Perché scrivere? Cosa sono le parole?

Ho sempre pensato che la scrittura nascesse dall’urgenza. L’urgenza di dire qualcosa che ci si porta dentro e che, prima o poi, non si può più tacere. L’urgenza di dare corpo a quelle parole che si affollano e si impongono. L’urgenza della condivisione e del dono.

Anche se poi, quando si scrive, non ci può solo accontentare di “gettare” a casaccio le parole sulla carta. Perché la scrittura è anche tanto esigente. E allora non tollera gli strafalcioni, la fretta, la mancanza di cura…

Si scrive per lasciare una traccia. Per dire quello che conta veramente. Per trovare le parole adatte. Per colmare un vuoto. Per farsi capire. Per non lasciare che il tempo cancelli i ricordi…

Si scrive perché le parole danno un senso a quello che si vive e che si percepisce. Permettono di ritrovare il filo perso. Aggiungono un tassello al puzzle dell’amore. Anche quando urlano la collera o il dolore. Anche quando rileggendole ci deludono. Anche quando nessuno ha voglia di ascoltarle…

 

 

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59 risposte a Perché scrivere? Cosa sono le parole?

  1. letterazero ha detto:

    In fondo una parola cos’è? se non un agglomerato con un gusto specifico di unità diverse che di volta in volta vengono messe una accanto all’altra, e camminano lungo una via che una persona da in cima? E prima di imparare a camminare lungo la via con loro non devi fare per caso tanto esercizio così come per impapare a leggere? Le lettere sono come persone. E le parole si leggono, come noi camminiamo per strada. Se camminare è come leggere poi magari fare una corsa è come studiare; Nel caso fosse così la strada è come una pagina tutta da leggere.
    La città poi io la vedo come un grosso libro. L’insieme di tutte le cità, il mondo quindi, è come una cultura assemblata e costruita tutta da noi che siamo parole e che ci camminiamo sopra. Da noi che camminiamo, chi insieme e chi da soli.

    La seguo spesso, le sue parole, insomma, si iscrivono spesso nella strada dove cammino io.
    Complimenti per “volevo essere una farfalla”, io ho trovato quel libro come una corsa lunga chilometri, estenuantemente vero.

    Buon tutto,

    Letterazero

  2. samanta ha detto:

    io uso le parole scritte quando non so come esprimere verbalmente quello che ho nella mente…
    uso lo scritto quando l’oggetto del discorso e l’effetto che può avere sulla persona con cui voglio parlare mi nervosa.
    perché scrivere, rileggere e correggere mi permette di ragionare su quello che provo. mi permette di analizzarmi a distanza.
    scrivo quando ho bisogno di ragionare, su me stessa e sugli altri.

  3. Antonio ha detto:

    “…noi non ci esprimeremmo se fossimo immortali…o essere immortali e non esprimersi, o essere mortali ed esprimersi” (P.P. Pasolini).

  4. Grazia Di maria ha detto:

    Grazie Michela per quello che scrivi, anch’io ” volevo essere una farfalla” e sapere che c’è un
    altro che sente come me mi fa sentire meno sola, meno esagerata.
    Buona Pasqua, Grazia

  5. Patrizia ha detto:

    È vero, è un’Urgenza.

  6. Valentina Nappi ha detto:

    Scriviamo. E quindi siamo meno immediati, meno presenti, forse meno violenti. E un po’ più osceni. La scrittura non è forse un inizio di pornografia?

    • Pornografia?! In effetti quando si scrive nudo e crudo, usando anche particolari indecenti, (proprio come la vita ci ha dato modo di agire “nel momento del fatto”), allora si “potrebbe” parlare di porno-grafia, senza andare nel volgare. Potrebbe essere anche “erotismo grafico”.
      Ricordo il racconto di Moravia “La chiave”; era e è porno-grafia.

  7. Maria Rita ha detto:

    … a volte sì c’è un’urgenza, oppure è necessità di fermare ciò che si è vissuto perché nulla vada perso. Per poterlo tenere… per sempre.

  8. le parole sono un ammasso di pensieri…io ho cercato di dare la mia opinione qui.—>fiorediterra96.wordpress.com/2012/04/05/i-pensieri-2/
    leggi e posta un commentino please :)

  9. Fimo's Love ha detto:

    le parole sono un mezzo, sono estensione dei nostri pensieri, e della nostra reale anima…quella falsa non è capace a scrivere…bel post!

