Basta con le confusioni e gli argomenti ideologici…

Sono stanca di leggere che le argomentazioni dei fautori del matrimonio gay non sono fondate. Sono soprattutto stanca delle tante idiozie che vengono dette da chi veste i panni del “paladino della tradizione” e che si basano solo su pregiudizi e confusioni!

Quando si parla di matrimonio e di adozione gay, non si vuole affatto erodere le idee di “paternità” e di “maternità”, né fonderle in un generico concetto di “genitorialità”: non c’è nessuna volontà da parte degli omosessuali di negare che, perché nasca un figlio, ci sia bisogno di ovuli e di spermatozoi; né c’è la volontà di negare l’esistenza della differenza di sesso. C’è solo la voglia di un riconoscimento di uguali diritti e uguali doveri a chi non ha un orientamento sessuale etero (che ovviamente con il concetto di “identità sessuale” non c’entra niente”). C’è solo la voglia di uscire dagli stereotipi secondo cui esisterebbe un solo modello legittimo di famiglia.

Allora basta con queste idiozie del “piano inclinato” secondo cui, dopo il matrimonio gay, tutto sarebbe possibile (pedofilia, zoofilia ecc.). Non sono argomenti. Sono offese a chi, uguale in dignità e diritti a tutti gli altri, si vede negato l’accesso ad una struttura giuridica (perché la famiglia è questo, e non ha niente del “fatto naturale” invocato da molti) che deve poter garantire a tutti una protezione legale della propria unione (reversibilità delle pensioni, accesso egalitario ai servizi, possibilità di occuparsi dei figli – che tante volte già ci sono, senza essere tutelati!)

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40 risposte a Basta con le confusioni e gli argomenti ideologici…

  1. agrimonia71 ha detto:

    tutte le famiglie devono essere riconosciute sia etero che gay…..anzi famiglie e basta.
    Temo purtroppo che il fatto di avere il vaticano “in casa” ritarderà di parecchio l’evoluzione civica del nostro paese, seppur ormai tutti chiedono i giusti passi per avanzare verso un futuro di diritti uguale per tutti

    • Antonia Mattiuzzi ha detto:

      Nella prima frase di agrimonia71 è già detto tutto. Ho fatto i capelli bianchi ascoltando questo argomento. Il Vaticano punta i piedi. Per quale ragione uno stato laico deve continuamente cercare il consenso da oltre tevere? Sono indietro di due secoli, così diceva il compianto Cardinale Carlo Maria Martini.

  2. goccedisabbia ha detto:

    Finalmente. La prima cosa sensata e semplice che leggo sull’argomento. Uguaglianza di diritti, null’altro. Arriverà il giorno in cui, guardandoci indietro, questa assurda pretesa di presumere una superiorità (capacità di far da padre o madre, di aver diritti patrimoniali e altro, solo se si va a letto con persona di sesso opposto -perché questo è-), farà inorridire così come oggi fa rabbrividire leggere o vedere film sui diritti dei neri d’america o il voto delle donne.

  3. ellagadda ha detto:

    A mio parere è anche un errore limitare la discussione alle unioni omosessuali: il problema è quello delle coppie di fatto, omo ed eterosessuali;
    molti rispondono dicendo che il non volersi sposare sia un non voler prendersi le proprie responsabilità, quando invece si tratta di riconoscere un legame anche al di fuori del matrimonio, che è evidentemente un’istituzione che non risponde più alle attuali esigenze delle coppie.
    Il Vaticano e tutte le voci che urlano al pericolo pedofilia e scempiaggini del genere, hanno il solo compito di distrarre dal vero cambiamento in atto, che purtroppo, come sempre accade, si sente prima nelle persone, poi, si spera, toccherà anche governi e regolamentazioni.

  4. Fabrizio ha detto:

    neanche puoi negare che esista l’apprendimento Michela, non c’entrano le ideologie, si tratta di equilibri. Il genere non è una sola variabile continua su una sola funzione, in modo che il diverso valore di tale variabile possa dar luogo alla teorizzazione dei multigeneri in relazione a come il genere in una persona si manifesta. Sono due diverse variabili di genere che assumono ciascuna un valore variabile in relazione a due funzione diverse che sono i due differenti sessi e che hanno dei minimi e massimi, come ciascuna funzione. Sui matrimoni nessun problema, sulle adozioni enormi.

