Quel “troppo” che ci opprime…

Non mi piacciono gli eccessi. Anche se nella mia vita sono stata spesso eccessiva. E ancora oggi, “troppo spesso”, è il “troppo” che trionfa. Chi mi conosce lo sa. Questa tendenza a prendere “tutto” troppo sul serio… che poi è un modo di esagerare… e quando si esagera non si è più capaci di cogliere le sfumature dell’esistenza…  Certo, che senso avrebbe vivere se non ci si appassionasse “troppo” in alcuni momenti, se non si decidesse di battersi per quello in cui si crede, anche a costo della propria vita? Forse di senso ce ne sarebbe poco… Ma se c’è una cosa che ho imparato a mie spese, è che,  al di là degli ideali, anche la vita conta. Anche perché talvolta è proprio quando si “lascia perdere”, che le cose accadono… Fermarsi un attimo per aspettare che qualcosa arrivi, senza averlo “strappato”…

Tutti noi siamo impastati di affetto e di emozione. Quando li si soffocano, prima o poi prendono il sopravvento. Oppure scompaiono… è allora è la fine… morti viventi di una vita che non ci appartiene più… Allora perché criticare gli eccessi? Forse perché anche nell’eccesso scompare qualcosa di noi: ci attacchiamo disperatamente a qualcosa, lottiamo contro tutto e contro tutti, e dopo un po’ siamo incapaci di rimetterci in discussione, convinti che siamo noi ad avere ragione e che sono gli altri che si sbagliano…

Tutti sbagliamo. Non sono sempre e solo gli altri ad aver torto. E poi quando si impara ad ascoltare e a cambiare idea, ci si rende conto che la vita non è sempre e solo una battaglia quotidiana. Talvolta è anche complicità. Talvolta è anche colorata… come le ali di una farfalla…

 

 

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21 risposte a Quel “troppo” che ci opprime…

  1. pina ha detto:

    Anch’io mi son detta “forse sto esagerando”.. “forse bisogna staccarsi un pò”. Ma poi ho pensato alla gioia che mi ha accompagnato osservando la progressione di questi giorni, all’unione che si è creata, a quel “tutti assieme” che riscaldava. Ci sono i “se” ed i “ma” per tutti. Ma io non mi arrendo.. continuo fino a mercoledì.. a far conoscere e a far votare. Del resto una motivazione io ce l’ ho. Ma.., c’è ancora un ma,.. grazie a tutti voi per questa meravigliosa esperienza..!

  2. muriel Chemineau ha detto:

    Vous n’êtes pas que ce “trop”. Vous êtes aussi la pondération, la justesse, la mesure. C’est d’aiileurs ce qui m’a plu chez la première que je vous ai vue chez Taddeï.
    Amitiés

  3. Maurizio Tiriticco ha detto:

    Cara Michela! Ma che cosa è un eccesso? Sai meglio di me che non esiste un metro per misurare ciò che eccede e ciò che non eccede. Esiste un metro per misurare un eccesso? Certamente sì, ma solo se si assume come unità di misura il “senso comune”: quello dei più che campano secondo le regole appunto del “senso comune”. Ma chi cresce in tanta sofferenza – e non è solo la tua esperienza – del senso comune, con o senza virgolette, non ha la più pallida idea! La sofferenza è alta come alta è la voglia di vivere… comunque! Il “comunque”, allora, è la regola – sempreché possano esserci regole – per persone come te! Maurizio

  4. Claudio ha detto:

    il coraggio non è mancanza di paura, piuttosto la consapevolezza che esiste qualcosa di più importante della paura.

  5. giorgia ha detto:

    in questo momento mi opprime solo il nulla. eppure c’è talmente tanto e troppo intorno a me e mi opprime solo la mia incapacità totale a coglierlo. sto qui ferma e non riesco a muovermi, a strappare nè un sorriso nè una lacrima.

