Parole rare

Ho sempre pensato che non ci fosse bisogno di tante parole per dire l’essenziale. Anzi. Talvolta è proprio a forza di parlare che non si dice niente. E poi si divaga. Si perde il filo. Oppure lo si attorciglia talmente tanto che la verità scivola via.

Poche parole che “fanno”. Poche parole che scavano dentro. Talvolta basterebbe dire “ti capisco” per mettere fine alle polemiche. Talvolta anche solo un sorriso. Talvolta niente.

Poche parole che accarezzano. Anche solo un “ti amo”. Ma anche in questo caso bisognerebbe fare attenzione. Per non buttarlo via troppo in fretta. E ritrovarsi soli. Circondati di tante parole che, forse, non hanno più molto senso…

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31 risposte a Parole rare

  1. Domenico Baldari ha detto:

    E’ vero, l’essenziale ha bisogno di poco. Però, altre volte, le parole sono l’alta parete ci protegge dalla minaccia del nulla.

    DB

  2. Giovanni ha detto:

    Oggi sono solo, nel gelo e nel silenzio del mio studio, cerco un po’ di calore fra i volti delle mie amiche, avrei bisogno di loro, di parlare, ridere e fare due passi, bearmi del loro sorriso, sto pensando a loro… sarei tentato di chiamarle, ma….. fabiana, l’arcobaleno che appare per pochi attimi e poi scompare per anni, risponde solo a giugno… Jamaica, la mia collaboratrice calabrese, se mi avvicino a lei anche solo virtualmente in amicizia, ringhia violentmente, Sebastiana mi rimanda sempre a settembre, Rossella se gli mando un sms affettuoso mi dice che sono un birbante e che ancora non e’ uscita dalla sua storia di amore anche se lui se ne e’ andato…. insomma, non mi resta che scrivere in questo blog e scaldarmi un po’ leggendo le vostre belle parole…

  3. Paola ha detto:

    Giovanni… non sei il solo!
    Quanti come te, come me, vorrebbero sentirsi dire qualche parola, magari una soltanto per dare forza alla nostra esistenza, che, talvolta, ci appare insopportabile!

    Ma, come spesso capita, neppure una, e allora non rimane che restare nel silenzio… probabilmente lui ci aiuterà a capire meglio il senso di tante parole pronunciate, magari, in momenti di cui forse non ce n’era bisogno!
    Grazie a Michela per questa riflessione “rara”….

  4. pina ha detto:

    A volte succede anche che non viene compreso quello che uno dice, sia verbalmente che quando si scrive. Passa un altro messaggio. Non si ascolta. Non si sta attenti al contenuto. Forse si proietta la propria realtà. Si interrompe “l’arte dello scambio”.
    Si leggono tra le righe messaggi che non ci sono e si contestano… boh!..

  5. davide vesigna ha detto:

    E’ proprio cosi’,,,ma a questa maturità non è facile arrivarci……si sbaglia…. ci sono momenti diversi nella vita…….solo la riflessione può aiutare a capire quanta accortezza ci voglia nel rapporto con gli altri…e a capire gli altri

  6. muriel Chemineau ha detto:

    Un adage dit ceci : la parole est d’argent, mais le silence est d’or. Je méditais dessus l’autre jour, prenant conscience de mes limites qui ne permettent pas d’avoir un avis sur tout. Le silence s’impose aussi parfois face à des personnes dans l’accablement. On peut se taire par pudeur également.
    Mais il y a aussi des non-dits ravageurs, comme certains lourds secrets de famille.
    Comme toujours, la question est complexe et la réponse, la bonne attitude dépend de la situation, du contexte. On essaye de faire au mieux.

  7. sandra ha detto:

    Le parole per me hanno sempre avuto un valore immenso.Comunicare,condividere,incontrarsi,discutere.Nella parola il suono traduce pensieri,emozioni,gioia dolore,rabbia tristezza….
    Certo ..poche e buone è meglio!…poche o tante però,…importante è dar loro un senso e che trovino corrispondenza coi fatti o che siano specchio veritiero,sincero ,…..di quell’essenziale che ,come il piccolo principe diceva:è invisibile agli occhi.

