Tutte le volte in cui c’eri e in cui ti ho perso…

Il problema è quando la realtà resta fuori. Quando ci si illude di poter aprire e chiudere le possibilità della vita come se fossero scatole di cartone. Mentre il tempo passa inesorabile. E dopo un po’ ci si ritrova soli. Annegati negli stessi colori sbiaditi di un tempo…

La verità è sempre altrove. Nascosta dietro un perché. Una serie di domande senza risposta.

Perché la parole non bastano mai  per raccontare i tuoi occhi e il tuo sorriso. Tutte le cose che volevo fare e che ho lasciato a terra. Tutte le volte in cui c’eri e in cui ti ho perso…

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19 risposte a Tutte le volte in cui c’eri e in cui ti ho perso…

  1. Stefano Mino ha detto:

    mal che vada ci rimane la tv. pare che resusciti anche i morti, dicono…

  2. Fulvio Sguerso ha detto:

    “La verità è sempre altrove”…Sarà per questo che le parole non bastano mai?

  3. rossodipersia ha detto:

    Allora ti affidi al destino e ti ripeti che tutto è già scritto e che non puoi nulla per modificare la realtà delle cose. E ti arrendi.

  4. newwhitebear ha detto:

    Sembra che Don Chisciotte alberghi in noi che ci scagliamo contro i mulini a vento come se fossero realtà mantre sono solo fantasie.

  5. Paolo ha detto:

    Chiuderci nuove possibilità di vita per me vuol dire lasciar partire una persona, ritrovarsi soli e schiavi dei propri fantasmi per poi ricercare nell’altro la soluzione a quel vuoto incolmabile che abita dentro da sempre.

  6. pani ha detto:

    la verità è sempre altrove ma io direi che a volte la verità è finzione. Mi spiego: la verità è una cosa molto semplice ed è la sua semplicità a far paura. Per questo bisogna complicarla, contraffarla per farla sembrare più reale

  7. lorenza ha detto:

    allora..io credo, sia da rivedere il concetto di ‘reale’..

  8. Elly ha detto:

    Leggo questo post filtrandolo con il mio “mondo”. E leggo di una persona che come me si è illusa di “poter aprire e chiudere le possibilità della vita come se fossero scatole di cartone”. Ma la realtà è che la vita scorre velocemente e trascuriamo noi stessi con la convinzione che un giorno (non si sa quando) le cose cambieranno.
    E il tempo nel frattempo passa…
    La verità è dura a trovarla ma piano piano se si ha il coraggio di cercare e scavare dentro di noi è tutto improvvisamente chiaro, semplice.
    Ci vuole solo tanta forza e soprattutto coraggio…

  9. Stefano Mino ha detto:

    mah… forse solo alle nostre ombre è dato di unirsi indissolubilmente, noi siamo sempre altrove…

  10. Stefano Mino ha detto:

    o forse alludevi al fatto che, come diceva bettelheim… l’amore non basta…?

  11. xorlandox ha detto:

    E cosa succede quando decidiamo di non avere più particolari aspettative? Quando smettiamo di volere, e sappiamo bene che quel volere è quel tutto che non ci sarà mai? Io non mi aspetto più tanto, per il momento. Quello che c’è, gli amici, il lavoro, qualche piacere, e forse la mia vita non è cambiata per niente, è identica a prima. Ma smetto di guardare alla finestra ossessivamente. So, di per certo, che la mente ha risorse autogenerative immense, e potrebbe essere solo un certo modo di rispondere agli urti. Ognuno è resiliente a modo suo.

  12. flameonair ha detto:

    Le cose ci sfuggono, le cose si perdono come sabbia tra le dita e forse non sarebbe servito neanche cercare di trattenerle rinchiudendole nel serrarle nel nostro pugno. Ogni giorno ci fa intravvedere delle sliding doors tra le quali forse potremmo scegliere altri percorsi. Ma ne siamo davvero certi che tutto il “controllo” sia nelle nostre mani e nel nostro volere?

  13. Mariagrazia ha detto:

    La magia delle parole mai dette…. vive ed è lucente nei miei silenzi….le persone che non posso più rivedere giocano col sorriso di sconusciuti

