Sono stanca di essere contraddetta…

Sì, sono stanca di essere contraddetta! Non perché non accetti la contraddizione. Quella ho imparato ad integrarla. Ormai so perfettamente che nella vita la ragione non è mai tutta da una parte. E che è solo quando si riesce a pensare “con” gli altri che si riesce poi a dare un senso anche a quello che apparentemente di senso ne ha ben poco…

A forza di voler essere tolleranti, però, prima o poi si finisce anche con lo stancarsi. Anche perché gli altri, dopo un po’, ne approfittano. E se è vero che si dovrebbe sempre fare spazio alla propria alterità e all’alterità altrui, non tutto si equivale; non tutto ha lo stesso valore; non tutti dicono sempre cose interessanti o giuste!

“Professoressa non sono d’accordo con lei!”. È la terza volta che alza la mano per interrompermi. All’inizio ero contenta. Bene! quest’anno gli studenti sono più attivi, prendono la parola, non si addormentano mentre parlo… Bene! reagiscono e non si limitano e prendere appunti passivamente… Bene! magari adesso sono io che imparo qualcosa da loro… Peccato che al “non sono d’accordo” segua un laconico “non penso che le proposizioni descrittive abbiano la caratteristica di essere vere o false”.

“In che senso?” rispondo cercando di fare di tutto perché il dialogo continui. Mentre fuori non la smette più di nevicare e il termometro segna  -10°.

“Penso che tutto dipenda dal punto di vista”.

“In che senso?” continuo imperterrita cercando di riformulare quello che ho appena detto facendo un esempio. Perché forse sono io che non capisco l’obiezione. “Se dicessi che il sole brilla e che la temperatura esterna è di 20°, quello che sto dicendo è falso no?”

“Professoressa, non sono d’accordo. Per me oggi non fa freddo”.

E dopo un po’ mi cadono le braccia. Nonostante ce la metta tutta per non perdere la pazienza… Perché accettare l’alterità non vuol dire accettare tutto, nel nome della diversità di punti di vista. Se non capisce la differenza che esiste tra la descrizione e l’espressione di una sensazione io che posso farci?

Sono stanca di essere sempre contraddetta. Ma quando torno a casa e lo racconto a Jacques, lui si mette a ridere. Dice che non cambierò mai. E che non importa. Che mi ama lo stesso. Anche se voglio sempre avere ragione.

Vabbé, forse mi è sfuggito qualcosa. Forse sono semplicemente stanca…

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39 risposte a Sono stanca di essere contraddetta…

  1. Paola Cinti ha detto:

    Non ti è sfuggito nulla invece… questa cosa del dubbio è una grande cretinata che ha permesso ad un sacco di gente di far passare fantasticherie di dubbio gusto per teorie. Invece no, se hai una tesi rimane a te anche l’onere della prova. Se il suo alunno pensa che faccia caldo possiamo anche passarla per opinione, ma come tale diventa altrettanto accettabile fregarsene; se invece pretende di trasformare un opinione in verità (confusione diffusissima)… allora deve mettersi a tavolino e dimostrare che ha ragione, altrimenti può anche arruolarsi con i leghisti🙂

    • vito ha detto:

      ma di che parliamo,si tratta solo di insolenza,i giovani per colpa di noi genitori sono cresciuti nel nulla e nulla professano.Cosa insegniamo ai nostri figli,nulla,andiamo dietro solo ai nostri problemi fasulli,questa è la situazione mondiale,qeste sono
      le conseguenze del benessere,speriamo che questa crisi economica e finanziaria ci faccia riflettere ,questo è un momento importante per cambiare e fare i GENITORI.

      • Giovanni ha detto:

        Concordo con Vito, una eccessiva introspezione se non riconducibile a causa di eventi esterni, o in cui emerga un morfismo fra categorie di pensiero e realta’, diventa metafisica, trascendenza dela realta’. La crisi economica attuale forse e’ la proiezione di una crisi piu’ profonda….

      • vito ha detto:

        Gentile Giovanni,non sono un insegnante di filosofia,potresti essere più chiaro in quello che dici,rendere comprensibile ciò che si dice è il primo passo che agevola i rapporti con chi che sia,specialmente con gli alunni.

