Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre…

Ci sono dolori che non si possono né evitare né cancellare. Esistono. Possiamo solo affrontarli, e cercare di fare di tutto affinché non ci devastino. Ma talvolta ci vuole tanto tempo. E non basta fare “come se” niente fosse successo perché la vita continui come prima. Perché, spesso, niente può più essere come prima, e si deve pian piano riuscire ad organizzare la propria vita in modo diverso. Come perdiamo una persona cara. Talvolta in maniera brusca. Talvolta in modo ingiusto e inaccettabile.

Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre, è difficile imparare a vivere con quel vuoto profondo che si spalanca all’improvviso. E non basta semplicemente voltare pagina. Non basta ripetersi che la vita continua e che non serve a nulla piangere. Non basta imporsi di non pensarci… Quel vuoto è lì. Come una ferita profonda. Che pian piano cerchiamo di far cicatrizzare… Anche se alcune ferite non si cicatrizzano mai completamente…

Non basta premere sul tasto “cancella” per cancellare veramente tutti i ricordi che ci legano alle persone care, per distaccarsi da chi non c’è più. Elaborare la perdita è un’operazione psichica lunga e complessa. Si tratta non solo di accettare la realtà, ma anche di riconoscere veramente ciò che si è perduto, compresa la promessa di tutto quello che si sarebbe potuto e voluto vivere con chi non c’è più. Fare l’inventario di tutto quello che era stato investito, progettato, auspicato e sperato, e capire che non sarà più possibile realizzarlo.

Solo poi, si può tornare di nuovo alla vita, nonostante la sofferenza che resta quando si capisce una volta per tutte che i ricordi sono solo ricordi. Solo poi, si può amare di nuovo. E ricominciare. E riprendere a sorridere…

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154 risposte a Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre…

  1. damiano biscossi ha detto:

    l’abbandono si abbondana e si viene abbandonati. una delle piu belle frasi che tengo con me è : si decide di stare assieme insieme e ci si lascia assieme. Arrivare al punto di dire stiamo dando il peggio di noi. Trovare le parole giuste e la giusta comprensione per chi ha fatto un tratto di strada assieme a te. Siamo forse nell’epoca del ti cancello eri tu il mio problema e del non rischio piu in un rapporto e trasformo i miei amici in “amici di sesso”. Accettare di rischiare il cambiamento di attraversare il tuo dolore a testa alta è forse una cosa non per tutti. Allora si sopravvive pur di non voler provare a cambiare. Non si riesce proprio ad affidarci a tuffarsi forse in un rapporto. Dopo poco appaiono i nostri fantasmi e invece di dire ho paura si innesca il solito film che si proietta da una vita. Sembrera banale ma lo STARE, vivere quella difficoltà (mi fa pensare alla determinazione di Michela nei suoi studi) è forse il modo per poter forse provare a cambiare il corso della storia che se guardi bene si ripete da generazioni in generazioni…qualcuno lo dovrà pur provare a fare questo sporco lavoro😉 buona serata

    • Maria Rosaria Azzarello ha detto:

      hai detto bene è “uno sporco lavoro”! Il cambiamento, nonostante il dolore, ci può essere soltanto se si compie una scelta forte e che al momento sembra distruttiva…non banale quale quella di andare controcorrente non accettando situazioni di comodo! Personalmente l’unica via che conosco è quella dell’amore e della dignità che non mi fa accettare “amici di sesso”,come tu li chiami…certo ci vuole tempo, bisogna imparare anche a star da soli con se stessi, a volte è davvero difficile stare con la malinconia ma ad un certo punto ti guardi allo specchio e cominci ad essere orgogliosa di te stessa, la tua autostima sale un pochino, cominci ad uscire dalla tua tana e…voila cominci a risalire, seppur lentamente, alla vita e…non è più sopravvivere!

      • Stè ha detto:

        Approvo tutto ….anche se alle volte è veramente dura ….rimettersi in gioco, soprattutto riuscire ad non avere più Paura ad amare veramente…
        Stè

      • maria rosaria lanza ha detto:

        La penso come te e me ne vanto! anche se non ti conosco ti ammiro e ti stimo.

  2. maria teresa ha detto:

    è verissimo, parole perfette per descrivere ciò che veramente accade quando questo succede….

  3. Anna Maria ha detto:

    Cara Michela, ho finito di leggere il tuo libro che a tratti mi ricordava pezzi della mia vita in quanto a malessere psichico (sono stata in collegio dai 4 ai 12 anni dopo la morte di mio padre che aveva 27 anni) e tutto ciò che ne è seguito: 5 anni di farmaci antidepressivi e 5 anni di psicoanalisi che alla fine mi hanno fatto rivivere. La svolta poi è stata la nascita di mia figlia che oggi ha 30 anni e, così come dici tu, le ferite restano sempre lì, ma si riesce riconoscendo tutti i processi e procedimenti nonchè le proprie fragilità ed i propri limiti a convivere molto meglio con sè stessi, imparando ad amarsi per come si è e non come gli altri ci vorrebbero. Il libro l’ho trovato molto bello e credo possa essere d’aiuto a tante persone che soffrono da questo punto di vista. Certo avessi avuto io queste testimonianze 35 anni fa avrei vissuto tutto molto meno in solitudine di quanto non mi sia successo ma i tempi della vita sono questi e quindi è andata bene così. Grazie di questa bella testimonianza e ti auguro tanta serenità, anche perchè la felicità riguarda solo pochi momenti, e continuerò a seguirti su fb. Ciao un abbraccio

  4. Stefano ha detto:

    A volte però le emozioni non sono contenibili,vanno vengono,ti fanno piangere o sorridere,soprattutto ti assalgono e non hanno tempo.Ma quando il vento si calma,quello spiraglio di pace nel tuo cuore ti fa capire è giusto che sia così,è la vita è l’amore.

  5. sandra ha detto:

    Ci sono vuoti incolmabili ,ferite profonde che ci accompagnano tutta la vita,si cicatrizzano,ma il segno rimane.E’ vero, elaborare il dolore della perdita non è cosa da poco.E non ci si abitua al dolore,non ci si abitua alle perdite.Superare forse ,significa anche acquisire consapevolezza che niente è per sempre.Ma se la perdita è un lutto,spesso ci si sente in colpa di essere vivi.Ho perso il mio grande primo amore che aveva solo 19 anni,è morto affogato.L’ho sognato tutte le notti per 10 anni e più,nel sogno arrivava con il treno alla stazione ed io ero li per salire sul treno con lui,ma ogni notte il treno partiva prima che io potessi salire ,durante il giorno cercavo di vivere e non pensarci,ma il dolore soffocato affiorava in superfice con i sogni nella notte.Poi qualcosa è cambiato ed è cominciato a cambiare nel momento in cui ho smesso di soffocare quel dolore durante il giorno e l’ho accettato!Quando poi è arrivato un dolore nuovo con la perdita di mio padre non è che fossi più forte perché ne avevo già superato uno tanto forte.Ogni dolore è diverso anche se la causa è la stessa,ogni dolore deve fare il suo tempo……..accoglierlo e curarlo è più facile se condiviso con qualcuno che ci ama.Un abbraccio Michela e grazie per questo post.

    • Massimo ha detto:

      Hai detto bene, cito: “Ogni dolore è diverso anche se la causa è la stessa,ogni dolore deve fare il suo tempo……..accoglierlo e curarlo è più facile se condiviso con qualcuno che ci ama.”, il problema è che purtroppo quando viene a mancare chi ti amava veramente e chi tu amavi veramente e che adoravi totalmente anche con ragione, ti rendi conto che mai potrai essere amato/a così profondamente, così visceralmente, così incondizionatamente e quindi capisci quanto sarai solo/a per tutta la vita che rimane innanzi a te. Anche se le tue giornate saranno piene di persone, di impegni, di problemi si spera risolvibili, di gioie immense per altri centinaia di motivi, ma dentro di te sai che un amore così vero, incondizionato, puro, assoluto non lo riceverai mai più da nessun essere umano che ti possa dire “ti voglio bene”. Non dipende dal rapporto, dipende dalla persona che ti viene a mancare, dipende dalla consapevolezza di avere perso una persona che è stata un punto di riferimento inamovibile sia per il tuo cervello, sia per il tuo cuore, di avere perso una persona che avrebbe dato la vita per te, e che tu avresti fatto egualmente fatto per lei/lui. Perdere questo è tanto, tanto, tanto, tanto doloroso….anche se sei abituato al dolore, anche se sei abituato all’idea della mortalità di qualsiasi rapporto, anzi anche se sei estremamente cinico nel credere alle persone, nel credere all’amore tra uomini (promiscuamente inteso), quando perdi questo tipo di persona, ricostruirti è difficilissimo, ti rendi conto che vorresti dirle/dirgli ancora tante cose, ti penti delle poche gioie che gli hai dato e delle tante delusioni, ti penti perché non avrai più occasione di essere migliore per renderla felice ed orgogliosa di te. Forse potrà esserci qualcun altro che ti riempirà di lodi, forse ci sarà qualcun altro per cui sarai un idolo, forse ci sarà qualcun altro che dipenderà totalmente da te, ma la tua mamma non ci sarà più a donarti una carezza ed a regalarti un semplicissimo bacio sulla nuca, nulla di così semplice e facile, ma mai così pieno di calore ed amore incondizionato.

  6. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  7. Alechi ha detto:

    quando una persona che amiamo se ne va via per sempre si chiude una porta e un pezzo di noi se ne va via con lui. Si chiude una porta e si spalanca il portone che affaccia sul vuoto e andiamo in frantumi…è lì che si misura lo STARE e la nostra resilienza….la nostra capacità di “resistere e creare” il nuovo, e, quando meno ce lo aspettiamo, arriva qualche carezza dalla vita che è come un balsamo sulle cicatrici….

  8. massimo terli ha detto:

    quando questo succede, bisognerebbe lasciarsi morire …
    nulla ci può aiutare a dimenticare
    siamo completamenti finiti soli e abbandonati

  9. gianpiero ha detto:

    Non so quanto e come riuscirei a vivere dopo la morte di mia moglie (troppo buona, comprensiva, paziente, scherzando gli amici la chiamano “la santa”) il vuoto sarebbe veramente incolmabile; spero tanto di precederla nella morte, magari il più tardi possibile e senza soffrire; .. mah! pensiamo al presente, sarà quel che sarà..

    • barbara ha detto:

      delle parole bellissime!quanto vorrei che a dirle fosse anche mio marito che mi ha tradito solo pochi giorni fa e io sto impazzendo dal dolore….

      • franco ha detto:

        essere lasciati dalla donna che piu ami al mondo e dura ma i valori che sono dentro di me per famiglia non cambieranno mai

    • sandra ha detto:

      come vorrei ke anke mio marito mi dicesse queste cose e mi trattasse da regina ….anzike di disprezzarmi in ogni singolo secondo…..