    • paesanoale ha detto:

      Però le differenze dei sessi sono culturali (antropologiche, scoiali) e non naturali, innate, date una volta per tutte. Basta pensare a cosa si diceva delle donne ancora negli anni 70 del secolos corso. che avendo le donne il ciclo non potevano fare certi lavori di responsabilità… Assurdo, no? Eppure chi lo diceva giurava di basarsi usi dati medici nona ccorgendosi che li legegva atttraverso un occhiale culturale e dunque una ideologia. Così anche quando tu dici che non si tratta di ideologia ma i equilibri… beh quella èla tua ideologia…

      Donne e uomini fanno figli e poi hanno relazioni con persone di entrambi i sessi. Una madre separata che cresce i figli da sola dovrebbe essere criticata per gli stessi motivi per i quali viene criticata una donna che ha una relazione con una donna. ma questo non avviene… Allora c’è smepre un pregiudzio una ideologia…

      • Fabrizio ha detto:

        “beh quella èla tua ideologia…”
        ti ho risposto in basso, non è ideologia, in scienza o si dimostra o non si dimostra o una teoria si conferma o non è più teoria, la teoria del gender non può essere teoria.

  5. Stefano Mino ha detto:

    credo che gli omosessuali non avendo (spesso) figli naturali siano svantaggiati nel trasmettere la loro esperienza umana alle generazioni future…

  6. cartaresistente ha detto:

    Hai ragione ma c’è proprio chi sfrutta questa confusione.

  7. rosenuovomondo ha detto:

    Argomento molto caldo. Sono cattolica e praticante eppure penso che il matrimonio civile, inq uanto contratto che tutela due perone che decidono di passare insieme la vita come famiglia dovrebbe essere permesso a omo o etero nello stesso modo. E’ un contratto … che tutela la famiglia, di qualunque tipo

  8. Margherita Ferro ha detto:

    C’è così poco amore in giro: forse è per questo che quello più coraggioso fa paura…

  9. Maria ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo.
    * E’ un vero peccato, però, che si sia candidata con Bersani…

  10. maryonn ha detto:

    Io sono dell’idea che chi è sicuro di sé stesso e delle proprie scelte non abbia motivo di essere contrario al matrimonio gay. Il problema è che molte persone sono confuse e nevrotiche, a cominciare da molti rappresentanti della chiesa, per cui affrontano queste questioni con paura, chissà perché.

  11. Fabrizio ha detto:

    ci sono 2 cromosomi x e y. 2 sessi: maschio e femmina. il genere è una variabile con un minimo massimo su ciascuna funzione che è il sesso. nn ci può essere un unico continuum (integrazione)

    • paesanoale ha detto:

      Il sesso e il genere sono due cose distinte. Il sesso cromosomico o biologico ci distingue come maschi e femmine, con dei corpi “sessuati” diversi nella struttura e nell’apparato genitale oltre che nei tratti sessuali secondari.
      Il genere che ci fa uomini e donne è invece un concetto sociale e antropologico che cambia a seconda dei periodo storico e delle culture.
      I ruoli e le differenze di genere (cosa è appropriato o “normale” pur l’uomo e per la donna) si pretende siano scritti nei geni ma dipendono invece dalla cultura (in senso antropologico).
      Sesso e genere sono messi in discussione dalle persone intersessuate (che presnetano caratteritihce di entrambi i sessi) o transgender (che si percepiscono come appartenenti al genere diverso da quello di nascita).

      In ogni caso l’identità di genere (se mi percepisco uomo o donna qualunque sia il mio sesso di nascita) non ha nulla a che vedere con l’orientaento sessuale. Io sono e resto uomo (e maschio) sia se ho relazioni con donne con uomini o con entrambi. Lo stesso vale per le donne.

