En attendant Godot…

Diario di una matricola, da Repubblica del 19 marzo 2013

Molta frenesia oggi in Parlamento prima che tutto cominci. Il vestiario della Camera è di nuovo pieno delle valigie di tutti coloro che, non vivendo a Roma, fanno su e giù ogni settimana. Ce ne sono di talmente tanti colori e dimensioni che, quando si arriva, sembra di trovarsi di fronte ad un grande collage. Ultima chiazza colorata prima di entrare nel Transatlantico, abbassare gli occhi per evitare lo sguardo scrutatore dei cronisti e inserirsi all’interno di una discussione già avviata. Un po’ come quando si era ragazzi e si aspettava il suono della campanella prima di entrare in classe. C’è un’atmosfera di entusiasmo soprattutto tra i nuovi, che stride con la nonchalance – quasi la noia – dei più anziani. E che talvolta sfiora il grottesco, soprattutto quando non ci si accorge che si stanno infrangendo alcune ataviche regole di buona condotta. Come quella ragazza che esce dalla buvette con il panino, per andarselo tranquillamente a mangiare seduta su uno dei divanetti del Transatlantico, e che viene subito circondata da una diecina di commessi parlamentari pronti a ricordarle che, in quel luogo, il cibo non è ammesso. Subito prima del segnale sonoro che richiama tutti all’ordine, vecchi e nuovi. Forse è giunto il momento di mettersi al lavoro. Sono nella pièce di Beckett, Godot non arriva mai.

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8 risposte a En attendant Godot…

  1. newwhitebear ha detto:

    Mi sa che col senno del poi, la pièce di Beckett si adatti alla perfezione al clima surreale che stiamo vivendo tra ricatti e ipotesi demenziali come un governo M5S, che secondo quello che lo propone avrebbe i numeri per governare. Pare che matematica e logica siano finite nel rusco.

  2. Angela ha detto:

    come ti avevo già scritto su tweeter, la formazione di questo governo ricorda l’agonia di Jean Valjean! Tu citi Beckett e io ci vedo, nel complesso, I Miserabili!!! Ciao, buon lavoro come vorresti

  3. Fulvio Sguerso ha detto:

    Mi sbaglierò, ma proverai presto nostalgia per le aule universitarie! Ad ogni modo stai vivendo in prima persona uno dei momenti più difficili e incerti della storia della nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro

  4. rosenuovomondo ha detto:

    sono sicura che avrai nostalgia dell’Università. Siamo nel punto di massima criticità della nostra nazione. Che la forza sia con te (Ha funzionato per Guerre Stellari… )

  5. Antonia Mattiuzzi ha detto:

    Ti ammiro per il tuo bisogno di metterti alla prova sempre. C’è bisogno di cultura e di filosofia in questo parlamento, specialmente nelle new entry. La gente si aspetta un rinnovamento. Se riuscirai a far passare le tue aspirazioni sarà una bella vittoria. Oggi, a due giorni da Pasqua sono ore di attesa e di passione. Che gli dei ci e ti concedano la Resurrezione.

  6. Ernest ha detto:

    già, nel frattempo il paese attende risposte su lavoro, scuola e sanità. Giusto tre cose a caso.

  7. Dario Petrolati ha detto:

    Anche questa esperienza servirà a qualcosa non a qualcuno.
    Spero non abbia nostalgia della scuola chè l’ambiente che ora frequenti non è dei migliori.
    Non c’è da imparare da tanti,affronta il nuovo mestiere con serenità senza farti dire come devi e cosa fare,fai valere la tua cultura ed ogni….sono certo che tornerai e ci dirai sempre cose nuove viste con lo spirito che hai.
    Tanti auguri Michela,la tua finestra su La Repubblica mi piace assai.
    Serene feste ovunque tu sia..,
    dario.

  8. paola ha detto:

    Ti ho atteso ed ascoltato poco fa nelle Invasioni Barbariche. La tua analisi profonda e al tempo stesso angosciata ed incredula per questo nostro sprofondare nelle sabbie mobili dei blocchi rinunciando ad un’occasione storicamente unica per dare un senso diverso alla visione politica dell’individuo è qualcosa di assai significativo in un contesto attuale preda di meccanismi ed antagonismi che dimenticano la situazione e la dipserazione di tanti uomini e donne fra di noi.
    Grazie per le tue parole che danno ancora valore e senso alla persona.
    paola

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