  10. Dario Petrolati ha detto:

    quando una persona muore
    quando un nostro profondo ideale scompare
    quando ci si sente soli
    disperatamente soli
    abbandonati
    immeritatamente
    non si capisce più nulla
    mi giro e non voglio sapere
    credo sia stata una ingiustizia
    e non ho la voglia forza di ricominciare
    poi perchè
    la fede la ferita la cultura
    tutto diventa un ammasso
    confusione mentale
    scoraggio se vale tirare avanti
    o sperare in una mano
    una voce
    eppoi chi
    come perchè
    arriva la depressione
    e tutto l’uso
    di farmaci anti ansiolitici.
    che fare
    se questa è vita
    copiare dal più vicino
    chiamare gridare..
    aiuto…
    dario.

    http://www.dariopetrolati.it

    • Alechi ha detto:

      i giorni dell’abbandono sono bui e densi di quella solitudine che ti fanno sentire persa, inutile, assurda, soprattutto se sei appena scampata ad una leucemia che ti dava per spacciata e il tuo dentro e il tuo fuori sono cambiati, si riequilibreranno, ma mai piùcome prima…ci sarà sempre un nuovo inquilino dentro da accettare, il nostro io ferito, piegato, inginocchiato, ma mai spezzato. Si si deve lasciarsi morire a se stessi e rinascere è in parto lento che passa attraverso un dolore nascosto nel profondo ma che ci guida verso la risalita….

  11. Non ti conosco, ma mi permetto di regalarti una citazione di Bertolt Brecht, che spero ti sia di aiuto, come lo è stata per me.

    “E’ stato molto tempo fa. E ora non so più nulla di lei, che una volta era tutto. Ma tutto passa.”

    Un saluto

    http://squadraecompasso.wordpress.com/

  12. ventitredodici ha detto:

    Avete fatto osservazioni interessanti e dato consigli saggi, e forse utili. Ma quando la persona che ti viene a mancare è tuo figlio di 11 anni, dopo 5 anni di atroci sofferenze che hai condiviso. Altro che elaborazione del lutto … Quando crollano come castelli di carta tutte le speranze, le aspettative … hai voglia a tornare sereno …..
    Ciao adm

    • vincenza63 ha detto:

      Sono una mamma come te e…ti abbraccio.
      Chissà che non ti racconti la mia storia…
      Ciao,
      Vicky

    • vito ha detto:

      ai raggione sono delle ferite che non ce persone che possono farti cambiare ,,o farti dimendicare,,sono delle ferite che ti porterai per tutta la vita ,dentro,,il tuo cuore ,,,io o provato la stessa cosa ,,o perso mio figlio e la sua ragazza,,in 10 minuti si erano addormentati in macchina,a fianco la panchina al porto sbaglio di manovra al risveglio finiscono in mare tutti i tentativi di mio figlio a uscire niente da fare anno perso la vita lui 26 anni lei 24 anni,,non riesco a cettare la caduto,,pensa che mio figlio aveva vinto il concorso in polizzia la mattina successiva doveva partire,,a napoli ,,tutto questo il 1 aprile 2011,,,non cisono parole per la perdita di un figlio ,,,,,,,,,,……………………………………..ciao vito,,,(era mio figlio,,,,,,,,,,,,,,,,salvo emanuela ,,,,Ripo,,,IN ;;;PACé….

    • angela ha detto:

      Ciao adm purtroppo anch io ho provato questo grande dolore, solo una mamma ke passa questo brutto incubo può capire,domani avrebbe compiuto 29 anni ,da 10 ke nn è più cn me, mi manca da morire…. ma quest è la vita ed anche se nn si vuole accettare… Ciao adm un abbraccio….. Angela

    • Massimo ha detto:

      Non sono padre, quindi non posso capirlo sino in fondo, ma posso capire che il dolore sia immenso. Mi dispiace moltissimo, se mi posso permettere, un abbraccio forte.

  13. Denise Cecilia S. ha detto:

    Si tratta non solo di accettare la realtà, ma anche di riconoscere veramente ciò che si è perduto, compresa la promessa di tutto quello che si sarebbe potuto e voluto vivere con chi non c’è più. Fare l’inventario di tutto quello che era stato investito, progettato, auspicato e sperato, e capire che non sarà più possibile realizzarlo.

    Eh, sì. Tipo portare mio padre in Trentino, in Scozia, a Yosemite.
    Son cose che mi mancheranno; piccole mancanze.
    Ma non sento invece la mancanza di lui; il vuoto aperto sotto i piedi. Quello no.
    Come potrei? Non mi ha mai lasciato , è qui con me ed in me.

  14. giovanna ha detto:

    e se passano gli anni, gli amori (altri), le vicende della vita, ma quell’assenza non si colma mai? se non si ha più la forza di afforntare il mondo ma invece ci si consuma, ogni giorno un po’ di più, fin quasi a sparire? come si fa a smettere di soffrire, dove si trova il coraggio per vivere?

    • paola58 ha detto:

      ciao Giovanna, la si trova credo nelle ragioni per cui la storia si è conclusa. Le storie finiscono per un motivo, ma le teniamo in vita per quello che erano, non pensiamo al motivo che le ha spente…E’ un non voler accettare la realtà credo…un voler tenere a lungo una illusione. Tutto passa e forse è proprio vero che nulla è eterno e inossidabile…nemmeno la storia più promettente. Difficile ricostruire, su due piedi…forse non bisognerebbe mai sentirsi arrivati da nessuna parte…sentire che la vita può rovesciare in qualsiasi momento ogni nostro scenario così da non arrivare mai impreparati a un addio…ma ci converrebbe? Credo di no, meglio soffrire e attendere che passi.

  15. Fedelma ha detto:

    Dopo sei tu, più quello che la persona che se n’è andata ti ha lasciato e meno quello che quella stessa persona ha portato via con sé.
    Il 27 febbraio per me sono sei anni che sono “mancante” di un po’ di me stessa. Posso capire come ci senta.
    Un abbraccio,
    Fed

  16. simonetta ha detto:

    Anche i ricordi più dolorosi vanno ricordati .Importante è la consapevolezza della realtà ,del nostro presente;xchè spesso ce ne allontaniamo per un futuro pieno di aspettative o un passato ricco di emozioni.Con l’elaborazione del dolore anche i ricordi possono rimanere dentro di noi facendoci compagnia con la consapevolezza che appartengono a quel determinato momento.

  17. iraida2 ha detto:

    In una sua poesia, “L’arte del perdere”, Elizabeth Bishop dice che “perdere” è un’arte che impariamo facilmente, quasi un obbligo a un certo punto. Qualcuno l’ha chiamata “la vile freddezza” a cui ci abituiamo con la maturità. E comunque sia, la sua consapevolezza fa orrore.

    http://iraida2.wordpress.com/2012/01/24/ho-perso-due-fiumi-e-un-continente/

  18. iraida2 ha detto:

    In una sua poesia, “L’arte del perdere”, Elizabeth Bishop dice che “perdere” è un’arte che impariamo facilmente, quasi un obbligo a un certo punto. Qualcuno l’ha chiamata “la vile freddezza” a cui ci abituiamo con la maturità. E comunque sia, la sua consapevolezza fa orrore.

  19. masticone ha detto:

    Ognuno metabolizza il dolore nelle forme più disparate. A volte anche senza mostrarlo esternamente.

    • Dario Petrolati ha detto:

      e come se fosse davvero inventata
      la ventura di saper sopportare anche
      dimenticare il dolore

      chi lo sa fare è davvero inesistente
      spirito anima febbrile che solo la follia
      sa percepire coccolare nascondere
      io scappo non esisto non so pensare
      e come se fossi in un nero vuoto senza
      tempo chiudo gli occhi e come un cieco
      grido follemente grido fino a che non mi
      porteranno via dove non importa essere
      altrove e non sapere
      sono forse anche vigliacco al tramonto
      della vita.
      per te Michela invece
      una rosa vergine
      sotto il sole a maggio.
      ciao
      dario.

  20. apity ha detto:

    Eppure continuo a pensare che io là ci dovevo essere…
    Mia nonna è morta l’estate scorsa e questo mi ha scosso. Il giorno dopo dovevo far finta che nulla fosse successo e sorridere e salutare le persone. Potevo forse raccontarlo a tutti? Io sono così. Riservata e apparentemente forte.
    Io dovevo esserci, perchè ero sua nipote…

    http://www.disturbialimentari.wordpress.com

  21. Fr ha detto:

    Per me la parte più difficile non è stata, o meglio non è, l’inventario dei ricordi, è quello che non posso più fare o dire, o meglio condividere. Le partage, il senso -nel mio mondo- dell’essere con gli altri e il fatto che lui non ci sia più blocca questo senso, dà il non senso, cancella i significati. Ecco il dolore. Per me il dolore è il vuoto di senso.
    Sono attimi, arrivano inaspettati, levano l’aria: attimi in cui stai per andare a condividere, un sorriso, una piccolo evento, una grande emozione, un fatto ininteressante, un problema, ma alla stessa velocità capisci che non puoi più condividere, perchè quella persona non è più. Semplicemente.
    E cosi’ la sua non presenza crea un silenzio sempre più assordante, invadente, una non presenza che incrosta il dolore negli ambienti che prima sembravano caldi e rassicuranti. E l’unico modo per me, è fuggire da tutto questo, lontano, cercando altri sensi e altri significati.

    • anna ha detto:

      Ti capisco pienamente e la condivido. Questa assenza ( 15.11.2012) mi ha lasciato senza terra sotto i piedi. Manca la condivisione, quella presenza tangibile che i ricordi non sanno riempire. Fuggire lontano, ma dove? Penso che il “dove” lo possiamo trovare solo nella nostra solitudine e dopo tante lacrime, dentro di noi. Non sarà mai come prima, una parte di noi non c’è più, ma qualcos’altro, che prima non c’era, è dentro di noi, perchè? Non lo so, forse non è da cercare il dove, ma il senso.

