Un velo di tristezza (bis… dopo i vostri commenti…)

Dovrei saperlo, e invece ogni tanto me lo dimentico. L’amore che si riceve dagli altri è sempre tanto grande. Talmente grande che è folle e stupido dimenticarsene… Perché anche quando si ricevono porte in faccia e cattiverie, poi c’è sempre qualcuno che si avvicina e che trova quella parola giusta, quella frase, quel gesto che ripara tutto… Leggendo alcuni dei commenti al mio post di ieri mi è tornato il sorriso… Perché c’era tanto amore. Veramente tanto. Insieme a tutte quelle parole perse e poi pian piano ritrovate. Perché dietro la mia tristezza c’è sempre la stessa cosa… quella bambina che sono stata e che ogni tanto riappare… quel sentimento di inutilità… quella voglia di far meglio e di non riuscirci… quel perdono che talvolta non riesco a darmi… quell’amore che nel passato ho cercato invano è che invece è già lì, presente… proprio ora… mentre scrivo… Ormai ho deciso! Dopo Volevo essere una farfalla, il mio prossimo libro sarà sull’amore. Non quello che cercavo. Quello che ho…

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32 risposte a Un velo di tristezza (bis… dopo i vostri commenti…)

  1. Valentina Altana ha detto:

    Un argomento stupendo, davvero! Sarà di certo un successo🙂

    • Vincenzo LIGUORI ha detto:

      Eh, come no! Come se l’amore non fosse già il tema di ogni libro che si pubblica. Per cortesia, scriviamo d’altro, se ne siamo capaci. Altrimenti, cosa vuoi che ti dica: avanti il prossimo.

      • Maria ha detto:

        Legga bene Sig. Liguori: “L’amore ….quello CHE HO”.
        Ecco la differenza: non c’è scritto “amore impossibile/perduto/fatale/folle/potenziale/sognato/cercato….”.
        L’amore quotidiano, semplice, REALE, quello di cui pochissimi raccontano perché NON VENDE, secondo le regole di mercato.

      • Valentina Altana ha detto:

        Quoto Maria!

  2. elisa ha detto:

    bellissimo…il verbo amare ha mille forme: amare gli altri, amare la vita, amare sè stessi, amare donando, ricevendo, chiudendo porte per aprirne di nuove…l’amore segue la dinamica dei muscoli involontari. batte dentro di noi, non possiamo comandarlo.
    mi auguro solo che questo libro esca presto:)🙂
    elisa

  3. isabella ha detto:

    Grande… grandissimo tema… su cui razionalmente non credo… e spiritualmente bramo.
    Se scriverai questo libro – oltre a comprarne decine di copie e rincorrerti per tutto il nord est perché tu le autografi – mi piacerebbe seguirti nella sua elaborazione…🙂 pagina per pagina🙂 per comprendere – finalmente – ciò che la psicanalisi non è riuscita… in me… a svelare.

    Isabella

  4. Ivana ha detto:

    Alla bambina interiore che si agita dentro te…
    Alla persona meravigliosa che sei, un vero essere umano…
    Grazie di esistere…

  5. gabriella ziliani ha detto:

    E’ vero, spesso ci dimentichiamo di quanto amore c’è intorno a noi, e come per tutte le cose che ci appartengono, ci si abitua, e non ci si fa più caso.
    Soltanto quando il cielo ti cade sulla testa ti accorgi che non sei sola, e che le persone che ti amano sono tante ed importanti!

  6. Antonella ha detto:

    Un unico commento a due post…
    La tristezza che arriva all’improvviso… credo siano le cicatrici di alcuni dolori a far male, anche se quei dolori sono stati ormai superati, vinti, elaborati… cicatrici profonde, che normalmente non causano alcun fastidio, ma che comunque esistono dentro di noi… per questo, secondo me, a volte le carezze che arrivano dall’esterno sembrano non poter cambiare nulla di essenziale… ma basta girare lo sguardo, un attimo, appena un attimo, a considerare tutto ciò che abbiamo costruito sopra i nostri dolori, sopra le cicatrici, grazie alla nostra forza, grazie all’amore che abbiamo ricevuto e che abbiamo dato. Non c’è forza più grande di questa. Magari pervadesse davvero ogni cosa!

