Tutto gira… mentre sono catturata dai suoi occhi…

Gira. Gira. Gira. Tutto gira. Ed io ho in mano l’universo. Il giallo e il verde. Il rosso e il nero… Non so se è esattamente così che scrivo in Volevo essere una farfalla. Ma oggi è così che mi viene in mente quella frase. Mentre aspetto di prendere l’aereo. Mentre ripenso a tutti quegli sguardi che ho incrociato. Mentre fumo una sigaretta dietro la porta a vetri che si apre e si chiude di continuo. Perché tutto gira. Anche se in mano non ho proprio niente.

Tutto gira. Insieme ad una folla di immagini e di istanti. Tutti quei “perché” in sospeso che cercano una risposta. Anche solo una parola… per riparare quel qualcosa che è dentro… per nominare il non-senso…

Tutto gira. Anche se io, quella parola, non riesco proprio a trovarla.

Forse perché sono catturata dai suoi occhi. Attraversata da quell’oceano di dolore che si porta dentro. Mentre sto per lasciarlo andare via…

Tutto gira. Mentre mi allontano con tutto quell’amore che mi invade. E che, nonostante tutto, non merito. Perché non riesco proprio a restituirlo. Anche se mi sforzo…

Tutto gira. Il rosso e il giallo. L’azzurro e il viola. E, nelle mani, solo tanta tenerezza…

 

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25 risposte a Tutto gira… mentre sono catturata dai suoi occhi…

  1. aminuscolo ha detto:

    ciao michela. buonanotte fa sogni belli.

  2. massimo ha detto:

    quella parola Janélévitch l’ha chiamata “non so che”

  3. damiano biscossi ha detto:

    Quello sguardo e quel dolore non tutti riescono a vederlo. La voglia in noi e nell’altro di uomini con antenne di chiudere quel cerchio che non si chiude. La risposta forse la porta dentro ognuno di noi. Tenere la mano tenersi la mano. Lo fanno con te lo fai tu con loro. Tanto bisogno di ascolto per tutti. Buona giornata e buon rientro. Volare ti fa staccare da terra per poi tornare a mettere i piedi e radicarti di nuovo.

  4. Valentina Nappi ha detto:

    Anche nelle scene che, come attrice pornografica, interpreto, tutto gira…
    Tutto gira, o semplicemente è lo spaziotempo che è curvo?😛

    • Fulvio Sguerso ha detto:

      Oh! Valentina vestita di nuovo (ma non come le brocche dei biancospini!), ho visto il video del tuo “Faccia a Faccia” con Irene Pivetti, e ti dico subito che la faccia più pulita e onesta era la tua, su questo non ho il minimo dubbio. Tuttavia permettarai a un anziano (ahimè) prof di lettere italiane, quale io sono, qualche considerazione in merito alla professione che hai deciso (in piena libertà, come tu affermi) di esercitare. Mentre rivendicavi la legittimità e la rispettabilità, anche sotto il profilo culturale ed espressivo, della tua scelta, io, guardando i tuoi begli occhi scuri, non ho potuto fare a meno di scorgervi una tristezza di fondo, come una luce opaca, un riflesso in superficie di una melanconia profonda…Oh, niente più che un riflesso… ma, per uno sguardo attento e non superficiale, molto, molto significativo. Di che cosa? Direi dell’impossibilità di accettare e di razionalizzare la motivazione, probabilmente (e sottolineo il probabimente) di origine traumatica, che ha determinato questa tua scelta che, da qualunque lato la si consideri e a dispetto delle apparenze, non è affermativa ma negativa. Mi spiego: dietro un’apparente affermazione della tua propria libertà, affermazione indubbiamente onerosa dal punto di vista del senso comune, tu alieni il tuo corpo, la tua bellezza e la tua splendida giovinezza per il sollazzo voyeuristico di consumatori abituali (o anche occasionali) di pornografia. Ma, in questo modo, la tua libera scelta ti consegna nelle mani di individui senza scrupoli che non si peritano di lucrare, appunto, sul tuo giovane e splendido corpo, non per “generare nella bellezza” come scriveva Platone nel Simposio, ma per trarne un profitto materiale, quindi assimilandoti a una merce, pregiata, sì, pregiatissima, ma pur sempre merce, e, per di più, merce…umana. Queste mi sentivo di dirti cose. Spero che tu non te ne abbia a male.
      Un sincero saluto.
      Fulvio

      • Valentina Nappi ha detto:

        A volte penso che la psicologia spicciola dovrebbe essere una pratica vietata!😉
        Mannò, per carità, ognuno è libero di formulare le ipotesi che vuole e di vedere ciò che vuole nelle cose. Ma mi permetto di osservare, però, che il tuo discorso si poggia su un apparato impressionante di presupposti (nulla di male in questo, ma prenderne coscienza può essere assai importante). C’è dietro tutta una serie di premesse ideologiche e una visione del mondo “ingombrante” quanto ingenua. Prima di assumere gli altri come “oggetto” del nostro sguardo penetrante, dovremmo cercare di capire quanto, di ciò che pretendiamo di vedere, non è altro che la conferma, che non poteva non esserci, del nostro apparato di pensiero di cui eravamo già convinti.
        Una misura del valore di un uomo è nella disposizione ad accettare verità che smentiscono il suo sistema di idee. Se sei “vecchio”, questo è difficile, ed è naturale che sia così. Bisogna essere davvero bravi per non diventare mai “vecchi”…

      • Fulvio Sguerso ha detto:

        Anzitutto, Valentina, grazie per la risposta. In fondo potevi benissimo ignorare il sermone di un “vecchio” (grazie anche per l’apprezzamento!) prof. che addirittura si azzarda a scorgere un velo di tristezza nei tuoi bellissimi occhi, ai quali, quel velo, mi pareva aggiungesse una coloritura nient’affatto banale o insignificante. Evidentemente mi sono sbagliato, e, come se non bastasse, il mio abbaglio ti ha urtato (“…la psicologia spicciola dovrebbe essere una pratica vietata”). Vorrei solo precisare che io non ti ho assunta come “oggetto” del mio sguardo, cioè come “cosa” da guardare, ma come “soggetto”, cioè come persona, sia pure nei limiti di uno spettatore che guarda un video. Anzi, ho cercato proprio di guardarti “ingenuamente” in quanto “soggetto” unico e insostituibile. Quanto all’ideologia, scusami sai, ma sei ben certa di esserne immune? Quando affermi che “la misura del valore di un uomo (e magari, aggiungo io, anche di una donna!) è nella disposizione ad accettare verità che smentiscono il suo sistema di idee” non pensi di usare un modello “epistemologico” o “intellettualistico”? E, visto che la metti sul piano dell’intelletto, quali verità dovrebbero, secondo te, smentire il mio “sistema di idee”? E quale sarebbe, poi, questo “sistema” che mi attribuisci prima ancora di conoscerlo? Non mi pare di averti esposto nessun sistema, né di idee né di valori. Ah, forse ti ha urtato anche il mio giudizio su chi sfrutta cinicamente la tua bellezza, la tua giovinezza e la tua “ingenuità” ideologica a fini di lucro? Se è così, non credi che questa sia una verità da accettare, anche se smentisce il tuo “sistema” non solo di idee (ahimè)?
        Comunque, alla fin fine, hai detto bene: “ognuno è libero di formulare le ipotesi che vuole e di vedere ciò che vuole nelle cose”. Salvo errori od omissioni, e “verità” di comodo.
        Scusami ancora.
        Fulvio

      • Valentina Nappi ha detto:

        Ciao Fulvio, non mi hai affatto urtato, la battuta sulla psicologia spicciola era, appunto, una battuta (a volte faccio battute “peggiori”, tipo che i sindacati andrebbero aboliti quando sono mal servita da un lavoratore dipendente… ma sono appunto iperboli!).
        Quanto alla questione filosofica soggetto/oggetto, non sono molto ferrata, ma posso dirti che mi sembrano entrambe categorie superate oggi (non tanto dalla filosofia, quanto dalla scienza, alla quale personalmente “credo” di più…). Quanto alle “ideologie”, è vero, non ne sono affatto immune, ma appunto ne sono consapevole. Diciamo che, ad esempio, credo nella secolarizzazione e nelle istanze illuministe *almeno* con altrettanta fede di quella con cui un fervente musulmano crede in allah!😉 Non credo si possa fare a meno della fede, e come ho detto in trasmissione io ho semplicemente una fede, e ideali, e valori, diversi da quelli (ad esempio) della Pivetti. Quanto al sistema di idee che ti attribuisco, beh, mi riferivo proprio all’idea dello sfruttamento della bellezza, ecc.: non credo che chi fa pornografia sia più “sfruttato”, che so, di chi fa presentatore televisivo, e non credo – come ho detto anche in tv – che nel ragionare di “mercato” e di “mercificazione” la cosiddetta mente sia più importante del cosiddetto corpo o viceversa (se poi vogliamo fare una critica *generale* della vendita di qualsiasi prestazione, sono
        qua. Ma allora per me la vendita della prestazione di un violinista è ancor più scandalosa di quella della prestazione di un pornoattore…).