    • G ha detto:

      Così mi ritrovo quì a scrivere , un pò a citare te, che chiunque tu sia mi hai rubato le parole che ho dentro da così tanto tempo
      ” è quello che non posso più fare o dire, o meglio condividere. Le partage, il senso -nel mio mondo- dell’essere con gli altri e il fatto che lei non ci sia più blocca questo senso, dà il non senso, cancella i significati. Ecco il dolore. Per me il dolore è il vuoto di senso.Sono attimi, arrivano inaspettati, levano l’aria: attimi in cui stai per andare a condividere, un sorriso, una piccolo evento, una grande emozione, un fatto ininteressante, un problema, ma alla stessa velocità capisci che non puoi più condividere, perchè quella persona non è più. Semplicemente.E cosi’ la sua non presenza crea un silenzio sempre più assordante ”
      … la verità è che dopo più di anno non c’è nulla che provi che sia migliorato qualcosa , si sopravvive, si esce si va a ballare si scherza, ma non è mai tutto completo, non si ride mai davvero, si torna a casa e si è affaticati come dopo una corsa , perchè portare quel sorriso pesa , ma le persone danno per scontato che dopo un pò bisogno riprendersi e quindi lo fai.. lo fai per loro ..ma non vivi, perchè vorresti condividerlo cn lei riderne e piangerne insieme come era stato sempre, sempre promesso, sempre pisnificato, sempre meraviglioso. E scrivo mille pagine, e a volte mi ritrovo col telefono in mano a comporre il suo numero… mi manca tutto… piango quando gli altri non possono vedermi, spesso, non dormo quasi più , perchè la notte porta troppi ricordi con se , “e a volta a prim’ acchitto mi viene da pensare che ti vedrò, ti vedrò entrare in camera , ti racconterò della mia vita del mio erasmus, e mi darai i consigli che mi mancano così tanto, mi abbracceri,mi dirai cosa indossare ad un appuntamento, io che in tutto ho sempre voluto copiare te ”
      La verità è che io credo che nella vita se lo vuoi tutto è possibile , ma quando qualcosa non dipende da te sei impotente… tutto è già stato detto, tutto è già stato fatto.. ma mi manca e niente cambierà che sono segnata che ovunque io vada conoscerò persone e non saprò come raccontarmi , perchè nn c’è una me senza raccontare di te … notte sorellina mi manchi..

    • lella ha detto:

      …..hai descritto esattamente il mio stato….

    • lella ha detto:

      ..hai descritto esattamente cio’ che provo……grazie

  22. Maria Rita ha detto:

    Leggendo questo bel post di Michela e anche leggendo il suo libro, “Volevo essere una farfalla”, ho spesso pensato a mia madre che ha avuto me neppure un anno dopo la morte di mio fratello avvenuta in un incidente stradale all’età di 10 anni.
    Soffro da sempre con manifestazioni psicosomatiche anche importanti, la terrificante paura di essere abbandonata da chi amo, al punto che lo allontano io per prima per evitare un dolore che mi sembra insostenibile. Questa profonda e inguaribile sofferenza ha profondamente segnato la mia vita e non riesco a non associarla ad una madre così angosciata da non riuscire a vedere la sua piccola.

    • Dario Petrolati ha detto:

      conobbi:
      Anna
      giovane ragazza
      e dopo tante volte
      parole dette
      assorbite
      capimmo avere simpatia
      tremante paura e mille
      nascoste “cose”

      Anna era suora laica
      dedicava la sua giornata
      allo studio
      a pensarci
      ed ai poveri della mensa
      di Suor Lia

      poi fu trasferita
      come per punizione
      dall’Ordine
      in toscana

      dall’ora ci scriviamo
      ma come feriti
      quasi mortalmente
      soffriamo
      senza troppo dirlo

      Anna prega per me
      perchè abbia pace
      ma io per lei non so pregare
      la penso struggentemente
      solamente…
      dario.

      • patrizia forestieri ha detto:

        che cosa terribile hai descritto dario,il tutto ti porta ad un senso di solitudine assurda.a volte penso se perdessi mio marito come reagirei? sono profondamente innamorata dopo 18 anni di matrimonio e non riesco a pensare alla mia vita senza di lui.come puoi vivere così? non ti senti impazzire?? ti sono vicina

  23. ildiariodibetty ha detto:

    a volte le ferite, sono quelle che ci cambiano di più… a volte come prima non si riesce proprio a tornare. grazie per questo post, davvero bello.

  24. Dario Petrolati ha detto:

    le parole “sono pietre”

    pesano al ricordo
    e fanno male
    procurano dolori
    indescrivibili
    se ci ricordano
    chi ci ha lasciato
    e sapeva dire
    come poi
    non abbiamo più udito..

    fede
    pazienza
    nuovi amori
    consigli ….
    ciao Michela
    mille cose lucenti…
    dario.

  25. Dario Petrolati ha detto:

    credo sia il dolore
    per la perdita di persona amata
    incomparabile
    senza possibilità
    vera dire
    esternare davvero

    dare le mani al più vicino
    amico
    chiudere gli occhi
    lasciarsi andare
    per non cadere

    nessuno resta solo..

    auguri Michela…
    dario.♪ ♥

  26. vernese antonio ha detto:

    ho letto con attenzione , le varie vicende accadute ,al riguardo di perdere la persona con cui hai condiviso una parte di vita e, diviso assieme i momenti belli e pure i meno belli . la grande difficoltà di superare il dopo . pure a me la storia della quale mi sono trovato a vivere con la mia compagna che dopo tante sofferenze per un tumore devastante ha sofferto per circa due anni e ,in me c’era la forza di reagire e , aituarla nel suo dolore sino alla fine .ma dopo un’anno sono caduto in una morsa di solitudine tristezza e, dovermi avvicinare a cercare aiuto da psichiatri e, iniziare con piscofarmaci ansiolitici ipnotici e ancor oggi sono dipendente e, la depressione non mi da tregua.devo anche dire che con mia moglie abbiamo vissuto assieme per quarantaotto anni e,eravamo sempre assieme ventiquattro ore al giorno per lavoro e vita familiare . spero di riuscire a superare questo momento che veramente mi fa soffrire e posso capire tutti coloro che si trovano in queste situazioni .seppure siamo coscienti che cosi è la vita e , chi prima chi dopo arriva ,ci lasciamo tutto alle spalle affetti cose ( questo è uno fra i tanti misteri dell’esistenza )un saluto a tutti ma in particolare a coloro che stanno soffrendo di una perdita di una persona cara ……..

  27. vernese antonio ha detto:

    ho già espresso il mio commento , non copisco la causa per la quale non sia arrivato a voi

    • Dario Petrolati ha detto:

      la vita
      dicono sia questa la vita
      allora si potrebbe anche :
      ma io non la voglio
      desidero amare ed essere amato
      ma se debbo soffrire
      e morirne
      dopo che non ho chiesto
      di venire al mondo
      datemi la possibilità
      di uscire
      andarmene
      senza disturbare
      io non sono eroe.

      auguri Michela…♥

      dario.

  28. Lorenzo ha detto:

    Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre, vorremmo morire per seguirla ovunque essa sia. Io ci penso spesso. La mia Marina è stato il dono più bello che ho ricevuto dalla vita. Lei era il sole, il sorriso, la positività, il buon umore, l’attivismo, la gioia di vivere, la correttezza, la generosità, l’onestà, la sincerità, la puntualità, la bellezza, la modestia, la purezza d’animo, l’amore e l’amicizia. Pensavo fosse immortale, come le sue qualità. Invece un incidente me l’ha strappata dal cuore per sempre. Vedo la scena del disastro tutti i giorni. E piango. Immagino la sua pena di sapersi morta. Il furto più grande che si possa immaginare: il diritto all’esistenza. Da sei mesi vedo il vuoto. L’inutilità della vita. Una vita senza qualità, senza dono. Tutto è cambiato e a volte sembra che non sia mai esistito nulla. La realtà si fa di ghiaccio, insipida e caotica, indifferente e muta. Mi scivola addosso senza coinvolgermi. Gli amici si stancano presto. Consolare costa fatica e tristezza. E mi ritrovo solo a scrivere. Ma a che serve vivere?

    • Liliana ha detto:

      Anche io, l’8 maggio 2012 ho perso il mio adorato marito Francesco.
      Lui era uno dei doni più belli della mia vita: perfetto, gentile, onesto, un supersportivo, un essere immortale, un bravissimo marito e padre. Un arresto cardiaco me lo ha portato via per sempre mentre stava allenandosi sulla sua bicicletta. Io e mio figlio siamo disperati. Penso a tutto ciò che la morte ha tolto a questa giovane vita ancora piena di aspettative: la laurea di nostro figlio, il congedo dal lavoro, tante cose da fare insieme, il matrimonio di nostro figlio, i nipotini e la gioia di invecchiare insieme, sostenendoci uno all’altro.
      La mia disperazione è in questo: TUTTO E’ STATO TOLTO AL MIO FRANCESCO. Ed io devo continuare a vivere……. ma non ne ho la voglia. Sopravvivo, ma solo per mio figlio RICCARDO. Eravamo una famiglia ricca di felicità…. ora siamo solo dei POVERETTI.

      • Lorenzo ha detto:

        Liliana, anche oggi, dopo 9 mesi, io sto male. Dici bene “ora siamo solo dei poveretti”. Il mio psy, anche se lui è in gamba, non mi aiuta più di tanto. Gli amici credono sia tutto passato. Ma io piango tutti i giorni. Non riesco a lavorare nė a concentrarmi. Mi sembra di vivere in un incubo. Vorrei togliermi la vita. È l’unica cosa che mi sembri sensata. Ad oggi non sono riuscito a trovare il coraggio. Noi non avevamo figli. La mia vita è finita.

      • Liliana Bertoni ha detto:

        No non devi pensare a questo, assolutamente! Quello che provi è devastante , lo so, procurandoti a volte un dolore fisico. Inizia con il concentrati di piú sul lavoro e vedrai che buona parte della settimana trascorrerà più velocemente! Inoltre accetta tutti gli aiuti e compagnia che ti offrono parenti ed amici. Provaci!

        Inviato da iPhone

      • Scotto lina ha detto:

        Condivido in pieno questo terribile dolore

    • anna ha detto:

      Sei riuscito a descrivere tutto il mio malessere. Ho perso mio marito due mesi fa in un incidente stradale. Quel mattino non ricordo neanche di esserci salutati. Un vuoto che giorno per giorno cresce sempre più e ti lacera, dove trovare un pò di pausa per tanto dolore? Non si chiede rassegnazione, che non verrà mai, ma un un pò di pausa. E come dici tu, è vita questa?

      • Lorenzo ha detto:

        Io spero quotidianamente che il tempo possa alleviare il dolore e ridarmi la gioia di vivere. Ma più passa il tempo e più mi convinco che nulla potrà essere come prima. Non riesco a lavorare. Non esco più con gli amici perché per loro è già tutto passato. Non capiscono. Mi sento solo e disperato. La mia Marina era la gioia di vivere in persona. Eravamo felici come raramente accade in una coppia. Quell’amore così bello non si trova facilmente. Ho il sospetto che invecchierò con un bagaglio di ricordi e di nostalgia. E non mi sembra una bella prospettiva. Vorrei tanto sparire per sempre.

    • Sabina ha detto:

      la vita è un regalo. Pensa alle persone malate di cancro o di alte malattie brutte. Se non ti interessa la tua vita, forse puoi aiutare altre persone?