      • Giovanni ha detto:

        Vito, quando tu parli della crisi mondiale…
        Il capitalismo nella sua attuale forma, ha creato attraverso l’informazione televisiva e non solo, falsi bisogni, modelli di successo in contrasto spesso con valori autentici ed essenziali per il vero progresso e benessere di tutte le persone del pianeta. Penso che anche nei rapporti umani, sopratutto uomo donna, le scelte e i comportamenti delle persone, seguono modelli estetici preconfezionati dalle mode dettate dai mercati, e portano ad ignorare spesso le persone che esprimono bellezza dinamica, quella bellezza fatta di finezza di pensiero e di animo, che trasmette gentilezza, accoglienza. L’ immaginario inculcato dal modellamento delle menti, ad opera del plagio dei media, spesso ci induce ad ignorare chi ci sta difronte ed e’ reale, ed inseguire modelli statici che non esistono nella realtà… neanch’io insegno filosofia, sono un fisico che adesso sta facendo l’editore multimediale e sono affascinato dal modo di scrivere e comunicare della prof. Michela Marzano. ciao

      • vito ha detto:

        sono d’accordo con te,ora è tutto chiaro,sembri un’altra persona che avvicina il prossimo

  2. Serena Tudisco ha detto:

    mmmmm….gli uomini ci dicono sempre che vogliamo avere ragione sarà che loro hanno sempre torto!?!🙂
    Mi piacerebbe partecipare ad una tua lezione (in italiano)!!!
    Coraggioso comunque il tuo alunno, capace di dirti di non essere d’accordo, io dovrei pensare e pensare e pensare prima di alzare la mano in pubblico e dire quello che ti ha detto lui!

  3. martina ha detto:

    ooooh che bello!
    L’hai detto tu, e l’hai detto molto meglio di quanto io non riesca nemmeno a pensarlo, ma lo penso, anch’io, proprio come l’hai detto tu!
    Grazie.

  4. MarcoT ha detto:

    Cara Michela, da docente di filosofia condivido pienamente il tuo momento di insofferenza. A volte la frustrazione per obiezioni balorde è tale da spingermi alla misantropia cioraniana. Faccio un esempio. Da ateo arrabbiatissimo ho a che fare con studenti tutti credenti (o quasi), coi quali mi piace intavolare discussioni costruttive. Io dico sempre loro che non mi interessa sconvertirli, ma vedere se sono capaci di difendere la loro fede e possibilmente insegnare loro a farlo, visto che le loro obiezioni tradiscono una religiosità infantile e un fideismo nutrito di disinformazione sistematica e ostinata. E così dedico un sacco di tempo ad Agostino, ad Anselmo e a Tommaso… E sai qual è il risultato? Che si dimostrano spesso del tutto indifferenti ai loro “argomenti” a favore dell’esistenza di Dio, nel senso che non si sforzano nemmeno di capirli e addirittura sostengono che non sia roba che possa riguardarli. Sanno solo citare programmi televisivi sui miracoli di Padre Pio e della Madonna di Lourdes. A quel punto cedo le armi e prego affinché il loro dannato dio fulmini loro e i preti che li ingannano.

    • mimarzano ha detto:

      People talking without speaking
      People hearing without listening
      People writing songs that voices never share…
      And no one dare
      Disturb the sound of silence.

    • Laura Lennon ha detto:

      Sono pienamente d’accordo, anche ho avuto a che fare con persone che si definiscono credenti ma che, andando a stringere, non solo sono incapaci di difendere la loro posizione ma nemmeno sono interessati ad approfondire fino in fondo il discorso. E ti fanno pure passare per la “cattiva” della situazione..perchè essere religiosi per loro significa riempirsi la bocca di frasi fatte e di un buonismo esasperato, rispettare certe tradizioni. Ho visto poche persone vivere pienamente la propria spiritualità e mettersi in discussione fino all’ultimo in nome della verità.

