Stupita dalla tenerezza…

Che ci fossero tante persone meravigliose lo sapevo. Che l’affetto che mi circondava fosse tanto, pure. Ma che un oceano di persone mi travolgesse con tanta tenerezza no, non me lo immaginavo, non lo sapevo, non osavo sperarlo… Forse perché pensavo che solo chi fosse stato direttamente toccato da un sintomo come il mio avesse voglia di leggermi e di scrivermi… Forse perché credevo che anni di tele-spazzatura avessero creato un clima di indifferenza generale… E invece no… In questi ultimi ultimi giorni mi sono dovuta ricredere. E rendermi conto che, nonostante tutto, le persone ascoltano, si commuovono, partecipano, reagiscono, accarezzano…

Ho sempre pensato che oggi in Italia ci fosse bisogno di autenticità e di chiarezza. Che parlare in modo semplice e vero fosse l’unico per comunicare. Non pensavo però che ce ne fosse tanto bisogno. E che bastassero pochi minuti di sincerità alla televisione per spostare montagne di pregiudizi.

Allora che dire? Che sono stupita? Che sono commossa? Che sono felice? Tutte queste cose al tempo stesso… Con tanta voglia di non sprecare la tenerezza che mi ha stravolto. Con tanta voglia di fare qualcosa non più solo del dolore del mio passato, ma anche di questa gioia nuova…

Volevo solo dirvi grazie… E promettervi che continuerò a fare di tutto perché la parole perse possano riemergere. E aiutare chi lo desideri a dare un senso a quello che troppo spesso senso non ha…

 

 

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54 risposte a Stupita dalla tenerezza…

  1. Margherita Ferro ha detto:

    Le parole che sanno accarezzare sono quelle autentiche e chiare, quelle semplici e vere: le sole in grado di riscaldare il cuore. Il dolore vissuto, per quanto lacerante, ci lascia sempre un dono straordinario e prezioso, quello dell’empatia. E ci aiuta a sentirci un poco meno soli qui sul cuor della terra.
    Grazie…

  2. GILIOLA ha detto:

    Credo che ogni gesto, ogni parola, ogni emozione siano stati straordinariamente importanti per tante persone. Sono tanti che hanno nel cuore un profondo dolore, disagio che non possono manifestare perché nel contesto sociale attuale sarebbe un auto-massacro. Dare voce a queste persone è alleviare quell’ angoscia. Per quanto riguarda me confesso che ho lasciato scorrere lacrime sul mio viso mentre Michela parlava, l’ho sentita vicina a me. Se anche una sola persona in seguito alle sue parole troverà la forza di decidere con consapevolezza di sopravvivere sarà stata una grande conquista. E’ stata anche la riscossa delle persone con grande sensibilità che paiono esser solo dei deboli invece hanno un patrimonio immenso da spargere in questo mondo.

  3. maria grazia ha detto:

    A volte,nello scorrere convulso della vita quotidiana,dimentichiamo di essere semplicemente persone:come tali amiamo,soffriamo,lottiamo per una bricciola di felicità..
    Proprio per questo,quando accade qualcosa,che ineluttabilmente ci coinvolge (seppure a distanza) riemerge in noi un senso di comunione e di fratellanza che ci fa sentire un po’ meno soli e ci aiuta a donare unsorriso,una lacrima, una carezza..

  4. grazia ha detto:

    Cara Michela, nei tuoi pensieri ci siamo riconosciuti e ritrovati. E’ la tua tenerezza, la tua voglia di vivere nonostante le ferite, che ci ha affratellato e ha avviato questo circolo virtuoso che mette in contatto sentimenti di gratitudine e di speranza. Grazie

  5. giuseppina azzena ha detto:

    mi sono permessa di condividere nel blog alcuni tuoi contributi insieme a recensioni del tuo interessante libro . L’ho fatto per arricchire le sezioni del blog (che è rivolto prevalentemente a giovani studenti ) relative al disturbo dell’anoressia, ma anche e soprattutto all’educazione sentimentale, alla riflessione suoi sentimenti, sugli altri e su se stessi. Ciò mi ha permesso di indirizzare i visitatori del mio blog anche verso queste tue pagine che trovo così profonde ma insieme leggere e delicate proprio come ali di farfalla….
    Giuseppina Azzena

  6. Carlo K Paganini ha detto:

    Ho pensato una cosa, il giorno che ti ho vista e ti ho sentita: questa donna ha gli occhi dolci, questa donna laureata docente una delle menti migliori che potessero esistere non vola, ma cammina e ti parla guardandoti negli occhi, si confida sperando che presto lo possa fare anche tu. Questa donna e questa ragazza non ha paura del tuono delle parole, perchè ama la quiete della pioggia che il suo pensiero genera. Grazie a te.

