Mancanza di amore o di riconoscimento…

Sempre di corsa. Dire, fare, rispondere, cancellare, baciare… Sempre di corsa. Per evitare di fermarsi. E scoprire che il vuoto è sempre lì. Che niente e nessuno potrà mai colmarlo.

Perché la lista di tutto quello che abbiamo perso o distrutto, cercato o reclamato, è infinita. E allora i conti non tornano mai. E i dettagli del presente sono solo un’eco lontana di tutto quello che ci manca. Mancanza di amore o di riconoscimento. Di un figlio o di un amante. O anche solo di un po’ di quiete…

Che differenza esiste tra l’illusione e la realtà? Perché il principe azzurro non esiste?

Ed ecco che ricomincio con i miei “perché”. Nonostante abbia imparato a camminare con i piedi per terra. Nonostante faccia sempre molta attenzione a non sbattere di nuovo contro un muro.

Ma in fondo va bene così… Non posso farci niente… Non cambierò mai… Perché il solo e vero tradimento, nella vita, consiste ad accettare il mondo così com’è. E a far di tutto per giustificarlo…

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34 risposte a Mancanza di amore o di riconoscimento…

  1. laurapisano ha detto:

    Già, cara Michela,alla fine è tutto lì in quella sensazione di mancanza, di assenza e di inadeguatezza personale, intima che spesso gli altri nemmeno avvertono di noi. L’amore muta forma, si nasconde e ci muta e svela; e ritorna senza mai perderci e lo perdiamo senza tornare quando sarebbe invece opportuno.. la sua forza è direttamnte proporzionale alla nostra determinazione, coraggio e consapevolezza, con i nostri piedi ben piantati nel sogno, nella speranza e nell’anima che si riflette in altri occhi. Anche solo per un frammento. infinitesimale di eternità.
    Un abbraccio.

  2. damiano biscossi ha detto:

    scrivere di se sto scoprendo che è la migliore cura a questo penare.
    L’hai tirato fuori è qui tra noi, e chi sa quanti altri commenteranno il post.
    Rainer Maria Rilke ricorda che la scruttura di se non puo che appartenere alla schiera dei girovaghi dell’esistenza, agli eterni fuggitivi,agli inquieti non per carattere ma per filosofia….un tappeto che è la loro interiorità indagata in ogni angolo e che li conduce però, piu di altri, a godere con abbandono della vita, della sua multiformità.

    buon pomeriggio
    damiano

    PS tratto da Duccio Demetrio la scrittura clinica interessante

    • vito ha detto:

      scusa,ma non riesco a comprenderti,capisco che la filosofia è solo degli eletti,ma se siete cosi’ riflessivi,spiegateci con parole più semplici quello che volete dire, perchè siamo più numerosi di voi

      • damiano biscossi ha detto:

        ciao Vito ho iniziato a leggere a 40 anni…quello che volevo dire è che scrivere su un foglio di carta di se stessi solleva il nostro dolore che spesso proviamo nel vivere. E’ uno sfogo mettiamola cosi. Citavo Rilke poeta e scrittore che afferma che porsi delle domande su di se ci porta a godere della vita in maniera più vera con i tanti dubbi dell’esistenza.

  3. prigionieralibera ha detto:

    pienamente d’accordo… a volte sbattere contro ad un muro ci permette di rimanere svegli! ;-))

  4. Stefano ha detto:

    In tutto con te,e la cosa più evidente è che non esiste immunità,anche se la vita ogni tanto te lo fa credere.Stefano

  5. ( riflessione )
    Sempre di corsa. Per evitare di fermarsi. E scoprire che il vuoto è sempre lì.
    La lista di tutto quello che ho perso o distrutto è infinita.
    Mancanza di amore o di riconoscimento. Di un figlio o di un amante.
    …i miei “perché”! sono tanti i ”perchè”..trovo le giustificazioni per non impazzire!
    Ma cosa voglio io dalla vita? certo non è andata come credevo o come la sognavo!
    Ma dipende da me o dagli altri?

