Dopo l’operazione (suite et fin…!)

Eccomi di nuovo a casa… non proprio in forma… d’altronde cosa mi aspettavo? Di fare come se niente fosse e riprendere tutto come prima? Forse sì… ancora una volta nella trappola dell’onnipotenza… Eppure lo sapevo che era il ginocchio… sì proprio quello di cui parlo in Volevo essere una farfalla… sempre e di nuovo quello… tanto per non dimenticare che il passato non passa mai… Allora avrebbe potuto essere la semplice storia di un ginocchio operato. Ma in realtà è più complicato. Visto che in poche ore sono tornata indietro di 15 anni… Quello stesso dolore. Quella stessa impotenza. Quella stessa incomprensione. Mi sa che con i medici proprio non riesco ad andare d’accordo. Anche se cambio di paese e di lingua.  Capisco che un’operazione al ginocchio non è drammatica. Capisco che a 41 anni il rischio di complicazioni è basso. Capisco tutto… E allora perché ho fatto una reazione allergica agli antibiotici che mi hanno dato durante l’operazione? Perché il chirurgo non ha tenuto conto dei miei antecedenti di flebite e embolia? Vabbé, ora sono di nuovo a casa. Ora sono io che devo rimettermi in piedi pian piano. Gli esercizi per flettere e piegare di nuovo il ginocchio. All’inizio non più di 30% del peso quando cammino con le stampelle. Poi cominciare di nuovo a camminare normalmente… In francese ginocchio si dice “genou”. Il suono è dolce, ma inganna. Perché è lo stesso di quando si dice di seguito “je” e “nous”… Chissà se il ginocchio si rompe quando il “je” non è più capace di essere “nous” oppure sto solo delirando….

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46 risposte a Dopo l’operazione (suite et fin…!)

  1. Roberta ha detto:

    Hai una profondità di pensiero ammirabile. I miei più cari auguri di pronta guarigione, soprattutto al “je”.

  2. Paola Zaretti ha detto:

    ti auguro, di cuore, una rapida ripresa.
    Paola Zaretti

  3. michela..la nostra fragilità è la nostra forza…

  4. Valentino ha detto:

    Splendida riflessione, innescata dal vocabolario… Forse è vero che l’articolazione della vita (il ginocchio) si rompe quando il “je” non è più capace di essere “nous”. Magari anche quando è assorbito dal “nous”. Per questo di articolazione si tratta. Buona convalescenza, Michela

  5. sandra ha detto:

    Quanta tensione in questo io-noi, sempre colpa del pensiero binario tipico dell’Occidente, io-noi, bianco-nero. Una tensione che stressa, e che impoverisce..oltre a creare ansia..forse il responsabile di ciò è anche il linguaggio che è limitato nel suo operare, o forse è la mente umana ad essere limitata nel pensare i concetti?

    • luimarzano ha detto:

      maschio donna, yin e yang, il tao duale, chiaro scuro, ma se non sei je come fai a divenire nous? l’anzia poi, proprio non c’entra.

      • sandra ha detto:

        Alle volte proprio essendo “je” non si diverrà mai il “nous”, alle volte dobbiamo abbandonare il “je” per capire, comprendere, essere em-patici con il “nous”. Crea ansia, a mio parere, perché il dualismo porta a chiuderci in noi stessi cercando una soluzione all’interno della tensione tra i due elementi, e non permette di avere uno sguardo a 360 gradi. Ogni dualismo, secondo me, toglie una grande dose di libertà e quindi di amore.

  6. Claudia ha detto:

    Coraggio!!!grazie delle notizie…controllavo la Sua pagina fb ogni giorno;-).
    Buona guarigione!!!

  7. Daniela ha detto:

    Bentornata nel tuo (mi permetto di darti del”tu”),spero accogliente, nido casalingo. Non sono brava con le parole, a differenza di te,ma vorrei che sapessi quanto il tuo libro mi sia di aiuto,quanto io sia attonita a leggere parole che sembrano uscite dal mio cervello. Ti sono vicina in questa convalescenza fisica ed anche psicologica. Una carezza. Daniela

  8. donatella ha detto:

    Delle volte mi viene in mente che vi sia un sadismo da parte dei sanitari verso talune schiene dritte.
    Denunciai in tre occasione la mia allergia a un antiipertensivo ben preciso (anestesista, medico del reparto e caposala) e quello mi volevano somministrare in quei pochi momenti in cui rimasi da sola. Diversamente avrei dovuto firmare una dichiarazione in cui affermavo di rifiutare i farmaci! Non avevo molta voce essendo stata operata alla gola ma con quella poca dovetti urlare che volevo il medico di guardia altrimenti li avrei denunciati. Ottenni la visita e per fortuna mi sostenne redarguendo con severità medico e infermieri. Lo rividi qualche mese dopo, ci guardammo ancora soddisfatti🙂.
    Mio padre ebbe la stessa esperienza in un altro reparto. Dicono che diamo di matto per via dell’anestesia. Mai restare da soli, è pericoloso. A mio padre capitò durante il cambio di assistenza, gli somministrarono la penicillina a cui era allergico destinata al suo dirimpettaio. Mai restare da soli, ti possono anche ammazzare.
    Ma ora che è passata, Michela, devi solo guarire. Forza. ti penso anche se non ti conosco di persona e ti ho pensata in questi giorni. Ti abbraccio.