  7. Laura ha detto:

    Ci ritroviamo nelle tue parole perchè tu dai voce a ciò che non sempre si riesce ad esprimere e che accomuna, perchè il dolore alla fine accomuna tutti con sintomi diversi, ma tutti.
    La sincerità, la consapevolezza e la dolcezza con la quale ci si esprime fanno la differenza.
    Grazie Michela.

  8. mari ha detto:

    grazie!

  9. Alberta MarcĦi ha detto:

    un abbraccio Michela

  10. Valentino ha detto:

    Ciao Michela, ho appena finito di leggere il tuo ultimo libro. E’ splendido. Vorrei ringraziarti perchè sin dalle prime pagine, e sin da quando ti ho vista in tv l’altra sera, ho sentito una sensazione di calore, accoglienza, protezione…pur essendo in analisi da alcuni anni, vivo ancora un forte senso di inadeguatezza che inibisce la volontà di esprimere ciò che provo. Scriverti quindi ha anche valore catartico. La mia infelicità oscilla tra la paura di non essere all’altezza delle situazioni o dall’incapacità di accettare l’idea di non esserlo realmente. L’incapacità di buttarmi nelle esperienze mi lascia vivere in una sorta di limbo. Dopo aver letto il tuo libro sento che qualcosa può cambiare, che il male ricevuto “in nome dell’amore” da chi ci alleva, può essere finalmente osservato ed elaborato. Può addirittura essere “disinnescato”! Sento nuovamente la speranza. I tuoi studenti sono persone fortunate. Vorrei augurarti di essere sempre felice, ma mi sembra un augurio privo di significato. Chi di noi potrebbe pretendere di essere sempre felice? Posso augurarti, e lo auguro anche a me, che nessun desiderio altrui proiettatoci addosso, possa diventare, ancora una volta, la morsa che strangola la nostra vitalità. Grazie ancora.
    Valentino

  11. Delia Franzoi ha detto:

    “Allora che dire? Che sono stupita? Che sono commossa? Che sono felice? Tutte queste cose al tempo stesso… ”

    …. anche noi / io, dopo averti sentita parlare da Daria!

    Si dimentica troppo spesso che il sentimento, il sentire, l’essere sensibili può essere in tanti modi, almeno quanti sono le persone sotto il cielo.

    La verità, invece, è unica e riconoscibile da ogni diversa persona.

    (A patto che gli occhi del “cuore” siano aperti, o si stiano aprendo.)

    Tu, cara Michela, con il tuo coraggio e la tua dolce grinta, sei come una luce forte e rassicurante che ci dice che non siamo sole/i nel nostro soffrire.

    Togli al dolore, la disperazione della solitudine.
    Ci dici, soprattutto, che il soffrire non è vano ma solo un ambito della vita, come la gioia.
    Con le tue parole, che arrivano dall’aver attraversato un enorme ed accidentato spazio mentale ci doni forza.

    …. può non essere questa una verità?

    Un abbraccio grande.

    .

  12. damiano biscossi ha detto:

    Quando si è in contatto con se stessi lo schermo lo buchi e non solo quello. Quando hai forza e voglia di dire di esporti di vivere allora le cose forse cambiano e la gente sente la tua autenticità.
    Quell’energia che spesso tieni li repressa a perder tempo su cose che non vanno. Ma quando viene fuori come mi piace immaginare ci si tolgono le scarpe e si balla sul bancone del bar.

    e allora balla Michela perchè ne abbiamo tutti un po bisogno

    damiano

  13. versicoli ha detto:

    Cara prof. Michela,
    mi ha fatto molto piacere rivederla in tv.

