Credibilità, giustizia, speranza…

Ecco tre parole del tutto scomparse dal vocabolario politico italiano… tre piccole parole… che sarebbero però capaci di ridare un senso allo straparlare dei nostri policiti…

È così che ieri sera François Hollande ha salutato i militanti socialisti che si erano riuniti in rue Solferino, dopo essere stato designato ufficialmente candidato del PS alle prossime presidenziali. È così che ha deciso di inaugurare la propria campagna elettorale. Perché anche qui in Francia la gente non ne può più delle promesse non tenute e dell’abuso di potere della classe dirigente. Perché anche qui c’è bisogno di abitare di nuovo lo spazio della politica, che è poi, in fondo, altro non è che il “nostro” lo spazio.

Ma per poterlo fare veramente c’è bisogno di credibilità (imparare a riconoscere i problemi che le persone affrontano nella vita di tutti i giorni senza promettere loro l’improbabile), di giustizia (basta con questo sistema finanziario che gioca col destino di milioni di persone! basta con questa politica fiscale ingiusta che protegge i più ricchi e si dimentica dei più fragili!) e di speranza (i giovani sono il nostro futuro, non possiamo far pagare loro gli errori e l’irresponsabilità dei loro genitori).

Fino a quando in Italia si continuerà a parlare per non dire niente e a far finta che “tutto vada bene” la politica non potrà ritrovare alcuna dignità. E gli Italiani e le Italiane si sentiranno traditi. E pieni di collera. E impotenti…

Come diceva Albert Camus, il primo passo che si deve fare per mettere un po’ di ordine nel mondo è imparare a “nominare” bene le cose. Solo poi si potranno trovare soluzioni adeguate ai problemi. Solo poi si potrà cominciare ad avere di nuovo fiducia nell’avvenire…

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8 risposte a Credibilità, giustizia, speranza…

  1. gustavivo ha detto:

    “Nominare bene le cose”: sarebbe una grande rivoluzione in un paese come l’Italia, dove, a livello di opinione pubblica <> gli slogan più triviali e i luoghi comuni più beceri e duri a morire. Ma si sa, è molto facile governare con la semplificazione estrema del linguaggio (dove il confine fra verità e propaganda scompare) a fronte di comprendere la complessità del mondo d’oggi e tradurla in legislazione moderna, al passo con le sfide contemporanee.

  2. Massimiliano Hellies ha detto:

    Impegno e capacità politica qui hanno lasciato spazio ad una vuota vanità presenziale che li surroga entrambi, e ne simula gli effetti, annunciati e promessi tramite vacui proclami. Ci si riempie la bocca di “Democrazia”, che ormai, nella sua forma manipolata verbalmente, è diventata un sistema fideistico di credenze ingannevoli, che ne mimetizza lo svuotamento sistematico e sostanziale, permettendo di diluire l’impotenza colposa di tale sistema. Meno male che sono costantemente in contatto con l’attuale generazione di ventenni, loro si che mi trasmettono queste tre parole scomparse.

  3. pfra64 ha detto:

    “nominare bene le cose” ? da noi ormai esistono solo poche parole: comunisti, fascisti, togherosse, federalismo, romaladrona, berlusconidimettiti, vergognatevi, cacca, pappa e mamma.

  4. pina ha detto:

    Ecco.. lei ci cattura sempre.. perchè non è da tutti avere quella capacità di avvicinare il contenuto delle parole alla realtà senza distanze… e lei riesce a farlo con un’attenzione esemplare
    che arriva.. che arriva.. che arriva

