Contraddizioni

Prima volevo “tutto”. Tutto il bene. Tutto l’amore. Tutta la gioia… Ora so che non è possibile. Che nessuno ha “tutto”. E che forse è meglio così. Perché se si avesse “tutto” non si desiderebbe più niente… E poi nel “tutto” c’è anche il l’abisso del dolore e della cattiveria… Prima non sopportavo le contraddizioni. “Tutto” doveva essere coerente. Anche se poi mi perdevo per strada pezzi interi dell’esistenza. Perché non riuscivo a capire che si può amare e odiare al tempo stesso. Volere una cosa e non volerla. L’ambiguità e le sfumature… Oggi vivo tutto in modo ambivalente. Oggi sono io stessa una “contraddizione”. Impastata di dolcezza e di rabbia. Di comprensione e di intolleranza. E allora mi accade anche di passare in pochi minuti dal pianto alle risate. E anche se Jacques mi guarda perplesso e non capisce proprio come sia possibile che una cosa possa al tempo stesso intenerirmi e farmi arrabbiare, ho deciso che non importa. È così. Da quando ho smesso di volere “tutto”, quel “tutto” riappare… Uno dei tanti paradossi della vita. Anche lei piena di contraddizioni.  Talvolta bella e brutta al tempo stesso. A seconda di come la si guarda… e di chi ci è vicino… e delle sue parole… e dei suoi silenzi…

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21 risposte a Contraddizioni

  1. fulviosguerso ha detto:

    “Il tutto riappare”, bello! Ma se appare non può essere “tutto” bensì solo una parte di “quel” tutto, quella, appunto, che appare. Eh sì, pare proprio che il tutto non possa essere mai compreso, non solo perché sempre ci comprende, ma anche perché, se mai fosse “compreso” non sarebbe più “tutto”. Eppure l’idea di un “tutto” è pur sempre necessaria. Altrimenti, come potremmo distinguere il tutto dalla parte, o dalle parti? Paradossi della vita e della…logica (umana, troppo umana?).

  2. Riccardo Celani ha detto:

    Stupendo!…quante volte mi hanno detto di essere un ipocrita incoerente. Io ho sempre risposto che non sono io ad essere ipocrita e incoerente, ma sono l’ipocrisia e l’incoerenza ad essere radicate nel profondo dell’essenza umana. Un uomo non è uomo se non è incoerente, pasticcione, lunatico, stronzo e poi dolce, triste e felice, pieno di rabbia e comprensivo.
    Un frase dettami 7 anni fa
    Una persona
    Un libro
    Queste ritengo siano le tre cose che più di tutte le altre hanno cambiato la mia vita. Il libro è un suo libro, e per quel libro le sarò sempre grato.

    Con affetto
    Riccardo Celani

    • stefano ha detto:

      dissento completamente con l’affermazione secondo cui non si è uomini se non si è incoerenti e stronzi. è un modo di approcciarsi con pochezza a delle cose complicate e complesse. capisco che la metafisica è morta ma la melassa dell'”accettiamoci così come siamo” è una disfunzione ormonale dell’essere uomo che ha bisogno di capire, interrogarsi, conoscere e MIGLIORARSI. dirlo senza paura. deve fare paura crogiularsi nell’incoerenza. deve farlo!

  3. lauthinks ha detto:

    Grazie Michela di questi pensieri che risuonano nella mente e scivolano per il volto liquefatti.
    Il tutto che riappare d’ improvviso, quando avevi imparato a non volerlo, a farti bastare la vita al minimo sindacale.Poi riaffiora prepotente, quel desiderio di tutto, di completezza, di gioia,di leggerezza e di felicità. lo trovi nell’ inciampo dei giorni che volano, in un attimo che diventa memoria, nell’incontro di quegli occhi in cui ritrovi la tua essenza..A seconda di quello sguardo, quello in cui vedi l’anima e l’universo intero, a seconda di quel silenzio che colma o dilania l’anima, di quella parola che cura e che ferisce. A seconda di quella presenza che ama o cancella. Il tutto è pienezza di emozione, è relazione con l’altro, è desiderio e slancio nel domani.

