Attonita per la violenza…

Dovrei essere abituata. E invece no… non ancora… forse mai. Visto che non riesco proprio a capire come sia possibile veicolare così tanta violenza. Solo perché non si è d’accordo con una persona. Solo perché questa persona dice o scrive qualcosa che non si condivide.

A che cosa mi riferisco? Ad alcune messaggi assurdi che circolano su twitter e sugli altri social network. Dove alcune persone confondono la “libertà di parola e di pensiero” con l’insulto, e pensano che “dire la loro” significhi offendere chi non la pensa nello stesso modo.

Voltaire aveva detto che sarebbe stato pronto a sacrificare la propria vita per permettere a chi non la pensava come lui di esprimersi. Chissà che direbbe di quello che sta accadendo oggi. Visto che si è persa la capacità di argomentare e che si va avanti con slogan e luoghi comuni.

Come se le cose fossero sempre chiare. Bianche o nere. Tutta la verità da una parte. Tutto il torto dall’altra.

D’altronde quando ai vertici si gioca col linguaggio, è difficile che poi le semplificazioni non dilaghino. Esempi?

Forse ne basta uno. Anche perché particolarmente eloquente… e attuale (visto che riguarda le primarie del PD): “chi non vota Renzi è contro il rinnovo generazionale” (sic!) E da quando in qua il semplice fatto di essere “giovani” rende “capaci”?

Io, i giovani, li adoro. Sono i miei studenti. Sono il futuro. E ce sono tanti veramente bravi.

Non è però il fatto di essere giovani, che li rende bravi. Esattamente come non è il fatto di essere “donna” che rende automaticamente le donne competenti, come ripeto sempre, proprio perché ho fatto della parità una delle mie battaglie…

Pare però che oggi sia “politicamente scorretto” ricordare queste banalità. Pare che oggi si debba dire che un “giovane”, proprio perché “giovane”, sia meglio di un  senior.

Altrimenti arrivano gli insulti… Che tristezza!

Unknown

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38 risposte a Attonita per la violenza…

  1. Giorgio Bert ha detto:

    D’accordo su tutto, tranne che su un punto: Voltaire quella frase non l’ha mai scritta. Per il resto hai ragione: generalizzazioni banali e aggressività gratuita.

  2. Cristina ha detto:

    Certamente Voltaire per essere coerente con se stesso ribadirebbe il suo concetto. Il problema però è proprio quello delle argomentazioni, dei parametri…del “mors tua vita mea”…in generale.

  3. Marcolinorules ha detto:

    Come esempio avrebbe potuto portare anche “Chi vota Renzi è di destra”.

  4. Fiammetta ha detto:

    Credo sia la fascinazione degli assiomi. Di ciò che viene predeterminato come ciò che è. Ed è nella realtà. Ma secondo chi, appunto?
    L’antidoto alla gerontocrazia è dunque la gioventù in Assoluto. Suona vagamente patriarcale (cioè vecchio, antiquato, millenario), ma fa niente. Mi chiedo perché detto da un politico come Renzi poi, che giovane proprio non è; 38 anni mi sembrano un po’ tanti per definirsi giovane. Anche se fai politica in Italia. Ma noi con l’età, non si ha un buon rapporto.

  5. newwhitebear ha detto:

    Gli esempi riportati sono eloquenti e non lasciano spazia a interpretazioni. Spesso si usa la parola come clava, pronti a dire che le parole sono male interpretate.
    Per me l’italiano, una lingua bellissima e articolata come ce ne sono poche al mondo, è chiaro. Se affermo che un oggetto è bianco, significa che è bianco ma non altre tonalità che più o meno si avvicinano al bianco.
    Spesso ci sono commenti è affermazioni del tutto gratuitamente offensive, che forse per il difetto di conoscere poco la nostra lingua non rappresentano il pensiero. Però mi dico: se non si è padroni del linguaggio è meglio volare bassi piuttosto che fare affermazioni al limite dell’offesa.

  6. ezio ha detto:

    Purtroppo cara Michela, le cose di cui ti lamenti sono al passo con i tempi, secondo me colpa dei modelli culturali e politici proposti negli ultimi venti anni e dei vari “grandi fratelli” della tv. ciao

  7. pani ha detto:

    a me questa storia del “chi non vota X è contro qualcosa” non è mai piaciuta. E a dirla tutta, non mi piace neppure il linguaggio sbraitato.