  8. anna loffredo ha detto:

    Le parole ci proteggono come una corazza, ma a volte agiscono come un boomerang.

  9. versicoli ha detto:

    Cara prof,
    io la voglio rivedere in televisione per due motivi:
    1) dice sempre cose interessanti ed acute
    2) io la trovo anche sexy(e ciò non guasta)

  10. vito ha detto:

    Salve Michela,ti dispiacerebbe fare un breve commento al tuo ultimo libro, non l’ho ancora letto,l’ho votato,non sono molto abituato a riflessioni filosofiche,vorrei iniziare, e meglio capire quello che tu racconti.

  11. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  12. Andrea ha detto:

    “le mie parole” …
    sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo che non mi riesce di spiegare
    fanno come gli pare si perdono al buio per poi ritornare…

    segui il link per ascoltare la canzone…

  13. newwhitebear ha detto:

    Spesso sia troppo logoroici e perdiamo di vista il senso (etimologico) delle parole.
    Scriviamo come parliamo (male). Parliamo come scriviamo (in maniera pessima).

  14. PurpleXXV ha detto:

    La semplicità è la spontaneità nell’essere, valorizzata a volte da semplici parole. A volte basta anche stare in silenzio per capirsi. Per imparare. Le parole fanno rumore solo per chi non sa ascoltare.
    Purple.

  15. simonetta ha detto:

    Anch’io stassera avrei bisogno di “rare parole”…è sempre frustrante aspettarle.La riflessione mi aiuterà ad accettare questo momento.

  16. luca benatti ha detto:

    le parole….quante troppe e talvolta dette a sproposito.Le parole così come possono risolvere situazioni ,così possono distruggere.La difficoltà più grande è saper gestire le emozioni che nel contingente fanno reagire.L’ascolto dell’altro diventa importante nel momento che vogliamo dire una parola Il silenzio elemento “vaporizzato” dalla frenesia non ci permette più di fare chiarezza su quello che accade e di conseguenza di dire parole chiare e forti.

  17. damiano biscossi ha detto:

    IN SILENZIO :
    uno sguardo che si sofferma qualche secondo in più, una carezza che sfiora il viso o delle dita sulle labbra, per lasciare spazio a quelle emozioni che raramente tradiscono. Questo puo essere un ti amo buona notte

  18. apity ha detto:

    Le parole sono importanti, ma mai quanto i gesti e il dimostrare.
    A volte se le parole non sono accompagnate dai gesti, perdono significato e allora diventa inutile parlare, allora bisogna solo dimostrare…

    http://www.disordinialimentari.wordpress.com

  19. isabella ha detto:

    Io non ho paura delle parole… del loro giusto peso e della loro intensità…. Ma perché, allora, ogni giorno divento sempre più silenziosa?
    Esiste l’Accademia del Silenzio… ma per espanderne l’importanza bisogna essere in due…
    E dagli interventi di questo post mi sembra che tutti, ogni giorno, ci sentiamo un po’ più soli…

  20. Elettra Rinaldi ha detto:

    Cara michela, grazie di quel che susciti sempre con i tuoi post, sono sempre fonte di pensiero, analisi, riflessione, pausa da un quotidiano che tende ad assorbire le mie (nostre) energie lasciandoci poco tempo per annoiarci, distrarci, ripensarci…. Le parole sono troppe? Per me, mai. Sono vuote? forse, a volte. O forse no, è l’ascolto che diventa vuoto. Le parole, no. Non c’è più forza in un “ti amo” sussurrato una volta sola, che in un “ti amo” ribadito ogni mattino al sorgere del sole. Siamo noi, che gliela diamo – o gliela togliamo – quella forza. Si può dire “ti amo” in un momento di passione, trascinati da qualcosa che non ha nome, sapendo – da qualche parte di noi – che è e non è quel che sentiamo. Si può dire “ti amo” via sms perché si ha paura che, dicendolo a voce, suoni strano, improprio. Si può dire “ti amo” per troncare un dubbio, una discussione, un pericolo sul quale ci stiamo incamminando. Si può dire “ti amo” trascinati dal momento, sapendo come Barthes che l’unica verità è quella, adesso, di dire “per sempre” – ora, è per sempre, ora lo è. Ma è sempre nel dire, con il dire, che siamo. Anche i lapsus, anche quando ci sveliamo in una parola, in una mancanza, in un rivelarsi improvviso – a noi stessi prima ancora che all’altro – di un altro essere nel nostro essere, di una verità sfuggita, anche quelli passano nel nostro discorso. Che non è fatto solo di parole, ma che è pur sempre un dire. No, michela: non ci sono troppe parole. E’ che ci vuole il tempo di ascoltarle. Davvero. Un abbraccio, elettra