      • Fulvio Sguerso ha detto:

        Ma sai, Valentina, che mi era venuto lo scrupolo di essere stato un po’ troppo severo nei tuoi confronti? O meglio, non tanto verso di te come persona – su questo spero di essere stato chiaro – ma soltanto verso la tua scelta professionale (sì, proprio quella che tu chiami “vocazione”!). A che titolo – mi sono detto dopo aver risposto alla tua risposta – mi sono permesso di giudicare una scelta di vita, quale che sia, di una persona che conosco solo per immagini e per “corrispondenza” sul blog della cara amica Michela Marzano? Ora, leggendo la tua nuova, garbatissima risposta, mi rendo ancor più conto della tua sensibilità umana e anche “speculativa”. D’altronde, il fatto stesso che tu frequenti questo blog denota una tua propensione a riflettere, a pensare, a scrivere, a non accontentarti delle idee ricevute e delle opinioni correnti…Benissimo! E tuttavia, e tuttavia, gentile Valentina, come posso dirtelo? Proprio per queste tue qualità, mi piange il cuore nel non vederti tra le finaliste di un premio letterario, o a recitare in un piccolo teatro d’avanguardia, o a provarti nella regia di un film, magari sulla vita di una pornodiva o di un pornoattore e sul loro ambiente…Ecco, queste intendevo dirti cose..(Ne avrei tante altre, ma ho già abusato fin troppo dell’ospitalità di Michela).
        Un sincero saluto.
        Fulvio

      • Valentina Nappi ha detto:

        Anch’io sono stata molto severa nei tuoi confronti, Fulvio. Però – e scusami se di nuovo sono sincera, e severa – a giudicare anche dalla tua ultima risposta credo proprio che tu non abbia colto il nocciolo della questione. Tu scrivi: “Proprio per queste tue qualità, mi piange il cuore nel non vederti tra le finaliste di un premio letterario, o a recitare in un piccolo teatro d’avanguardia, o a provarti nella regia di un film, magari sulla vita di una pornodiva o di un pornoattore e sul loro ambiente…”. Ma Fulvio, il punto è proprio qui! La mia scelta non è comprensibile se si ha una certa visione delle cose. Se ti interessa capire davvero le ragioni della mia scelta, invece di avanzare pseudospiegazioni banalotte 8e soprattutto false), dovresti provare a prendere sul serio quello che io stessa dico. E prendere sul serio l’ipotesi che dietro la mia scelta non c’è nessun risentimento, ma semplicemente un’intuizione: l’intuizione che, appunto, oggi è più interessante fare pornografia che vincere un premio letterario, recitare in un piccolo teatro d’avanguardia o provarsi nella regia di un film sulla vita di una pornodiva o di un pornoattore e sul loro ambiente. Io mi sento proprio come una ragazza che va benissimo a scuola, che vuole fare la cuoca, che pensa che fare la cuoca sia più interessante che fare il medico, e… a cui, però, tutti dicono che è “uno spreco” che lei faccia la cuoca e non il medico, l’ingegnere, la scrittrice. Fulvio, se io finissi tra le finaliste di un premio letterario, o a recitare ecc. ecc., senza fare la pornoattrice, SAREI UNA FALLITA. Magari non dal punto di vista degli altri, ma lo sarei DAVANTI ALLA MIA COSCIENZA.

      • Fulvio Sguerso ha detto:

        Beh, di fronte a una simile “intuizione-vocazione” quasi destinale non rimane che l’accettazione o il silenzio. D’altra parte hai ragione: nella mia ultima risposta ti ho detto quello che farei io se fossi in te, dimenticando il particolare secondario che tu sei tu ed io sono io. Dunque? Dunque auguri (anche se non si usa più dire). E se ancora mi piange il cuore nel constatare quante potenzialità ho intravisto nella tua scrittura così precisa e netta, quasi “autoriflettente” (a proposito di coscienza) questo riguarda, caso mai, solo la mia vocazione pedagogica (peraltro, come in questo caso, fallimentare…). Ma qui davvero mi fermo.
        Spero comunque di poter riprendere più in là questo nostro dialogo che non mi pare per niente “banalotto”, soprattutto per merito tuo!
        Grazie per la tua sincerità.
        Fulvio