  6. isabella ha detto:

    Dicono che io sia “onnivora”… curiosa dl sapere… di scoprire… di apprendere… di ascoltare… di amare… di provare. Spesso mi ritrovo sola in questa ricerca (troppo veloce) e altre mi cullo nell’idea di essere raggiunta… (troppo lenta).
    Il “troppo” è il segno indelebile dell’essere umani… mentre il giusto equilibrio sta solo nella mente dei saggi (ne conoscete qualcuno) 🙂

  7. Fulvio Sguerso ha detto:

    “Aspettare che qualcosa arrivi senza averlo strappato”, bello! Ma quando otteniamo qualcosa con lo “strappo”, non rischiamo di strappare (gualcire) quel qualcosa che abbiamo “strappato” a qualcuno o a qualcosa? Anzi, lo “strappare” (se non è strappare da noi stessi qualcosa che ci apparteneva per farne dono a qualcun altro) non comporta anche fare violenza a qualcuno o a qualcosa? Intendiamoci, in certi casi estremi una certa violenza è necessaria, tutto dipende dalla finalità: se devo impedire a qualcuno di buttarsi da un ponte, devo pur usargli una certa violenza!
    Ma il bello più bello della vita, è vero, è quando le cose belle arrivano “di per sé mosse”. E’ allora che l’essere ha senz’altro la meglio sull’avere.
    Un caro saluto.
    Fulvio

  8. Dario Petrolati ha detto:

    quel troppo
    Michela
    quale
    quello che senti
    immagini
    desideri
    magari non esiste

    vorresti tra tanta confusione mentale
    multipli
    che fanno solo confusione

    in giro vicino
    ci son ragazze
    a cui mancano ali
    hanno tentato volare
    ma son per terra…

    tendi le mani
    a qualcuno
    Michela
    forse ti sentirai
    meno oppressa.

    io ci provo..
    ciao cara amica
    intelligente ,oltre…
    dario.

    http://www.dariopetrolati.it

  9. laurin42 ha detto:

    Cogliere il senso della vita con la leggerezza di una farfalla oltre il tempo e lo spazio e stare nell’attimo del desiderio sul desiderato, assaporando l’emozione che se ne riceve.
    Per ricordare il sapore che ha e desiderare ancora.
    Sognare non è mai troppo, purchè ci si fermi spesso a fare.
    Love
    L

  10. lupus.sine.fabula ha detto:

    Si può clikkare 20 volte su ‘I like’?. Questo post è magnifico; hai descritto con un’intensità eccezionale il deserto, la solitudine, il dolore, quello che molti chiamano ‘il male di vivere’, sensazione che il più dei giorni mi sento addosso, e il più dei giorni pur cercando a scardinare non riesco a scacciare.
    L’imprevisto, il sapersi meravigliare, sono la cura a questo torpore; a volte bisogna lottare e per lottare serve la consapevolezza di sè.

  11. ironiaprimaditutto ha detto:

    credo che bisogna sempre chiedersi quando il troppo va bene e quando invece no.
    prendere tutto troppo sul serio può risultare a volte molto limitante, nella comunicazione, nello scambio delle idee, nella comprensione del mondo.
    altre volte invece è indispensabile, ed è, anzi un motore positivo.
    Però, è vero, come si fa ad imporre questa misura ai sentimenti e alle pessioni?

  12. kiver ha detto:

    coltivare la propria e cullarla, accarezzarla, renderla viva e farla respirare. solo questo.

  13. Chiara ha detto:

    Grazie. Grazie davvero x questo post.
    Quando si dice “al momento giusto”!
    Le tue parole mi entrano dentro, potrei sottoscrivere ogni lettera.
    Grazie davvero.

  14. Dario Petrolati ha detto:

    passano i giorni
    tu leggi
    studi
    pensi

    sempre inquieta
    sensibile intelligente
    cerchi e sai
    ma non desideri
    ignorare
    hai troppa fame
    ti senti viva
    vivissima
    diventi nervosa
    e cerchi di nasconderlo…

    auguri per la tua vita…
    Michela…♪
    dario.

    http://www.dariopetrolati.it

  15. laurin42 ha detto:

    Ciao Michela, da due giorni non riesco ad ottenere di votare per te.
    Mi dicono sempre ” errore riprovare” ma non succede niente a riprovare!
    Puoi controllare tu? Ci tengo a farti avere il mio voto giornaliero,
    Love
    L

  16. Dario Petrolati ha detto:

    già fatto prima
    dario.

  17. simonetta ha detto:

    Anch’io ho imparato che ci sono le sfumature ,che ti rendono la vita più leggera.Spesso però siamo portati all’eccesso :positivo o negativo che sia importante è trovarne un equilibrio che c’è sempre anche quando non lo si vede.

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