  6. Istok ha detto:

    ….già quando ero molto piccolo ero attratto dalle stelle e guardandole, oltre la meraviglia, e una strana sensazione di vuoto dentro me, mi veniva la domanda….ma,…. alla fine di quest’immenso universo cosa ce?…………………. Allora tutte le cose che ti possono succedere nella vita sembrano insignificanti, si tratta solo di dimenticare vivendo alla massima potenza ogni istante per distrarsi…haha, da questa domanda

  7. los diferentes ha detto:

    Quanto è vero..in questo periodo mi sto “buttando” sulla mia tesi, mi rinchiudo in quella splendiida biblioteca fotografata da turisti e che è piena di storia. E mi metto a leggere, tradurre e scrivere. E forse la risposta al vuoto, al mio vuoto, mi è arrivata dalle parole di un amico dell’autore su cui faccio la tesi. E la risposta è la semplicità. Lui, alla domanda sulla loro amicizia, risponde: “Perché lui era lui, ed io sono io.” Magnifica, splendida. Forse la risposta a tutto è la semplicità, nei rapporti con le persone, nella ricerca della felicità, della serenità. Forse tutto è maledettamente di una semplicità complessa.

  8. newwhitebear ha detto:

    Michela scrive
    Perché la lista di tutto quello che abbiamo perso o distrutto, cercato o reclamato, è infinita. E allora i conti non tornano mai. E i dettagli del presente sono solo un’eco lontana di tutto quello che ci manca. Mancanza di amore o di riconoscimento. Di un figlio o di un amante. O anche solo di un po’ di quiete…

    E’ il terribile peso che la nostra vita ci dona, perché alla mattina sieamo pieni di idee che vorremo realizzare nella giornata. Alla sera i nostri desideri avverati sono molto meno.
    Dovremo abituarci a concentarrci su pochi e tentare di realizzarli tutti.
    interessante riflessione sulla frenesia della vita moderna.

  9. Lele ha detto:

    ed e’ per questo che odio Hegel profondamente…

  10. Andrea ha detto:

    Vorrei dire che è necessario “riconoscere” l’altro per poterlo amare.
    Penso che quando riconosciamo nell’altro il soddisfacimento dei nostri desideri, quando guardando l’altro riconosciamo noi stessi, abbiamo verificato una condizione necessaria per il vero amore. Qui la parola chiave è “riconoscimento”. Questo si può realizzare solo se conosciamo noi stessi (non solo il nostro carattere o i nostri difetti, ma soprattutto i nostri desideri e le nostre esigenze) e allo stesso tempo se siamo riusciti a conoscere abbastanza bene anche l’altro.
    Vorrei anche dire che dalla conoscenza di sé e dell’altro e dalla piena consapevolezza di questa conoscenza deriva anche la possibilità di rifiutare l’altro. E certamente queste considerazioni possono in certa misura essere generalizzate anche al rapporto con ciò che è “altro” da noi stessi, al di là dei rapporti di natura amorosa.
    A parlare di conoscenza, non mi sento all’altezza, però forse la conoscenza cammina a braccetto con l’apparenza, e spesso esse si scambiano d’abito o di posto cosicché si può solo credere di sapere. Ma la verità è un’altra cosa e forse non esiste. Molte volte il mondo “così com’è” non esiste. Esiste solo un mondo “così come ci sembra” o, anche, un mondo “così come vogliamo che ci sembri”. Anche quando ci innamoriamo ed è vero amore.

  11. francesca ha detto:

    Non ho idea di perchè ma, troppo spesso, quando scrivi, rifletti quello che sto vivendo…proprio oggi scrivevo proprio di questo vuoto, questo non-luogo da cui tutti rifuggiamo, per oscurare il riflesso del nostro Io autentico, che non riusciamo ad affrontare…E ci neghiamo tutta la magia dell’ intimo desiderare,perchè non c’è posto per quel mondo, perchè dobbiamo solo fare, fare, fare e riempire tutto ciò che è interrogativo e ci apre il baratro e ci disorienta.Ma spaventa soprattutto gli altri. E se gli altri non ci approvano o si allontanano perchè ci ritengono pesanti,non possiamo vivere.Ma perchè pesanti, quando proprio l’articolarsi della nostra capacità critica e l’avventurarsi liberi nel pensiero ci hanno insegnato finalmente a sentirci leggeri?grazie per quello che scrivi…ho il tuo libro vicino al letto, e nei momenti di sconforto lo afferro per ritrovare qualcuno che mi può capire,,,

  12. muriel Chemineau ha detto:

    Heureux ceux qui ont fait l’expérience d’un coeur comblé d’amour à l’instar de Jacques Ellul qui a nourri toute leur vie.
    Je voudrais que tu n’es plus jamais mal…
    Muriel

  13. Dario Petrolati ha detto:

    o cara amica
    Michela
    come mi duole leggerti così
    e non sapevi
    che più pensi
    e più devi correre
    stando magari ferma

    batte il cuore
    come a fermarsi
    e non si muore

    portano ossigeno
    non serve
    è la mente la mente
    che corre fugge
    ma dove sino a quando
    non so

    manca la via
    l’indirizzo
    la persona amata
    ecco cosa c’è :

    vuoto nero buio senza fine
    freddo del nord

    Michela è la vita questa
    o tortura
    solo tormento
    arruginito

    io non credo ancora
    farcela

    diamoci una mano..
    ciao Michela
    dove?