  8. paola ha detto:

    La manipolazione delle parole. Ecco di cosa parli. Ne sono maestri i politici, i giornalisti, le persone dello spettacolo, ecc. Cosa ne pensi del governo italiano che usa l’inglese (cliff spread, fiscal compact, choosy, governance, accountability, e via). Vogliono istruirci o vogliono apparire dotti o prenderci in giro? Non è anche una sottile violenza?
    Paola

  9. stefano ha detto:

    cara michela, io, come mi sembra fossi tu, ero pro bersani. tutt’ora penso che renzi non fosse meglio. in ogni caso anche se l’avessimo pensata diversamente, mi sarei guardato bene dall’attaccarti sul piano personale o in modo volgare o becero. però mi è venuto un dubbio atroce al riguardo di bersani, e cioè che sia consapevolmente complice di quello che, spero di aver capito male, forse sta facendo monti. mi spiego. nel tempo libero mi piace trastullarmi con problemi di logica, e in questi giorni per curiosità mi sono letto l’interpretazione che godel dà della famosa antinomia di russel. quella che detta in soldoni suona così: in un paese c’è un barbiere che fa la barba a tutti quelli che non se la fanno da sè. così gira gira mi sono detto: ma non è che il banchiere è quello che stampa i soldi per tutti quelli che non se li stampano da sè? è solo che il banchiere può decidere di andarli a spendere in uno qualunque dei 17 paesi dell’euro, i soldi, il barbiere che deve fare, se tutti la barba se la fanno da sè? andare a lavorare all’estero?
    ho un po’ sintetizzato, ma spero che si sia capito. o meglio, spero io di non aver capito. buon fine di week end, e grazie della tua affettuosa presenza🙂

  10. abbaschia ha detto:

    Parametri incompatibili finiscono per essere adoperati ove non può esserci termine di paragone.
    Lo stallo di collocazione di ogni individuo va trovato secondo proprie disponibilità intellettive;uomo o donna, che sia,giovane o vecchio.L’insulto,se così si può definire,non è altro che una semplice risposta al perpetrarsi continuo di provocazioni che alcuni,muniti di potere,sollecitano;cosa si vuole che siano un 140 caratteri cestinati da subito non appena se ne da input di avvio;ciò ne limita azione, del libero democratico dialogo, nel dovere accettare e nel condividere forme di pareri contrastanti.Oggi numerose manifestazioni di intolleranza(di piazza o in twitter) con propensione all’insulto danno presagio ad imminenti e imponenti cambiamenti nel sociale,per crisi economica di recessione. Bisogna augurarsi,invece,che possa nascere un nuovo sistema di guida non basato sulla tolleranza,ma su un’armonioso pacato dialogare.

  11. stefano ha detto:

    volevo chiarire meglio ciò cui alludevo prima. anche i soldi hanno un nome, i nostri si chiamano euro. se hanno un nome è perché qualcuno li ha tenuti a battesimo. li ha chiamati euro. ma io posso chiamare anche con un singolo nome diverso ogni singola banconota, e poi ogni frazione di banconota, e continuare a dividere i miei soldi in spiccioli e dare ad ognuno di loro uno specifico nome di battesimo, all’infinito. quindi la moneta da 1 centesimo che ho in tasca si può chiamare ‘euro vittorio giuseppe stefano antonio…’ ecc…. spero di essere stato più chiaro.

  12. Stefano Mino ha detto:

    mancano dei soldi all’appello, insomma…

  13. Alessandro Sterzi ha detto:

    Chi chiami cattivo? Chi mira soltanto a incutere vergogna. Nietzsche
    Credo che il problema come al solito sia quello di giudicare, di non lasciare la libertà ad ognuno delle proprie scelte. Si vuole sindacare su qualsiasi cosa. E bisogna giustificare qualsiasi cosa. Credo che lei abbia fatto bene a votare Bersani se crede in lui. Io personalmente non ho votato, non credo nella sinistra attuale.