  14. la danza del coniglio felice e un oceano di disegni…la tenerezza esiste, come anche le persone che considerano la TV fino a un certo punto e internet come le antiche missive medievali…esiste la speranza, sempre

  15. Piero Giarratana ha detto:

    Cara Michela sei una persona straordinaria, non vedo l’ora di incontrarti e ci spero nel prossimo novembre. Ciao a presto Piero

  16. muriel Chemineau ha detto:

    Tu fais un tabac…c’est formidable !
    Je t’embrasse.
    Muriel

  17. newwhitebear ha detto:

    Le persone sono stanche del vuoto ideologico e culturale che in qualche modo rischiano di trvolgerci. Sente la necessità di qualcosa di concreto, di reale. Non ha importanza come e in che modo viene espresso purché sia sincero.
    leggere il tuo blog piace e i commenti lo testimoniano.
    Un saluto

  18. Fulvio Sguerso ha detto:

    Dunque persino tramite la televisione (questo mezzo usato per lo più come “arma di distrazione di massa”) possono – anche se molto raramente – arrivare parole vere e messaggi che possono aprire anziché chiudere, gli occhi. Su che cosa? Per esempio sulle sofferenze altrui, su che cosa facciamo o non facciamo per il nostro prossimo (sia esso vicino o lontano), sulle parole che adoperiamo e sull’effetto che possono avere su chi ci ascolta, e anche su che cosa si prova nel non essere ascoltati, nel non essere compresi o nell’essere fraintesi…E sull’importanza, anzi, sulla necessità di nominare con precisione le cose “per mettere un po’ d’ordine nel caos”…
    Un caro saluto da
    Fulvio

  19. Luisa ha detto:

    Forse non si chiama anoressia , ma tutti hanno un dolore … il dolore può avere un nome o un sintomo diverso, ma gli effetti sono spesso gli stessi… il primo tra tutti l’inadeguatezza…. chi soffre si sente inadeguato… verso se stesso e verso gli altri, verso la vita…tu hai dato voce a questa inadeguatezza che per varie ragioni ed a vario titolo sentiamo tutti…e ci indichi pure una strada per uscire fuori dal tunnel… la piu semplice e la piu difficile… passarci attraverso!! Sembra semplice… ma fa troppo male e cosi cerchiamo tutti la scorciatoia… no la soluzione è proprio li, dentro quel terribile ed atroce tunnel della nostra sofferenza, grazie ancora…

  20. sandra ha detto:

    Che bella persona che sei Michela……..grazie!

  21. luisa ha detto:

    grazie !

  22. Sara Valente ha detto:

    Ammetto di aver seguito solo i tuoi 25 minuti alle “Interviste Barbariche”. Poi ho spento.
    Ho sentito quelle parole che trasudavano ricordi di un passato lasciato andare dietro spalle.
    Ho percepito quel lieve barlume di speranza, che per un attimo mi ha fatto pensare “Forse allora anche per me c’è la possibiltà di farcela”
    .
    Nonostante abbia letto il tuo libro già tre volte, e per tutte ho sempre provato le stesse emozioni, sensazioni, mi sono commossa come la prima volta, per ogni pagina che voltavo, una dietro l’altra. La stessa cosa è accaduta ieri, quando ti ho visto in televisione: ho ripercorso il tuo libro, e mi sono messa nei tuoi panni. Nei panni di una donna che ha sofferto, che ha avuto successo, ma che nonostante questo non si è mai sentita “abbastanza”. Un pò come me: non sono “abbastanza”, per essere felice, per vivere un pò di gioia. Ma poi tu, hai capito che così non funziona. L’anoressia non era il mezzo per farlo. Autodistruggersi non poteva essere la soluzione.

    E’ un dolore che fa morire dentro; si cerca di colmare un vuoto. E ci si sente stanche, tanto stanche. Sempre di più. Stanche di vivere solo per morire. Stanche di morire solo per vivere. Avremmo dovuto voler imparare a vivere solo per vivere.

    E tu, ce l’hai fatta. Tempo fa ti scrissi una e-mail, ringraziandoti con tutto il mio affetto delle parole che io non sono mai riuscita ad usare, che non sono mai riuscita ad esporre a tutti coloro che hanno provato ad aiutarmi, a capirmi. Così, ti ringrazio anche qui, sul tuo blog, che seguo da un paio di mesi.

    Grazie per essere così come sei. Grazie per il tuo libro. Grazie per aver fatto quello in cui nessuno è quasi mai riuscito: aver fatto scoprire una speranza che molte ragazze come me, avevano perso o non avevano mai creduto che esistesse.