  5. Maria Luisa ha detto:

    Non vuoi sempre avere ragione, è chiarissimo…proprio perchè conosci le sfumature della verità e riconosci i punti di vista….come conosco questa tolleranza alle sfumature altrui e questo senso di stanchezza e sconfitta nel constatare che spesso gli altri neanche si accorgono di avere di fronte interlocutori speciali che ascoltano, riconoscono i diversi punti di vista e li accettano…per alcune persone l’unico obiettivo è avere ragione e nel tentativo di dimostrarlo ti passano addosso come panzer, ti fraintendono, ti feriscono forse non si rendono neanche conto del male che fanno….ma a volte l’inconsapevolezza ha meno giustificazioni di intenti negativi……la pazienza e l’umanità dimostrate a tutti e sempre? Bel dilemma, la mia ragione dice no…il mio cuore dice sì

  6. Margherita Ferro ha detto:

    Stanchezza e freddo sono un amalgama assai periglioso…
    Ma verrà la primavera!

  7. paolo ha detto:

    …che sia la deviazione culturale da talk show, se non dico (e sostengo con decisione) la mia opinione -diversa- gli altri pensano che non abbia spessore e personalità?
    buona notte

  8. isabella ha detto:

    Il contatto con “l’altro” ci è sempre più alieno…
    quando la tua disponibilità di ascoltare e di metterti in discussione viene ricambiata da un gusto sagace nello smontarti per potere prevaricare… come puoi rispondere?
    Con il dialogo? L’ho cercato per degli anni interi… trovando solo muri altissimi su cui cozzare.
    Con l’indifferenza? Ti senti più spento e più inutile…
    E allora mi torna in mente il gioco delle costruzioni… e mi vedo bambina concentratissima nel costruire edifici impossibili e immaginari … Forse il gioco sta proprio lì… Nel volere costruire l’impossibile…. e la delusione sta proprio lì… nell’avere aspettative di feed back che ti arriveranno quando sarai troppo distratta per poterle cogliere.
    Il viaggio in compagnia di un tuo simile… mosso dalle stesse curiosità, introspezioni, desideri, obiettivi, valori… e dalla stessa onestà intellettuale… è “il sogno”! Ben pochi sono i fortunati… e ricorda che tu hai una grande respoansabilità… perché ci hai adottati.🙂
    Bon nuit

    • Maria Luisa ha detto:

      Belle parole, Isabella…..un viaggio con un nostro simile…..così difficile trovare un proprio simile….io per ora sono riuscita a viaggiare solo con delle donne, magari per poco….c’è un unico uomo che considero un mio simile e viceversa, ma non ci siamo innamorati, amicizia vera e profonda sì…allora forse nell’amore cerchiamo questa diversità, cerchiamo di colmarla…per poi cozzare contro un muro….ne vale la pena?

      • isabella ha detto:

        Noi donne siamo molto più empatiche… e nei nostri simili cerchiamo sensazioni e sfumature che un uomo geneticamente non potrà cogliere mai… Ma l’uomo ci salva da questo eccesso… Quanto male ci siamo fatte nel dare corpo alle nostre ombre? Quando sento Michela parlare di Jacques… vedo un uomo che con un colpo di spugna riporta lo stato d’animo a un giusto equilibrio di sé… e, in quel momento, le nostre diversità si completano.🙂

  9. ariegeagroecologie ha detto:

    Mon mari a fait un remplacement dans l’enseignement agricole l’an dernier. Il a vécu des scènes semblables avec une étudiante. C’aurait pu être le signe d’une vivacité d’esprit, d’une saine curiosité. Mais en l’occurence, c’était plutôt la marque d’un mauvais esprit, esprit de contradiction systématique, visant à déstabiliser l’enseignant.
    Le plus important, c’est qu’à la maison, il y ait quelqu’un pour écouter, une présence bienveillante.

    Bonne journée Michela, malgré ce froid polaire, et tant mieux pour ce qui ne le craigne pas (ce n’est pas mon cas).
    Muriel

  10. Dario Petrolati ha detto:

    Che tu possa avere
    anche torto
    o ragione
    cara Michela,
    potrebbe dipendere
    anche da stress
    o semplicemente bisogno
    di una pausa di riflessione
    in altro posto con altre persone.
    Staccare dai luoghi e dai tipi
    basta una prova per pochi giorni
    e si ritorna allegri e pimpanti
    più di prima.
    Sai Michela la tua professione
    è come un elastico sempre in tensione
    allora conviene provare
    come sopra ho tentato suggerirti-
    A me spesso riesce,
    non siamo altro che esseri
    umani fatti delicatamente
    e non è vergogna o sconfitta
    se a volte si chiudono gli
    occhi per un semplice dovuto
    riposo.
    Auguri,
    cara Michela…
    dario.