  21. Mr.Loto ha detto:

    Penso che l’essenziale non abbia bisogno di parole per essere compreso, anzi in questo caso le parole possono creare interferenze che rompono la quiete necessaria per “afferrare” l’essenziale.
    Come per tutte le cose c’è un tempo per le parole ed un tempo per il silenzio.

    Un saluto

  22. Mammagallo ha detto:

    Le parole, a volte, sono come i passi del funambolo sulla corda…

  23. luca benatti ha detto:

    il vangelo di Giovanni inizia dicendo “in principio era il Logos”,cioè in principio era la Parola.Da sempre la parola o le parole sono il mezzo attraverso la quale gli esseri umani comunicano. Come dicevo all’inizio la parola è creatrice ,creatrice di ogni situazione ,di un rapporto sia questo d’amore di amicizia sia professionale. Non possiamo esimerci dal pronunciare o scrivere parole per trasmettere le nostre intenzioni.Osservo che le parole per essere comprese in ogni latitudine ogni idioma scritto o orale che sia è intervallato da spazi,da dei silenzi che permettono di rendere comprensibile ogni parola.E’ forse l’utilizzo di questi spazi e la forza che diamo ad ogni singola parola che permette a questa di essere creatrice o distruttrice di ogni nostro rapporto.

  24. ildiariodibetty ha detto:

    hai proprio ragione, a volte le parole snaturano il senso al posto di sostenerlo e chiarirlo. A volte sarebbe molto più semplice non parlare proprio ed esprimersi anche solo con il corpo. poche parole, solo poche parole.

  25. arsomnia ha detto:

    Sai? quando stavo in silenzio con grandi occhi a guardare chi mi stava accanto, credendo che l’essenziale poteva anche passare attraverso uno sguardo, alla lunga, ho compreso che l’essenziale non arrivava al cuore di chi guardava. Così ho cominciato a parlare, poco, non senza difficoltà, perchè quando parli di te, di quello che ti pesa nell’anima, non è facile. Il capirsi da lì in poi è stato più semplice.
    Alla fine, leggendo anche fra i commenti, credo che ognuno, con il proprio interlocutore, debba trovare il giusto equilibrio e qui, forse, ci viene in aiuto l’empatia che ci avvicina all’altro🙂
    Grazie per la riflessione
    Ars

  26. Marina ha detto:

    Io sono dell’avviso che alcune parole andrebbero pronuncite col contagocce e dopo un attento esame della propria interiorità. troppo spesso ci si trova di fronte a persone che sparano le parole “ti amo” come fossero pallottole, colpendo cuori non avveduti, che finiscono col perdersi, quando dopo si ritrovano da soli.

  27. Check This Out ha detto:

    I need to to thank you for this great read!! I absolutely loved every little bit of it.

    I have you bookmarked to check out new stuff you post…

  28. Salve io ho perso mio nonno da pochi giorni… Gli volevo bene piu di ogni nipote ne volesse al proprio nonno. Lo so. La cosa era reciproca. Anche lui mi voleva un gran bene… Spero che ci sia qualcosa nella stanza accanto, nell altra strada… Questa pagina mi ha aiutato in parte a superare il grande shok… Che ancora non è passato. Per questo ti dico… Grazie

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