    dario…♪ ♥

    http://www.dariopetrolati.it

  14. Silvia De Cristofano ha detto:

    Cara Prof,
    Grazie di esserci e delle tue parole, nelle quali mi ritrovo giornalmente per studiare e riflettere.
    Andiamo avanti coraggiosamente
    Silvia

  15. masticone ha detto:

    Per sconfiggere il toro, occorre scendere nell’arena. Altrimenti si è solo spettatori.
    E se si vuole rischiare di vincere occorre mettere in conto che si può anche perdere.
    E farsi male.
    Solo chi soffre, è in grado poi di poter godere pienamente quando riesce ad avere ciò che cerca.
    Tu adesso stai male… ma sono certo che godrai molto quando sarà il suo tempo.

  16. Wacky Art ha detto:

    Ciao Michela, bellissime parole anche se a prima lettura un po’ “tristi”, ma forse belle proprio perchè si sente che sgorgano dal cuore …
    Concordo nel fatto che scrivere faccia bene, anche perchè ci aiuta a tirare fuori ciò che abbiamo dentro e, rileggendolo, a prenderne così coscienza …
    E’ vero alla fine nessuno di noi cambia mai la sua essenza, ma ho notato, per esperienza personale, che quando prendi veramente coscienza di ciò che ti manca, di ciò che vorresti veramente, di ciò che sei con pregi e difetti, acquisti una maggiore serenità e, da quel momento, iniziano ad arrivare tutte le soddisfazioni e le piccole grandi felicità che, a volte, avevi già di fronte agli occhi, ma non vedevi perchè ti focalizzavi sulle cose sbagliate🙂
    La cosa più bella del tuo post, per me, è che ha dentro un grande cuore, una grande intimità e quindi una grande forza!
    Poche persone hanno infatti il coraggio di far vedere le proprie splendide “debolezze” …
    Complimenti🙂
    Gi🙂

  17. Fedelma ha detto:

    La mancanza…
    Non sono un’eterna insoddisfatta, le mie gioie le ho avute e le ho, so goderne e apprezzarle ma sarebbe ipocrita dire che non si manca di qualcosa. Quel pezzo che non c’è mai all’appello. Il pezzo della perfezione. Se ne fossimo provvisti, saremo totalmente compiuti e definitivamente perfetti. Sentiremo sempre di essere incompleti perchè manchiamo di qualcosa.
    Ma la faccenda qui è più terrena, per come la recepisco io, che mi sento una groviera per quante lacune sento di avere nella mia vita. Contro il muro ci si sbatte con regolarità svizzera e si riesce a scovarne uno anche in mezzo al deserto: se non c’è, arriva un perchè a crearlo. Magici Perchè. Se non ci fossero, se non ci nascessero sul fondo della ragione staremo tutti meglio, più rilassati e liberi. Però io amo i miei muri, adoro sbatterci la testa contro, non di frequente, intendiamoci, ma qualche volta…
    Quanto al cambiare, perchè farlo? Per essere qualcosa diverso da te stessa in cui non ti riconosci? La vita non ci trasforma già a sufficienza?
    Un abbraccio,
    Fed

  18. PAOLA FANTINI ha detto:

    Mettiti nei panni di quando eri bambina e ti dicevi: “da grande sarò/farò….”
    Di lì partivi per costruire percorsi, storie, professioni, emozioni…
    Finchè guarderai “quello che non c’è” non vedrai mai “quello che potrebbe esserci”.

  19. apity ha detto:

    O siamo semplicemente noi che rimuginiamo, forse troppo spesso, su queste cose e quindi costruiamo i nostri ideali sbagliati e un mondo che non va come ci aspettiamo? E se siamo noi che sbagliamo? E perchè continuiamo a chiederci “perchè”? E se fossimo noi a creare, si creare, il vuoto e non gli altri, che sono persone anche loro? E per favore, non rimuginateci sopra ora.