  7. fulviosguerso ha detto:

    A Vincenzo Liguori: l’amore è già il tema di ogni libro che si pubblica? Che cosa vuol dire? Che si pubblicano troppi libri sull’amore? Preferirebbe che se ne pubblicassero altrettanti sull’odio? E come classifica un libro come “Un terribile amore per la guerra” di Hillman? E un libro pubblicato e già oggetto di culto come il Mein Kampf su che cosa è, sull’amore, sull’odio o sullo sterminio dei (presunti) nemici? E poi, sa, ci sono temi universali e altri contingenti; tutto sta anche nel modo con cui un tema universale viene trattato: l’amore, come l’essere, può dirsi in tanti modi; così come si possono scrivere commenti acuti o commenti sciocchi…

  8. Ivana Fabris ha detto:

    “Quella bambina che sono stata”…

    Un pianto antico.
    Un bambino sperduto, un adulto ritrovato.
    Per me è stato così. Ci sono voluti anni, ma oggi quella bambina che sono stata e che tanto ha pianto e sofferto, sa che ha me a consolarla ed ha trovato un porto davvero sicuro, un abbraccio che non le mancherà mai.
    Mille sorrisi, Michela, alla tua bambina che oggi ha te.

  9. Aisa Musica ha detto:

    Davvero un tema azzeccatissimo! C’è bisogno di parlare come si deve dell’amore. Grazie professoressa, lo aspettiamo!

  10. gustavivo ha detto:

    O forse “l’amore che sono”, amore che siamo tutti; una dimensione che ci abita talmente addosso, da confondersi col nostro essere corpo e intelligenza. Soltanto quando siamo quell’amore, sapremo ridarlo indietro al legittimo proprietario: scambio paritario, senza gelosie e possessi, senza scambi economici di dare e avere.

  11. mi metto già in fila per leggerlo, degustarlo e poi…. recensirlo:)
    buon lavoro ma, per favore, si risparmi un po’

  12. robadanoncredere ha detto:

    bel punto di arrivo. L’amore è il tema della vita, rifletterci su o addirittura scriverci un libro sarà sicuramente una bella avventura!

  13. brigidafraioli ha detto:

    Per Liguori, l’originalita’ sta nel come e non nel cosa, senno’ tanto vale che faccia una telefonata a Philip Roth o magari a Kundera e spieghi anche a loro e a tutti gli altri quale geniale intuizione ha avuto Lei: scrivere… d’altro!

    • fulviosguerso ha detto:

      A quanto pare la stroncatura preventiva del prossimo libro di Michela Marzano da parte di Vincenzo Liguori ha aperto un piccolo dibattito. “Per Liguori, l’originalità sta nel come e non nella cosa”? Non mi pare proprio, diversamente come potrebbe stroncare un testo ancora non scritto? No, per Liguori – se ho letto bene il suo commento – il tema, cioè la “cosa” (termine quanto mai polivalente e psicoanalitico) amore, è ormai un tema inflazionato; quindi, se si vuol essere originali, è meglio parlare d’altro. Di che cosa d’altro non dice, anche perché non si finirebbe più…Benissimo: parli pure d’altro, nessuno glielo vieta. Ma lasci, per favore, che gli altri parlino di quello che meglio credono e come meglio credono. E poi stia pure tranquillo: Michela Marzano non è né Bruno Vespa né Alessandro Baricco (e non perliamo nemmeno di Federico Moccia!).

  14. Mr.Loto ha detto:

    L’amore è ovunque, soprattutto dove non andiamo mai a cercarlo, dentro di noi!

  15. Massimiliano Hellies ha detto:

    A parte la spocchiosa scortesia di Liguori, Il tema è ad alto rischio banalità, anche per gli specialisti dell’argomentazione rigorosa. E’ un classico, e riprendere i classici comporta dei rischi di prestazione (il 1° che mi viene in mente è il Pinocchio “toppato” di Benigni). Tuttavia se si è in un periodo in cui si ha “dimestichezza” con l’oggetto in questione, si corre anche il rischio opposto, il capolavoro.