  10. daniela ha detto:

    Certo è difficile trovare le parole adatte ma che siano le mie o quelle trovate da altri mi danno tanto conforto. Un abbraccio,
    daniela

  11. Antimo Pappadia ha detto:

    Le persone parlano e gesticolano come pensano, ma scrivono solo nel modo in cui sentono
    Antimo Pappadia

  12. barbetta alessandra ha detto:

    i miei cassetti,,,il mio armadio….sono pieni di parole !!!! tutto sta nel rimetterle in ordine…ma quando mai lo faro’ ???? lo fara’ mia figlia x me…quando lo scoprira’ e io nn ci saro’ piu’….

  13. @serenatudisco ha detto:

    Quanto è bello scrivere? Quante volte però non ci capiscono? Con il mio blog, che spesso ho utilizzato come grande valvola di sfogo,in questi anni, mi sono resa conto di come ci fosse poca cura in alcuni lettori, gente che veniva solo per carpire informazioni e gente che mi rimproverava per il mio condividere certe emozioni con il pubblico.
    Continuo a farlo, anche se ho allargato lo spettro dei contenuti, perché mi fa stare bene scrivere!

  14. melodiestonate ha detto:

    complimenti michela, bellissimo blog

  15. melodiestonate ha detto:

    è sempre un piacere leggerti

  16. damiano biscossi ha detto:

    parole per trovare la giusta tonalità. Spesso c’e’ quell’impulso di dire ciò che passa per la testa in quel momento. Scrivere non è parlare c’e’ un tempo e uno spazio rallentato. Hai modo di rivedere quella tonalità che si addice a quel momento ma che non è un onda lunga che ti permette di andare lontano e uscire dal tunnel d’acqua senza rimanerne travolto.

    buona scrittura
    damiano

  17. Nishant ha detto:

    A volte scriviamo quando le emozioni sono troppo forti per viverle e basta. Grazie di questo bel post, un saluto.

  18. soggettivamente ha detto:

    Scrivere è come raccontarsi senza usare la voce, è scegliere i colori più adatti per dipingere il nostro profilo, è farsi ascoltare senza costringere a comprenderci, è regalare le nostre parole, le nostre emozioni, i nostri pensieri. Scrivere è un gesto che sa di intimità, un pò come spogliarsi!

  19. Fulvio Sguerso ha detto:

    Anch’io penso che la scrittura nasca da un’urgenza, da un bisogno, da un’esigenza, da una necessità…Sì, ma di che cosa? Di “dare corpo a quelle parole che si affollano e si impongono”; sì, ma per chi (ho evitato apposta il “perché”)? Fosse solo per noi stessi non ne varrebbe la pena, per questo ci sono i soliloqui. No, si ha l’esigenza di “dare corpo” alle parole per dialogare a distanza di spazio e di tempo con un tu (o per comunicare qualcosa a qualcuno che non è presente, ma che vorremmo che lo fosse). Di qui, anche, l’esigenza della chiarezza, della correttezza, della ponderazione, della cura nella scelta delle parole e della loro collocazione nella frase; insomma, quando sentiamo l’urgenza, il bisogno, l’esigenza, la necessità di dire qualcosa a qualcuno che è presente solo in effigie nel nostro pensiero, non ci lasciamo andare alla deriva delle “parole in libertà” di marinettiana memoria, ma tendiamo piuttosto all’”esattezza” di cui scrive Italo Calvino in una delle sue “Lezioni americane”. Quanto agli strafalcioni…spero di non averne infilati troppi anche qui… Un caro saluto dall’ attempato apprendista scrivano
    Fulvio

  20. apity ha detto:

    Ho finito di leggere il tuo libro…
    Ma tu non rispondi mai ai commenti delle persone?

  21. zebachetti ha detto:

    Scrivere è l’ urgenza di conoscersi, di scavare nel profondo, portare in superficie con cura tutto quello che si è davvero. Auguri di buona Pasqua Nazzareno

  22. limperointeriore ha detto:

    Uno scrittore è un essere la cui energia è fatalmente destinata ad essere canalizzata in parole. Quando la scrittura chiama, lo scrittore deve rispondere. Potare tutto, persone progetti abitudini, lasciare tutto, sacrificare tutto, consumarsi. La scrittura pretende fedeltà assoluta, una claustralità quasi sempre aberrante e un solipsismo confinante con l’autismo vero e proprio. Lo scrittore di razza trascura qualsiasi cosa non sia la scrittura; in effetti, trascura prima di tutto se stesso. La ‘vita’ non dovrebbe essere nient’altro per lui che un piacevole intermezzo, un piacevole ristoro dalle fatiche letterarie. Chiedergli di esistere anche al di fuori della scrittura e delle parole, questo è un insulto e un volgare affronto che questi, sempre prodigo con i suoi doni, davvero non merita. Le nature inferiori sanno fare tutto e niente, le nature superiori sanno fare una cosa soltanto, ma meglio di chiunque altro. Questa brutale servitù (la Scrittura), dopo averci privato di tutti i tesori della giovinezza, leggerezza bellezza allegria piacere, è ormai la nostra unica amica. Il mondo non ci ha ancora perdonato, siamo troppo imprevedibili per essere accolti nella Grande Macchina. Continuiamo ad esistere ai margini, a riempire le nostre pagine di ripugnante frustrazione. Splendevamo di gloria, oggi stipiamo i manuali di psicopatologia. RESISTERE è l’unica cosa che possiamo fare. In fondo, siamo i soli ad essere ancora VIVI.

  23. flameonair ha detto:

    Hai già detto tutto ciò che si poteva dire in modo magnifico.
    Le parole sono quel cielo che non può trovare spazio sufficiente in un singolo cuore.

  24. antimateriablu ha detto:

    Apprezzo il tuo post e l’importanza che dai alle parole, ma la tua visione, per me, è troppo positiva. Esiste anche una scrittura che è crudele e violenta, e che nasce da dolore profondo o da altrettanto profondo disagio… “Male di vivere”, se vogliamo dire così: niente a che vedere con il puzzle dell’amore.
    La mia riflessione probabilmente è influenzata da Pasto Nudo, che ho appena recensito… Eppure non posso che ricordare tanta parte della letteratura che è “negativa”, di nicchia, forse anche repulsiva, ma capace di scavare davvero in profondità, fino ai luoghi più oscuri, il senso della parola (e della vita) in ogni forma, anche la più inconsueta e disgustosa.

    Anche se parliamo di modi di scrivere diversi, l’intento che hai sottolineato è giusto per tutti: scrivere è comunicare.

  25. Pasquale Curatola ha detto:

    si scrive anche per insegnare, per dare un contributo originale ai dibattiti e alle questioni

  26. uffa220 ha detto:

    Le parole sono la melodia di chi non sa suonare il pianoforte: toni forti, soavi, pause e un frettoloso rincorrersi di termini! Sono queste le parole.

  27. effemme89 ha detto:

    Si scrive per vivere, per fissare sensazioni, emozioni e pensieri che, altrimenti, sarebbero sfuggenti. Complimenti per il post, davvero molto bello. Se vuoi, a proposito di scrittura, lascio l’indirizzo del mio blog http://wp.me/2kRwj. Grazie, a presto.

    • Fulvio Sguerso ha detto:

      Si scrive per vivere? E’ vero, per qualcuno scrivere è un mestiere, ad esempio per i giornalisti (ovviamente della carta stampata). Ma forse il vero scrittore vive per scrivere, o meglio, il vero scrittore morirebbe se non potesse (più) scrivere per sopravvivere, nel senso di vivere oltre la propria vita. Non crede?

      • effemme89 ha detto:

        Certo, da un punto di vista strumentale sono pienamente d’accordo con lei. Ma se scrivere è tirare fuori emozioni, allora si scrive anche per vivere. Perchè è difficile vivere non esprimendo ciò che si prova.

      • Fulvio Sguerso ha detto:

        Giustissimo! E come è bello e come aiuta a vivere poter dire con il Petrarca: “…so come sta tra’ fiori ascoso l’angue, / come sempre tra due si vegghia e dorme, / come senza languir si more e langue…”.

  28. Laura Cries ha detto:

    Michela, ciao, buone feste.
    Questo blog è un bel luogo, ci vengo spesso, mi sento al sicuro.

    Abbracci.

  29. whatever ha detto:

    Splendide parole per descrivere l’atto della scrittura. Una volta qualcuno mi ha detto che scrivere è terapeutico e costa meno di andare da uno psicologo e l’ho sempre trovato vero. Soprattutto in momenti (come questo, tra l’altro) in cui le parole mi rimangono bloccate sulle punte delle dita e non riesco proprio a scrivere anche se ne sento il bisogno, è quasi un malessere fisico.

