Un velo di tristezza

È così! Capita…  All’improvviso un velo di tristezza… senza ragione apparente… Forse perché per troppo tempo si è andati avanti automaticamente… una cosa dopo l’altra… perché non c’era il tempo di riflettere… perché non c’era la voglia… perché… Ma è inutile cercare di capire i perché. È così. E allora tanto vale prendersi questa tristezza che arriva all’improvviso e aspettare che passi. Tanto le carezze che arrivano dall’esterno in questi momenti non servono a molto. Soprattutto quando apparentemente non c’è alcun motivo di essere tristi…

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26 risposte a Un velo di tristezza

  1. dadepalma ha detto:

    sai pensavo… “non vogliamo essere sollecitati o stimolati ad uscir fuori dall’umore nero, ma abbiamo bisogno di un amico vero che ci sopporti, ci aiuti un po’ e aspetti”… sai era il 1957 quando Winnicott lo scriveva😉

  2. fulviosguerso ha detto:

    VARIAZIONI SUL TEMA: …Aspettare che passi…Che cosa? Il velo di tristezza improvvisa che non si sa da dove viene, né perché? Dipende forse dalla mia volontà farla passare? D’altra parte, se è venuta da sola e “senza ragione apparente”, da sola se ne andrà…Dove? Ad aspettarmi in altro luogo e in altro tempo? E perché mai aspetterà proprio me e non un altro? Perché è proprio la “mia” tristezza, con il mio volto, la mia voce, il mio silenzio diverso da ogni altro? E perchè ora viene e ora se na va? Ci sono troppi perché inutili o senza questi perché la tristezza non avrebbe neanche il senso di farmi nascere pensieri che senza di lei non avrei mai pensato? In tal caso, aspetta, mia cara tristezza, rimani con me ancora un poco, aiutami a…pensare…

  3. Chiara ha detto:

    La tristezza è la pausa da rispettare

  4. Ivana Fabris ha detto:

    Da tempo ho rivalutato la tristezza. Fa parte dei sentimenti umani, perchè respingerla?
    Spesso ne abbiuamo bisogno per stare con noi stessi, per riprendere contatto con tutte quelle parti che molto spesso non ascoltiamo.
    Ed è così bello farlo, soprattutto in un’era che la tristezza ha negato e condannato senza appello.
    Abbiamo vissuto un epoca che considera la tristezza qualcosa di tremendamente sbagliato perchè tutti dobbiamo essere allegri, solari, carini, vincenti!
    Eh no, io non ci sto.
    Rivendico il mio diritto anche ai giorni di pioggia e non solo alle giornate soleggiate perchè solo questo fa di me una persona vera.

    • giorgio ha detto:

      è proprio vero, la tristezza non v’à condannata, ma ha volte è proprio lei che condanna noi. Ci porta indietro nel tempo , raffioraro i ricordi passati, i vecchi errori che abbiamo fatto, il dolore che .anche se involontariamente, abbiamo procurato ai nostri cari, ai nostri fratelli, ai nostri amici…… Il non poter rimediare ci logora l’anima

  5. Nyno_ ha detto:

    La tristezza è il sorriso di domani…

    Nyno.

  6. isabella ha detto:

    Si è tristi quando gli stimoli che alimentano la nostra anima vengono a ridursi drasticamente… si è tristi quando le persone che amiamo ci sembrano lontane e non condivisibili… quando la mente cerca nuove risposte senza attivare nuovi ‘indagini’… rimanendo statica per un po’ (statica: che brutta parola!).
    … E si è tristi perché, biologicamente, potremmo esserne semplicemente più predisposti di altri…
    ma la filosofia insegna che, per quante domande possiamo farci, ce ne sono alcune che non hanno risposta… se non quella di condurci rapidamente nelle braccia di chi ci comprende.🙂

    Un abbraccio forte

    Isabella

  7. Monica ha detto:

    E’ il bambino che siamo stati ad essere triste perché anche noi lo stiamo trascurando, ha paura che anche noi ci dimentichiamo del suo dolore.
    Monica

  8. Alessia ha detto:

    Grazie…grazie perchè ieri sera ho avuto proprio uno di quei momenti di cedimento totale senza possibilità di uscita (o almeno così sembrano quando ci sei dentro). Sapere che c’è qualcuno che arranca, che nonostante l’impegno e le buone intenzioni continua a far fatica a mantenere l’equilibrio, mi fa sentire un po’ meno sola.
    Alessia

  9. Renato Frabasile ha detto:

    La frivolezza e la noia che invadono ciò che rimane ancora, il presentimento vago di qualcosa di sconosciuto, sono i segni premonitori di qualcosa d’altro che è in cammino (Hegel, La fenomenologia dello spirito)

  10. Dario Petrolati ha detto:

    Michela per favore,
    cerca di vincere la tua malinconia
    è difficile impossibile
    te lo dico io chè sono impastato dalla nascita forse
    Siccome si soffre allora desidero non saperti
    velata.
    Consigli non posso dartene però desidero tu almeno possa sorridere
    dario.