  29. ego ha detto:

    Sono gay .
    ho 27 anni , ho perso il mio compagno sabato notte ormai 19 agosto .non e passato nemmeno un mese ma solo 19 giorni .
    Aveva 49 anni infarto fulminate in hotel a Berlino durante le nostre meritate vacanze . stavamo insieme da 7 anni . 7 anni di convivenza , sempre insieme , io ero la sua famiglia lui la mia famiglia . ero il suo respiro , era il mio respiro . il dolore mi attanaglia in ogni istante , era tutto quello che avevo . un affetto ormai senza limiti . una storia piena di ogni emozione . Ad oggi mi rendo conto davvero che senza di lui non riesco piu a dare un senso alla vita . E un dolore che non si sopporta . non si combatte . ma si subisce e basta , purtroppo non ho amici . nessuno con cui parlare , tanto meno con la mia famiglia . Credo in un altra vita dopo la morte . ho avuto una miriade di segni prima che lui morisse e anche dopo .. in quanto sono un po “sensitivo” in certi aspetti. Questo e l’unico motivo per cui ancora non ho deciso di prendere decisioni estreme sulla mia esistenza .
    MI MANCA DA MORIRE . i nostri progetti e quello che stavamo costruendo insieme . in frantumi .
    tutto in un soffio .

    • A Girl ha detto:

      Ciao… Non ho parole… Questo tuo messaggio è da brividi… Anch’io sto vivendo il periodo finora peggiore della mia vita… Sono una ragazza di 24 anni…e…sono stata 4 anni con una donna… L’ho persa… “Sempre insieme , io ero la sua famiglia lui la mia famiglia. Ero il suo respiro, era il mio respiro”…queste tue parole le sento anche mie… Mi piacerebbe parlare con te…

    • Sabina ha detto:

      Anch’io credo alla vita dopo la vita. Anch’io ho avuto esperienze particolari. Ti posso solo dire che chi muore è triste quando ci vede tristi. Non è quello che vogliono. Ci vogliono tranquilli perché loro sono passati in un’altra dimensione, tutto qui. Quando anche noi moriamo, incontriamo le persone che ci sono state vicine. Dobbiamo accettare quelloc he ci succede e capire che veniamo messi alla prova. La sua vita con te rimane viva nei tuoi ricordi. Non spegnerli e pensa che nessuno di noi sa quando viene la sua ora ma fino a quel momento dobbiamo vivere appieno i giorni che ci vengono regalati, magari aiutando altri. Un abbraccio. Sabina

      • luigi ha detto:

        Mi piacerebbe credere che dopo la morte esiste una vita per i nostri morti serena e piena di tranquillità, ma non ne sono più cosi sicuro come quando era viva la mia adorata moglie che 9 mesi fa mi ha lasciato in due mesi per un tumore senza speranza. Sto cercando in tutti modi di credere che dopo la morte esiste ancora una vita nell’aldilà, ma la mia fede sta vacillando. Mia moglie non viene a trovarmi e io sto soffrendo oggi più di ieri pensando che non la rivedrò mai più. E se devo essere razionale e non solo fideista quando potremo rivedere i nostri cari se non dopo la resurrezione dei corpi che avverrà alla fine del mondo . Ma questa fine del mondo quando avvderrà? Bisogna credere per non cadere nella depressione più cupa ma con il raziocinio la fede vacilla..

      • Sabina ha detto:

        Caro Luigi, devi rimanere sereno anche se è difficilissimo. Il problema è che nessuno ci insegna a migliorare la nostra sensibilità così da percepire tutti i segnali che ci vengono mandati dai nostri cari. Impariamo a scrivere, a leggere, a guidare ecc. ma non si fa nulla per l’anima.

        Sono cresciuta in una famiglia che non poteva essere più diversa: mio padre ateo, mia madre credente, quasi bigotta. Fino ai 35 anni non sapevo a chi e a cosa credere, ero molto confusa. Poi, come ho raccontato, la mia vita è cambiata totalmente.

        Nel mio caso la mia sensibilità era elevata perché avevo provato a nutrirmi scegliendo frutta di stagione, verdure, cereali, noci… tutto possibilmente crudo. Era estate. L’ho fatto per ragioni di estetica. A causa di molto stress al lavoro e relativa perdita di sonno, però, mi sono raffreddata e il mio dottore mi ha diagnosticato un’ influenza. Cercavo di sforzarmi a mangiare in modo naturale come prima, ma il cibo non aveva sapore. Ne ho parlato con il medico e lui mi ha consigliato di digiunare per 1-2 giorni mentre avevo la febbre. Aveva ragione. Dopo 1-2 giorni, infatti i dolori e la febbre erano scomparsi.

        Dopo ho pianto molto e non sapevo da dove venissero tutte quelle lacrime. È stata una vera e propria catarsi. In seguito mi sono sentita chiara dentro come acqua, innocente come un bambino e ho sentito come una luce illuminarmi da dentro. È subentrato il silenzio e una sensazione di amore divino grandissimo e semplicissimo.

        È incredibile descrivere tutto quello che ho visto e sentito. Posso solo dire che la nostra vita di tutti i giorni, ci allontana dalla nostra innata sensibilità. Essa viene ridotta sempre più dal ritmo di vita stressante o monotono che ci accompagnano. Il miracolo che è la vita, il nostro essere vivi, l’intelligenza di ogni cellula e la bellezza della natura che ci circonda, lo spazio in cui siamo sospesi così… su questo pianeta vagante… Tutto questo mi ricorda sempre quell’ esperienza divina che spero poter ripetere.

        Ti prego, Luigi, guarda il cielo, guarda quell’infinito. Vedi come siamo piccoli noi qui, persi nella nostra vita quotidiana proprio come formichine, ma vedi quanto è grande quello che ancora ci aspetta, tutta l’energia che ci circonda? Niente di quell’ energia va perduto. Tutto si rinnova e cambia forma, ma non va perduto. Ti mando carissimi saluti,
        Sabina

  30. Pingback: Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre… « Keep losing yourself in a daydream

  31. Claudio ha detto:

    Ciao, mia moglie mi ha lasciato ormai da 4 mesi..con l’agghiacciante frase “ti vedo come un fratello”..dopo 11 anni bellissimi e con una meravigliosa bimba di 7..senza segnali..o almeno io non ne avevo visti. Era la mia donna, la mia compagna di vita, mi completava, era il mio Sud ed il mio Nord. La mia motivazione, la mia forza..inutile descrivere a parole. Per la prima volta in 34 anni di vita conosco cosa vuole dire la parola DOLORE. Un pezzo delmio cuore è morto con lei. Ora dormo in quel letto vuoto, vivo in quella casa vuota. Piango ancora quando nessuno mi vede..cerco di farmi forza per la mia bimba ma sono morto dentro..e la mia mente si rifiuta ancora di guardare avanti…continua a rimanere la..a fantasticare e a mettere in pratica con la fantasia tutto quello che avremmo potuto fare…tutti i progetti…tutto. Le mie due donne mi davano forza e gioia di vivere. Il mattino..il momento che più apprezzavo..quando mi svegliavo con loro..è diventato il momento che più odio. Alzarmi dal letto (dopo aver dormito poco o nulla) è devastante…affrontare una nuova giornata..sapendo che al ritorno non la ritroverò…mi uccide dentro. Ma dobbiamo guardare avanti. Anche se al momento non vedo futuro. Un abbraccio a tutti.

    • dany ha detto:

      trova la forza in tua figlia x non impazzire….io ho fatto così’,altrimenti e’devastante!questo primo natale senza di lui, un incubo!

    • Paola Bruna ha detto:

      Ci vuole un grande coraggio anche a fare il discorso che ti ha fatto la tua compagna. C’e’ un sacco di gente che continua a vivere sotto lo stesso tetto fingendo e facendo finta che tutto va benissimo e tampona il vuoto con storie parallele o avventure occasionali.
      Per una donna riuscire a dire questo al suo compagno è una scelta anche d’amore perchè non vuole condannare il proprio compagno a un rapporto destinato a rinsecchirsi del tutto e magari con il tempo fonte di ulteriore sofferenza per entrambi. Spesso questa chiarezza appare disumana e inopportuna se non anche una mazzata da cui pare di non potersi più risollevare. Ma se si supera il momento dell’abbandono e si salva il rapporto in termini civili, e anche soprattutto per i figli, si può ricominciare a sperare di uscire da quel vicolo cieco che ci appare un abbandono, motivato.
      Non è entusiasmante quello che ho scelto di rispondere ma molto onesto. Auguri

  32. monica ha detto:

    Quanta sofferenza in questi post.
    Un abbraccio forte a tutte le persone che stanno vivendo questo terribile distacco dalle persone che amano.
    Coraggio perchè loro vi stanno guardando e non vogliono assolutamente vedervi tristi.

    • Liliana Bertoni ha detto:

      Ma è vero che loro ci guardano e ci sono vicini? La mia disperazione è tale da non riuscire ad accettare la perdita del mio adorato marito. Riuscirei a sopportare se soltanto avessi la matematica certezza che lui è sempre vicinimo alla sua famiglia.

      Inviato da iPhone

      • Sabina ha detto:

        Sì, Liliana, io ne sono sicura. Ci stanno vicini. Dobbiamo rendere orgogliosi i nostri cari che non ci sono più e dare grande valore alla nostra vita e ricordarli sempre finché non li raggiungiamo. Inoltre dobbiamo pregare per loro come possiamo. Coraggio!

  33. melina ha detto:

    anchio 38 anni fa perdevo mio marito in un incidente stradaleprecisamente il 23 dicembre 1974lasciandomi con 3 bambini piccoli come se non bastasse nel 2009ho perso un figlio di 39 anni di leucemia lasciando anche lui 2 belle bambine cosa posso dirvi la mia sofferenza di mamma e stata troppo devastante macon la forza della fede vado avanti dio lo sapra il motivo di tutto questo vi abbraccio a tutti vi voglio bene a quelli soffrono come me.

    melina

  34. maurizio ha detto:

    Vorrei dire tanto ma egoisticamente capisco che ora ho bisogno, di cosa non so. Non penso che qualcuno possa chiudere questo vuoto questo grande senso di inutilità. Io lotto con le tempie oppresse e tutto in frantumi. L’ho voluto io? L’ha voluto lei anche questo 50 per cento non mi appaga. Addio 35 anni di Vita in comune, avrei voluto invecchiare con lei, con molto o con niente, ma non mi è stato concesso, rendersi conto del nulla, non ho potuto cambiare questo evento, del resto neanche con gli altri mi è venuto bene. Non basta Volere….alcune volte ……..

  35. L’abbandono è un abisso. Ma l’abbandono forzato, cattivo e crudele, non possiede un nome con il quale descriverlo e combatterlo. Ti sono vicino.

  36. Dario Petrolati ha detto:

    si parla di abbandoni
    come se magari piovesse
    o la morte
    dietro la porta
    io non so che respirare
    sospirare
    desiderare in modo confuso
    voler bene amare essere amato
    ma non so farlo e manco meritarlo
    gioco come fossi fabbro
    coi sentimenti
    e non so più
    come chiedere
    cercare
    non so come
    respirare
    sperare

    unica cosa
    forse:

    paura cosciente
    della morte
    vederla arrivare
    sentire….

    dario.