    • Lasciati portare dalle parole, lascia che ti guidino…e come un corso d’acqua, scaveranno il loro letto…perché la forza che le spinge, le conduce, deterministicamente, verso il mare della vita. (πάντα ῥεῖ ὡς ποταμός) Baci, sorellina.

  30. Look! ha detto:

    Per dimenticarMI. Lasciarmi dietro i sassolini (scorie stoppie aride) o i pezzettini di pane (frammenti fermenti saporosi di vita) che ho elaborato esistendo e cominciare a sognarMI ancora, ancora, ancora…

  31. gianni carbotti ha detto:

    A volte è una urgenza. A volte è una necessità. Quasi sempre è un grandissimo piacere ed oserei dire una liberazione, come se i nostri pensieri fossero compressi sotto una coltre di nubi lattiginose ed improvvisamente squarciassero queste densità per rivelarsi.
    In quei momenti ci si sente bene. Si ha un vago senso di perfezione……che è solo momentanea.
    Come tutte le cose perfette…….
    Le parole sono quasi sempre dettate dal cuore.
    Fanno bene a noi che le scriviamo. E perchè no, anche a chi fa loro i nostri pensieri……..

  32. Cose da Blog ha detto:

    Buongiorno.
    Secondo me si scrive anche per tendere una mano, fare un passo verso..
    Verso una consapevolezza maggiore o magari semplicemente verso gli altri, per condividere certo, ma anche crescere insieme.

  33. Giovanni ha detto:

    Grazie Michela, condivido appieno ciò che hai scritto.
    commento n°1 – buffo -
    Scrivere è una carezza, è una coccola che faccio al lettore. Se scrivo male, chi legge farà fatica e mi mollerà presto.
    commento n°2 – serio e personale -
    Quando il bisogno di scrivere diventa impellente, non posso censurare il mio istinto, devo solo trovare la forma di scrittura più consona al mio messaggio. In questo caso non m’importa se devo prendere “a schiaffi” il mio lettore. Sarò brusco e insolente, se l’emozione che guida il mio scrivere è un’emozione negativa come rabbia e dolore. Scrivere come sfogo: le emozioni negative, per me, sono più “creative”.
    Un’altra mia considerazione personale è questa: riesco a scrivere solo quando ho un destinatario specifico, una persona reale a cui debbo dire delle cose.
    Scrivere è raccontare le proprie emozioni, scrivere è metafora non retorica.

  34. cris ha detto:

    A proposito dello scrivere,cosa ne pensi del libro di Heritier sulle piccole o grandi gioie della vita?
    Il titolo è invitante,lo sarà anche il contenuto?
    Anche secondo te dovremmo soffermarci ad assaporarle ogni giorno, apprezzandone la possibilità
    di viverle?In effetti spesso ci passano vicino senza che ce ne accorgiamo…
    In attesa di un tuo parere, un saluto

  35. Carla ha detto:

    Io scrivo per dare un’estensione di me. E’ come se le dita e la penna stessa fossero, in quel momento, un prolungamento del mio braccio. Una linea dritta che collega il cuore alla carta o alla tastiera. Ho scritto le cose più belle in preda al tormento, al caos, all’angoscia. Ogni volta che sento salire quel pathos, mi sento un pugno nello stomaco e la voglia di scrivere.. scrivere.. e ancora scrivere.. In quel momento mi sento addosso le parole di Pessoa nel Libro dell’Inquietudine: “Penso a volte che non uscirò mai da questa Rua dos Douradores. E se lo scrivo, mi sembra l’eternità”.

  36. lallaerre ha detto:

    Perché scrivere? La domanda è difficile anche perché formulata così è troppo generica. Scrivere cosa? una lettera, un diario, un romanzo, un racconto, una poesia, un saggio ecc. ecc. In ognuno di questi momenti possono essere molto diverse le motivazioni, perfino contrastanti.
    Se parliamo in generale di che cosa significhi la scrittura per l’essere umano, per la cultura, non possiamo sottrarci al discorso sul linguaggio come fondamento della possibilità di formulare il pensiero e poi di comunicarlo, come base quindi della stessa vita sociale e della trasmissione del sapere.
    Se parliamo di oggi, di un’epoca in cui tutti sembrano voler essere scrittori, dovremmo affrontare altri discorsi di tipo psico-sociologico, che hanno a che vedere con i modelli collettivi, con l’idea del successo, con il mercato ecc. ecc.
    Se parliamo di scrittura letteraria, di “letteratura” e non semplicemente di narrativa, forse entrano in gioco tutte le considerazioni che faremmo a proposito di qualunque forma d’arte: il suo valore di rottura rispetto ai valori e agli schemi dominanti, la sua spinta innovativa ecc.
    Mi viene in mente, e mi inquieta parecchio, che storicamente la scrittura è nata per scopi commerciali: i primi segni furono tracciati su tavolette d’argilla per indicare le quantità di merci scambiate!
    Tutto questo per dire che la scrittura è in ogni caso un aspetto fondamentale del nostro esistere come appartenenti al genere umano: forse scriviamo semplicemente perché lì esercitiamo una delle nostre funzioni più alte.
    E allora deve farsi sentire il grido di dolore di chi si rende conto che nella scuola di oggi non esiste un’adeguata preparazione all’uso delle parole, che sono lo strumento della scrittura, oltre che del pensiero. Il vocabolario dei giovani, che leggono poco e male, si impoverisce sempre più e la comunicazione regredisce a livelli meno evoluti.
    Grazie delle tue domande che stimolano la riflessione.

  37. Perché tacere la bellezza?
    Non vi è mai capitato di essere “catturati” dalla frenesia di voler condividere una bella scoperta?
    Beh, allora scrivere diventa una URGENZA ma anche un atto di umiltà…e di rispetto…anche quando si racconta il dolore…Non è forse la scrittura già…e ancora…l’elaborazione creativa del dolore che racconto? …e magicamente si è trasformato in Amore, attraverso le lenti d’ingrandimento di un’ arte capace di fotografare le emozioni, di fermare un momento e trasportarne all’infinito i connotati temporali…
    …Quando rivedo delle vecchie foto, mi accorgo che il tempo ne ha sbiadito i colori…ogni tanto mi capita tra le mani qualche foglietto infilato tra le pagine di un libro, di un quaderno…e rileggendolo mi rendo conto che i colori sono sempre vividi…e se ne aggiungono di nuovi…
    …E’ vero, la scrittura è terapeutica…
    …E’ vero, scrivere è un donarsi…
    …E’ vero, “scrivere è un gesto che sa di intimità, un pò come spogliarsi…” (bellissima immagine, soggettivamente, ti ho citata/o perché mi hai rapito…)

    …Gli spunti di riflessione sono tanti…Non so se sono riuscito ad aggiungere qualcosa…L’unica cosa che so, in questo momento, è che volevo esserci!

    Grazie a tutti, grazie Michela.

  38. miriam della croce ha detto:

    Io scrivo, credo, per un bisogno di verità e di giustizia. Scrivo lettere ai giornali che il più delle volte pubblicano (in dieci anni me ne hanno pubblicate oltre un migliaio!). Ne ho inviate anche a Michela, ma non mai ricevuto l’ombra di un cenno di risposta. Unisco l’ultima. Tratta di un argomento certamente non estraneo a Michela.
    ………………………………………………………………………………………………………………………………………

    L’Espresso 11 aprile 2012
    La vita eterna in una cornice
    Mettiamo il caso che una carissima amica mi regali un prezioso dipinto in una bella cornice. Ovviamente, anche per gratitudine verso di lei, avrei gran cura di simile dono. Passa il tempo, e un giorno mi rendo conto che i tarli hanno fatto scempio completo della bella cornice: il legno si sfarina e cade a pezzi. Mettiamo anche il caso che io non abbia la possibilità di cambiarla, e che faccia invano tutto il possibile per ripararla. Che dite, vi sembrerebbe mancanza di riguardo verso l’amorevole donatrice, liberare il dipinto dall’ormai inutile telaio destinato a diventare polvere? Il dono più importante sarebbe salvo: pazienza per la povera cornice diventata orribile, che lo teneva prigioniero. Sono certa che la cara amica non si offenderebbe. L’offenderei invece, se io deliberatamente sciupassi la cornice, o me ne disfacessi pur non essendo essa irrimediabilmente rovinata. Ora, s’immagini che il dipinto sia la vita eterna, e la cornice la vita terrena; e ci si renderà conto che considerare la vita un dono di Dio, non significa necessariamente che in determinate particolari circostanze non possiamo disporre della parte terrena di essa. Sono certa che il buon Dio, come la cara amica, non se l’avrebbe a male.