      Normalente nella nostra società sesso e genere sono percepiti come oppositori e sensibilmente diversi: sesso e il genere sono digitalizzati su due posizioni opposte prorpio come in inrrmatica 0 spento 1 acceso (cioè o si è maschi o si è femmine o si è uomini o si è donne tertium non datur).
      E’ proprio della cultura lgbt pensare al sesso e al genere invece come a due variabili (e se non ci sono variabili non ci sono “funzioni”) in un continuum dove maschio e femmina e uomo e dona sono solo il massimo eil minimo ma c’è una posizione media che è costituita dalle perosne intersessuate e da quelle transgender.

      In ogni caso se la prole cresce bene nelle famiglie monogenitoriali dove c’è solo un padre o una madre senza che si paventino gli squilibri per la mancanza del genitore dell’altro sesso non si capisce perchè cio non possa avvenire anche se la prole ha due padri o due madri.

      Si tratta di un pregiudizio, di una discriminazione.

      La familgia è il primo agente sociale nella crescita della prole ma non è l’unico

      • Fabrizio ha detto:

        “E’ proprio della cultura lgbt pensare al sesso e al genere invece come a due variabili (e se non ci sono variabili non ci sono “funzioni”) in un continuum dove maschio e femmina e uomo e dona sono solo il massimo eil minimo ma c’è una posizione media che è costituita dalle perosne intersessuate e da quelle transgender.”
        evidentemente un unico continuum non c’è e tale posizione culturale è ideologica e non esiste una “teoria del gender” poichè una teoria conferma le ipotesi con tesi attraverso uno sviluppo logico e razionale, non c’è proprio per la matematica ed il concetto di funzione, poichè vi dovrebbe essere una posizione media neutra, ossia uno 0, tra -1 e 1 (o uno 0,5 tra 0 e 1) che non c’è in natura ossia non accade naturalmente. Non confondere il concetto di variabile con il concetto di valore della variabile, poichè non puoi pensare al sesso e al genere come a due variabili, ma al massimo al genere come valore della variabile sesso. Fatti un disegnino con gli assi cartesiani. I sessi sono due, le funzioni due ciascuno con un massimo ed un minimo e i valori di genere delle variabili sesso sono su due funzioni in relazione all’evidenza che sia maschi sia femmine hanno un femminino ed un maschilino, prevalente l’uno nei confronti dell’altro con diverso peso a livello ormonale. Puoi fare tutte le differenze che vuoie ben sempre vengano le differenze. Ma nulla è scollegato da nulla, così come anche la psicologia non dovrebbe scollegarsi dalla psichiatria.

  12. damiano biscossi ha detto:

    La famiglia come cita nella sua autobiografia monaldi é vivere in una casa e mangiare alla stessa mensa. Non si indica il singolo ma il quadro emotivo. Il resto non conta. Ci ho messo un po …ma la definizione viene dalle scienze sociali…buona giornata

  13. Giovanni ha detto:

    Che diritto abbiamo di sancire sentenze ideologiche quanto si decide per un terzo che è escluso sia dalla possibilità di scelta che dal dibattito, che è l’adottato? Ho la sensazione che questa tipologia di dibattiti sia piu’ sensibile alla collocazione ideologica e morale di chi argomenta che non alle reali esigenze di chi viene adottato, dimentichiamo che l’adottato non è un semplice oggetto, veicolo di emancipazione o di bisogni di genitorialità per terzi, è un essere umano concepito come tragedia, poiche la sua presenza è risultata insostenibile per i genitori biologici forse per motivi anche economici…

    • Fabrizio ha detto:

      pienamente d’accordo con te, Michela parla di risolvere la confusione, ma la ha purtroppo lei in testa. Vuole andare contro le ideologie ma è lei la prima ad averne una. Pienamente d’accordo con te, non solo dal punto di vista del diritto, soprattutto quello relativo all’infanzia, ma da un punto di vista scientifico, poichè la sessualità non è un argomento da sbattere in piazza (secondo meccanismi di azione-reazione, o capricci o religiosi) ma è un argomento da trattare nelle sedi opportune attraverso il confronto di veri esperti e non di fautori di movimenti politici che inneggiano alla sessualità come se fosse pane e salame, quando tutto l’universo è basato sulla dialettica e ovunque si osservi c’è sempre un seme che feconda un ovulo che da la vita, così come la stessa terra è stata fecondata da un seme: l’acqua. Si è perso di vista il senso dell’equilibrio e ci troviamo nella condizione, come capita in Francia, di integrare in avanti sperando che il fenomeno della omosessualità, variante del comportamento umano, rientri dal suo eccesso che non lo pesa più come variante. Mentre in Russia vietano le manifestazioni che inneggiano all’orgoglio omosessuale e in America liberalizzano, poichè sono oramai in decadenza, esattamente come la civiltà greca antica decadde per via dell’omosessualità. Noi in Italia osserviamo e, quanto meno io, ho capito che il problema è alla base, a scuola, quella per i piccini, con le quote azzurre si eviteta che la maestra sposti il suo ago di genere tutto sul maschile in relazione alla sua funzione femminile esercitando il suo ruolo di educatrice.

  14. lallyna ha detto:

    Grazie Michela di aver sottolineato la differenza fra identità e orientamento sessuale. Come sempre, è estremamente utile fare attenzione alle parole per sapere di cosa stiamo parlando. Sappiamo tutti che Natura vuole maschio e femmina per procreare, ma qui non si tratta di stabilire cosa è o non è “normale” ma di garantire un diritto fondamentale a chi, pur avendo un orientamento sessuale diverso, può sicuramente dare ad un figlio ciò di cui ha bisogno.

  15. carlitos65 ha detto:

    il problema non è la fede o la chiesa. Il problema è la politica che la usa per prendere voti.
    Perché se così non fosse, ce ne fregheremmo di cosa pensa la chiesa…

  16. Maria ha detto:

    Le persone che si definiscono omosessuali dovrebbero essere libere di amarsi e di sposarsi. La questione delle adozioni, invece, è molto più complessa anche se è pur vero che tante persone sono cresciute bene con un solo genitore o seguite da due caregivers dello stesso sesso. Studi psicologici dimostrano che i figli cresciuti in famiglie omoparentali non hanno avuto dei problemi di adattamento legati al fatto di avere due caregivers dello stesso sesso nè hanno sviluppato necessariamente un orientamento lesbico o omosessuale, nè sono diventati “trans”. Paternità e maternità devono necessariamente corrispondere rispettivamente al sesso maschile e femminile? Dobbiamo rifarci ad una concezione secondo la quale esistono ruoli maschili e femminili standard, inclusi quelli riferiti alla genitorialità? Dobbiamo ancora pensare che il maschio sia il “sesso forte” che da struttura e fiducia e la donna unicamente la madre amorevole e accogliente? Sono necessari veramente due genitori di sesso diverso per uno sviluppo psicologico sano del bambino? Personalmente sarei a favore dell’omogenitorialita (e lesbogenitorialità direi, visto che continuano a piacerci le definizioni e le categorie, perchè non possiamo continuare ad utilizzare solo termini riferiti all’uomo), ma non ho nessuna certezza in merito. Sicuramente questi concetti andrebbero rivisti e liberati da stereotipi che inchiodano le persone in ruoli mortificanti e rigidi.Tuttavia andrebbero fatti più studi in tal senso, strutturati in maniera scientifica prima di procedere superficialmente con veri e propri esperimenti sociali.
    E’ anche vero (ed è veramente triste) che l’argomento “genere” e “sesso” viene utilizzato e trattato in maniera talvolta superficiale e, soprattutto, parziale nel momento in cui si vuole creare consenso nei confronti di determinati gruppi di persone. Non è bello, nè utile mettere da parte una visione ampia, scrupolosa, approfondita e soprattutto scientifica in nome di uno slogan semplificato e politicamente corretto.