  14. Stefano Mino ha detto:

    faccio riferimento all’ultimo articolo di michela marzano sulla follia, anche se a molti non sembrerà così. ‘semel in anno licet insanire’, mi è venuto da commentare… e forse sull’ ‘una volta sola’ ci sarebbe qualcosa da dire. in tal senso renzi partiva da un principio migliore di bersani… comunque non è che me ne freghi molto di nessuno dei due…
    mi è capitato fra le mani un bel libro in questi giorni. ‘miele’ di ian mcewan. ve lo consiglio, leggetelo. no, mcewan non mi dà un tanto a post per fargli pubblicità, se vi mando questo messaggio è perché riguarda la politica. al centro del libro (non vi svelo altro) vi si nomina il ‘teorema di bayes’
    (vedi
    http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Bayes
    http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Monty_Hall)
    prima di dire cosa ce ne frega, pensateci un momento.
    in breve: monty hall vi propone un gioco: ci sono 1000 scatole chiuse, una sola delle quali vi renderà ricchi. monty vi invita a sceglierne una, dopodichè passa ad aprire 998 delle 999 scatole restanti. monty sà dove sono i soldi. a quel punto vi propone di scambiare la sua scatola con la vostra. le statistiche sono nel link allegato, e dimostrano che se cambiate vincerete 999 volte su mille. malauguratamente potrete constatare che quasi nessuno cambia, e regolarmente quasi tutti perdono. (per maggior chiarezza ricordo che si può perdere 1 volta su mille anche cambiando). a questo punto sorge spontanea una riflessione: perché monty vi fa partecipare al suo gioco, rischiando molto (cioè di perdere 999 volte su mille)? monty rischia molto, ma vince anche molto, grazie all’ingenuità della gente. ma il motivo per cui ha bisogno di richiare è che ha assolutamente bisogno da voi di una cosa della quale non può fare senza. monty all’inizio del gioco ha il 100% del potere, il 100% dell’informazione, il 100% del denaro (mi ricorda qualcuno ma non faccio nomi). perché rischia di perdere molto denaro davanti a giocatori furbi, se non avesse un disperato bisogno di qualcosa? perché c’è una cosa che senza di voi non funziona, quindi deve fare di tutto per rendere allettante la vostra partecipazione al gioco. immaginate monty nella sua casetta da solo con le scatole, e il denaro, e il potere di farne ciò che vuole. solo che il potere senza consenso non funziona. è qui che vi frega l’italiano. quando monty vi parla di scambio, vuole in realtà il vostro consenso. se invece di consenso capite scambio, come disse sacks, state scambiando vostra moglie per un cappello. (e qui vi rimando al romanzo di mcewan)
    ora se partecipate al gioco, in ogni caso, che vinciate tutti quanti un sacco di soldi (cosa che a lui conviene poco ma a voi sì, tranne a uno) sia che siate tutti giocatori fessi e quindi oltre che a dargli il vostro consenso gli lasciate anche i soldi, sarebbe giusto partire dal principio che lui comunque, a prezzo più o meno caro, il consenso lo ottiene sempre, ed è quello che vuole. il mio suggerimento finale, è che nella vita sarebbe giusto fare la parte di monty hall almeno una volta tutti nella vita, e possibilmente mai due volte, se si vuole una buona politica. quindi mi sembrerebbe opportuno che la costituzione prevedesse la non rinnovabilità di nessuna carica, nè elettiva nè nominale, (un solo mandato e poi tutti a casa, con buona pace della costituzione americana che già godel definì una ciofeca), stabilendo anche la sua durata, ragionevolmente breve, non prorogabile per nessun motivo, cascasse il mondo (conservando comunque la possibilità di accedere a cariche diverse). spero di non avervi seccati, e nel caso vi fosse venuta la curiosità di leggere il romanzo, buona lettura)(le critiche sono non solo ben accette ma molto gradite)

  15. La viaggiatrice ha detto:

    Disse: Vuoi che la lasci ? Risposi: è affar tuo. Con dolore me ne andai e fra noi per molto tempo un filo rosso ci legava e ad ogni incontro si ripeteva quell’emozione irripetibile, ma la decisione era presa. Non dovevo cercarlo e non lo cercavo. Cos’era che alimentava la mia rinuncia? Non lo sapevo, ma ne soffrivo. Sono passati alcuni anni, non molti per la verità. Mi sono liberata dei ricordi e dei rimpianti. L’istinto mi aveva portato ad agire saggiamente, Inconsapevolmente. Che fortuna!

  16. grazia ha detto:

    io credo che non bisogni mai allontanarsi troppo dalla realtà,oppure se lo si fa bisogna stare bene attenti a proteggersi lasciando spazio si’ alle interpretazioni alle immagini ai sogni alle manie di onnipotenza,ma rimanendo attaccati anche flebilmente alle piccole cose/affetti della nostra vita concreta….
    “se la corda è lunga,l’aquilone volerà in alto”

  17. MICHELE ha detto:

    grazie – il 16 dicembre è il giorno del mio compleanno e ho scoperto oggi questo regalo.
    Vale sempre la pena di lasciar chiuse le scatole di cartone e lasciarsi trasportare come un personaggio di Magritte

  18. guido ha detto:

    Quanto mi è dispiaciuto(non me ne voglia) aver appreso della Sua candidatura nella politica.L’avevo “SENTITA” parlare al festival della Filosofia e,mai come allora-tramite le Sue parole- sentii cosa volesse dire Platone nella Sua VII lettera….Adesso verosimilmente, passerà dalle matricole del transattlantico alle anziane di sempre e,non avrà più problemi dove allocarsi…. Peccato!!!!Quanto sarebbe stato magico sapere che, nel buio della notte,qualcuno avrebbe potuto trovare non le cose che scriverà, ma le parole che stava dicendo…..quelle che arrivano direttamente al cuore,e,magari dalla Sua bellissima Parigi anzichè da Roma!!!!Ad maiora Onorevole!!!guido

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