  5. Aisa Musica ha detto:

    Cara Professoressa, come sempre ha centrato il punto, nominare bene le cose. La prego, ci insegni lei cosa vogliono dire le parole, una per una, quelle più importanti. Io non capisco, ci sono parole che hanno un significato positivo, mentre spesso le sentiamo nominare cariche di significati e aspetti negativi: parole come “cultura”, “arte”, “etica”, “tradizione”, “valore”. Non si possono trovare dei sinonimi per le accezioni negative, anziché sporcare dei termini così belli? Come fa una cultura a essere “dell’odio”? Non sarebbe più facile se dicessimo “proselitismo all’odio”, o “apologia dell’odio”? Almeno avremmo un po’ più chiaro nella testa il concetto di “cultura”. Come fa una cacca in scatola a essere definita “arte”? Non potremmo invece chiamarla “provocazione”, “riflessione”, “falso valore”, “insegnamento”, “forma di comunicazione” “creazione visiva”, “specchio dei tempi”, o che so io, anziché “arte”? E ancora, come fa l’etica a essere “negativa”? Non farebbe più chiarezza parlare di etica da una parte e di COMPORTAMENTO negativo dall’altro? E come fa a chiamarsi tradizione il prendere una bambina e castrarla viva con un coltellaccio? Non potremmo dire invece che è una “mutilazione di consuetudine”, (il male è banale. Può anche essere “consueto?”) un'”aberrazione”, o che altro, senza scomodare il termine “tradizione”? Come fa un valore a essere “negativo”? Allora che valore è?
    E poi c’è da capire il significato delle parole che designano i sentimenti: “indignazione”, “speranza”, “fiducia”, “odio”, “amore”…. poi le parole che vengono spesso strumentalizzate: “pace”, “fede”, “libertà”, “diritto”, “giustizia”……. dobbiamo impararle con precisione, è fondamentale.
    Oggi ci crediamo tutti coltissimi perché siamo rimpinzati di stimoli televisivi e giornalistici, ma non è così……. per avere una cultura di base non ci vogliono poi molte nozioni, ma quelle poche devono essere PRECISE, e con precise non intendo granitiche, irrevocabili, inconfutabili, sicure, certe, giuste, corrette, o che altro…. intendo proprio PRECISE. Su quelle poi si può partire con il ragionamento, altrimenti siamo tutti delle rane dalla bocca larga. Professoressa, per favore, faccia ancora dei dizionari, finalmente anche tradotti in italiano, magari varie pubblicazioni non troppo corpose, qualcosa che possa entrare facilmente anche nella mia testa🙂
    Sto leggendo le Sue pubblicazioni, sto imparando le Sue parole, Lei è una grande, senza mezzi termini; egoisticamente, sono tanto felice che alla sera sia con noi su social networks, (anche se Lei giustamente, non ne può più dalla stanchezza….) Avere uno dei 50 pensatori contemporanei più fecondi al mondo che ci segue ONLINE mentre impariamo è un onore e un regalo enorme, grazie!

  6. Marco ha detto:

    Professoressa Marzano,

    seguo e ammiro da tempo il suo impegno civile nel denunciare alcuni dei mali più gravi della società italiana, in particolare la condizione subalterna della donna nel nostro paese.

    Per questo sono rimasto stupito dalla sua partecipazione alla convention di Matteo Renzi a Firenze. Non so se lei ha fatto caso, ma su quello stesso palco è intervenuto Giorgio Gori, che è stato a lungo direttore di Canale5 e Italia1, nonché inventore di alcuni dei peggiori reality show come “L’Isola dei Famosi”, simbolo di quella televisione spazzatura che lei stigmatizza nei suoi libri. Giorgio Gori non era un invitato qualunque, ma è “l’esperto” scelto da Renzi per elaborare la proposta di un nuovo sistema televisivo pubblico. Ecco, se Gori è l’esperto che dovrebbe disegnare la televisione italiana di domani, io spero francamente che Renzi non sia mai chiamato a ruoli di responsabilità.

    Senza contare che Matteo Renzi intrattiene buoni rapporti con i gruppi più integralisti della Chiesa Cattolica come Comunione e Liberazione, che io ho conosciuto da vicino (e combattuto e sconfitto politicamente) in 5 anni di Università a Milano.

    Io le sono grato per il contributo che sta dando alla modernizzazione della nostra società, ma non vorrei che queste sue energie venissero incanalate in manifestazioni che più che cambiare l’Italia, rischiano di farla andare ancora più indietro.

    La sfida che attende gli italiani nei prossimi mesi non è solo liberarsi di Berlusconi, ma espellere il virus del berlusconismo che ha ormai contagiato anche la sinistra italiana. Se, una volta andato via Berlusconi, avremo un suo clone di centro-sinistra, questa lunga attesa non sarà servita a nulla.

    Distinti saluti,

    Marco Genre

    • mimarzano ha detto:

      Caro Marco sì, sono d’accordo… solo che io sono andata alla Leopolda non per appoggiare qualcuno, ma per dire la mia… e farmi sentire un po’… credo sia importante (in Italia c’ero un po’ per caso…)

  7. fulviosguerso ha detto:

    Certo è che se Matteo Renzi è “il nuovo che avanza” stiamo freschi! Io non ero alla Leopolda (avrei potuto andarci aggregandomi alla delegazione del PD savonese guidata dal sindaco Berruti)
    quindi non posso pronunciarmi sull’intervento di Michela Marzano. Non ho però dubbi, qualunque cosa abbia detto, sulla sua qualità e sull’autonomia del suo discorso. Immagino che l’abbiano invitata per dare lustro (Michela sta vivendo un suo momento magico e, a quanto pare, è contesa dalle varie anime della sinistra) alla convention renziana e a dimostrazione della loro apertura anche alle voci critiche…Perché il suo sarà senz’altro stato l’intervento critico di una dissidente. Come lo so?
    Semplice: la filosofia o è critica dell’esistente o non è.
    Un saluto da Fulvio Sguerso

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