Che fare di tutto quello che ci manca?

Che fare di tutto quello che ci manca e che ci perseguita – di quello che abbiamo sognato quando eravamo piccoli per colmare il nostro niente, di quello che abbiamo rincorso e sperato e buttato via solo perché non era esattamente quello, non era lui, non era lei, non era questo che sognavamo quando eravamo bambini?

Che fare di quella paura che ci portiamo dentro perché se amiamo poi perdiamo il controllo e ci sentiamo soffocare e lui se ne approfitta? – e allora è meglio una “relazione col tagliando”, come direbbe Z. Bauman, perché almeno così non ci innamoriamo nemmeno e lui non si appiccica e nemmeno noi, e nessuno diventa ingombrante con quella voglia di capire se ci ama davvero e quanto ci ama e se ci ama anche se abbiamo un ictus e restiamo per vent’anni su una sedia a rotelle come il nonno che per venticinque anni non ha più parlato e la nonna lo accudiva e lui talvolta si arrabbiava ma non poteva nemmeno dirglielo e allora una lacrima gli colava per terra…

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27 risposte a Che fare di tutto quello che ci manca?

  1. newwhitebear ha detto:

    Non mi sembra la ricetta giusta quella di Bauman con un amore a tagliando come quelli che facciamo periodicamente sulla nostra autovettura.
    Se si ama e si ama veramente senza se e senza ma, anche la disgrazia più terribile come quella del nonno che per venticinque anni non ha parlato ed è rimasto confinato sulla sedia a rotella sarà superata.
    Però ormai siamo diventati dei narcisi, degli egoisti che pensano solo a se stessi e poco importa degli altri. Un amore a senso unico ovvero gli altri ci devono amare, accudire, ascoltare senza fiatare, fare tutto per noi mentre noi pensiamo solo a noi stessi.

    • juna ha detto:

      Si purtroppo la società narcisista ricerca l altro solo per soddisfare i suoi bisogni, solo per rispecchiarsi nell altro che diventa conferma del proprio valore e basta non c è più spazio per l’interiorità delle persone

  2. Pingback: Che fare di tutto quello che ci manca? | Voglio essere una farfalla

  3. damiano biscossi ha detto:

    Noto che il tema di quelle ferite torna a galla e ci invade di continuo. Forse, dico forse, provare a stare è una scelta individuale, perchè se le cose non le comprendi ora, forse domani sarà possibile. La perdita è parte della vita e va accettata soprattutto se si è tentato tutto per provare a incontrarsi. L’unico cosa di cui sono certo è che la “cattiva” compagnia sono io con i miei fantasmi. L’altro ha i suoi come tutti d’altronde. Forse scegliere la situazione meno peggiore? Forse scegliere di rischiare di vivere? Non lo so. Oggi non lo so, ma il cielo è li come era li ieri oggi e domani. A questo punto forse mantenere lo sguardo su ciò che c’e’ a prescindere dal tuo dolore e dall’altro è forse una prospettiva. Siamo una foglia su di un albero chiamato società, molte cose ce le ritroviamo appiccicate anche non volendo….è complicato lo sforzo di andare contro corrente e provare a non salire sulla giostra di quell’albero gigantesco che si chiama società. Non lo so …buona serata.

  4. roby ha detto:

    Gentilissima Michela,
    sento sempre belle parole ma poi , quando si ama qualcuno per tutta una vita , patendo sofferenze e vuoti atroci ma senza essere corrisposti , veniamo considerati dei pazzi.L’amore prescinde anche da questo

  5. cartaresistente ha detto:

    Un amore col tagliando sarebbe senza speranza.

  6. Stefano Mino ha detto:

    ogni tanto è il caso di rinnovarsele le bugie, se no si diventa vecchi🙂

  7. pani ha detto:

    “Prendere le cose come vengono” diceva mia nonna citando suo padre.
    “Vivere la vita con leggerezza” ho sentito dire una volta da Vittorio Zucconi.
    Più o meno così, assegnando i giusti pesi ad ogni cosa.