    http://www.disordinialimentari.wordpress.com

  20. Ilaria ha detto:

    Perché il solo e vero tradimento, nella vita, consiste nell’accettare il mondo così com’è.
    Io non sono d’accordo! Non dico di dover farsi andare sempre bene tutto, questo no. Ma credo – perché lo sperimento e vivo, non perché lo penso – che ci sia un modo di stare al mondo in cui sai accogliere e accettare la realtà – compresi te stesso/a, gli altri, i piccoli e grandi imprevisti e scocciature della vita – così com’è, nella sua imperfezione, nelle sue lacune, nel suo essere spesso distante da come la vorremmo. Penso che il vero tradimento, nella vita, è il perfezionismo a tutti i costi, spesso calcato, anche inconsapevolmente, sul nostro io. E’ difficile… certo… e lo scoraggiamento, quel senso di mancanza, lo proviamo tutti, a volte. Però… c’è qualcosa più grande di noi, là fuori. Qui e ora🙂

  21. Ilaria ha detto:

    P.S. lascio qui un pensiero che ho scritto a me stessa tempo fa e che a me personalmente dà un sacco di forza nei momenti bui:

    Se uno pensa a tutte le concatenazioni complesse e fortunose che hanno fatto sì che dall’origine del mondo a oggi i suoi vari antenati siano riusciti a riprodursi fino ad arrivare a lui – superando ognuno e ognuna di essi fame, epidemie, violenze e avversità di ogni tipo – non si può che iniziare ogni nuova giornata sentendosi dei privilegiati, a camminare in questo meraviglioso Mondo che sembrava aspettare solo noi.

    Ehm… si sente un po’ la mia “deformazione professionale” di storica, ma insomma…😛

  22. trillytrilly ha detto:

    …mi sento meno sola…
    costantemente tormentata dalla porte che non apro…se fossero state quella da aprire?
    questa mia costante “mancanza” è infelicità reale o solo un capriccio?

  23. Marzia ha detto:

    Salve, ho trovato il suo blog molto interessante e vorrei invitarla nel nostro Art Social Network, si chiama Leonida: http://www.leonida.eu
    E’ un social network interamente dedicato alle arti (musica, fotografia,videoart, scrittura, blogger). Saremmo lieti se aprisse una pagina ufficiale del suo blog nel nostro social network (ovviamente linkata al suo blog per consentire al nostro pubblco di giungere al vostro blog) un modo come un altro per sponsorizzarsi.
    Abbiamo una sezione “Writers” con diversi blog. La pagina è completamente gratuita.
    Un Saluto e grazie.
    Marzia

  24. Isabella ha detto:

    Dolce Michela, ti vorrei consigliare, con tanto tanto affetto, di osservare con attenzione il tuo non verbale, le tue pause, i tuoi sospiri, il tuo schiarirti la voce durante l’intervista di ieri sera con la Bignardi. Sarebbe bello se potessi esserti accanto per sollecitarti a cogliere alcune ‘residue’ contraddizioni che se guardate e valutate con serenità, forse, potrebbero esserti utili a smettere di ‘ fare passi affianco alla tua sofferenza’, consentendoti di lasciarla finalmente alle tue spalle. Il vuoto – di affetto, comprensione, totale incondizionata accettazione che ‘ognuno di noi si porta dietro’ può e deve, secondo me, essere riempito dall’affetto, dalla gratitudine, dalla sim-patia, dall’attento ascolto dei ‘tanti Altri’ che – apparentemente meno significativi rispetto a quelle figure mitologiche addette, teoricamente, spesso, troppo spesso, solo teoricamene a questo compito – riescono a vedere, condividere, abbracciare la tua meravigliosa sensibilità, la tua vivace vulnerabilità e anche la tua apparente fragilità. Quanto ti s’illumina il viso al solo pensiero del tuo ‘amato’ padre! E’ vero, non sei la sua vittima e lui non è il tuo carnefice. Mia cara Michela temo che il tuo confondere ancora colpa e responsabilità, comprensione e giustificazione, siano l’ultimo nodo che ancora ti rimane da sciogliere prima di poter spiccare il volo. Qualcuno una volta mi ha detto che scrivere non è terapeutico ma solo antidolorifico. Condivido questa osservazione. Se non sie è malati non si può guarire. Sei sana Michela, sanissima, lo sei sempre stata. Non possiamo scegliere da chi, come, dove e quando nascere, è ‘solo’ questo il problema, secondo me. Siamo, tu m’insegni, unici e irripetibilli e chi vuole cloni di se stesso sbaglia e fa inconsapevolmente del male. Ma è lui ad essere malato, non noi. Spesso un gesto vale più di mille parole. Il mio vorrebbe essere un gesto. Le parole sono segni inadeguati ad esprimere sentimenti. Ti abbraccio col pensiero Michela, ecco il mio gesto. Auguri per “la tua vita”.