    • Fabrizio ha detto:

      Bisogna vedere che studi hanno fatto. Onestamente penso che gli psicologi siano tutti impazziti. I sensi sono porte. L’apprendimento avviene attraverso tali porte. Che fai? Se metti un bambino in mezzo alle scimmie pensi che il bambino apprenderà a costruire la sua identità indipendentemente da dove tale bambino vive? E no, mi dispiace. Io ascolto musica fin da quando ero bambino, ho capito bene l’armonia. Non possiamo dire che la mia identità sarebbe stata la stessa come se io non l’avessi mai ascoltata, così come non possiamo affermare che non si apprenda ugualmente con altri sensi in relazione a tante altre musiche. Non sono per nulla d’accordo. Se un bambino sente dire parolacce pensa sia normale dirle, a meno che non gli si spiega il concetto di relatività, ossia che potrà liberalmente dirle ad una certa età. Non penso proprio che un bambino possa apprendere il senso del genere che ha, senza in alcun modo raffrontarlo ai modelli di riferimento. Ma qui, o ci mettiamo intorno ad un tavolo a parlarne, altrimenti sono solo parole scollegate. Ci si confronta. Non c’è confronto.

      • Maria ha detto:

        Il bambino deve apprendere e avere chiara la propria identità sessuale (biologica), che può essere prevalentemente maschile o femminile. Ti ricordo inoltre che esistono persone intersessuate e dalla genetica ambigua per quanto riguarda il sesso che dovrebbero essere rispettate e seguite senza imporre loro a che sesso appartenere. Tale acquisizione della propria identità sessuata dipende necessariamente dal fatto di avere due genitori di diverso sesso? Non lo so. Dipende dalle teorie di riferimento. E allora chi cresce solo con un genitore?
        Quanto all’apprendimento dell’identità di genere (“io ho questo corpo sessuato e in base a questo corpo la società si apstetta che sia fatto in un certo modo e agisca in un certo modo e ho interiorizzato che devo fare in questo modo”), essa è culturalmente determinata e apprendere dei ruoli di genere fissi assegnati ai sessi come se li avesse stabiliti qualcuno dall’alto è necessario? E’ naturale? Dipende dal sesso dei genitori l’acquisizione dei ruoli di genere? tali ruoli sono necessari così come ce li hanno trasmessi? Non credo. Intendo il genere come l’insieme delle aspettative culturalmente determinate riferite al corpo sessuato.

  17. Denise Cecilia S. ha detto:

    […] non si vuole affatto erodere le idee di “paternità” e di “maternità”, né fonderle in un generico concetto di “genitorialità” […] né c’è la volontà di negare l’esistenza della differenza di sesso.

    Per la verità, c’è chi lo vuole eccome.
    C’è poi chi sostiene che si possa e si debba non accettare ciò che si è e farci i conti (maschio, femmina, etero- oppure omo-), nel bene e nel male, ma scegliere il proprio sesso (non solo genere, ma persino sesso biologico) arbitrariamente, a prescindere dalla realtà del proprio corpo.
    Evidentemente è necessario (ed è un combattere l’ideologia, non un esercitarla), anche ricordare che il genere ‘neutro’ non esiste e che l’equivalenza dei corpi non consente la generatività.
    Poi non ci si fermi a questo, ci mancherebbe. Ma neppure si ignorino queste derive: non sono esagerazioni, ma fatti, e non li ha inventati il Vaticano.