    Miriam Della Croce

    • Giovanni ha detto:

      Mi rivolgo a Miriam Della Croce:
      ho letto il suo messaggio ma non l’ho capito.
      Gentilmente, può spiegare meglio la sua metafora della cornice e della vita come dono di Dio in riferimento alla scrittura?
      Grazie

      • miriam della croce ha detto:

        Gentile Giovanni, ho provato a risponderti ma, forse perché siamo fuori tema, il pezzo non è stato pubblicato. Mi spiace. Il mio indirizzo elettronico con un po’ di pazienza si trova su Google.

  39. cupiditasdiscendi ha detto:

    Una parola scritta ferma un istante della nostra vita, un istante che siamo noi a voler conservare intatto, un istante che è già passato, è già memoria quando lo mettiamo su carta, anche se nel momento in cui scriviamo forse ci è possibile riviverlo, rivivere le emozioni che l’hanno reso importante. Scrivere è raccontare a noi stessi che cosa nascondiamo sotto la superficie del nostro discorso parlato; le parole scritte a loro volta celano i segreti di quello che non riusciamo a verbalizzare, dei sentimenti che sono ben più grandi, ben più pesanti delle parole. Quando raramente, nella scrittura improvvisa di una pagina di diario, avvertiamo o sentiamo che le parole che usiamo per raccontarci sono esattamente quelle che volevamo usare, ma che non avevamo pensato in precedenza, quando insomma non intervengono il pensiero e la logica a dare ordine al discorso, ma il cuore, l’anima o la forza del sentimento. . .forse si realizza un contatto vivo tra parole e pensiero totale, un pensiero che coinvolge tutto il nostro essere.

  40. librini ha detto:

    Mi raccomando, continua a scrivere libri come questo: http://www.sololibri.net/Cosa-fare-delle-nostre-ferite.html
    Finché ci saranno libri così da leggere, il mondo sarà più bello!

  41. unalentesudime ha detto:

    Quello che scrivi, oggi mi tocca particolarmente. Le parole possono essere una cura anche quando nessuno leggerà, una traccia per sè, niente di più.

  42. Dario Petrolati ha detto:

    ciao Michela,
    se scrivo
    è perchè mi sfogo
    credo così dire farmi capire
    scrivo quando non posso avere accanto
    le persone che vorrei
    scrivo perchè non so pregare e
    spesso piangerei anche per rabbia
    sconforto e altro
    vorrei leggere ma mi confondo
    e scappo per scrivere chè
    mi sembra più completo atto

    le parole che cerco a volte non trovo
    ed allora le invento per me
    per chi amo
    e mi respinge

    leggere e scrivere
    ascoltare musica sono atti
    superbi
    supremi….
    oggi sono
    abbandonato ed allora
    vado a trovarmi
    in quel che scriverò.
    Ciao Michela
    auguri….♥ ♪
    dario.

  43. Pingback: Girando per blog, come non facevo ormai da anni | Try to find NEVERLAND

  44. miriam della croce ha detto:

    Se lo chiedeva anche Giorgio Manganelli:
    “Perché io scrivo? Confesso di non
    saperlo, di non averne la minima idea
    e anche che la domanda è insieme buffa
    e sconvolgente

    Come domanda buffa, avrà certamente
    delle risposte buffe; ad esempio, che
    scrivo perché non so fare altro.”

  45. Pingback: Michela Marzano presenta il suo libro – “Volevo essere una farfalla”

  46. Maria V. ha detto:

    Scrivere perchè le parole
    sono il respiro trattenuto dentro un emozione,
    sono il racconto del tempo e la voce del silezio
    Scrivere è libertà
    libertà è comprensione di sé.

  47. Maria ha detto:

    A volte l’inchiostro è l’ultima goccia di sangue che un appuntito pennino scava in un cuore che si sta spegnendo. Allora,l’anima è solo un’infinito deserto pietrificato e le parole restano solo gli ultimi ,inutili coaguli di una vita consumata senza un perchè all’infuori del dolore e la morte. Ma anche le ultime parole che sgorgano da una ferita mortale,saranno pur sempre respiro…..

  48. Anna Berenzi ha detto:

    Come tanti ho ricevuto il dono dei suoi scritti e la voglio ringraziare, così, in modo semplice, spontaneo, autentico.Grazie.
    Pare irrispettoso da dire , ma le sue parole sulla scrittura descrivono meravigliosamente ciò che mi porta a scrivere tanti sms alle persone che amo. Perché sento che le cose belle che proviamo hanno l’urgenza di essere “dette”.

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