  25. E’ proprio così!oper meglio dire èlavita…non invecchiamo mai…camminiamo continuamente alla ricerca di noi stessi …questo vuol dire invecchiare….CRESCERE!

  26. Beppe ha detto:

    Sei davvero brava a trasmettere calore, umanità e comprensione attraverso le parole.
    B.

  27. Ivano ha detto:

    IO credo che il vuoto arriva per tutti, da piccolo mi torturavo cadendo nel vuoto assoluto, certo la mia infanzia e piena di vuoti, tanto vero che ho imparato a dare tutto me stesso alle persone che amo. Lo sbaglio più grosso è aspettarsi dagli altri un ritorno, e aspettando qualcosa che non ti e dovuto, e poi ti accorgi che sei ancora nel vuoto.

    primo perché dando tutto agli altri togli a te stesso ciò che è vitale per te (amore e affetto per se stessi)
    secondo perché questa mancanza si trasforma in essere patetici e fragili, questo fa si che la gente si allontani da te, dopo di che entri nel vortice del perché.

    Il vero amore lo devi avere dentro, nel cuore e nella mente, senza aspettarsi da nessuno un ritorno, se ne hai lo dai, altrimenti non sforzarti, quello che importa e non tradire mai i sentimenti degli altri, ma con tanta sincerità esprimi una risposta a chi ti chiede il perché, rassicurandolo e dargli la forza di continuare ad andare avanti.

    Non importa se questa persona non ricambia, perché tu non ti stai aspettando nulla, e quando ti arriva un segno un gesto una carezza, per te sarà sempre una grande emozione, vivendo così sereno con te stessa e illuminerai il tuo camino fino alla fine.

    Questo solo ora ho capito, a distanza di anni (48) con un rapporto quasi spento con una donna che amo da oltre 20 mi ritrovo vuoto, patetico e fragile davanti a tutti.

    Sto incominciando a rimettere tutto al suo posto e piano piano senza chiedere aiuto cerco di riprendermi me stesso, illuminando il mio cammino, una volta che riprendo la mia serenità non me la gioco più in questo modo, ma continuerò ad amare come ho sempre fatto, tenendo per me quella parte che è riservata solo per me, solo così potrò dare luce a chi me lo chiede, solo così potrò dare a mia figlia la luce che tutti i figli hanno bisogno di conoscere e sembra patetico, continuerò ad amare questa donna come ho sempre fatto, fuori o dentro dal mio cammino, perché io ho sbagliato, dando troppo senza rendermi conto che stavo soffocando lei oltre che me stesso.

    Chiedo scusa a tutti voi, spero solo di avervi dato qualcosa che vi possa illuminare, cordialmente Ivano Monti.

    • Isabella ha detto:

      Ivano, credo tu stia davvero imboccando una ‘buona’ strada. Ne sono felice per te, ritengo infatti la tua ‘ricetta’ vincente. Penso sia sano fare per gli altri ciò che consideriamo veramente bello, importante, piacevole….principalmente per NOI, così da non stare lì ad attendere ringraziamenti, riconoscimenti e ‘ricambi’. Mi è tornata in mente una frase che ho letto ultimamente che più o meno consigliava di… non sforzarsi tanto di piacere agli altri ma lasciare che siano gli altri a sforzarsi…perchè diciamocelo sinceramente molto spesso comportamenti eccessivamente ‘dativi’ e/o ‘amorevoli’ sono più che altro dettati dalla nostra ‘esasperata necessità di piacere’ e dal bisogno di essere ‘amati ad ogni costo’. Non so dirti se qualcuno possa essere davvero illuminante per gli altri, di sicuro credo che possa aiutarci ad uscire fuori da i nostri ‘banchi di nebbia’. E non è poco. Grazie Ivano.

      • Ivano Monti ha detto:

        Grazie, la strada è in salita, ma la forza e tanta…bisogna solo rendersi conto che tutti noi abbiamo questa grande forza “la vita”, non vi sono ostacoli di nessun tipo se non noi stessi, quindi avanti, con forza e determinazione senza rinunciare ad amarsi e amare le persone che più senti nel cuore, anche se esse ti hanno fatto del male e che forse nemmeno se e sono accorte.

        Vi abbraccio.

  28. Maria ha detto:

    Grazie Ivano. Dopo aver letto la tua risposta,mi si è aperto un mondo…..Grazie….

    • Ivano ha detto:

      Sono felice di averti dato qualcosa di grande, e spero che questa tua nuova visione possa darti tutta la luce che hai sempre desiderato. Ti abbraccio forte e se lo desideri mi trovi qui o su Facebook o Skype, insomma ovunque.

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