      • Valentina Nappi ha detto:

        L’errore, Fulvio, sta nel pensare che certe potenzialità non servano in pornografia. Si tratta di un errore analogo a quello di pensare, ad esempio, che la cucina non sia un ambito “intellettuale” e che in cucina non abbiano senso tante “masturbazioni mentali”. Anche prima che mi dedicassi alla pornografia, è sempre stato un mio pallino quello di evidenziare il valore cognitivo di ciò che sembrerebbe avere tutt’altra natura, e differente “nobiltà”, rispetto alle pratiche più “alte” e sublimi (ho sempre pensato ad esempio che la grande sartoria non avesse nulla da invidiare alla poesia di Dante). L’idea di fare pornografia, da una parte è stata un’illuminazione, una “vocazione”, ma dall’altra è stata il risultato di tutta un’evoluzione del mio modo di pensare e di tutta una serie di esperienze (su tutte, quella della cucina di Ferran Adrià al Bulli).
        Quanto al concetto di fallimento pedagogico, il punto è che la buona pedagogia dovrebbe SEMPRE “fallire”, perché i buoni maestri dovrebbero avere allievi che essi stessi non riescano a comprendere e che facciano cose che a essi stessi appaiano sbagliate, assurde. L’umiltà sta nel farsi venire il dubbio che se una persona dalla comprovata intelligenza dice qualcosa che ci sembra assurdo, forse si tratta di qualcosa di molto importante e di molto giusto.
        Ad ogni modo, spero di aver compiuto io una buona operazione pedagogica con te, avendoti aperto (lo spero!) un po’ la mente…

      • Fulvio Sguerso ha detto:

        Forse, Valentina, se non avessi avuto la mente già un po’ aperta non mi sarei “imbarcato”, come dice Pascal, in questo strano dialogo platonico a distanza in cui all’inizio ho recitato la parte del maestro lasciando a te la parte dell’allieva, e, alla fine, mi sono ritrovato nella parte dell’allievo mentre tu hai assunto quella della maestra. E’ successo come se, alla fine del dialogo, Fedro fosse diventato il maestro e Socrate l’allievo…e questo risultato non sarebbe certo dispiaciuto allo stesso Socrate, il quale sapeva di non sapere e che non si finisce mai d’imparare, data la finitudine e la fragilità di noi esseri umani…

      • Valentina Nappi ha detto:

        Fulvio, il paragone mi sembra un po’ tirato per i capelli. Ad ogni modo, ti invito a venire ad ascoltarmi sabato 14 luglio a Civitanova Marche al Festival Popsophia: la serata sarà dedicata all’argomento “filosofia e pornografia” e io sarò la relatrice.

      • Fulvio Sguerso ha detto:

        Infatti volevo attenuare con un “si parva licet componere magnis”. Ad ogni modo credo di essermi fatto capire. Ancora complimenti per l’acutezza del tuo “sguardo” critico. L’argomento della tua relazione filosofica al festival di Civitanova mi attrae, anche perché – forse l’avrai intuito – mi sto occupando dei rapporti tra etica, estetica ed erotismo in Platone. Non oso invitarti a mia volta alla premiazione, che avverrà a Certaldo la mattina di domenica 20 maggio, per i miei studi sulla pratica filosofica… Sarò comunque lieto di conoscerti di persona, e ancor più lieto se potrò dire qualcosa circa l’erotismo e l’estetica, o, se preferisci, circa l’estetica dell’erotismo, cosa diversa, come sai, dalla pornografia…Ma non vorrei aprire qui un nuovo dialogo su questa differenza.
        Grazie per l’invito.
        Fulvio

  5. Cristina ha detto:

    “Tutto gira. Mentre mi allontano con tutto quell’amore che mi invade. E che, nonostante tutto, non merito. Perché non riesco proprio a restituirlo. Anche se mi sforzo…”
    cavolo…. non riesci a restituirlo???? mi sento nella tua stessa condizione. e poi le parole inaspettate di chi, amica da 20 anni, mi dice : se c’è proprio una persona che sa amare e voler bene, quella sei TU”. io che mi sono sempre sentita inadeguata, incapace,…
    parole che aprono uno spiraglio di luce….
    anche se dentro ci sente così…. ma agli altri arriviamo in un modo diverso…. in fondo siamo uno nessuno centomila…
    in attesa di domani …

  6. Silvia ha detto:

    …lascia da parte il senso d’impotenza e goditi il dolce beneficio del “bagno” d’affetto…
    non tutti,è chiaro, ma molti staranno facendo lo stesso per mezzo (merito)tuo!
    Talvolta è proprio quando non ce lo aspettiamo che le nostre “attitudini buone” e il nostro onesto , accorato impegno lasciano un segno in chi ci incontra,se non risolutivo per lo meno lenitivo del dolore e non credo che questo sia poca cosa.
    Un abbraccio e buona giornata !