  37. VVIOMARIA ha detto:

    ho perso mio figlio da 6 mesi lui avena 17ani e 6 mese .un dolore strazzante………non capisco perche sono rimasta in vita,non so che e giorno o notte che ore sono..PERCHE,PERCHE PERCHE..???

  38. ciccietta_cicciosa_hahahaha ha detto:

    davvero bellissimo,fantastico…favoloso

  39. Cristina ha detto:

    Vivevo per mio figlio, perché era proprio un bravo ragazzo… Adesso lui non è più con me e fra’ poche ore e’ il suo compleanno e io sono senza di lui e mi manca da morire…
    Cristina

  40. caterina ha detto:

    condivido il dolore di tutti e vorrei incontrare qualche amica per condividere il nostro dolore

    • anna ha detto:

      dopo la morte non c’e’ niente perche non ci sono segnali dalle persone morte ,moglie mariti, mamme e papa nonni nonne , figli ,secondo voi ci vedono soffrire e non farebbero niente per alleviare le nostre sofferenze mi dispiace ma forsevè cosi’.

      • Lella ha detto:

        …spero sempre che non sia cosi’, che prima o poi mi mandi un segnale per me comprensibile, ma, la mia disperazione viene dal profondo, dove invece sento che …tutto finisce li’, con l’ultimo respiro…..

      • luigi ha detto:

        Ho perso la mia adorata moglie da due mesi e non riesco a vivere senza di lei. Piango di nascosto per non sconvolgere piu’ di tanto i miei due figli, ma non riesco a credee che sia successo. In due mesi un tumore me l’ha portata via. Anch’io avrei voluto che mi dicesse in sogno o altrove che sta bene , che ci sta vicino, che non soffre più, ma inutilmente. Sto perdendo la fede e credo che non eswista più niente oltre la morte. Spero di sbagliarmi, perchè aktrimenti non so come reagirò
        Luigi

    • Scotto lina ha detto:

      Ciao Caterina se vuoi condividere questo dolore con me, cerca i su Facebook .io ho perso mio marito da pochi mesi, non rieco a darmi pace, io un bacio ti aspetto

  41. mario ha detto:

    mia moglie e’ morta il 1 ottobre 2012 per un tumore ai polmoni e ancora oggi non riesco a capacitarmi, so solo che mi manca, tantissimo, e’ stato tutto veloce, lo hanno trovato a dicembre 2011, e’ morta do po 10 mesi, aveva compiuto 54 anni il 26 di settembre, avevamo festeggiato a casa il suo compleanno, tutti assieme, e lei era contenta, ora e’ tutto finito, non so cosa fare cosa dire, ho perso il lavoro perche’ sono stato sempre vicino a lei fino all’ultimo secondo perche’ mi e’ morta in casa davanti agli occhi, mi ha guardato in faccia, e poi e’ morta. non dimentichero’ mai il suo sguardo, lei viveva per me , mi amava tantissimo me lo diceva sempre, e io per quasi 35 anni ho vissuto solo per lei, ultimamente sto pensando di raggiungerla, ma mi manca il coraggio, pero’ sto facendo una brutta vita, mi stanno aiutando le figlie, vorrei trovarmi un lavoro, ma non lo trovo, ma la cosa piu’ importante e’ che penso sempre a lei, di notte non dormo piu’, a volte mi metto a piangere cosi’ senza motivo e poi sto sempre in casa. se qualcuno e’ passato per il mio stesso caso mi spiegasse come ne e’ venuto fuori. un grazie a tutti quelli che mi aiuteranno

    • antonella ha detto:

      Io ho perso mio marito il 3 ottobre 2013, dopo un’angosciante periodo di ricovero in ospedale, ma non ho mai pensato di farla finita. La nostra storia è durata 28 anni: una vita!
      Ho promesso a mio marito ed a me stessa che mi sarei occupata di nostra figlia. Posso condividere il dolore che provi e capisco i momenti difficili che si devono affrontare, compreso il lavoro( anch’io ho tralasciato il lavoro per un lungo periodo e poi mi sono ritrovata con niente) ma, se tornassi indietro, farei tutto quello che ho fatto anzi di più per rendere gli ultimi momenti di vita di mio marito indimenticabili. Dobbiamo cercare di andare avanti ed affrontare la vita portandoci appresso il pesante fardello che il destino ha riservato per noi. Sono sicura che il tempo ci aiuterà. Per il lavoro, te lo dico per esperienza personale, mostrati positivo e pieno di prospettive perchè nessuno affida il lavoro ad un “depresso”. Insomma si entra in un circolo vizioso: più sei depresso più non lavori, più non lavori più sei depresso.
      Per quanto riguarda il sonno ti posso dire che sono arrivata al punto di non dormire più e per questo, nonostante la mia riluttanza verso gli psico-farmaci, mi sono rivolta al mio medico curante il quale mi ha dato delle compresse che ti assicuro mi hanno aiutata a rimettermi in piedi( almeno fisicamente) ovviamente non bisogna abusare di questi farmaci o creare una dipendenza. Oggi mi sento forte abbastanza da poter affrontare, anche se da sola, la vita che ho davanti cercando di non procurare altro dolore a mia figlia che soffre abbastanza per la perdita del suo adorato papi. Non so se quello che ti ho scritto ti possa aiutare ma certamente ti posso capire.

    • GIUSEPPE ha detto:

      Caro Mario,
      anche mia moglie è morta (il 9 giugno 2014) per metastasi polmonari, epatiche, ossee e cerebrali a seguito di un carcinoma mammario. Aveva 39 anni e ne avrebbe compiuti 40 il prossimo 26 settembre (come la tua….). Abbiamo 2 bimbe di 3 e 9 anni. E’ difficilissimo proseguire…Lei era tutto per me…Più e più volte ho pensato di farla finita…tanto non ha più senso continuare a vivere..ma mi trovo profondamente ostacolato dal fatto di non voler aggiungere ulteriori problemi, disagi e dolore alle mie bambine oltre che ai miei genitori e parenti stretti. Anch’io come te non riesco più a dormire la notte…quando la vedo nelle foto sparse nella casa mi si stringe il cuore….ho dolori costanti al fegato e allo stomaco….i pensieri e i ricordi dei bei momenti passati assieme mi devastano letteralmente….Le lacrime a volte scendono incontrollatamente sul volto…….sono consapevole che nulla sarà più come prima…….A volte per ingannare la mente fingo di credere che lei si trovi in qualche parte sperduta della Nuova Zelanda e che prima o poi ritorni (magari tra 20 o trent’anni)….ma sono solo soluzioni palliative e transitorie….Spesso per scaricare lo stress ed il dolore faccio escursioni in montagna con i miei cognati (suoi fratelli) ed il tutto mi crea l’illusione che lei sia ancora fisicamente presente,…ma sono soltanto creazioni psichiche che la mente mette in atto per mero spirito di sopravvivenza…Ti sono tanto vicino….

    • Sabina ha detto:

      È giusto e normale passare questi momenti di disperazione quando si perde una persona cara. Ricorda che lei ti è vicina anche se tu non lo senti. Per sentire le persone care che ci hanno lasciato, bisogna prepararsi in modo particolare e molto sano. Nel modo in cui viviamo è un po’ difficile. Però credimi, lei ti è vicina e la cosa migliore è pregare per lei come puoi. Fallo quando sei in un momento disperato. La vita non finisce con la morte. Comunque la vita è un regalo, non la sciupare. Pensa a chi ti sta intorno. Dai molto amore ai tuoi cari e a chiunque abbia bisogno di aiuto. Sarebbero molto tristi di perderti. Ognuno di noi è unico al mondo.

      • marco ha detto:

        Sono marco.il 3 aprile e’ morta la mía compagna anna maria aveva un tumore e pensava che sarebbe guarita da sola lo ero l’ único che ci credeva perche’ lei era sensitiva e mi aveva dato molte prove ma stavolta il suo amico padre pío l’ ha voluta con se. Ora quando penso di fare qualcosa ogni volta poi ci ripenso e cosi’ non concludo nulla vorrei sapere perche’

      • Sabina ha detto:

        mi fa sempre grande tristezza sentire parlare di tumori e cancro. Le ditte farmaceutiche si arricchiscono e provocano altri problemi di salute gravi. Un pensionato canadese ha aiutato molti amici malati usando olio di canapa. Ne bastano una o due gocce al giorno e non ha l’effetto della marijuana che si fuma. Il povero anziano è persino finito in prigione ma poi rilasciato, visto che non è stata trovata l’erba secca da fumare ma solo l’olio. Per chi vuole vedere il suo video, ecco il link. Ancora le leggi sono contro i cittadini per quanto riguarda questo metodo semplice. Speriamo che cambi presto qualcosa! Un abbraccio

      • Sabina ha detto:

        mi fa sempre grande tristezza sentire parlare di tumori e cancro. Le ditte farmaceutiche si arricchiscono e provocano altri problemi di salute gravi. Un pensionato canadese ha aiutato molti amici malati usando olio di canapa. Ne bastano una o due gocce al giorno e non ha l’effetto della marijuana che si fuma. Il povero anziano è persino finito in prigione ma poi rilasciato, visto che non è stata trovata l’erba secca da fumare ma solo l’olio. Per chi vuole vedere il suo video, ecco il link. Ancora le leggi sono contro i cittadini per quanto riguarda questo metodo semplice. Speriamo che cambi presto qualcosa! Un abbraccio

  42. Divina ha detto:

    “Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre, è difficile imparare a vivere con quel vuoto profondo che si spalanca all’ improvviso. E non basta semplicemente voltare pagina. Non basta ripetersi che la vita continua e che non serve a nulla piangere. Non basta imporsi di non pensarci… Quel vuoto è lì. Come una ferita profonda. Che pian piano cerchiamo di far cicatrizzare… Anche se alcune ferite non si cicatrizzano mai completamente…”

    La parte che descrive tutto ciò che ho dentro, tutto ciò che sento, tutto ciò che mi porto dietro… Ho perso mio padre 4 anni fa, avevo 16 anni, mi manca, mi manca da morire… è un peso che sento dentro ma allo stesso tempo un vuoto, un maledetto vuoto, che non riesco a riempire, non riesco a far sparire… io non ce la faccio… è troppo per me, è troppo forte, io giuro di non aver provato mai nulla del genere… il senso di soffocamento che si ha, la fatica dei sorrisi forzati e delle cose fatte per forza per dimostrare di stare bene e di essere forti… io non sono forte, io non sto bene senza lui… sono stronzate, dice stronzate chi pensa che la vita continua, si, può anche continuare, ma continua male perchè il ricordo non si può cancellare, è impossibile più si cerca di rimuoverlo e più ti torna in mente… fa male cazzo, fa troppo male!