    • mimarzano ha detto:

      Ma le parole ce le hai, e sono bellissime… anche se intrise di dolore… ti mando un bacio

      • monica ha detto:

        ti ammiro …. e non vedo l’ora di leggere il tuo libro … “volevo essere una farfalla”. Ora sto leggendo “la filosofia del corpo”, la Prof di bioetica l’ha inserito nel programma … evidentemente è una persona intelligentissima

  23. daniela ha detto:

    ciao, scusa per prima cosa se ti do del tu, forse sono irrispettosa, ma mi sono appena imbattuta nella tua intervista a “le invasioni” su youtube e mi sei entrata dentro (e non è una cosa che si può dire a qualcuno dicendo un rispettoso Lei)…. avevo già visto il tuo libro, ma lo avevo etichettato superficialmente come l’ennessimo libro sull’argomento, e per questo scusa (di nuovo)! ora l’ho comprato in formato ebook perchè non riesco ad aspettare che domani aprano le librerie per prenderlo…io odio gli ebook, sappilo, i libri devo toccarli e possibilmente fare pure il segno sulla pagina che mi è piaciuta, ma non ho resistito e l’ho comprato….volevo solo dirti questo

  24. gabriella ha detto:

    anch’io ti ho vista in tv l’altra sera e ho subito cercato informazioni sul tuo conto.non ho mai sofferto di anoressia…sono stata piuttosto colpita invece dalla sincerità delle tue parole, ti ho sentita così vera, così incisiva pur nei modi garbati.grazie mille.davvero.

  25. Alessandra ha detto:

    È cosi infatti. Grazie ancora, la tua intervista mi ha toccata.

  26. apity ha detto:

    Sei tu quella che si merita un grazie. Porti sempre un po’ di positività a fine giornata, quando apro WordPress e prima di scrivere qualcosa di triste sul mio di blog, apro il tuo, per leggere qualcosa di nuovo e di buono.
    Un abbraccio!

    http://www.disordinialimentari.wordpress.com

  27. Guarda non vedo l’ora di conoscerti… SI SI! PROPRIO NON VEDO L’ORA!

  28. Dario Petrolati ha detto:

    ciao Michela
    quando dicevo di te…
    quando leggevo
    e ti scrivevo
    trattandoti da ragazza
    sulla brace intelligente
    colta sensibilissima
    credevi forse schersazzi
    oppure facessi il cascamorto
    per il fascino infinito che
    spruzzi solo a guardarti
    No Michela sei molto
    attraente in modo educato
    sottile
    e ogni tuo pensiero parola
    mi ricorda personaggi
    di trame francesi….
    Auguri madame…♪ ♥
    dario.

  29. vincenzo ha detto:

    Anch’io ho sofferto e continuo a soffrire, non come tutti, un pò di più. Ascoltarti in televisione o meglio ancora partecipare alle presentazioni del tuo libro è un balsamo alle mie ferite. Un abbraccio!

  30. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  31. cKlimt ha detto:

    Non ti conoscevo. Non ti conosco nemmeno ora a dire il vero…eppure…
    Eppure sei arrivata come un ciclone. Ha questo impeto la verità, la sincerità, il parlare senza paracadute…
    Dalla presentazione di Irene Bignardi mi attendevo l’arrivo di una ragazza in carriera, qualcuno che avesse superato una fase difficile buttandola in motivazione, in determinazione ad arrivare, in successo editoriale…
    Poi ascoltandoti invece ho scoperto che quella donna era tutt’altro. Una persona capace in pochi minuti di sfiorare l’inferno attraversato e di parlarne con un linguaggio pulito. Nudo e senza maschere.
    Capace di presentarsi in tutta la sua fragilità. Ho pensato improvvisamente a certe opere d’arte sperimentale. Hai presente quelle opere d’arte in cui la realtà più prosaica viene inserita dentro un contesto “alto”? Quando un pezzo di mondo ordinario che avevi sempre considerato “minore” attira l’attenzione per come è stato riutilizzato e reso il punto forte di una istallazione o di una scultura?
    Ecco la sensazione è stata quella. La fragilità che diventa colonna portante, pietra su cui costruire
    (“la famosa pietra scartata dai costruttori”) una persona nuova e diversa. Una persona che attraverso l’accettazione impara a rinunciare agli spigoli e diventa capace di tendere agli altri, di aprirsi agli altri anche nel linguaggio di sincerità che usa.
    .
    Credo che acquisterò il tuo libro. Credo che vorrò capire di più ancora della tua esperienza che oggi ti ha permesso di portare in televisione una freschezza inconsueta.
    La realtà ogni tanto ci fa di questi regali. Irrompe dentro l’artificio della televisione e ci viene a parlare la lingua dell’anima.Grazie per avere osato tanto
    Carlo

  32. sabby ha detto:

    “che le parole perse possano riemergere”, penso che sia meraviglioso, anche se spesso le parole perse creano un vuoto dentro il quale non resta più nulla, un terreno arido dove non nasce nulla.