  18. Fabrizio ha detto:

    “[Maria] Il bambino deve apprendere e avere chiara la propria identità sessuale (biologica), che può essere prevalentemente maschile o femminile”. [F] Ok Maria, perchè non si era capito che esistesse anche una identità sessuale biologica, onestamente. Dato che qualcuno scinde l’identità dall’orientamento sessuale. “[Maria] Ti ricordo inoltre che esistono persone intersessuate e dalla genetica ambigua per quanto riguarda il sesso che dovrebbero essere rispettate e seguite senza imporre loro a che sesso appartenere”. [F] Sono d’accordo sull’intenzione ma da qui a derivare teorie per normalizzare nell’OMS determinati fenomeni della natura umana ce ne vuole. Compito della psicologia è dare sollievo alla sofferenza, ma passare alla normalizzazione di quanto non naturalmente accade ce ne passa dal punto di vista scientifico e ci sono cose che non possono essere normalizzate. “[Maria] Tale acquisizione della propria identità sessuata dipende necessariamente dal fatto di avere due genitori di diverso sesso? Non lo so. Dipende dalle teorie di riferimento.” [F] Una teoria è tale solo quando è in grado di far quadrare i conti dal punto di vista matematico. Si basa sul metodo scientifico. Altrimenti non è una teoria ma un’accozzaglia di parole “[Maria] E allora chi cresce solo con un genitore?” [F] Nessuno cresce con solo un punto di riferimento, i nostri modelli non sono solo quelli genitoriali in senso puro. Io faccio il maestro. Molti bambini di donne single hanno visto in me un padre e non solo, dato che spesso a tanti scappava la parola papà. “[Maria] Quanto all’apprendimento dell’identità di genere (“io ho questo corpo sessuato e in base a questo corpo la società si apstetta che sia fatto in un certo modo e agisca in un certo modo e ho interiorizzato che devo fare in questo modo”), essa è culturalmente determinata e apprendere dei ruoli di genere fissi assegnati ai sessi come se li avesse stabiliti qualcuno dall’alto è necessario? E’ naturale? Dipende dal sesso dei genitori l’acquisizione dei ruoli di genere? tali ruoli sono necessari così come ce li hanno trasmessi? Non credo. Intendo il genere come l’insieme delle aspettative culturalmente determinate riferite al corpo sessuato.” [F] Dato per scontato che tali ruoli non vengono dall’alto ma dall’evoluzione, per la scienza antropologica, qual è il limite della tua teoria, proiettata in avanti nel tempo, l’anarchia psicologica dei ruoli? Che tipo di organizzazione puoi avere nella società senza gli stessi? Se io svolgo un ruolo ed arriva qualcuno e lo fa al posto mio io che vado a fare dopo? Deve essere pensato un altro ruolo per me non pensi? Dunque dove vi è l’ordine nella tua proiezione ipoteticamente teorica? E’ una teoria se la pensi nel futuro, in base alle ipotesi che fai, e confermi le tesi ritrovando un ordine, non un anarchia psicologica che può creare anche morte.

  19. renato pierri ha detto:

    Blog di Don Franco Barbero 3 febbraio 2013
    Il terrorismo verbale del cardinale Angelo Bagnasco
    Gesù si preoccupava degli affamati e degli assetati, degli infermi e dei carcerati (cfr Mt 25), la preoccupazione maggiore di questa Chiesa, invece, qualche tempo fa sembrava essere l’aborto, oggi sembrano essere i matrimoni omosessuali. Nel 1995 Giovanni Paolo II, scriveva: “Il fatto che le legislazioni di molti Paesi…abbiano acconsentito a non punire o addirittura a riconoscere la legittimità di tali pratiche contro la vita…è sintomo preoccupante e causa non marginale di un grave crollo morale” (Evangelium vitae n. 4). Il santo Papa desiderava che lo Stato mandasse in galera le donne che abortivano. Oggi è il cardinale Angelo Bagnasco a fare terrorismo verbale, riguardo ai matrimoni omosessuali. L’Assembela nazionale francese ha approvato l’articolo 1 del progetto di legge che legalizza i matrimoni omosessuali: con una schiacciante maggioranza di 249 sì e 97 no, i deputati hanno dato il via libera alla norma che ridefinisce il matrimonio come “un accordo tra due persone di sesso diverso o del medesimo sesso”. Ed ecco il commento del cardinale Bagnasco: “Siamo vicini al baratro”. Per lui il baratro non è rappresentato dalla sofferenza di tante creature innocenti in tutto il mondo, non dice una parola contro quei Paesi che tollerano l’uccisione di donne e bambini, come è accaduto in Arabia Saudita, dove il noto predicatore Fayhan al-Ghamdi, ha violentato e torturato a morte la figlia di 5 anni, ma è riuscito a cavarsela con un risarcimento, il cosiddetto “prezzo del sangue”, alla ex moglie, e solo 4 mesi di prigione. Queste non sono cose che toccano la sensibilità del cardinale. Il baratro per lui è rappresentato dal fatto che (secondo lui) “molti paesi europei hanno varato leggi sbagliate su vita, famiglia, libertà”. Alla Chiesa manca il senso della misura e il senso della storia.
    Carmelo Dini

    • Fabrizio ha detto:

      Per uno strano caso della vita, mi sento di moderare. Rilevo, inoltre, dal suo intervento successivo, che non si è più sul piano dell’amore della conoscenza, della terapia, del rilievo scientifico di quelle che sono o non sono varianti naturali del comportamento umano (che per logica smettono di essere naturali quando non sono più varianti ossia eccessive), di quelle che sono o non sono patologie (dato che il tema è la confusione), di quelli che sono o non sono gli equilibri psichici non solo individuali ma anche sistemici orientati alla sociologia e ad un ordine di sistema di vita orientato verso una ricerca sistemica della felicità oltre che all’amore di sè e del prossimo, di quelli che sono o non sono gli argomenti di una possibile pedagogia, di quelli che sono o non sono delle teorie o delle idee e del confronto civile sulle stesse, di quella che è o non è l’umiltà di mettere anche in discussione la propria posizione, la propria idea circa il senso della vita e dell’essere umano, ma ci si trova sul piano politico e io non mi ci ficco in tale direzione, tuttavia manifesto la mia protesta ed il mio forte dissenso, perchè sono stanco anche io sia dei paladini della tradizione e sia dei teorici del caos così come del fatto che i bambini non vengono lasciati in pace ed usati come strumento o mezzo per affermare scopi politici, sia della sinistra, sia della destra e sia del centro. Dunque, se la discussione è sul piano politico o Michela la intendeva in quel modo, mi ritengo fuori.

  20. renato pierri ha detto:

    Michela Marzano candidata con il PD?
    Quasi quasi vado a votare!

  21. camminocontrovento ha detto:

    Quando ho saputo della sua candidatura ho veramente visto la luce fuori dalla caverna. Mi chiamo Michela anche io e sono una studentessa universitaria di Filosofia. Ripongo la mia fiducia ogni giorno in quello che studio, nella filosofia, e in ciò che essa riesce ad aprirmi davanti agli occhi. Per questo quando ho saputo si sarebbe candidata ho visto la mia platonica luce fuori dalla caverna, perché credo davvero nei filosofi e nella sincerità del loro operato. Io ci credo in questa sua candidatura, forse perché sono così giovane che ancora una piccola speranza in fondo al mio cuore la mantengo, benché oramai ci sia veramente poco da sperare, soprattutto per una anonima studentessa di filosofia e appassionata di arte scenica come me. Ho riposto la mia fiducia in lei, spero di aver fatto la mia buona scelta. Cordiali Saluti, Michela Scognamiglio.

  22. scassandralverde ha detto:

    Ti ho assegnato un premio !!! http://forsesipuofare.wordpress.com/2013/02/25/very-inspiring-blogger-award-by-scassandra/

    Tra gli altri “premiati” c’è la coraggiosa mamma di un gender-creative. Bambini del futuro per cui l’essere va oltre i clichè dei due sessi … certo, quella candidatura col PD, stona. Ma tanto ormai mi hai conquistata.

  23. semplicesai ha detto:

    Io sono dell’opinione che il matrimonio sia una cosa. E poi c’è il resto. Detto questo si può cominciare a dialogare. Il matrimonio è l’Unione tra un uomo e una donna ufficialmente sancita davanti a un ufficiale dello stato civile o a un ministro del culto.
    Poi c’è l’AMORE. L’uomo e la donna dovrebbero essere LIBERI di AMARE. CHI?! Chi vogliono AMARE. O meglio chi “sentono” di AMARE. Ma, comunque, TUTTI, e sottolineo TUTTI, DEVONO (non dovrebbero) avere il diritto di vedere riconosciuti i propri diritti. Ogni coppia che, vive insieme (la vogliamo chiamare “di fatto” ok …) e condivide determinate cose, in primo luogo una unione che si basa sulla reciproca protezione, rispetto e, ripeto AMORE, DEVE poter godere di determinati diritti. Non solo una coppia costituita da un uomo e una donna è una coppia. Adozione, amare un bambino, poi, per chi è!? Non credo dipenda dal sesso delle persone ma da quanta “ricchezza” in termini d’anima possano offrire a chi, non per colpa sua, già è “solo al mondo”. Tutto, nel mio ragionamento parte dal presupposto che ci sia AMORE. Ma. sembra che, oggi, davvero poche persone si concentrino sull’AMORE. Lo si sbandiera. Lo si usa in tutte le “salse” ma davvero quanto AMORE ci coinvolge?! Parliamo di sesso. Uomini, donne, omosessuali (gay, lesbiche, trans …) ma non ci stiamo limitando un pò troppo?!!??! Non so dove stiamo andando ma se cominciassimo a guardare le cose con occhi nuovi e soprattutto a offrire esempi di vero, sincero e schietto AMORE, forse tanti problemi non esisterebbero e saremmo tutti LIBERE di ESSERE, non ciò che “vorremmo” essere ma, semplicemente, quello CHE SIAMO.