  4. giovanni ha detto:

    Che terribile deve essere vivere deframmentando cosi le emozioni, io preferisco estenderle ad una dimensione temporale sufficente da difendermi dall’emozione successiva…

  5. Purple Rose ha detto:

    Complimenti, bellissime parole!!! Molto vere…

  6. Pingback: Contraddizioni « BIT Budrio in Transizione

  7. Claudia ha detto:

    Questa volta mi permetto davvero di ringraziarLa…tante volte ho pensato “sembra un angelo caduto dal cielo”…stavolta glieLo dico…che non può essere sempre una coincidenza che lei vive le stesse cose che vivo (e che ho vissuto io) ma, a differenza mia, riesce a dirle e a dirmele e, tutte le volte, almeno per qualche istante mi scalda il cuore colmando la mia solitudine…che è anche grazie a lei che sto imparando ad essere me stessa, ad esprimere i miei veri sentimenti, ad aumentare la mia capacità di libertà e (last but not least) a sentire, dopo troppo tempo, che sono bella anche in jeans, maglione e ballerine;-)…! Ho sempre sofferto perchè tra i miei illustri professori di filosofia non ho mai trovato nessuno che potessi sinceramente considerare “maestro”…troppa discrepanza tra il pensiero e la vita! Lei è per me come la “maestra” che non ho mai avuto!GRAZIE!
    Le auguro tanta gioia!
    Un saluto

  8. isabella ha detto:

    Quel sentire viscerale… intenso… dove la gioia è un continuo scintillio di luce… e il dolore un pozzo nero e profondo… E tutto dipende dall’ ‘altro’… da quanto amore ci regala, ci dona…e ci ricambia. Già… ricambia… ecco la sbavatura… laddove gli umani si feriscono nella loro incompletezza, nei mille gesti incompiuti e imperfetti. Esiste in giusto equilibrio nell’amore? E quanto questo è cerebrale a tal punto dal renderlo meno spontaneo… o vero? Mah…! Quanti dubbi… che solo il cuore, a braccetto con l’istinto, può illuminare… mentre la ragione può solo stare ad annuire.
    Isabella

  9. giorgia ha detto:

    a volte basta un nulla,un commento per ferirci , uno sguardo per farci commuovere, ho rinunciato a capire la vita e me stessa. ma vivo fino in fondo ciò che è dolore e allo stesso tempo gioia pura. ho attraversato anche io le tenebre e non ho più paura

  10. viola ha detto:

    La parola che più mi colpisce del suo post è la prima. “Prima” appunto. Perché per lei c’è un prima e un dopo, c’è un passato e c’è un presente. Ed è fantastico come lei sia riuscita a raccontare il “prima”, come lo racconta in questi post, come lo racconta nel libro: parole semplici, dirette, scritte con la testa e col cuore. Sa bene quanto significato ci sia in quel “prima” per chi ha vissuto qualcosa di paragonabile a quello che racconta. Perché nel tutto, come nel vuoto, non c’è tempo. Chi sta nelle tenebre, non sa che le sta attraversando. Si vede fermo e circondato. Dal tutto, dal niente, dal buio, dalla coerenza assoluta. Nelle tenebre, non ci sono nemmeno le parole, è il buio dell’indicibile. Qualche strada esteriore e interiore l’ha portata fuori da quel tutto, fuori dove ci sono le parole, la luce, i desideri. Dove c’è un prima e un dopo, dove ci sono fratture, incongruenze, contraddizioni, dove c’è la vita. Il suo post è ricco di speranza, come lo è il suo libro. La speranza di un dopo, contraddittorio fin che si vuole, ma un dopo, in cui si integra il male che si è vissuto nella bellezza dell’esistere. Grazie per questa speranza, verso un dopo che pare impossibile da conquistare per chi è ancora immerso nelle tenebre.

  11. anna loffredo ha detto:

    e l’essere umano aspira all’appagamento dei propri sensi, provando a comprenderlo in un unico momento benchè la vita, fatta di tanti istanti, ci sfugga, beffandoci. Quale ruolo riveste la precarietà del nostro tempo in tutto questo. E ‘ causa o effetto …

  12. Capitanoachab ha detto:

    Sono tutti segnali che la corda è tesissima; stai chiedendo troppo a te stessa. Il brutto di questa situazìone è che non ci si rende conto di avere le batterie scariche. Stacca la spina, bastano due o tre giorni, e cambia tutto.
    Anche se non è stagione vai a visitare i mulini a marea, stai mezza giornata sull’isola di Gavrinis, oppure lasciati coccolare ad Etretat, che l’oceano ha una cosa da dirti!