  43. Luca ha detto:

    E’ indescrivibile quello che si prova quando perdi la persona che ami più al mondo, ne ho passate tante in vita mia ma mai avrei pensato di stare così male, l’ho pensato in questi giorni ripetutamente: avrei preferito morire con lei. Lei è morta per un male incurabile esattamente un mese fà all’età di soli 28 anni dopo anni di lotte per sconfiggere il suo male infame e bastardo, nonostante tutto ho passato con lei tre anni bellissimi; mi ha insegnato che la vita merita sempre di essere vissuta con gioia e dignità, che non bisogna mollare mai, che bisogna amare gli altri e donare sempre il proprio sorriso. Certo Amore Mio la tua capacità di dare gioia e serenità a chi ti era intorno era impareggiabile, ma ci proverò! Mi sono soffermato a leggere le vostre storie e non potevo non lasciare il mio messaggio, lo faccio con le lacrime agli occhi, so che andrò avanti ma so anche che questo vuoto è incolmabile perchè è pari all’amore che avevo per lei, ed è proprio questo che mi fa paura oggi. E non ci sono strizzacervelli che tengano, lungi da prendere anche il minimo ansiolitico o farmaco di qualsiasi natura; l’unica forza che potrà aiutarmi ad andare avanti è trasformare quell’amore per lei in qualsosa di utile per il prossimo, per chi soffre, per rispetto a lei e alla sua voglia di vivere.
    Vorrei concludere per ricordarla con una sua frase, a dimostrazione che anche ora che non è più qui è capace di donare gioia e serenità a chi come me in questo momento sta subendo un dolore immane…

    “siempre tenemos que ser feliz..el dono de la vida…simple o diffisil que sia

    Ti amo piccola mia

  44. Luca ha detto:

    E’ indescrivibile quello che si prova quando perdi la persona che ami più al mondo, ne ho passate tante in vita mia ma mai avrei pensato di stare così male, l’ho pensato in questi giorni ripetutamente: avrei preferito morire con lei. Lei è morta per un male incurabile esattamente un mese fà all’età di soli 28 anni dopo anni di lotte per sconfiggere il suo male infame e bastardo, nonostante tutto ho passato con lei tre anni bellissimi; mi ha insegnato che la vita merita sempre di essere vissuta con gioia e dignità, che non bisogna mollare mai, che bisogna amare gli altri e donare sempre il proprio sorriso. Certo Amore Mio la tua capacità di dare gioia e serenità a chi ti era intorno era impareggiabile, ma ci proverò! Mi sono soffermato a leggere le vostre storie e non potevo non lasciare il mio messaggio, lo faccio con le lacrime agli occhi, so che andrò avanti ma so anche che questo vuoto è incolmabile perchè è pari all’amore che avevo per lei, ed è proprio questo che mi fa paura oggi. E non ci sono strizzacervelli che tengano, lungi da prendere anche il minimo ansiolitico o farmaco di qualsiasi natura; l’unica forza che potrà aiutarmi ad andare avanti è trasformare quell’amore per lei in qualsosa di utile per il prossimo, per chi soffre, per rispetto a lei e alla sua voglia di vivere.
    Vorrei concludere per ricordarla con una sua frase, a dimostrazione che anche ora che non è più qui è capace di donare gioia e serenità a chi come me in questo momento sta subendo un dolore immane…

    “siempre tenemos que ser feliz..el dono de la vida…simple o diffisil que sia”

    Ti amo piccola mia

    • Medea ha detto:

      …Come ti capisco, Luca. Io ho le sue parole, le sue canzoni, le sue poesie, i suoi pensieri, le sue emozioni che sono lame che mi distruggono il cuore. Ha cercato di prepararmi, ma nulla ti prepara ad una perdita così grande. Piango in continuazione, indosso quella maschera che serve per gli altri, ma dentro sono morta. Non credo più a nulla, vorrei solo percepire la sua presenza per sentirlo con me. Cercare di dare un senso alla mia vita, mi sembra come fargli un torto, perchè io sono viva. Per ogni sorriso, dopo un secondo sprofondo nel più profondo baratro, chiusa in un vortice, in un circolo vizioso che non ha uscita. Desideri che quel ” male infame e bastardo ” ha portato via, solo tanti rimpianti di non aver fatto ciò che sentivamo.

  45. michela lorusso e francesca lorusso ha detto:

    ciao sono michela e ho 9 anni, mia sorella ha 6 anni e mia mamma, stefania,molto speciale……. 3 anni fa mio papà è venuto a mancarci. a noi manca molto ma sappiamo che lui ci guarda,ci guida, e ci protegge da lassù. ogni stella parla di lui,noi vogliamo bene a tutti i bambini e adulti a cui è successo questo. ciao da michela, francesca e mamma stefania.
    vogliamoci BBBEEENNNEEE!!!!!

  46. Lella ha detto:

    16 febbraio sei andato via da tutti….ma io sento che sei andato via solo da me..e questo dolore sordo e nascosto, mi consuma dentro. Di te avevo riempito le mie giornate, che ora, mute, mi accompagnano senza entuiasmi………ciao L.

    • Lella ha detto:

      8 mesi sono trascorsi, manchi sempre più, vorrei sognarti, vorrei sentirti. Ero la tua” rosa gialla” ed una rosa gialla fiorisce continuamente li’…vicino a te…ti amo Lorenzo……!

  47. Dario Petrolati ha detto:

    andarsene così
    fare andare
    eppure anche se in molti se ne vanno
    mi sembran troppi
    e non li conosco mica

    ultimo in ordine
    Mennea
    così come se fosse vento
    pioggia
    sole

    la persona se ne va
    la portano via per sempre
    e poi ci si scorda
    come fosse cosa

    fa rabbia dolore
    ed altro

    persone anche buone
    da esempio magari
    senza pensare all’amore

    si parte senza volerlo

    la natura
    stupida fredda
    fa di questi gesti

    è tutto
    e solo un andarsene…

    sia come sia
    io mi confondo
    arrabbio
    deglutisco.

    dario
    per chi.

    • paola58 ha detto:

      eh si…andarsene bisogna:
      pero’ per fare qualche cosa di buono
      c’e’ sempre tempo prima di andarsene.
      Mi chiedo: siamo certi che viviamo la vita
      in modo autentico e soprattutto impegnandoci
      oppure, facciamo solo un verso alla vita
      come i bambini che fanno i capriccetti….
      La vita e’ bella per quello che offre…
      per le cose vere in cui credi e condividi
      non perche’ te ne vai.
      Se hai vissuto, te ne vai ricco
      e non come un pezzente.

  48. Pingback: Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre… | padre luciano in dialogo

  49. Scotto lina ha detto:

    Sarebbe bello incontrarsi per un abbraccio di conforto e forse anche per una carica ad andare avanti ,e dirsi non sono da sola un bacio forte a tutti voi

  50. franco de juliis ha detto:

    sono 15 mesi che mia moglie non c’è più.Dopo 55 anni passati insieme con la gioia di figli e nipoti.Ora nonc’è più e resta l’angoscia di non sapere dov’è.Cosa c’è di là se c’è un di là.Ora mi resta una casa terribilmente vuota. Un letto desolatamente vuoto con dolci ricordi.Ogni cosa mi ricorda di Lei. resisto perchè ho delle responsabilità verso figli e nipoti ma nonpotrò mai dimenticarLa. Vorrei tanto farmi trasportare in un oblio senza fine.C,è solo la speranza di rivederla presto. franco

  51. Pingback: Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre… | gabry682003

  52. Katia Filaci ha detto:

    vorrei mettermi in contatto con te anch’io sono sola purtroppo…………l’uomo l’angelo meraviglioso se ne andato 5 anni fà ma per me……………….non riesco a rassegnarmi ……..vi chiedo scusa per la mia malinconia. Katia

  53. Roberto ha detto:

    Ho perso mia moglie 5 mesi fa per un tumore raro, incurabile, invincibile. Siamo stati insieme diciotto anni, io e la mia adorata Francy, tra fidanzamento, convivenza e matrimonio. Mi sento devastato, ogni cosa ha perso importanza, la vita stessa non ha più senso senza di lei. Mi sento un estraneo, completamente scollegato dal resto del mondo. Mangio, dormo, respiro, ma non vivo. Qualche volta una pizza con gli amici, ma dopo, a casa… quella casa così vuota senza di lei, senza la sua essenza, senza i rumori familiari di una volta, è una sofferenza indicibile, un dolore insopportabile. Piango spesso, al mattino appena sveglio quando guardo la sua parte del letto vuota, mentre mi reco al lavoro, in metropolitana, quando rientro a casa e la trovo vuota e silenziosa, alla sera prima di addormentarmi. Ormai parlo da solo, mi rivolgo a lei come se fosse presente e le racconto la mia giornata, ma cosa rimane alla fine del giorno? Rimangono gli abbracci spezzati, le parole non dette, i baci non dati, le carezze non ricevute. Spesso la imploro di venirmi a prendere perché vivere senza di lei è diventato insostenibile, perché i ricordi mi uccidono giorno dopo giorno, perché lo psicologo aiuta fino a un certo punto, perché l’amo ancora come il primo giorno. Un caro saluto a tutti voi.

    • Liliana ha detto:

      Nonostante siano passati 18 mesi nulla è cambiato. Attorno a me un vuoto incolmabile.
      Liliana

      • Roberto ha detto:

        Ciao Liliana, vivere il vuoto è una condizione terribile. Manca la persona amata, la sua voce, il suo modo di fare, la sua essenza, il suo farci compagnia, il suo amore. La gente questo non lo capisce, non per colpa, ma perché non hanno vissuto un’esperienza simile. In questi mesi mi sono sentito dire di tutto: “Perché non fai un viaggio? Devi reagire. Tirati su. Esci a fare un giro. Porta a spasso il cane” Frasi che lasciano il tempo che trovano. Oggi però ho voluto provare a seguire uno di questi consigli e sono uscito a farmi un giro… non ho risolto nulla, anzi. Mentre camminavo senza meta, immerso nei miei tristi pensieri, piangevo rendendomi conto di quanto fossi solo e disperato, invidioso della vita che mi scorreva accanto indifferente, delle coppie che si tenevano per mano. Io ho 50 anni, la mia Francesca se ne è andata che ne aveva 40, quel giorno sono morto anch’io e ogni sera mi ritrovo a fare i conti con la mia desolazione. Un caro saluto.
        Roberto

      • Liliana Bertoni ha detto:

        R

        Inviato da iPhone

    • Angela ha detto:

      Mi ritrovo molto nelle tue parole. Ho perso il mio adorato marito poco più di due settimane fa all’improvviso per un infarto che non gli ha dato scampo. Ancora non mi sono convinta che sia successo davvero, ogni tanto la mia mente mi confonde mi fa credere che tutto sia come prima, che nulla sia cambiato; poi però mi guardo intorno il vuoto e il silenzio mi riportano dolorosamente alla realtà. Vedo la vita andare avanti per le persone che mi circondano e non riesco a capire come sia possibile, la mia vita si è fermata quando il suo cuore ha smesso di battere. Penso spesso che la sua vita è stata spezzata la mia sarà sprecata, un occasione mancata. Perché anch’io come te non riesco più a vivere, non riesco a pensare che si possa sopravvivere alla persona amata, alla sua assenza. Mi rivolgo spesso al mio adorato Angelo chiedendogli di portarmi via con lui, perché solo con lui potrei tornare a vivere anche in un’altra dimensione. Il mio Angelo se ne è andato all’età di 38 anni, quante cose dovevamo ancora fare insieme, quanti sogni e desideri da realizzare. Purtroppo non siamo riusciti a crearci una famiglia io ero la sua e lui la mia ma anche così eravamo felici, adesso nulla ha più importanza.