    Un sorriso e buona serata. Giovanna

  24. Stefano Mino ha detto:

    l’organizzatore della serata era agostino formichella

    mi raccomando, solo interviste su sky per grillo
    Sky è un marchio per i fornitori di servizi televisivi via satellite e
    canali in Europa, di proprietà o in parte di News Corporation:
    prima di lavorare per sky, cappuccio partecipò a venezia con il film, volevo solo dormirle addosso.
    le riprese del torino fil festival al pathé di torino erano affidate a sky
    La
    News Corporation, chiamata anche gruppo Murdoch, è uno dei primi
    quattro conglomerati mediatici degli Stati Uniti e del mondo; in Italia è
    il secondo gruppo mediatico privato dopo Mediaset, detenendo il 100%
    delle partecipazioni di Sky Italia.
    Ha
    sede a New York ed è stata fondata nel 1979 ad Adelaide in Australia da
    Rupert Murdoch. È quotata alla borsa di New York, Sydney e Londra.
    esistono solo tre agenzie di rating e sono tutte americane

    ad una delle riunioni del movimento 5 stelle era presente il regista eugenio cappuccio, che ora lavora per sky

  25. Stefano Mino ha detto:

    “Bergoglio? Allora mollo”. (Joseph Ratzinger)
    principalmente, edipo uccise il padre e diede 5 figli alla madre ah ah ah
    3 maschi e due femmine, per essere precisi
    per diventa,re re do re mi fa sol
    infatti si chiamavano do re mi fa sol la si do, come i sette ani
    ehm,nani
    si vede che biancaneve aveva avvelenato la mela alla strega….

  26. Stefano Mino ha detto:

    per esempio mi invento un bar sotto casa? ci vado prendere il caffé
    e come si fa? mica male
    entri nel caffè
    splash

  27. Stefano Mino ha detto:

    « In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. »
    (I primi due versetti del libro della Genesi, nonché l’incipit dell’intera Bibbia.)
    shout at the devil, in the beginning, motley crue

  28. Alessandra ha detto:

    Buongiorno, Michela. Ho letto con attenzione quello che hai scritto, e mi permetto di proporti la mia idea. Non sono d’accordo col matrimonio gay. Ma sono a favore dell’unione gay, un’unione che sia a tutti gli effetti (giuridico, “sentimentale”, sociale) equivalente al matrimonio. Mi crea molti problemi, in realtà, solo la parola “matrimonio”, applicata ad un legame giuridicamente riconosciuto tra due persone omosessuali. E mi crea problemi per una semplice ragione: l’etimologia del termine, che rimanda alla protezione della madre. Ora, parlare di madre (o di padre), in una famiglia gay, mi sembra fuori posto: sono entrambi genitori, allo stesso livello, senza differenze.
    Quindi, per me, no al matrimonio gay. Sì ad un’unione equivalente, ma che abbia un altro nome.
    Cosa ne pensi?
    Alessandra

  29. Doumbo ha detto:

    L’homme est necessaire homme et la femme aussi. Il ne faut pas fermer les yeux sur le fait que chacun appartienne à son genre. La femme peut bien faire les taches, les activités si vous voulez fonctionnelles au titre de l’homme mais les deux ne se melangent et surtout ne se confonde pas.
    Vous vous etes en avant de la civilisation, d’accords mais vous n’incarnez pas l’humanité. Merci

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