  9. anna loffredo ha detto:

    … allora ripetiti più e più volte di seguito “nous” “je”. Io non conosco il francese,,, ma la tua forza arriva palpabile con le parole e può addirittura inventarne di altre! Auguri di pronta guarigione.

  10. flavio fornelli ha detto:

    Tornerai piu’ forte di prima.
    Auguri Michela.

    Flavio Fornelli

  11. MBarbaro ha detto:

    I miei più cari auguri…

  12. gabriella biancastelli ha detto:

    Andy WARHOL ” io non vado mai a pezzi, perchè non sono mai tutto intero”,da Andy Warhol, la cosa più bella di Fi è McDonald’s”
    …talora serve un pò di sana ironia….

  13. pina ha detto:

    Che gioia risentirla!!
    Salute a lei..

  14. Beatrice ha detto:

    Forza che ce la fai Michela!!

  15. Combray ha detto:

    Non avrei mai pensato che un “cervello in fuga” potesse avere dei problemi con un ginocchio! Auguri affettuosi di pronta guarigione, Michela.
    Fabrizio

  16. Capitanoachab ha detto:

    dai, è una fortuna che siano gli uomini a doversi inginocchiare di fronte alle signore, almeno nella concezione ottocentesca dei rapporti umani. C’è di bello che poi tutto rientrerà nei ranghi ed anche la sensazione spiacevole di una convalescenza un po’ rognosa sbiadirà.

  17. Cristina Cozzini ha detto:

    bentornata…..ma in fondo non è mai andata via…..

  18. Emanuela Biotti ha detto:

    Sì, prof, sta delirando🙂 …si devono rompere due ginocchia, non una- poi magrina com’è vedrà che gli esercizi saranno facilissimi e che si riprenderà presto

  19. Eitan Yao ha detto:

    I miei più sinceri auguri di una pronta guarigione🙂
    Un abbraccio.

  20. Anna Romana ha detto:

    Auguri Michela, anche io e i medici abbiamo un rapporto complesso per colpa della mia ipocondria che spesso mi spinge a visite mediche inutili. Per quanto mi riguarda, spero di superare questa paura che mi ha costretto a rivalutare me stessa troppe volte negli ultimi anni… e ne ho soltanto 28… un abbraccio.

  21. enrico ha detto:

    Forza Michela, tifiamo tutti per una veloce guarigione del tuo ginocchio.
    Enrico. Pompei. Napoli

  22. lorenza ha detto:

    ..ogni commento mi sembra superfluo..soprattutto q.do la malattia colpisce persone culturalmente importanti….è come quando la malattia colpisce i medici…quelli che sono dall’altra parte….e la povera gente.””..da infermiera ho visto tanta umanità da loro..soffrivano ed erano gentili..ringraziavano…sorridevano..stringevano i denti dal dolore…avevano il conforto dei loro parenti..amici..erano ricoverati in un ospedale pubblico e non in una clinica privata….per quanto riguarda l’assistenza..no comment visti i ritmi di lavoro a cui il personale è sottoposto….come dice giustamente Gino Strada prima o poi la malattia colpisce tutti…guardiamo dove sta andando la sanità…prima non dopo…comunque credo propr io sia troppo tardi..se si aziendalizza la salute il resto viene di conseguenza…Auguri alla Signora di cui sono una ammiratrice ed ho letto un suo libro…ecc

  23. Valentino ha detto:

    Che accostamento stimolante, quello fra “genou” e “je-nous”. In fondo anche quest’ultimo è un’articolazione vitale, che fa male, a mio parere, se non si danno contiguità, ma anche distinzione fra i due. Bentornata e buona convalescenza

  24. giorgiadefilippis ha detto:

    Michela ti auguro sinceramente di rimetterti presto e di trasformare questa brutta esperienza in una esperienza che possa avere un qualche valore nella tua vita! Chissà….!
    In oriente di dice che “il veleno è anche medicina / trasformare il veleno in medicina”…
    Siamo con te!