  54. miche ha detto:

    un grande abbraccio a tutti quelli che hanno perso la persona amata.mia moglie mi ha lasciato il 17 febbraio 2013 per un tumore ai polmoni in solo 2 mesi,e non mi sono bastati per potergli dire quanto la amavo.sono un vegetale.sono solo nella mia casa..rimasta senza profumi.fredda..e qualsiasi cosa io faccia è solo per ricordarla e quando ne voglio di più..apro il suo armadio dove in ogni vestito cerco un ricordo,sto diventando prigioniero della mia casa,non riesco più a uscire fuori,ho perso il lavoro dedico sempre meno tempo alle mie 2 figlie e tre nipotini.mi invitano tutti i giorni a mangiare a casa loro..e ogni volta invento una scusa per rimanere da solo.non riesco a cambiare volto davanti a loro,economicamente ho ancora da vivere,ho messo in vendita la nostra residenza pur di venirne fuori…ho pensato anche di andare via lontano,ma poi ..desisto,perchè penso come potrebbero farcela le mie bambine sapendo di perdere anche il padre…E ALLORA!! QUALCUNO, MI PUò dire perchè lei è sempre vicino a me?sono stanco della solitudine..e non riesco a uscire da questa casa….cerco aiuto da persone che non conosco che mi possano dare un consiglio.

    • Roberto ha detto:

      Ho perso mia moglie sei mesi fa, per un tumore. Quello che stai vivendo, lo sto vivendo anch’io. Non scrivo per darti consigli ma per dirti come sto cercando di affrontare questa tragedia, perchè alla fine ognuno di noi reagisce in modi diversi e con i propri tempi. Il lutto è una mutilazione… cerco di reagire sfruttando le occasioni che si presentano, quando qualcuno mi invita fuori, mi faccio forza e accetto. A volte mi sento fuori posto e inadeguato, a volte quando torno a casa piango perchè mi sembra di avere fatto un torto a mia moglie, a volte riesco a distrarmi per qualche ora. L’importante è provarci e riaffacciarsi alla vita lentamente. Non è semplice, ogni volta mi scontro col dolore, i sensi di colpa, la solitudine, ma penso anche a quello che mi diceva la mia Francesca “Tu devi vivere. Vivi la vita” E’ questa la scintilla che mi tiene in vita. Quando sono disperato e non so per chi o cosa andare avanti, penso che devo farlo per lei, perchè questa era la sua volontà.
      Un caro saluto. Roberto

      • Andrea ha detto:

        A volte penso che vivere senza poter stare accanto alla persona che si ha amato per così tanto tempo e che ora non c’è più sia una terribile sofferenza. Ci si rinchiude al di dentro di quei muri che si cerca poi di scavalcare, invano, e ti ritrovi solo, apparentemente senza speranza. Eviti amici, parenti, chiunque voglia darti aiuto. Tempo fa persi una persona molto cara, e li per li neanche me ne resi conto, per così dire, non capivo cosa serebbe stata la vita senza di lei. Ora invece me ne rendo conto e vorrei rivederla tanto…
        A volte sembra utopico pensare di poterla rivedere ma io penso che potrò rivederla. Non prendetemi per una persona fanatica o irrealistica, ma io, personalmente, ho trovato conforto in quello che, forse, anche i nonni nostri ed i loro nonni prima di loro leggevano dalle Sacre Scritture, cosa che ormai nel mondo iper-tecnologico d’oggi, nessuno fa più. Sono bellissime le parole di Gesù in Giovanni 5:28, 29 dove parla di una risurrezione in un pacifico nuovo mondo. Confido con tutto me stesso in queste parole. Spero che anche a qualcuno di voi possa essere confortante questo…
        Un abbraccio a tutti,
        Andrea

    • luigi ha detto:

      Anch’io come te ho perso la mia adorata moglie 2 mesi fa per un tumore maligno che in 2 mesi me l’ha portata via. Come te cerco persino nei suoi vestiti l’odore , il profumo che Lei emanava e che non riesco più a trovare. Sono solo come te e non so come farò a vivere senza il mio unico e grande amore. Dopo 45 anni di vita vissuta insieme non so come andare avanti. Lei era la mia forza, adesso mi sento vuoto, tutto è rimasto come Lei l’ha lasciato, non permetto a nessuno di toccare o anche spostare la sua roba, ma credo che anche cosi non riuscirò a vivere senza di lei. Perchè il Signore non ha preso me piuttosto che Lei?. Qualunque cosa adesso io faccia non riesco a trovare alcun beneficio, mi sembra talvolta di essere in colpa se per caso sorrido quando i miei nipoti mi fanno sorridere.Devo andare avanti per i miei figli e per i miei nipoti che si fanno in quattro per aiutarmi, ma mi sento solo e infelice e penso sempre alla mia adorata Antonietta che non c’è più, che mai più rivedrò.Tutto è rimasto immutato ma Lei non c’è più. Addio mio unico e grande e solo amore della mia vita.

  55. luigi ha detto:

    Anch’io, credevo come te nella vita ultraterrena che il Signore ci ha indicato, ma dopo la morte di mia moglie due mesi fa sto perdendo questa fede e le certezze che essa mi dava. Spero che con il tempo possa ritrovarla , la fede, ma vorrei ritrovare anche la mia adorata moglie che mi manca tanto e il cui ricordo ancora cosi forte mi fa soffrire in una maniera indicibile.Spero che in qualche modo venga da ma a irmi che sta bene e che starà sempre vicino a me e ai nostri figli.

    • Angela ha detto:

      Da quando il mio amato Angelo mi è stato strappato la mia fede vacilla, non riesco a credere che dietro tutto questo dolore ci sia un senso che non riesco a cogliere. A volte vorrei avere più fede, vorrei credere che esista davvero un al di là dove lui ora è felice, che grande consolazione sarebbe per me poterlo pensare; ma poi la ragione prende il sopravvento e mi chiedo se Angelo potrebbe trovare serenità separato da me e vedendo l’immane dolore che la sua morte mi ha provocato. Questo pensiero mi fa davvero dubitare che possa essere in un altrove felice, ma vorrei tanto avere la forza di crederlo, forse con il tempo ci riuscirò.

      • Lella ha detto:

        Io avevo fede e pregavo per lui, chiedevo la sua salvezza, facevo tanti chilometri per raggiungere quel luogo sacro, dove pregavo ed entravo in sintonia con Dio, dove portavo lui per chiedere aiuto……ma mi e’ stato strappato (come dici tu) da una malattia provocata dal’ingordigia degli uomini, che approfittano degli altri uomini facendoli lavorare nei veleni, pur di arricchire se stessi; ora rimane solo la rabbia ed il vuoto, per cui la fede e le preghiere non fanno piu’ parte della mia vita.

      • Angela ha detto:

        Cara Lella provo la tua stessa rabbia un senso profondo di stupore e incredulità che non mi abbandona un attimo. Il mio Angelo mi è stato strappato in un attimo, in una sola notte, non ho avuto il tempo di rendermi conto di quello che stava succedendo; la sera prima passeggiavamo tranquilli e felici e il mattino seguente lui non c’era più. Come si può mi chiedo abituarsi a questa assenza, come si può imparare a vivere senza. Io non lo credo possibile, non credo che si possa tornare a vivere dopo un dolore così forte e incomprensibile.

      • Lella ha detto:

        Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne viva. Anzi, non sarai neanche sicura se sia finita per davvero (non finira’ mai, perche’ Lorenzo era anche il mio futuro…). Ma su un punto non c’è dubbio, ed è che tu, uscita da quel vento, non sarai la stessa che vi era entrata.
        Haruki Murakami

      • Angela ha detto:

        Hai proprio ragione più nulla sarà come prima, la vita non ci sorriderà più, non saremo più in grado di gioire per una qualunque cosa, se guardo avanti vedo solo un sentiero buio che non ho alcuna voglia di percorrere. Mi chiedo che senso ha tutto questo dolore, perché il mio adorato Angelo mi è stato strappato. Non ho nulla per cui vivere.

  56. Lella ha detto:

    nulla e’ come prima……ma c’e’ sempre qualcosa per cui vivere, la vita di tutti i giorni con i suoi ricordi, le sue parole, i suoi desideri …uno dei quali era “non mi dimenticare” io fortunatamente ho potuto dirgli ” per sempre”………….

  57. luigi ha detto:

    La mia adorata Antonietta è andata via per sempre ma non sono riuscito neppure a dirle Addio. Non mi sentiva più e non so come potrò fare per dirle che l’ho amata e che mi resterà sempre nel cuore. Solo il ricordo di Lei mi rimane, ma la vita senza di Lei è inutile. Sto vivendo una vita non mia,senza senso. Non so fino a quando riuscirò a resistere. Addio amore mio , se dopo la morte esiste qualcosa che in questo momento ho difficoltà a credere , allora vieni a dirmi che non hai sofferto e che adesso va tutto bene e che starai sempre vicino a me e ai tuoi figli. Addio amore mio

    • Angela ha detto:

      Io non riesco a dargli addio, non posso accettare quello che è successo. Lui era la mia vita, l’aria che respiravo, il sole che mi riscaldava ora sento un gran vuoto, un indescrivibile senso di abbandono. Non ho neppure il conforto dei figli, noi non ne abbiamo avuti, è un’altra gioia che il destino ci ha negato. Adesso vorrei solo ritrovare il mio adorato Angelo in qualsiasi posto lui sia.

      • luigi ha detto:

        Cara Angela
        Anch’io vorrei che la mia adorata Antonietta si trovasse in un posto meraviglioso, quel posto che ci hanno insegnato a credere che esiste fin da quando eravamo ragazzi, ma la mia fede ha incominciato a vacillare e non ho più quelle certezze che prima avevo. Spero di sbagliarmi e che se quel posto esiste davvero da lassu’ possa venire a dirmi che sta bene, che non ha sofferto e che ci penserà sempre. Ma succedera’?……..