  7. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  8. silevainvolo ha detto:

    L’abbiamo appreso da piccoli, funziona così, gira tutto e poi anche lo sguardo di chi incontri nel gioco, nella paura, nel non sapere perchè giri e non si puo’ dire altro perchè quello non è il tempo o il luogo per farlo, si gira e poi certo si cade a terra, giu’, infine sollevati
    Giro giro tondo, casca il mondo,
    casca la terra; tutti giù per terra

  9. newwhitebear ha detto:

    «Tutto gira. Mentre mi allontano con tutto quell’amore che mi invade. E che, nonostante tutto, non merito. Perché non riesco proprio a restituirlo. Anche se mi sforzo…

    Tutto gira. Il rosso e il giallo. L’azzurro e il viola. E, nelle mani, solo tanta tenerezza…»
    In queste due frasi condesni il tuo senso di impotenza a ricambiare l’amore che un altro ti dona. Parole amare e inquietanti allo stesso tempo che fanno riflettere ma sono talmente umane che mostrano la tua essenza.

  10. Gill ha detto:

    ….tuttogira…
    e’ la rotazione del mondo….che non si puo’ fermare
    Positivo? Negativo?
    Dipende da come si sente la nostra mente, il nostro cuore…….
    Ruotare anche noi o sentirci impotenti davanti a questo movimento….

  11. Tutto gira e noi non ce ne accorgiamo…

  12. Alessandro Sterzi ha detto:

    Ciao. Sono entrato in questo blog solamente per dire che sono sempre colmo di gioia nella mia vita, proprio come Duchamp. Volevo dire questo, mi auguro che non le dia fastidio!!!

  13. La prima immagine che mi è venuta in mente leggendo le prime righe…e dopo essermi figurato un punto fermo con tutto attorno che gira…è quella del Sistema Solare…ma ancora non basta…
    Descrivi in modo sublime (e con questo intendo dire che lasci spazio alla fantasia di chi ti legge…alla mia in questo momento…vero linguaggio dell’anima) un momento nel quale sei invasa dalle emozioni…
    Il punto fermo è ciò che senti e ciò che hai dentro, l’amore per te stessa e per la vita che è un tuo talento…se vogliamo “il sole che ti porti dentro”…ma nello stesso tempo…ed anche questo non è a te estraneo, tutto attorno gira…come a voler dire che l’estasi… tutte le emozioni che senti…proprio non riesci a contenerle tutte…
    Comprensibile…Descrivi in un unico momento, più momenti assieme…è come una giostra in movimento…
    Non serve dare un nome, basta lasciarsi portare e nemmeno stupirsi quando ci si rende conto che “il motore non era alimentato da sentimenti di possesso…”, quando dici “…anche se in mano non ho proprio niente…”
    Parli poi di una separazione…”attraversata da quell’oceano di dolore…” che è anche il tuo, personale e legato alla tua storia…ma parli anche della capacità di amare autenticamente, senza pretese, quando scrivi “….mentre sto per lasciarlo andare via….”
    …L’Amore mai indolore, ma alla fine ti lascia libero di andare…”non ti costringe in una morsa d’acciaio”…e così come TU lo lasci andare via…anche LUI lascia che TU vada via…
    Perché l’Amore è “UNICO” solo se BIUNIVOCO…e…mentre tutto gira….mi accorgo di essere profondamente in contatto con me stesso…di incontrare i suoi occhi…e di essere in contatto con l’Universo…dove il tempo svanisce e lo spazio è infinito…
    Ed anche se mi chiedo il perché di tanto Amore…che non merito…che non riesco proprio a restituire….non ha importanza…C’è e BASTA!
    ,,,Sensazioni che conosco e che vivo ogni volta che “il mio punto fermo”…mentre tutto attorno gira…, si scosta, nell’ “impatto”, quando incontra un “altro punto fermo”…mentre tutto attorno gira…che a sua volta si scosta…per poi entrambi riposizionarsi in un nuovo, eterno eppur mutevole, equilibrio…dopo aver generato bellezza.

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