  8. Luciano Chionna ha detto:

    Non è forse il caso di porsi un po’ meno domande e di vivere la vita un po’ così come viene, godendosi il bello quando c’è?

    • juna ha detto:

      sono d’accordo con te il bello esiste e lo dobbiamo cercare trale brutture della nostra società nella quale vengono evidenziate sempre le cose brutte come si dice il bene e il bello non fanno rumore

  9. Cose da Blog ha detto:

    La domanda è molto bella e interessante, la risposta di Baumann però non la condivido

  10. semplicesai ha detto:

    … io non posso fare a meno di AMARE … anche se, talvolta, si rischia ma davvero tanto di stare male. Senza AMORE, però sono niente… ma mi sa che non era questa la domanda … sono capitata per caso e rispondo con il titolo di un libro “cosa ti manca per essere felice?” – la risposta la conosco bene anche se ancora non sono in grado di metterla in pratica. Ma, ci riuscirò.

    Un sorriso e bel blog… Giovanna

  11. ederlezi ha detto:

    L’amore, una parola che vola troppo, diceva Gaber…

  12. xorlandox ha detto:

    Non è che non esistono amori a tagliando, ma quasi tutti falliscono. E qualcuno si fa male. E io a volte penso farei davver, DAVVERO, qualsiasi cosa pur di non aver bisogno di qualcosa che non ha nome ma solo un’immagine smarrita nel passato. Liberarmi di questa sensazione perché la vita non può, logisticamente, non può essere solo mancanza e voragine. Qualcosa dà sempre in cambio, no? Prima o poi. Ovviamente non è quello che volevamo ma qualcosa che neppure immaginavamo esistesse. Insomma, prima o poi dovrebbe succedere, no?

  13. Maria Rosaria Azzarello ha detto:

    No nessuna “relazione col tagliando”, lascerebbe solo un’ulteriore tristezza… preferisco andare controcorrente e tenermi le mie mancanze, i miei sogni di bambina, i miei percorsi dolorosi…sotto questo cielo ci sarà pure qualcuno che ascolta il nostro dolore! A noi rimane il compito di continuare a sognare, ripulire il nostro cuore ogni volta che sanguina, rialzarci e andare imperterriti alla ricerca di anime simili… continuare a tenerle per mano e a farci tenere per mano.

  14. flameonair ha detto:

    Spesso la paura di rischiare ci impedisce anche solo di sfiorarli certi nostri sogni…

  15. Fabio ha detto:

    Un amore a scadenza predefinita non è un amore. Come non lo è un amore forzatamente eterno.

  16. silevainvolo ha detto:

    sarà che per colmare quel niente bambino dove tutto ti annoia, si continua a sanguinare là in relazione che non nutre mai il desiderio, è vero allora sarebbe meglio essere onesti e non impegnarsi a dire parole che non si sentono solo per necessità di uniformarsi e conformarsi al modello, non pretendere assistenza per tutta la vita e cercare ‘impegno’…in fondo il niente rimane tale mentre inseguiamo cio che apparentemente riempie

  17. Roberta Galli ha detto:

    Il senso di vuoto e di mancanza è anche una delle massime risorse dell’umanità, non è solo fonte di sofferenza. L’arte, la poesia, trovano radici proprio lì. Il problema, come sempre, sta nel rapporto che noi abbiamo con esso….

