sono dogmi assurdi come castità e celibato, si allontana drasticamente dall’unico senso che, se proprio vogliamo, possiamo trovare alla vita: l’amore, anche quello carnale, s’intende, che, biologicamente, è indispensabile per la procreazione. Se un uomo si allontana così dal succo della vita o lo vive, comunque, come qualcosa di sordido e morboso, chiaramente avrà qualche problema di comprensione sull’argomento. Le persone intelligenti quando sono confuse su qualcosa, rimangono sempre zitte, secondo la mia esperienza.

  10. Lucia Tarola ha detto:

    E’ un problema antico questo. E assai spinoso. Io non credo affatto che si debba imparare a non curarsi di affermazioni di tale gravità. Perché se le ignoriamo, se facciamo come se le parole non avessero un peso, allora è esattamente nella direzione catastrofica in cui stiamo andando che continueremo ad indirizzarci.
    Non voglio rievocare lo spirito sessantottino, che pure tanto sento mio, anche perché non è la sede e l’argomento opportuno ma sono realmente convinta che non si possa più lasciar correre.
    Non è più tollerabile che la Chiesa diffonda questo genere di messaggi.
    Non è più tollerabile che la politica del nostro paese sia ridotta in questo stato.
    E, soprattutto, è inacettabile che le due cose siano messe sullo stesso piano.
    Perché è evidente che non vi sia confronto.
    Un omosessuale è una persona che ha una dignità e, se vogliamo usare questo termine, una morale su cui nessuno può permettersi di discutere.
    Possiamo dire lo stesso di Berlusconi?
    Non è affar mio conoscere le abitudini e i gusti sessuali del Presidente del Consiglio e se lui non ricoprisse una carica istituzionale, troverei ingiusto che le sue conversazioni private finissero sulle pagine di tutti i giornali.
    Il punto è che queste conversazioni gli impediscono di fare ciò per cui è stato eletto.
    Ma alla Chiesa questo non interessa.
    E si dimentica, appunto, che Gesù preferiva la compagnia delle prostitute a quella dei sacerdoti del tempio.

  11. Renato Pierri ha detto:

    Il Manifesto; Il Riformista 27 settembre 2011
    Omosessualità e adulterio
    Il vescovo e Nichi Vendola
    Il vescovo emerito di Grosseto, Giacomo Babini, per difendere Berlusconi ed attaccare Vendola, ha dichiarato: “Credo, da cattolico, che la omosessualità praticata sia un peccato gravissimo e contro natura, certamente peggiore di chi va con l’altro sesso”. Peccato gravissimo, secondo Babini, ma non secondo Gesù, il quale, rispondendo al giovane ricco, enumera i peccati gravi, ma non fa un minimo cenno all’omosessualità: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza. Non frodare, onora il padre e la madre» (Mc 10,19). Si dà il caso che tra questi peccati, ci sia proprio quello ritenuto meno grave dal vescovo, vale a dire l’adulterio. Peccato commesso in continuazione da Silvio Bellusconi, giacché, come il vescovo emerito dovrebbe sapere, secondo la Chiesa cattolica, il Cavaliere è tuttora sposato. Vale la pena ricordare che secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, gli atti di omosessualità al più dovrebbero essere peccati veniali, giacché manca la materia grave, precisata dai dieci comandamenti (Catechismo n. 1858). E il peccato veniale, secondo Giovanni Paolo II, “non priva della grazia santificante, dell’amicizia con Dio, della carità, né quindi della beatitudine eterna” (Reconciliatio et paenitentia,17). Insomma, come cattolico, il vescovo lascia piuttosto a desiderare.
    Renato Pierri

  12. Marina Convertino ha detto:

    Hai ragione, non si può proprio tacere di fronte alle farneticazioni di questo emerito … di Grosseto. Ma credo che oltre al concetto di natura brandito dalla chiesa nei secoli come una clava per colpire i più deboli e i diversi, ci sia un imbarazzante se non omertoso silenzio che copre i peccati quelli veri, di certi signori della politica, in cambio di privilegi come esenzione ICI e 8 per mille.
    (e sono stata buona..)

  13. stefano ha detto:

    Funziona così : Zì prete legge su un libro, prima raccontato e poi scrtto (più di 3000 anni fa) da pastori nomadi mediorentali che le anime si giudicano da quali pertugi i loro corpi scelgono per unirsi …..Zì prete, lo ha letto ! …e grida c’è scritto ! …sotto di lui decine di penne trascrivono, tastiere spruzzano file nel cyber spazio e dicono : Ha detto che è così ! …..Chi ? …qualche pastore mediorentale migliaia di anni fa !! ……….a volte i pastori (in tutti i sensi) preferiscono le pecore (sempre in tutti i sensi).
    P.s. Il tuo ultimo lavoro è divino ops.! è umano .

  14. Renato Pierri ha detto:

    “Vento dell’Ovest” fa un po’ di confusione con le Scritture. Gesù espone ampiamente le ragioni che lo spingevano ad inveire contro i Farisei ipocriti (una delle ragioni era appunto l’ipocrisia), in Mt 23, 13 – 32. Non inveisce contro di loro perché ritenevano lecito il divorzio, o la legge del taglione, giacché erano leggi tollerate sino allora da Dio stesso, e che con la venuta di Gesù vengono modificate, perfezionate: “Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abrogare ma a compiere” (Mt 5,17).
    Michela Marzano afferma che Gesù preferiva la compagnia dei pubblicani e delle prostitute a quella dei sacerdoti del tempio. E dice cosa giusta. Gesù preferisce la compagnia di peccatori disposti alla conversione (vedi l’episodio di Zaccheo, Lc 19, 1-10), a quella dei sacerdoti ipocriti. Berlusconi non può essere paragonato ai peccatori disposti alla conversione, e Nichi Vendola non può essere paragonato ai sacerdoti ipocriti.

    • Vento dell'Ovest ha detto:

      E questo dove sta scritto? Gesù ha detto che è venuto non per i giusti ma per i peccatori (cfr. Mc 2, 17), non ha specificato che è venuto per i peccatori “disposti alla conversione”, anche perchè la conversione è grazia apportata proprio da Lui…a meno che non vogliamo sottoscrivere l’errore pelagiano, che è per l’appunto lo stesso errore farisaico: salvarsi da soli mediante la propria condotta morale. Vendola è peccatore esattamente come Berlusconi, la differenza è che mentre Berlusconi non fa vanto del proprio peccato (tant’è vero che dicono che menta, dicono) per Vendola il suo peccato è addirittura motivo di “pride”, di orgoglio. Orgoglio del peccato e peccato dell’orgoglio convertuntur, e sappiamo (da S. Tommaso, da Dante, insomma dalla tradizione teologico-filosofica) che nella gerarchia infernale non v’è peccato più grave. Vendola non è un sacerdote ipocrita, è Lucifero.

  15. Renato Pierri ha detto:

    “Vento dell’Ovest” continua a fare confusione. Non ha letto attentamente l’episodio di Zaccheo e neppure quello della donna adultera.
    Venire per i peccatori significa venire per convertire i peccatori, non per stare in loro allegra compagnia.

    “Vendola è Lucifero”…Bravo “Vento dell’Ovest”, proprio bravo!

    La calunnia è un venticello…dell’Ovest…

    E con questo, per quanto mi riguarda, chiudo il discorso, anche perché in tutt’altre faccende affaccendato…

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