  14. Pier ha detto:

    Reblogged this on Hydrogen Jukebox and commented:
    Bell’articolo di Michela Marzano

  15. Fulvio Sguerso ha detto:

    “V’è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; / ma la lingua dei saggi risana…” (Proverbi 12, 18). Il linguaggio, dunque, può essere adoperato per ferire ma anche per curare. Una differenza tra i due tipi di linguaggio consiste nella brutalità, nella violenza e nella rozzezza del primo e nella gentilezza, nella profondità, nell’altezza, nella nobiltà e nella bellezza del secondo. Inoltre il nostro modo di parlare o di scrivere o di “twittare” (delizie della modernità) ci definisce per quello che siamo: dimmi come parli, come scrivi o come “twitti” e ti dirò chi sei…

  16. damiano biscossi ha detto:

    da fastidio vedere tutta questa violenza, è doloroso perchè si ferisce e si resta feriti, una partita in perdita per tutti. Perché? come ai si arriva a questo? Il gruppo.
    Far parte di un gruppo come l’acqua H2O, isolati siamo forse H for O assieme siamo un altra cosa, riusciamo ad assumere forme diverse l’acqua ghiaccia o evapora l’idrogeno no almeno credo. Il gruppo è un valore ma anche una possibilità di attivare forze nuove. Quando le forze in gioco sprigionano nuove energie alcune volte è difficile contenere ciò che nasce, si ha voglia di condividere ma si rischia anche di strabordare. Serve forse la capacità di tutti di parlare di provare a perdere quell’equilibrio che tutti cerchiamo di mantenere per provare a trovarne uno nuovo assieme all’altro. Giochi di potere che fanno male. Solo riflessioni su riflessioni sono le mie…buona giornata

  17. davide ferrari ha detto:

    è un segno dei tempi, dove il dialogo sembra diventato una concessione al nemico; nemico di che o di chi poi non si capisce bene. concordo, senza lo spazio adeguato lasciato al dubbio, non si procede, semmai si regredisce. ciao michela, sempre puntuale nei tuoi interventi.

  18. Dario Petrolati ha detto:

    3 12 2012 a Michela

    ciao Michela, non credere e non cercare i ragazzi male educati

    sono superficiali credono chiss cosa ma non sanno ed allora urlano

    sembra manchino di rispetto

    sono solamente poco istruiti nutriti di cellulari e vari giochi elettronici

    verr dopo lo sbandamento ed il vuoto anche il giorno che si sveglieranno

    sentiranno il vuoto e verranno a spasso con noi grandi- vecchi in riva al mare e sui colli per troppo tempo ignorati…

    c iao, a presto dario. Il giorno 02 dicembre 2012 17:37, Michela Marzano

  19. Elly ha detto:

    Cara Michela,
    le scrivo da “piccola giovane donna” di 27 anni.
    Non ho mai creduto nelle generalizzazioni o nei luoghi comuni. Chi dice che in un posto di lavoro sia meglio un giovane di un senior? Avete idea di quanto possa dare un senior con la sua saggezza ed esperienza? Come possiamo noi giovani crescere senza una guida?
    Ok, queste sono solo alcune mie idee. Ma ciò che mi spaventa è che sempre più spesso mi vedo circondata da persone che quando non condividono la mia stessa idea mi aggrediscono. E mi domando: perchè??? La diversità è fonte di arricchimento personale, altrimenti la vita sarebbe noiosa!!! E lo chiedo a lei, che oltre a essere una professoressa di filosofia è anche a mio parere un’esperta di psicologia umana, perchè le persone tendono a innervosirsi quando non vedono approvazione e consenso? Non possiamo essere tutti amici anche se abbiamo idee diverse?
    Forse le ho fatto troppe domande e forse con il tempo riuscirò a trovare delle risposte.
    Grazie comunque per i post, adoro questo blog.