  18. Fulvio Sguerso ha detto:

    A quanto pare abbiamo tutti degli spettri che ci perseguitano, che ritornano quando meno te lo aspetti, quasi a ricordarci le nostre imperfezioni, le nostre mancanze, le illusioni e le conseguenti delusioni, e, a ben considerare, la nostra fragilità ontologica e, in definitiva, la nostra mortalità. D’altra parte, senza mortalità verrebbe meno anche l’aspirazione all’immortalità; aspirazione a cui dobbiamo, quando ci sia anche l’ispirazione, capolavori assoluti come la Divina Commedia o le Rime del Petrarca, per le quali e nelle quali un amore infelice si è felicemente sublimato in un’opera d’arte che sopravvive alla morte dell’amata e dell’amante nei secoli dei secoli…

  19. Fabio S ha detto:

    Credo che l’amore non sia tale né se a tempo prestabilito, né se necessariamente eterno.
    E’ la relazione amorosa in sé a raccontarne il tempo e lo svolgimento, non le decisioni prese.

  20. Stefano Mino ha detto:

    non sempre dare ai cittadini quello che chiedono è un bene. la verità per esempio… platone diceva che viviamo come in un cinema, sappiamo bene che quello che vediamo sullo schermo non è achille, ma brad pitt che finge di esserlo. nella nostra grotta nativitale da cui non siamo mai usciti dal neolitico in poi, è solo la caratteristica esclusiva delle ombre di ingannare a far sì che nella vita vediamo un senso. al di fuori del nostro antro il sole non rifletterebbe che il caos che c’è in noi. mentre l’ombra in cui ci specchiamo nel suo non avere confini ci illude di non avere limiti spaziotemporali, la luce ci ritaglia nella nostra puntiforme adimensionalità. quello che nell’ombra ci sembra buono è solo caos fuori di noi. possiamo affrontare il fatto senza impazzire che all’aperto ci possano essere tenebre punteggiate di stelle o ombre che si rifiutino di seguire la ragione?

    • Silvia ha detto:

      …penso che valga sempre e comunque la pena tentare.

      • Stefano Mino ha detto:

        bene, visto che adesso michela marzano è candidata al parlamento col pd, lo stesso partito di napolitano, non sarebbe dovere di un maestro di etica intercedere per noi per farci sapere cosa ci fosse in quei benedetti nastri con le telefonate di napolitano e mancino? o la vocazione per l’etica l’ha venduta per una cadrega? mettiamo pure che napolitano voglia proteggere un avversario politico da uno scandalo così grave da compromettere il regolare svolgimento delle elezioni di fronte al fanatismo dei suoi (dell’avversario) sostenitori. cosa facciamo? salviamo una democrazia minacciata da una bugia con un’altra bugia che a sua volta dovrà essere coperta da un’altra bugia all’inifinito? l’italia getta le sue fondamenta nel rispetto della costituzione o sul fatto che è meglio che i cittadini non vengano mai a sapere cosa c’è dietro in nome di una brutta pace che sarebbe peggio di una bella guerra? chiunque serva lo stato, anche l’umile cittadino, è chiamato a rispettare il primato della legge al di sopra della stima per l’uomo. senza contare che tutto ci serve meno che un presidente con le gambe corte…

  21. David ha detto:

    Come scrivevano e cantavano gli Afterhours in “Voglio una pelle splendida”
    “voglio un pensiero superficiale
    che renda la pelle splendida

    senza un finale che faccia male
    coi cuori sporchi
    e le mani lavate ”

    Il problema (o la salvezza) è che tutti abbiamo almeno una volta desiderato l’amore eterno. Poi la vita ci delude e allora cerchiamo il finale “coi cuori sporchi / e le mani lavate”.

    Che fare di tutto quello che ci manca?
    Tenerselo stretto perché ci rende immensamente vivi!

  22. Fulvio Sguerso ha detto:

    Il Pd è il partito di Napolitano? Il dovere di un maestro di etica è intercedere per noi? Una docente di etica se si candida al parlamento con il Pd vende forse per questo la sua cattedra per una cadrega? Una brutta pace sarebbe meglio di una bella guerra? E una guerra contro chi? Contro il Pd? Che cosa la induce a dubitare che il primato della legge, che dovrebbe valere per ogni cittadino e ogni cittadina, non valga anche per Michela Marzano? Chi sarebbe il “presidente con le gambe corte”?…

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