  16. Gill ha detto:

    Devi esserne felice, quella bambina ti aiutera’ a trovare le parole giuste per scrivere su un argomento di cui tutti straparlano….invece tu lo farai in modo sincero e discreto….Molti si riconosceranno in quello che scriverai e scattera’ qualcosa tra i ‘molti’ e quella bambina, che pur non conoscendosi, scrive quello che loro non sanno esprimere con semplici ed efficaci parole!
    Gia’ti ringrazio, un abbraccio

  17. Vincenzo LIGUORI ha detto:

    Bene, dopo essere stato tirato in ballo in più di un messaggio, credo di avere ora il diritto (e anche il dovere) di replica.
    Non voglio cadere nella facile trappola della polemica a buon mercato né con @Massimiliano Hellies che mi dà dello scortese, né con @brigidafraioli che mi invita a telefonare a Roth o a Kundera per spiegare loro chi sa che cosa (ammesso che entrambi abbiano il tempo di ascoltarmi), e neppure con @Maria che mi esorta a leggere meglio il post della Marzano o con @fulviosguerso che addirittura mi onora di due repliche oltre che di un personale, acuto commento pervenutomi per altre vie. Quindi mi concentrerò esclusivamente sul contenuto del mio post che – come ha sottolineato ancora @fulviosguerso – pare abbia aperto “un piccolo dibattito”.

    È vero, letto così, cioè senza riferirsi a ciò che c’è scritto prima, il mio messaggio può davvero sembrare irriverente e spocchioso. Inserirsi in coda ad un commento come quello di @Valentina Altana (il primo della lista), scrivendo quello che ho scritto io, può davvero dare l’impressione di un intervento “a gamba tesa” (per usare una metafora calcistica). Tuttavia – e spero mi perdonerete – il mio commento è la reazione a ciò che ha tutta l’aria di essere il racconto di un’altra (l’ennesima!) storia personale. Come tutte quelle altre che una miriade di scrittori (ma anche di autori di film) alle prime armi sente l’urgenza di raccontare.

    Mi spiego meglio. Quando in coda al suo post la Marzano scrive “[…] il mio prossimo libro sarà sull’amore. Non quello che cercavo. Quello che ho…”, io avverto il sapore un po’ stantio di un libro che raccoglierà una storia che ha del personale, dell’intimo, del privato. Cos’altro sarebbe, dunque, quel “quello che ho”; quel verbo espresso in prima persona; quel possesso scandito, sì con la titubanza dei puntini sospensivi, ma anche con la precisa e concisa sintesi di una proposizione di tale efficacia? La Marzano è una filosofa e sa bene – ne sono certo – quello che scrive. Se poi ho visto male, spero mi darete un’altra chance.

    Credo non sia lo stesso per voi, ma io di quest’urgenza del racconto “personale”, o se volete “intimo”, “privato”, “autobiografico” e “autoreferenziale”, ne ho piene le scatole. O si fa letteratura o niente. Non concedo mezze misure. La diaristica o i gazzettini non m’interessano. E purtroppo moltissimo di quello che c’è in giro, il ciarpame pseudo-letterario che affolla le librerie spacciandosi per letteratura, è proprio di tale genere.

    Mi dispiace che il mio commento sia stato interpretato come un “attacco” frettoloso e sprezzante all’amore (tema che, come ho potuto riscontrare, accalora molti di voi), ma di questo do la colpa soltanto a me. Sono stato impreciso e, tutto sommato, anche un po’ troppo sopra le righe. Chiedo venia. Ma lungi da me fare stroncature preventive a libri non ancora scritti o dare consigli di lettura e di scrittura a chi sicuramente legge e scrive più di me.

    Intanto, un cordiale saluto a tutti.
    Vincenzo LIGUORI

    • Maria ha detto:

      Sono piacevolmente stupita: finalmente una persona che accetta il dibattito e che dimostra umiltà, pur sostenendo le proprie idee.
      Da ragazza curiosa vorrei comunque chiederLe: cosa intende Lei per LETTERATURA? La domanda nasce dal fatto che, nel momento in cui penso a “ll diario di Anna Frank” oppure a “Se questo è un uomo” di Primo Levi … Mi riesce difficile non vedere “Letteratura”.
      Grazie.