  11. marta ha detto:

    La tristezza.Riempiamo la nostra vita di gesti,lasciamo cadere tanti piccoli sassi dietro i nostri passi durante il nostro procedere convulso.Capita che inconsapevolmente ci guardiamo dietro e ci sembra di non scorgere niente e nessuno.Questa per me è la tristezza,la mia tristezza.Non c’è nessun motivo apparente ma uno sempre presente “sentirsi trasparente”.
    Un bacio marta

  12. Eliana ha detto:

    mi permetto di segnalarti un post dal mio blog che in quanche modo riprende questo argomento: il post è intitolato il peso di certe giornate mentre il blog è mammaconicalzettoni

  13. dominique Rolland ha detto:

    se non c’è motivo, è come una nuvola che passa davanti al sole, e poi se ne va…cosa sarà? forse niente, forse il pensiero néanche cosciente, del passato, il nostro, o anche quello della storia, chissà, l’impronta di dolori che furono e che non sono nostri, ma che per questa nuvoletta sono nostri in un instante…
    non badarci troppo, ma probabilmente, al momento in cui scrivo queste linee, il velo di tristezza sarà già passato!! ciao!

  14. Lucio montagni ha detto:

    La tristezza e’ come la noia, pause fisiologiche del nostro mondo emotivo e razionale. E bisogna imparare a rispettarle. Ciao

  15. Capitanoachab ha detto:

    Fa parte delle cose che possono succedere, in genere è una reazione ad un periodo di frenesìa o di grande appagamento personale. Anni fa ho conosciuto un filosofo napoletano che mi ha spiegato quella che lui chiamava “la tristezza della vittoria”.
    C’è di bello che poi succede sempre (sempre!) qualcosa che cambia la nostra prospettiva, anche in forma minimale….. ed il giro ricomincia!

  16. claudia ha detto:

    tristezza come insoddisfazione? come incertezza? come disorientamento? come paura recondita? come incapacità di porsi domande o di darsi risposte? come senso di spossatezza o mancanza di energia? o, semplicemente, come consapevolezza di essere umani!?

  17. gustavivo ha detto:

    Prima o poi, le nubi velano il sole: è inevitabile. Si dovrebbe saper apprezzare anche questo appannamento della luce; più facile adirsi, che a farsi, ma tant’è. Prima o poi, l’aria tornerà a splendere.

  18. l.p. ha detto:

    La tristezza e la felicità in realtà dovrebbero variare poco dalla soglia di un equilibrio di leggerà serenità.Questo succede nei cani o nei gatti, e i proprietari lo sanno, ma ancor di più negli animali selvatici. L’osservava Leopardi guardando pecore e mucche, al pascolo. Ma il nostro cervello umano è cambiato; biologicamente diverso è ora soggetto a facili squilibri, che non provengono a volte da noi, noi infatti non li vorremmo. Alcuni li correggono proprio biochimicamente, e stanno bene, altri si aiutano con psicoterapie, i più sfortunanti cadono vittine di qualche dipendenza, fumo, alccol, gioco, droghe…., .

  19. poemonapage ha detto:

    Se è “solo” tristezza abbracciala, e utilizzala a tuo favore… magari per sfogarti – piangendo, scrivendo, ascoltando, guardando.
    Se è invece un peso che ti opprime l’anima (e ti potrei capire), respira e sii forte… passerà…

    Un bacione!
    Paola

  20. isabella ha detto:

    tristezza… o maliniconia…?

    Isabella

  21. maria piacente ha detto:

    Certe volte la mia tristezza mi ha riempita di imprevisti ! Non dico, viva la tristezza, no ! Ma a volte risignifica alcune tappe della mia vita ….
    Vi abbraccio
    Maria

  22. sconnessa ha detto:

    Cavoli… sono stata attirata dal titolo del tuo post, l’ho letto e ho pensato: è proprio quello che mi sta capitando da due giorni a questa parte.
    Che sia stagionale? O è troppo banale?
    Sono giunta più o meno alle tue stesse conclusioni. Aspettare che passi, accettarla. Fa parte della vita, come tutto il resto.
    Un (inutile) abbraccio!
    Sconnessa

  23. brigidafraioli ha detto:

    c’e’ sempre un motivo ed e’ sempre buono

  24. pina ha detto:

    Ma se prima non c’erano
    i fiori, cinquanta milioni di anni fa.
    Quale cuore mancante
    così traboccante di mancanza

    quale giocondissima mente
    è esplosa al suo centro
    in colorati frammenti di sè
    di se stessa pensante.

    Quale cuore, che mente
    ha schizzato fuori
    la legge della fioritura
    i colori e le forme
    e la sfumatura così delicata
    dei petali nel punto d’innesto
    alla corolla.

    Quale cuore, carico di
    una gioia che noi solo intuiamo
    quale acrobatica mente
    ha gettato la prima manciata nel fango
    a fare petalo
    pistillo e corolla e urlo d’amore
    del colorato fiore?

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