  33. luana ha detto:

    E’ bello sapere che in qualche angolo del mondo c’è qualcuno che può comprendere quella che è stata una parte del tuo vissuto.Ti ringrazio ancora per la verità che c’è nelle tue parole, quando racconti la tua/nostra esperienza. Spero vivamente, possa servire a molte per uscirne. Ti abbraccio.

  34. Ivana ha detto:

    Grazie Michela! Ti ho scoperta per caso guardando la tua intervista alle invasioni barbariche.
    Sei riuscita a trasmettermi sperenza, quando parlavi del sintomo era come se tu stessi leggendo i miei pensieri, il mio io nascosto… non vedo l’ora di leggere il tuo libro! Ti prego non smettere ciò che hai cominciato, abbiamo bisogno di ritornare a vivere! Abbiamo fame di vita!
    Grazie!!!

  35. agrimonia71 ha detto:

    Quando ho sentito il tuo nome da Daria ero sicura di “averti già vista” ….
    Molte ragazze si sono sentite come te di dover essere brave, di dover essere belle a tutti i costi e di non deludere…molte purtroppo non riescono ad amarsi

  36. enrico ha detto:

    Disperata, tenera, dolce ma FORTE. Come me, come tanti, come gocce nella pioggia. Un bacio.

  37. apity ha detto:

    Spero non ti dia fastidio il fatto che io ti abbia citata sul blog, pubblicando la tua intervista a “Le Invasioni Barbariche”. Il mio blog parla di anoressia&co.
    Un saluto!

    http://www.disordinialimentari.wordpress.com

  38. Gloria ha detto:

    Penso che la sofferenza umana sia una sola, grande e troppo spesso senza voce, al di là del sintomo specifico con cui si manifesta. E’ sempre una richiesta di aiuto, una ribellione a volte.

    Trovare una persona che non la riduca a “malattia” in senso stretto ma che ne faccia motivo di riflessione filosofica per me è stata una sorpresa meravigliosa.
    Scoprire, per caso, donne e uomini la cui anima esiste e si ribella, chiedendo a gran voce di essere ascoltata in un mondo dove impera un sottile razzismo metafisico che confina ed esclude tutto ciò che non è riconducibile a mera razionalità, dà il coraggio di credere in un futuro che non sia arido e sterile.
    Ringrazio di nuovo Michela.
    E rinnovo il mio amore per la Filosofia.

  39. Mari Rosaria Azzarello ha detto:

    E’ che il tuo modo di essere oggi, il tuo aver attraversato il dolore profondo e non esserne stata travolta, il ritrovato amore per te stessa da speranza a chi non riesce a trovarla! Vederti raccontare è stato molto più “vero” che leggerti…quale messaggio migliore potevi dare a noi e a te stessa!

  40. lea ha detto:

    Bellissima intervista, bellissima con tutto quello che significa in questo contesto.. io non riesco ad accettare i miei limiti, non voglio nenache provarci, ecco quanto sono lontana dal guarire, a prescindere da quanto mangio. preferisco la non-vita, non sono abbastanza umile da accettare l’altra, non abbastanza coraggiosa da rischiare, non abbastanza forte da accettare quei limiti, in me, negli altri… e niente, volevo ringraziarti per ciò che fai, per come sai essere brava nel farlo, per essere vicina alle persone che soffrono così… perchè per quanto mi riguarda ne ho bisogno: le stesse persone che si prendono cura di me, sono sempre dure con me, magari anche controvoglia, perchè devono. è bello sentire un pò di compassione, vicinanza, speranza.

  41. Dario Petrolati ha detto:

    sei davvero
    una ragazza civettuola
    eppoi ti sorprendi
    se noi ti facciamo complimenti
    o peggio pure
    siamo maschi
    ragazzi e oltre
    ma tu sai svegliare
    sempre sentimenti
    di ogni forza

    grazie Michela..
    dario…♪ ♥

  42. Tommaso de Brabant ha detto:

    Carissima Michela,
    oggi ho comprato il Suo libro “Sii bella e stai zitta”, l’ho appena iniziato ma ne sono già rimasto colpito.
    Così come ero già stato colpito da alcuni Suoi articoli, interviste e da Lei stessa, dal Suo carattere e dal Suo fascino.
    Un saluto!
    Tommaso