  11. Giovanni ha detto:

    Gli allievi con troppa autostima cercano spesso il confronto col maestro, quasi a voler misurare la loro forza, o la loro presunta superiorita’, in questo caso il fine sembra essere il voler apparire, il volere esibire la loro capacita agli altri del gruppo, sembra quasi la sfida che avviene fra esemplari della della stessa specie in un branco, i giovani esemplari si confrontano col capobranco per verificare se sono in grado di spodestarlo… umani troppo umani? forse siamo ancora umani troppo animali…

  12. Denise Cecilia S. ha detto:

    Non posso che condividere quanto scrivi, e molto di quanto scrivono gli altri commentatori.
    Ma, in particolare, questo: la sensazione d’aver davanti, spesso, “programmi di vita” dediti all’autoaffermazione spinta (per il timore, altrimenti, di svanire dalla scena del mondo) e non persone.
    A volte son io che per stanchezza cedo e scarseggio in lungimiranza, in speranza; lasciando cadere possibilità meravigliose. Altre, è chiaro che almeno per il momento ed alle attuali condizioni non c’è verso di avere uno scambio proficuo.
    La pena sorge quando ci si accorge d’aver confuso la lettura, sbagliato registro.

  13. ellaneivicolipersa ha detto:

    Io gli avrei detto semplicemente allora mettiti in canotta e vediamo di riparare alle tue vampe….

  14. lupus.sine.fabula ha detto:

    E’ difficile riuscire a far capire alle persone la sottigliezza delle definizioni. Accettare la loro diversità ,la loro superficialità talvolta, è il primo passo per riuscire ad insegnare, o anche solo a comunicare; ma quando è troppo è troppo e si può perdere la pazienza. Perdere la pazienza di essere pazienti, intendo.
    Non si capisce se certe persone ci prendano in giro o se stiano davvero cercando di ‘tirar fuori’ qualcosa di sè, pur sbagliando, pur non essendo precise nelle definizioni: in tal caso meriterebbero comunque attenzione.
    Ma a volte quanto sconforto! Specie quando si comprende che ci si sforza sempre di rispetta l’alterità altrui, ma poi nesuno rispetta la nostra…

  15. lordbad ha detto:

    Era uno sfogo sostanzialmente e ci è piaciuto. La contraddizione e il dubbio restano il sale della vita.

    Ne parlavamo anche nel nostro blog

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/06/24/che-cazzo-ce-che-cazzo-vuoi/

    Un saluto Lordbad

    Vongole & Merluzzi

  16. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  17. losdiferentes ha detto:

    Ma scusa perché non le ha spiegato che sono due cose diverse? poi magari lo studente continuava nel proprio punto di vista, ma magari no, perché non pensava alla differenza tra descrizione o espressione di una sensazione.

  18. Chiara ha detto:

    Mi spiace intromettermi ma volevo segnalare una notizia che trovo piuttosto grave. Ne parlo anche nel mio blog ma dato che non amo farmi pubblicità vi do il link di come la riporta il fatto quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/lavorare-alla-scala-porta-allanoressia-teatro-licenzia-ballerina-garritano/188910/

  19. Nuvola Rossa ha detto:

    Io credo che la sua alunna avesse ragione, poi non è che uno puo cadere in crisi se una persona, alunno o altro, vada contro, i motivi della sua crisi sono altre, radicate nella sua persone e l’intervento della ragazza ha fatto da diapason a quelle che sono le sue insicurezze di persona e ha sentito vacillare davanti agli occhi della classe la sua figura di insegnante che nella mente dei molti deve sapere rispondere a tutto.
    Io tra i tanti insegnanti del conservatorio ne rispetto uno in particolare uno e lo rispettano tutti perché oltre ad essere molto preparato ha questa particolarità, quando non sa qualcosa dice tranquillamente “Non lo so”.