    ES

    • stefano ha detto:

      cara elly, non sono michela ma un pensiero su quello che dici vorrei spenderlo anch’io. una fine del mondo ogni tanto ci vorrebbe. magari come succedeva nei secoli passati, in cui non si sa bene se ci credevano o facevano finta di crederci, ma di fronte alla prospettiva di una resa dei conti, di un giudizio, almeno qualcuno un ripensamento, un esame di coscienza se lo faceva. ormai chi detiene una posizione di potere è talmente sicuro di essere intoccabile perfino da dio, da essersi sostituito a lui nel suo compito di giudicare e che il suo modo di vedere sia la realtà. salvo poi, quando ha bisogno di un po’ di umanità, andare in analisi…

      • Elly ha detto:

        Stefano io ormai ho perso le speranza…alla mia età? Ebbene si, sono rassegnata, non credo di poter cambiare questo mondo ma sicuramente continuerò a credere nei miei valori.
        Non so cosa accadrà nel futuro, per ora so solo che devo lavorare 15 ore al giorno per prendere un misero stipendio a causa della vecchia generazione…
        ma serbare rancore non porta a nulla, mi accorcio le maniche e lavoro anzi “fatico” perchè devo sputare il sangue per potermi permettere un posto di lavoro. Dopo anni di studio e sacrifici mi aspetta una prospettiva di precarietà. Ho paura? No, mi ritengo addirittura fortunata ad avere un lavoro ma capisco chi lascia questo paese. Dopo 3 mesi negli USA torno contenta e innamorata della mia Italia ma…cosciente di quello che mi aspetta.
        Elly

      • stefano ha detto:

        beh, vedi elly, a volte di fronte a proposte inaccettabili, bisognerebbe saper dire: puoi dire quello che ti pare, tanto non me ne importa niente di quello che dici, io vado avanti per la mia strada. proprio come fai tu

      • Elly ha detto:

        In tutto questo mi piacerebbe però spendere una parola sulla nostra Italia: mi è mancata tantissimo e sono contenta di esser tornata. Con tutti i suoi difetti io penso sia il posto più bello del mondo!!! Ci sono delle mele marce…ma anche tante persone generose, che non pensavo ai profitti personali, pronte a dare e a non prender nulla.
        Quindi viva la nostra italia e gli italiani!!!😀

      • stefano ha detto:

        beh sai elly. la tua nostalgia per l’italia la capisco. per quanto fosse orribile il paesino in cui sono nato, a volte mi manca. è vero che in italia ci sono tante persone oneste e di buon cuore… ma spesso è così facile ingannarle, convincerle che è per il loro bene accettare cose che normalmente non accetterebbero mai, che ti cadono le braccia. e non è questione di ignoranza. magari sanno tutto degli interessi del potente o del ‘padrone’, ma non solo non sanno far valere i propri, nemmeno lo sanno quali siano i loro interessi, quelli per cui lottare, e dire anche ‘no’. quando l’industriale ti parla, ti assicura che anche lui sa cosa vuol dire lavorare. quello che non ti dice, è che non sa cosa vuol dire essere licenziati…

  20. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  21. Caterina ha detto:

    Michela, sono un po’ attonita anche io, a leggere queste parole…
    Le sembra all’altezza della sua competenza ridurre la proposta di cambiamento di Renzi ad un fatto generazionale?
    Anche lei dentro al correntone che pur di demolire il cambiamento che la sua proposta portava (altro che generazionale) vanno ripetendo che è un arrivista che vuole rottamare gli anziani e basta?
    Su tutto il resto non ha nulla da dire? O non ha letto il programma?
    Ora il 40% di voti presi da Renzi le ha fatto sorgere il dubbio che forse la sua proposta comprendesse molto di più che la semplice rottamazione di cui lei parla nel suo post?
    Il mestiere dei demolitori e dei pressappochisti lo lasci fare a quelli che devono difendere la loro posizione dentro al partito, lei ha una carriera universitaria rispettabile e che immagino le sia costata fatica e studio.
    Prima di criticare qualcuno, studi anche i programmi di chi magari a pelle le può sembrare un arrivista superficiale e rottamatore, e poi, come si conviene ad uno studioso, ci regali un’analisi sempre avversa ma degna della sua levatura morale e culturale.
    Se si decide di difendere una causa rispetto ad un’altra, si deve comunque rendere rispetto a quella avversa ed informarsi in merito. Altrimenti si rischia di figurare come superficiali che sparano sentenze basate su emozioni e non su dati reali.
    Oppure, se aveva già deciso che Renzi fosse “il nulla”, secondo i suoi canoni, perchè spendere delle parole così superficiali su qualcuno che vale “nulla”.
    Da lei ci aspettiamo parole pensate.