  43. Anna Valeria ha detto:

    Ciao Michela,
    ti ho vista per la prima volta alle Invasioni Barbariche, qualche giorno fa. Finalmente qualcuno che non utilizza leggi universali per “spiegar via” la sofferenza, ho pensato. Ognuno ha la sua storia. Ognuno deve costruire con fatica la propria autonomia, dandosi leggi proprie, che non è il contrario di dipendenza. L’indipendenza non esiste.
    Hai una voce “italiana” bellissima e un modo di parlare musicale ed incisivo. E’ la cosa che mi ha più colpita: come parli, oltre a quello che dici. Chissà la versione francese come sarà, mi sono chiesta! Peccato non poterla conoscere.
    Ti abbraccio e ti ringrazio perchè sei capace di far sperare le persone.
    Anna Valeria

  44. Maria Rita ha detto:

    Bene, anche stamane bisogna “rimettersi a vivere” (sono le 9,30 quasi, ed è già da un poco che l’ho fatto!
    Tu, Michela, sei un bellissimo esempio di donna, una delle poche che ho conosciuto in quasi 50 anni di vita! In mezzo a “tanta schifezza” ogni tanto si ha la fortuna di imbattersi i qualcuno che ti fa pensare che in fondo vale la pena di vivere!
    So, many thanks to be here, Michela!!

  45. stefania ha detto:

    Cara Michela,innanzitutto anche io ti chiedo scusa se mi permetto di darti del tu,ma dopo averti vista alle Invasioni barbariche è come se ti conoscessi da sempre.Quella sera mentre con mio marito ti ascoltavamo siamo stati rapiti,da uno scricciolo di donna che ad ogni parola diventava sempre più bella…si perchè la tua forza,il tuo entusiasmo,la tua semplicità ti fanno bella,estremamente bella.Non so se te ne sei accorta,mma quando parli la tu enfasi riempi i tuoi occhi di luce e gioia e i nostri cuori di calore.In un mondo che oggi giorno regala diffidenza,maleducazione e troppo spesso violenza,le tue parole sono un toccasana per il cuore di tutti noi “gente malata”.Credo che le tue parole siano un toccasano per tutti,chi di noi non soffre,chi di noi non piange,si dispera e spesso smette di lottare.Ascoltando te,ho capito cosa possa
    veramente aver provato mia sorella ,quando anni fa per un periodo ha sofferto di anoressia.Fortunatamente la malattia è stata sconfitta,ma credo che il malessere che l’aveva originata non sia ancora stato completamente risolto.Cerco continuamente di aiutarla a superare quest’ansia continua e negativa che la trasforma in catalizzatrice di sfortuna,ma a nulla valgono i miei tentativi.Oggi ho scoperto il tuo blog e mi sono permessa di riportarle due dei tuoi post nella speranza che le tue parole posssano illuminarle il cammino.
    Grazie Michela le tue parole rendono più bella e sopportabile la sofferenza e aiutano a risanare il cuore
    Baci Stefania

  46. Annalisa Bellettato ha detto:

    Grazie Michela per la tua fede nella vita nonostante la sofferenza! Ci aiuti a sperare. Spero che tu sia contenta di essere non solo ammirata ma anche amata dalla gente, e soprattutto dalle donne!!!

  47. daniela ha detto:

    Qui sono arrivata solo oggi, forse semplicemente non avevo pensato che potessi avere un blog. Potrei essere la tua mamma (65 anni) e così ti do del tu Credo di averti ascoltata la prima volta da Augias e da allora sempre quando è possibile. Comprerò il tuo libro, lo leggerò e poi lo darò a mia figlia. Le tue parole sono sempre un dono, grazie.
    Un abbraccio affettuosissimo, Daniela

  48. Pina ha detto:

    Ti ho sentito parlare ieri sera al Ducale per la prima volta e ho sentito nelle tue parole una semplicità ed una sincerità che mi hanno toccato nel profondo. Ero venuta senza troppa convinzione ma sono stata contenta di averlo fatto. Bellissimo il pezzo che hai letto, e bellissimo anche il fatto che sia stata tu a leggerlo perchè sei riuscita a farlo “sentire”, non era recitazione …era vita. Grazie di cuore.
    PS: ho comprato il tuo libro che leggerò quanto prima e che spero di riuscire a far leggere anche a mia figlia

  49. Ivana ha detto:

    Tu sei la tenerezza, Michela…

  50. pinki ha detto:

    Ti ho conosciuto per caso in tv qualche settimana fà…domani inizierò a leggere il tuo libro e non vedo l’ora…sono rimasta molto colpita dalle tue parole…grazie

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