  25. Pierina Ognibene ha detto:

    sicuramente non è facile, ma bisogna seguire tutto quello che i medici dicono e non strafare ci si riprende piano piano, anch’io a maggio mi sono rotta il polso per una caduta stupidissima, che dopo una settimana di gesso quella frattura non è andata a posto e quindi mi hanno operato è mi hanno messo i ferri in titanio per saldare la frattura li tenuti 36 giorni (scordavo mi sono rotta anche il radio per non farmi mancare nulla)dopo tolti pensa che non tornasse a posto invece dopo un ciclo di fisioterapie adesso diciamo che è a posto per il 90%, per farla breve riprenderai in pieno le tue attività ci vuole molta pazienza un grosso abbraccio

  26. isabella ha detto:

    Take your time…🙂
    Mi chiedo da cosa nasce questo nervosismo così pronto… immediato… assoluto! Lo riscontro ora (e lo capisco)… l’ho ascoltato a Bologna e a Colognola… Questa fame vorace di volere essere capita… quasi accudita. Ill passato non passa mai… ma forse il giusto impegno sta nel riuscire a cristallizzarlo per accogliere il futuro con spirito nuovo.
    Non si può guidare a lungo continuando a guardare lo specchietto retrovisore (questa l’ho rubata da una manuale automotivazionale che comunque ho trovato calzante per il momento che stavo vivendo).
    La mia non vuole essere una paternale… ma una affettuosa riflessione da chi ti segue con infinita stima e simpatia. Si può essere grandi anche nella propria debolezza… Take your time… Michela🙂 Ti auguro un Sereno Natale e una pronta guarigione…
    A presto

    Isabella

    (Michela ti saluta! Se non ci ha ancora identificate siamo “le fedelissime” che una domenica sono venute ad ascoltarti a Bologna e, non ancora soddisfatte, hanno fatto replica il lunedì a Colognola.

    Un abbraccio forte…

  27. Emilia ha detto:

    Ciao Michela! Ma è lo stesso ginocchio di quando ti venivo a trovare io? …. mi ricordo i tuoi esericizi a casa, e mi ricordo (e un po’ mi mancano …) anche le mille chiacchiere! ti penso, tanto, e un abbraccio… Guarisci presto!

  28. Laura ha detto:

    Forza!!!! Un passo alla volta!
    Un abbraccio!

  29. Dario Petrolati ha detto:

    le cose che sempre insegui
    toccale son li
    ecco vedi
    sembrava impossibile
    invece….
    sorridi pure Michela,
    dario.

  30. Alberta MarcĦi ha detto:

    ..penso che ha ragione quando Isabella dice che il passato bisogna ” cristallizzarlo “..non si dimentica!.. e allora embè rivolgo il pensiero altrove e vado a creare nuove realtà che mi fanno star bene quelle che sento e quelle che mi piacciono..Buona guarigione e un sereno Anno Nuovo!

  31. Luca Maffiotti ha detto:

    Forse da parte mia è comunicarti un po’ d’amore dirti: “Michela, ti auguro una pronta guarigione, con tutto il cuore”.
    Quel tuo frequente riferirti al delirio…mi piacerebbe discuterne con te a quattr’occhi; un giorno forse chi sa. Intanto medito tra me sui miei passati/presenti deliri.
    Un augurio anche di buone feste…

  32. gustavivo ha detto:

    Non permetta che un ginocchio, la metta in ginocchio…. Auguri per l’arto fisico, per l’arte filosofica e anche per Natale.

  33. carla - vola farfallina ha detto:

    Il peggio è passato…ora guardiamo avanti con la sicurezza che tutto sarà meglio di prima perchè noi siamo diverse e la sensazione di tornare indietro è solo un sensazione….in bocca al lupo per tutto e spero tanto che un giorno possa passare da Roma, vorrei tanto stringerle di nuovo la mano.

  34. Natalizia Pinto ha detto:

    «Il passato non passa mai…» Se ne fossimo tutti più consapevoli, potremmo, almeno avere meno brutti ricordi.
    Sei grande e tanto cara. Ti auguro di guarire al più presto, ma se posso, ti suggerisco di essere più paziente, telo dice una che è stata bloccata a letto per lunghi mesi ma poi è tornata la luce.
    Tanti auguri
    Un caro abbraccio
    natalie

  35. unarosaverde ha detto:

    Quando un ginocchio si rompe si possono imparare anche parole nuove: “meniscopessi”, per esempio. E, dato che per qualche settimana diventa un’impresa anche farsi un caffè da sola, parole così sono destinate ad accompagnarti tutta la vita, ormai indelebilmente inserite nel lessico personale. Bleah!
    Buona convalescenza.

  36. Dario Petrolati ha detto:

    sogna Michela..
    arriva Natale
    con tanti regali
    pensieri di amici
    tutti ti pensano
    con rispetto
    amore
    sogna Michela
    Auguri da padova
    dario.

  37. Dario Petrolati ha detto:

    se credi servano
    eccoli qui
    altrimenti
    fanne ciò che vuoi
    magari per altra stagione.

    Auguri Michela per la guarigione
    e l’anno che sta venendo……
    dario.

    http://www.dariopetrolati.it

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