“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”

Pubblicato ne La Repubblica del 17 marzo 2013

“Diario di una matricola”

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Quindi meglio non abbandonare il proprio computer, anche se solo per pochi minuti. Meglio fermarsi, aprire l’apposita borsa, riporre il computer, sistemare il cellulare e incepparsi prima del voto, magari dopo aver già inciampato sulle scale. Meglio rallentare i colleghi che non hanno ancora votato, piuttosto che avere fiducia negli altri onorevoli.

Un tempo, erano le donne che non si separavano mai dai propri oggetti personali, come se in quelle borse strette ci fosse dentro tutta la loro identità. Oggi, coloro che non si fidano sono soprattutto gli uomini che, appiccicati agli schermi dei propri PC, Mac, tablet e smartphone, non ce la fanno proprio a rilassarsi. Troppo occupati a scrutare i passi falsi altrui per rendersi conto che ormai l’identità non è nell’avere, ma nell’essere. L’essere della semplicità di quegli applausi femminili che sono scrosciati in tutta l’aula – da sinistra a destra, dall’alto in basso – quando la Presidente neo-eletta ha reso omaggio alle migliaia di donne vittime della violenza maschile.

Costringendo anche gli uomini, almeno per una volta, a staccare gli occhi dagli schermi e a fidarsi.

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7 risposte a “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”

  1. newwhitebear ha detto:

    Non ci sono galantuomini in parlamento?

  2. urbano flacco ha detto:

    questa è zona di farfalle
    svolazzano
    ci girano intorno
    guadagnerebbero
    la confidenza
    che infatti vorrebbero
    ma che
    timide
    non si concedono

    si poggerebbero
    ammiccanti
    su un ginocchio
    su di un braccio
    ma è impossibile
    rinunciano
    vanno altrove
    in volo
    commentando
    bisbigliano

    mentre altri
    malamente
    si scontrano
    su quarti di quote
    societarie

  3. rossodipersia ha detto:

    Ho ascoltato per intero e in diretta il discorso d’insediamento della Boldrini e per la prima volta ho apprezzato l’armonia tra la persona e i suoi contenuti. Ho avuto subito fiducia in lei. Finalmente!

  4. Irene ha detto:

    Finalmente ho sentito un discorso realista, ponderato, e non angosciante ma carico di speranza, migliorare il nostro paese che ormai arranca da molto forse finalmente si può, perchè le capacità ci sono, penso che servano persone come la Boldrini per poter permetterci di rinascere, di aprire gli occhi sulla realtà, perchè purtroppo quando il male diventa quotidianità, come la violenza alle donne,rischia di diventare normalità, ma questo quotidiano è malato!!..grazie, a questa donna per aver nominato tutti i temi caldi nella giusta misura, puntando sull’umanità e la parità dei diritti e doveri che sono la base di una società salutare..grazie e buona fortuna…servirà anche quella..

  5. Angela ha detto:

    quel giorno, in una sola giornata, ho sentito un Papa dire
    “vorrei una chiesa povera e per i poveri”
    una neo eletta Presidente della Camera che dice
    “Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale”, e poi “Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore.” Non “dovremmo” ma DOVREMO, e ancora “Facciamo di questa Camera la casa della buona politica.”…
    E ho pensato di essermi svegliata in un altro Paese!
    Ho sentito che forse le parole potevano tornare ad avere valore.
    un saluto

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