    • mimarzano ha detto:

      Ciao Vinzenzo, ovviamente puoi pensare quello che vuoi. Io però ho proprio voglia di fare un lbro “intimo” e “autoreferenziale” come dici tu. Perché per me la filosfia è anche questo. Ed è perché ce lo si è dimenticati che è diventata tanto noiosa (a mio modesto pareren certo…). Quanto alle “mezze misure”… ormai le adoro… dopo averle scartate per tanto tempo… un abbraccio, michela

      • Vincenzo LIGUORI ha detto:

        Innanzitutto grazie per la replica e per avermi consentito di “pensare quello che voglio”.
        Se per te la filosofia è l’urgenza, la necessità, il bisogno di scrivere libri sul TUO amore, non solo è noiosa (hai ragione) ma diventa anche insopportabile.

        Un abbraccio anche da parte mia.
        Vincenzo LIGUORI

      • isabella ha detto:

        “…Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”
        🙂

  18. isabella ha detto:

    Mi rifiuto di pensare che la “polemica” di/con Vincenzo Liguori permetta di deviare la nostra attenzione dal vero messaggio del post.
    Ognuno ha il diritto di avere il proprio pensiero… e di esprimerlo in maniera civile e trasparente. Quello da cui rifuggo è dare spazio e visibilità sempre e solo alla voce del coro che suona più sgraziata/critica/negativa… addombrando il sentire delle altre… facendole sparire nel campo neutro di chi non usa sciabola e sangue per farsi spazio nella discussione.

    Peace & Love🙂
    Isabella

    • fulviosguerso ha detto:

      Mi scusi, Isabella, ma non mi pare che la discussione (non “polemica”) con Vincenzo Liguori storni l’attenzione dal “vero messaggio del post” di Michela, anzi è proprio sulla “verità” di quel messaggio che è sorta la discussione. Quanto poi a usare “sciabola e sangue” mi pare che neanche lei scherzi…No, non si tratta di “farsi spazio nella discussione” ma, più semplicemente, di argomentare le proprie opinioni in merito al “post” in oggetto (anzi, in soggetto).
      Un cordiale saluto

  19. Raul Goffo ha detto:

    Son commosso.

  20. Laura Cries ha detto:

    Ciao Michela, è stato bello vederti a Firenze qualche tempo fa e farmi firmare il libro. Non condivido la tua storia di anoressia ma invece quella delle gocce e molto altro.
    Comincio a leggerti da adesso, verrò spesso qui. E naturalmente ti seguo sempre nei dibattiti da Gad Lerner, Floris & co.
    un saluto.

  21. Laura ha detto:

    Si l’amore, proprio quell’amore che sentiamo quando smettiamo di combattere il dolore perchè vorremo cancellarlo, quando lo accogliamo e coccoliamo quella bambina sofferente che chiede un po’ di attenzioni, quell’amore che ci riempie il cuore, si proprio lui che fa parte di noi tanto quanto la sofferenza.
    Non vedo l’ora di leggerlo!!!

  22. Antonella ha detto:

    Oh! che strano, però… io seguo la Marzano perché mi piace, non perché voglia suggerirle che fare, che scrivere, che dire… Il giorno in cui mi sentirò lontana, per un qualsiasi motivo, il giorno in cui dovessi non comprenderla più, trovarla banale, ritenerla noiosa, leggerò qualcos’altro!
    E… a mio piccolo modestissimo parere – ma forse no – una cosa è la letteratura, un’altra il mercato: il guaio è che, purtroppo, ci sentiamo tutti quanti giudici senza aver preso nemmeno la laurea in legge.
    Scusate l’acredine😉

  23. Alberta Marchi ha detto:

    AMORE.. questa parola, questa pienezza universale poco sperimentata dall’essere umano. Sappiamo che c’è.
    Hai ragione, condivido quando scrivi: “quell’amore che nel passato ho cercato invano e che invece è già lì”.
    Sì, l’amore è sempre presente bisogna saperlo riconoscere e apprezzarne la sua manifestazione attraverso i piccoli gesti, le attenzioni, le considerazioni, le parole.. Esistono persone che sanno che l’amore esiste.
    Anche volersi bene è un atto di amore.

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