  13. Laura ha detto:

    Quando La leggo penso sempre con quanta grazia e precisione riesce a trasformare in parole quello che sento e per questo voglio ringraziarLa.
    L’amore e l’odio, la dolcezza e la rabbia, le lacrime e i sorrisi, quella meravigliosa senzazione di libertà quando mi concedo di essere incoerente, si incoerente, questa parola che tanto spaventa le persone oggi, forse tanto quanto sia radicata in noi.
    E invece no, che bello essere incoerenti, uscire da quella gabbia di perfezione, quella perfezione che non esiste, quella rigidità, quel DOVER ESSERE che ci fa dimenticare in realtà chi siamo davvero e allora si scelgo di poter essere!!!!
    Un abbraccio.

  14. a. ha detto:

    come dice la nussbaum: «amare gli essere umani more geometrico o come esseri immaginari significa non abbracciarli».

    è come se la scelta allora si riducesse a scegliere tra quell’ambivalenza o un superamento che cancella compassione, reciprocità, individualità (se non tra lettore e opera, o tra filosofo e dio).

    ambivalenza, dunque.

    altri desideri umani. da qualche parte nel mondo. così lontani dal narcisismo infantile, dal controllo totale. fare pace con la vergogna e smettere l’offensiva.

    stai bene.

  15. Cristina Cozzini ha detto:

    come spesso succede le parole descrivono ma non permettono di comprendere.
    coerenza è un aparola di queste. Ed è un parola categorica.non la uso più nel mio vocabolario se non per lavoro, quando devo definire se un’azione è coerente con un obiettivo.
    l’uomo (il genere umano inteso) non può a mio avviso rietrare in questa categorizazzione. perchè nella coerenza c’è o questo o quello, mentre nell’uomo c’è questo e quello. navigando ho trovato una frase che mi ha colpito per la semplicità e allo stesso tempo la profondità: il sole smette di splendere solo perchè piove? allora mi chiedo, sentiamo pensiamo,viviamo, amiamo e odiamo, desideriamo a volte anche la morte, ma tutto questo fa parte di noi…. e siamo noi… semplicemente, profondamente noi. e allora basta con i se e i ma… ccerco di stare dove sono, di esserci in modo completo, come posso, come sono….e anche se non ho quello che desidero (non in senso materiale) godo di quello che ho… per lo meno ci provo e quando lo sconforto arriva e la tristezza mi innonda, mi dico che questi sentimenti sono l’altra faccia della medaglia, del desiderio. e si va avanti… con molta paura. altra frase del film di sorrentino: la paura ci salva quasi sempre, ma arriva un momento nella vita in cui bisogna decidere di non aver paura.e questo momento per me è arrivato. con rafforzato affetto. cristina

  16. damiano biscossi ha detto:

    Ciao Michela

    ti rispondo con un film che potrai guardare su youtube http://youtu.be/gXrugkJXIE8. E’ uno spezzone ma c’è il dolore della libertà e la vita. Quello “sparo” alle spalle ce lo portiamo dentro sempre anche quando sta per inizare il concerto della vita e noi siamo i direttori di orchestra. Il film è Caballo Salvaje girato in patagonia…buona notte!

    Termino con la frase del film :
    teniamoci la contraddizione perchè vale la pena restare VIVI!

    un abbraccio

  17. mimarzano ha detto:

    I vostri commenti sono tutti talmente belli che preferisco lasciarli così, intatti, senza aggiungere altro… ho fatto solo un sorriso ad una persona che non sentivo da un po’… grazie a tutti voi… perché un blog senza commenti non vive… e siete voi a far vivere il mio…

  18. Ivana ha detto:

    Grazie a te, Michela…🙂

  19. Andrea ha detto:

    La vita è fatta così…
    Il “tutto” può essere “niente”, il “piccolo” può essere “grande”.
    Questa vita da amare nella sua realtà, irrealtà e surrealtà… a cui restiamo fedeli attraverso i diversi momenti, vissuti o immaginati!
    E qualche volta dichiariamo: “ecco una contraddizione!”, e poi cerchiamo di analizzare la questione…Bè! Per fortuna lo facciamo, anzi: cerchiamo di farlo più spesso!

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