      • Angela ha detto:

        Tutti mi dicono che lui è qui accanto a me, che mi vede e mi sostiene, io sento la sua presenza ma il dolore è troppo forte per accettare la sua assenza. Mi tormenta il pensiero di tutte le cose che volevamo fare e che ora non potremo più. Aveva ancora tanto da vivere e da donare, il destino o non so chi è stato con noi davvero crudele.

  58. marcella graziano ha detto:

    Vorrei una lettera x una cugina ke parte andrà a Londra e vorrei due parole x fagli capire quanto lei sia importante x me e quanto bene provo x lei.ki mi aiuta??

  59. kevin ranfaldi ha detto:

    Io sono innamorato di uma persona ma mentre sono fidanzato con un altra.io vorrei lasciare la mia fidanzata e fidanzarmi con quella che io voglio e anche lei mi vuole .datemi un aiuto!

  60. Alessandro ha detto:

    Sono trascorsi nove anni e l’ultimo ricordo è quel suo meraviglioso sorriso di felicità…….prima di entrare in quel maledetto,mercato,negozio di quella maledetta nazione araba……sei scomparsa, svanita nel nulla in pochi minuti………ti hanno rapita, hanno distrutto le nostre esistenze, prego Dio per alleviarti il dolore se sei ancora viva e se non riuscirò a trovarti lo supplicherò di prendersi la tua vita.Sono nove anni che ti cerco e passerò il resto della mia vita a farlo, ma a volte penso quanta felicità mi darebbe poter piangere sulla tua tomba. Mi spiace si parla tanto di umanità, pietà, perdono, ecc ecc, ma auguro solo a chi ha commesso ciò di non farsi scovare, poichè la mia vendetta sarebbe di una atrocità indescrivibile.
    Meditate…….cosa rappresenterebbe per me poter andare a salutarla tutti i giorni in un cimitero…..GIOIA
    Un consiglio, evitate di visitare mercati o casbe arabe se proprio volete visitare certi paesi, casi come il mio sono abbastanza frequenti solo che ne parlano poco e mal volentieri per gli sporchi interessi che il nostro paese ha intrecciato con loro ( turismo, petrolio ecc)
    Un forte abbraccio a tutti voi
    Alessandro

  61. Raffaele ha detto:

    La mia adorata Carmela si è spenta 10 giorni fa, divorata in tre mesi da una forma rara e terribile di tumore. Io 50 lei 46, 28 anni insieme di cui 16 di matrimonio, senza figli. In questi pochi giorni ho già pensato di tutto, suicidio, vita ecclesiatica, lasciare tutto e andar via per sempre, ma non posso perchè ho due genitori anziani ed una sorella disabile cui ora resto solo io. La mia vita ha perso improvvisamente ogni senso e nulla potrà, mai più, essere come prima. In realtà io sono morto con lei ed oggi la persona davanti a questo pc è un bambino di 10 giorni che non capisce nulla della vita. Ho letto che qualcuno vorrebbe aver avuto dei segni della persona amata dall’aldilà, forse io, almeno in questo, sono stato ‘fortunato’ (se si può usare questa parola a fronte di una tragedia che segnerà per sempre quel che resta della mia vita), perchè in questi pochi giorni ci sono già stati ben tre ‘contatti’, di cui due in sogno (l’ultimo stanotte) ed uno da sveglio. Non sono pazzo, sono un libero professionista (o almeno lo ero visto che da quando è iniziata la sua malattia non ho più lavorato) e nella mia prima vita (quella spezzata 10 giorni fa) sono stato una persona sempre piuttosto razionale ed equilibrata. Descrivere queste ‘manifestazioni’ di lei sarebbe lungo per cui tralascio, vorrei solo capire cosa lei stia cercando di dirmi, forse col tempo arriveranno messaggi più chiari. La fede mi sta aiutando moltissimo e mi rendo conto che solo in essa si può trovare un senso a cose che altrimenti resterebbero inspiegabili, e che la sua mancanza ci renderebbe non molto dissimili dagli animali. La sua morte, tra l’altro, è avvenuta in circostanze quasi ‘mistiche’, e questo non sono stato solo io a pensarlo. Non ho mai avuto un buon rapporto con la sua famiglia, poi improvvisamente ho capito che solo il fare del bene può essere l’unica cosa che può aiutarci a stare meglio, ed ora i miei suoceri sono i miei secondi genitori. Questo, del resto, avrebbe sempre voluto lei da viva, per cui il miglior modo per onorare la sua memoria ed il suo ricordo non può che essere il fare ciò che lei desiderava, e sono convinto che lei da lassù continua a vedermi. Renderla felice, anche se ora lei non può più dirmelo, è l’unica cosa che ancora può dare un senso alla mia vita devastata dalla sua assenza.
    Non so se ce la farò, ma questa, per ora, è la strada che ho scelto io.

    • Poesia Soltanto ha detto:

      Lei ti vorrebbe forte, in piedi e che tu continuassi a ricordarla come nei momenti migliori, quando eravate insieme sereni ma nel contempo, che tu vivessi un proseguo di vita, più in pace possibile, perchè il destino non ha avuto riguardo con voi due in questi anni.
      Io penso che è giunto il momento di farti forza e andare avanti, come fanno milioni di persone sofferenti, ma che tengono duro e cercano di capire cosa la vita possa offrire ancora loro, o cosa abbia in serbo per loro. Sai che la vita è misteriosa e si svela man mano che andiamo avanti vero?
      Spero che tu possa guardare avanti ancora, nell’attesa certa che prima o poi tutti, saremo insieme in altro contesto, quello che questo mondo ci ha sicuramente riservato. Io credo che ci sia una altra dimensione oltre questa. Altrimenti questa vita non avrebbe molto senso. L’amore che ancora vorresti offrire a lei che è andata via, dallo a te e a qualche persona che ne ha bisogno che la sorte ti mette sul tuo cammino, bambini, vecchi, persone bisognose.
      Dare è ricevere doppio. Un abbraccio e avanti…non mollare!

      • Poesia Soltanto ha detto:

        Non è un errore che ti abbia suggerito di aiutare altre persone, nonostante il carico familiare che hai evidenziato, la sofferenza altrui,potrebbe farti riflettere che la tua croce pesantissima, è una delle tante, non la sola.

    • antonella ha detto:

      ciao Raffaele. penso che la via che hai intrapreso sia quella giusta. fare del bene fa sentire bene. da questo punto di vista “t’invidio” xchè io non riesco, purtroppo, a mettere in pratica quello che penso, presa da mille paure, per prima quella di non essere utile agli altri nelle condizioni in cui mi sento. anche io ho avuto recentemente un lutto in famiglia che mi ha risvegliato una vecchia depressione che mi rende troppo faticoso il vivere. e purtroppo non ho la certezza, come te, che mia madre potrebbe gioire della mia eventuale felicità qui. mi viene da pensare che, una volta trapassati, si abbia bisogno di altre gioie non legate più alle cose terrene. altrimenti che paradiso è? ma, comunque, tutto mi è più confuso dopo la morte di mamma e non riesco né a rassegnarmi, né ad essere costruttiva per me e per nessun altro. ho un’estrema voglia di dormire, annullarmi….Mi dispiace per quello che ti è accaduto. la tua storia mi ha colpito e mi ha fatto pensare che, tutto sommato, un figlio che non ho mai avuto, mi (forse ci) sarebbe stato un po’ d’aiuto.

  62. antonella ha detto:

    non per caso sono incappata in questa pagina. mi ritrovo a cercare un aiuto anche su Google pur di comprendere quando e se questi ricordi di mia madre non mi faranno più solamente male. non riesco ad immaginarla come spirito, energia, anima in un’aldilà, anche se ho sempre pensato (prima) che sarebbe stato così dopo la morte. è lei in carne ed ossa che mi manca, il suo contatto, il suo sorriso, la voce, la sua complicità! mi basterà una vita per riuscire a ricordarla sorridendo?….

  63. Andrea ha detto:

    Purtroppo è morta la mia carissima Mamma, e non c’è cosa al mondo che riesca a placare la mia infinita tristezza ma, solo l’eroina è capace di annientare ogni mio sentimento; l’autodistruzione ha iniziato il conto alla rovescia!

  64. mio unico amore ha detto:

    un dolore disumano.la perdita di chi si ama, mia moglie è venuta a mancare dicembre 2012 ed io soffro terribilmente mi manca da impazzire ,la sera quando torno dal lavoro trovo casa mia spenta .sono sensazioni che non si possono capire.vuoto tristezza e rabbia .fortunatamente ho i miei figli ,loro mi danno la forza di continuare.anche se a volte li vedo a pensare con lo sguardo fisso…..provo un dolore nel cuore perchè so di non potere alleviare le loro sofferenze per una cosi grave perdita .chi è dall,esterno non può capire e non dovrebbe giudicare.oggi ho voglia di scrivere questo perché leggendo mi ci rivedo pienamente ,anche io mi ero illuso che l,avremmo spuntata ma quel maledetto mostro ha avuto la meglio..dovrebbero investire i soldi per curare e cercare di debellare queste terribbili malattie che distruggono famiglie con tanta sofferenza

  65. Sabina ha detto:

    Ci sono medium che vedono anche persone morte. Proprio ieri ho guardato clip di una medium americana (Myer) che aiuta la polizia a risolvere casi di omicidio da ben 45 anni. Vede la scena della vittima e dell’assalitore e può sentire le emozioni di entrambe le persone e sentirne lo stato d’animo. Secondo me, il tempo e la morte sono elementi relativi. Siamo sempre tutti collegati, sebbene in modo diverso. Le anime spesso non possono comunicare con noi. Comunque ho letto in diversi libri (ipnositerapia) che le anime si augurano che noi non soffriamo. Inoltre vivono nei nostri ricordi e a quanto pare, dopo la nostra morte, incontriamo di nuovo le stesse persone anche se in ruoli diversi. Anche le costellazioni familiari ci mostrano quanto siano forti e nello stesso tempo sottili i legami invisibili che ci legano ai nostri cari e a persone che ci hanno lasciato da tempo.

  66. giovanni ha detto:

    Mia moglie si è spenta nel luglio del 2014, appena due mesi fa…… una malattia terribile che l’ha stroncata a soli 39 anni …. la sua storia personale è stata triste, ricca purtroppo di dispiaceri, dovuti alla famiglia di origine ….. ora mi manca terribilmente. Non abbiamo figli, e sono solo…… non credo, come molti pensano, che la cosa migliori col tempo, secondo me può solo peggiorare….. prima avevi tutto, condividevi tutto, parlavi di tutto con lei, poi d’improvviso non hai più niente, è uno strappo profondissimo che non si rimargina….. la sofferenza è impressa nella tua anima come un marchio a fuoco, così come il suo ricordo…

  67. giorgiobonaldi ha detto:

    Non lo.auguro a nessuno di vivere questa terribile esperienza
    Sono convinto poiche’ l’ho provato ,lei ritorna nei tuoi sogni,e ti sorride,significa che e’ fra gli angeli…..e tu vivi nel suo ricordo…

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