    Le auguro buona fortuna per la sua candidatura, e visto che ha deciso di farlo, come ha scritto, “per promuovere i diritti e le libertà individuali …. per costruire un’Italia in cui la libertà e l’uguaglianza si autoalimentino” mi auguro guarderà ai suoi colleghi di partito dell’area Renzi e al 40% di elettori che li hanno voluti, con il rispetto che meritano.
    Diritti, libertà individuali e uguaglianza devono valere anzitutto per chi non la pensa come lei.
    E la denigrazione e il disprezzo sono la peggiore forma di offesa dell’individuo.

    Con stima e rispetto
    Caterina

  22. Alessandra ha detto:

    Forse ci si esprime con violenza perché la violenza fa parte della natura umana. Ne fa parte, e non tutti hanno la forza e la sensibilità (e l’intelligenza) di canalizzarla in qualcosa di meno distruttivo.
    Forse ci si esprime con violenza per cercare di garantire la propria sopravvivenza, distruggendo gli altri.
    Forse.

  23. antonio ha detto:

    Sono uno di coloro che ti ha attaccato e anche pesantemente per questa decisione di candidarti in politica.
    Rispondo ad alcune delle cose che hai scritto, e ovviamente lo faccio per me, a titolo personale.
    Intanto io distinguerei fra satira e commenti. La satira è sempre vetriolo puro. E’ sempre stato così ed è giusto che sia così. Rassegnati.
    Poi ci sono i commenti, dei quali tu lamenti la violenza. Ma hai idea della violenza che tu hai fatto, con la tua candidatura, su molte persone? Perché violenza? Perché la lotta che si sta combattendo nella sinistra italiana è oggi per sconfiggere un apparato che è stato capace perfino di costruire uno strumento come le primarie per perpetuarsi.
    Vogliamo che si recuperi la rappresentitività. Che non ci sia un segretario di partito che si guarda in giro, guarda quello che il suo apparato ha prodotto e sceglie i candidati.
    Questo è accaduto con te. Ti ritrovi candidata, ma solo perché conosci Bersani e frequenti qualche salotto televisivo. Non c’è molta differenza fra chi frequentava le sale e i salotti di Berlusconi e te. Sempre siete state scelte da una sola persona e sempre sarete elette se l’apparato avarà la forza di imporvi nelle cabine elettoriali.
    Per questo la rivolta che ti ha investito è stata la stessa che è stata espressa contro candidature nate nei festini di Arcore. Credi di essere differente perché non sei stata ad Arcore, in realtà sei uguale a loro, solo i riti di investimento sono diversi nella forma.
    Tu credi di essere migliore, ma non è questione di essere migliori, concetto da sempre relativo, ma diversi. E niente è mai più chiaro della diversità. Su quella non ci si può sbagliare. E tu non sei diversa da quelle candidate là.
    Detto questo, potrei anche dire perché per me non sei adatta a stare in un parlamento che dovrebbe esprimere la sforzo del paese verso la modernità. Ma non ti voglio tediare oltre. Sarebbe, inoltre, solo un mio parere e per questo giustamente opinabile. E mai ci sarebbe mezzo di misura migliore del parere degli elettori, che potrebbero scegliere fra il bocciarti e il promuoverti.
    Solo che non sarà questo strumento a decidere della tua sorte, ma solo quanto l’apparato dopo averti scelta, decide di sostenerti. Da dove (in che posizione) ti mette in lista. Da quello dipende il tuo futuro politico. Non da noi, poveri elettori ancora una volta presi per il culo.

  24. mattia ha detto:

    Gentile Professoressa,

    è molto bello, e per questo la ringrazio, ciò che scrive. La ringrazio per l’amore che si legge nelle Sue parole, e di cui in tanti giovani c’è il bisogno. Un bisogno vero, che ha le sue radici nell’anima.

    Forse è cercare di negare quel bisogno, questa necessità che abbiamo degli altri, che ci porta(giovani e non) a urlare in maniera sconsiderata slogan, parole di cui non conosciamo il senso (e forse neanche il significato).
    Per ripararci in fondo, per convincerci che “ce la facciamo da soli, che non abbiamo bisogno degli altri”. Per esorcizzare quella paura di essere un giorno, in qualche maniera, bisognosi di qualcuno che sia li, sia per noi.

    La ringrazio

    Mattia

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