    • mimarzano ha detto:

      ciao! il problema non è quello di dire “non lo so”! io lo dico senza problemi… tante volte… ma qui si trattava di una cosa che uno studente universitario (perché parliamo di uno studente del Primo anno di scienze sociali) dovrebbe sapere… Ma al limite, non è questo il problema, nei miei corsi le basi le riprendo sempre… Il problema è il “io non sono d’accordo”… quando il non essere d’accordo verte su una cosa indiscutibile… come se qualcuno dicesse: non sono d’accordo che il bicchiere cade a terra se lo lascio scivolare…

  20. amarenaa ha detto:

    Le posso parlare da diciannovenne che ha passato tre anni della sua vita ad assistere a scenette del genere durante le ore di filosofia al liceo?Sia spietata e dia a chi non vede gli abissi della propria ignoranza pan per focaccia:gli risponda con tranquillità mettendolo in difficoltà e ponendolo davanti alla sua sconfinata ignoranza.Credo che questo sia un atteggiamento presente in noi giovani da sempre,da quando l’uomo esiste.I giovani,credo,hanno sempre avuto l’impressione di saperne più di tutti quanti,ma prima della metà del Novecento non avevano la libertà di esprimersi.Ora che ce l’hanno (per fortuna) bisogna anche avere a che fare con soggetti di questo tipo.Il suo compito e di tutti i BRAVI insegnanti è,secondo me,quello di mostrare loro che questa convinzione di saperne più degli altri è molto spesso ingiustificata.Ripeto:li ponga davanti alla loro ignoranza,gli darà una grandissima mano.è un ingrato compito,ma vorrei tanto che qualcuno dei miei insegnanti universitari lo facesse più spesso,anche con me!

    • Chiara ha detto:

      Da studentessa universitaria (di filosofia), concordo con il suo intervento. Noto che molti dei miei professori, non tutti, sembrano quasi terrorizzati dal dare pan per focaccia – per non parlare degli insegnanti del liceo (dove però vieni denunciato alla prima volta che ti permetti di dire che l’alunno caio non ha capito assolutamente nulla). I docenti che però ricevono maggiormente rispetto e ammirazione sono proprio coloro che, senza offendere ma comunque con un pizzico di ironia, riescono a far sì che durante le lezioni non si intervenga a sproposito, perchè ci si pensa due volte almeno prima di parlare e fare “la figuretta” davanti a tutto il corso. Ci sono anche quelli che affrontano la povera matricola molto meno delicatamente, come “Ma lei ha fatto le elementari e poi è venuto all’università? Ma si ricorda come si legge?”. Io a onor del vero non intervengo mai, anche se mi rendo conto che spesso e volentieri avrei potuto aprir bocca e contribuire in modo intelligente alla discussione, ma questo è un altro discorso🙂

  21. apity ha detto:

    Sei davvero paziente. Io persone del genere nemmeno le sto a sentire. E se sarò io che alla fine farò brutta figura, che importa? Avrò risparmiato tempo, avrò mantenuto i miei nervi rilassati e il mio buon umore quel giorno. Che abbiano ragione loro, ma che se ne stiamo zitti almeno!
    Interessante blog, il tuo. Dai un’occhiata al mio. Un po’ siamo simili…
    Su WordPress sono nuova. Ho reso pubblico il blog, dopo un periodo di silenzioso letargo.

  22. Agnese Ambrosio ha detto:

    Oggi viviamo in un mondo dominato da uno sfrenato individualismo, spesso le persone parlano senza ascoltarsi e senza rendersi conto delle brutte figure che fanno. BASTEREBBE RIFLETTERE UN PO’ PRIMA DI FORMULARE UNA DOMANDA. Non ci pensano, è più importante mettersi in mostra, anche se in negativo. Penso che la gente oggi pensi e rifletta troppo poco. Forse sarò un po’ severa, ma dai miei alunni pretendo l’ascolto, lo studio,ma soprattutto che riflettano prima di parlare. In questo modo penso di seminare bene per un futuro migliore

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