C’è sempre qualcosa che non basta…

E poi capita anche questo.

Di nuovo a fare i conti con il vuoto.

Quello che si spalanca dentro all’improvviso quando ci si ferma. E le cose da fare lasciano il posto all’insoddisfazione.

Come uno struggimento antico.

Come un singulto soffocato troppo presto…

C’è sempre qualcosa che non basta. Come l’amore. Che non è mai abbastanza anche quando c’è.

È sempre troppo poco. Anche quando è tutto…

L’amore non basta mai. Soprattutto quando si ha paura. Cioè quasi sempre. A meno di non voltarsi altrove e chiudere lo sguardo su una macchina che passa, un bimbo che gioca a pallone, un’orchidea bianca.

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17 risposte a C’è sempre qualcosa che non basta…

  1. Federica ha detto:

    Grazie… Hai dato voce a quello che sono, ora… Grazie…

  2. newwhitebear ha detto:

    Credo che siamo gli eterni insoddisfatti. Non siamo mai sazi, anche quando la pancia è piena. Si vorrebbe un qualcosa in più, poi ancora un qualcosa e così come una spirale perversa ci spinge, ci stimola e non riusciamo ad essere felici.
    Auguri per il tuo prossimo libro.

  3. Angela ha detto:

    cara Michela, penso che questo post sia in qualche modo legato al precedente.. Troppe o tante cose in poco spazio, tanti impegni portati avanti con la tua consueta passione, Michela, per forza sacrificano qualcosa. Leggendo quel post ho proprio pensato “e se poi, quando ci si ferma, si sente un gran vuoto? Se poi si rischia di non farsi bastare mai niente?”…Rispondi ai miei pensieri con questo nuovo post, vero e sentito. Un caro saluto
    Angela

  4. daniela cavallo ha detto:

    È strano come la sensazione del -vuoto d’amore- e del -troppo amore- siano similmente collegati alla percezione della paura…paura di esser abbandonati o dell’esser sopraffatti. Io credo che noi siamo un po’ l’uno e un po’ l’altro e, per quel che mi riguarda, l’accettazione di questa paura puo’ portare a smuoverla…ma tu Michela continua a scrivere i tuoi post…sono pieni d’amore , grazie!!!

  5. chiara crovato ha detto:

  6. silbi ha detto:

    “the thought that life could be better is woven udelibly into our hearts and our brains” Paul Simon

  7. Daniela ha detto:

    Coraggio Michela, spero che siamo in tanti a seguirti con l’attenzione, la stima e l’affetto che meriti Credo che tu sia anche molto stanca e spero che tu ti possa concedere una pausa, ti abbraccio, Daniela

  8. Artemisia ha detto:

    Forza e coraggio! Non chieda troppo a sé stessa e si ricordi che ha un sacco di fan che fanno il tifo per lei.

  9. rossodipersia ha detto:

    Quando ti fermi. Quando ti siedi un attimo sul terrazzo con un bicchiere di vino ghiacciato e una sigaretta. Sola, perché sola vuoi stare, e ti chiedi se stai facendo la cosa giusta. Se era questa la vita che volevi per quella bambina e la risposta non arriva mai. Perché è doloroso ammettere che qualcosa manca sempre anche se l’orchidea è ancora in fiore.

  10. Alice ha detto:

    Non riesco mai ad arginare la meraviglia che provo quando leggo parole che potrebbero essere le mie o che, in qualche modo, sembrano ricalcare il contorno di un vissuto che credevo appartenere solo a me. Forse la vita ci insegna ad abbandonare le spoglie dell’orgoglio e dell’egoismo, anche nelle loro declinazioni “migliori”.
    Eppure, sono certa che non sempre quell’assenza appartenga a una presenza che non c’è più o che non ha mai indugiato abbastanza. A volte, è proprio la “percezione” di una pausa, di un ni-ente che mi rende una persona arida e meschina. Forse, sono io quel vuoto.

  11. Elena ha detto:

    Grazie Michela, hai sempre il dono di saper mettere in parole il cuore di molti.

  12. Natalia Mercuri ha detto:

    se solo noi esseri umani riuscissimo a rielaborare e rinominare le parole e,quindi i rispettivi concetti, anche il VUOTo acquisterebbe il senso reale e ne accetteremmo il valore intrinseco e sincero per quello che è realmente e non già come mancanza di…….Anche la parola, con tutto il suo mondo, non è altro che una rappresentazione e come a teatro se ne illumina solo una parte….l’altra è in ombra.

  13. Cristina ha detto:

    …non ci bastiamo…non ne siamo capaci…i vuoti talvolta ci rubano l’aria…oppure abbiamo paura di ciò che il vuoto ci permette di vedere…

  14. Piera ha detto:

    Grazie❤

  15. Cinzia ha detto:

    Fermati un momento. Te lo devi.
    Spesso ci riempiamo la vita di impegni per non occuparci di noi, di ciò che vorremmo davvero.
    Tentiamo di riempire il bisogno di amore che spesso ci assale anche quando siamo circondati da persone. Anche quando siamo assieme a qualcuno che ci vuole bene. Non lo vediamo.
    Non basta mai.

  16. Pillole d'Amore ha detto:

    Salve Michela! Ho letto e riletto con piacere il tuo libro, comprendendolo e ammirando le analisi acute.
    Io non sono nessuno in confronto a Lei, passo da un’università all’altra ogni anno e sono piuttosto un’inconcludente.
    So cosa significa sentire Quel vuoto di cui parla e, pur compiendo 22 anni solo tra due giorni (quindi dall'”alto” della mia inesperienza), so che questo sentimento ci pervade quando si sta rincorrendo con tutte le forze la cosa sbagliata, come una sorta di avvertimento.
    Ma del resto il vuoto è ciò che ci rende umani, il nostro tendere a un assoluto che non raggiungeremo mai, ad una perfezione che non ci compete per natura è la nostra condanna dopo la cacciata dal Paradiso Terrestre.
    E allora perché continare a esasperare energie inutilmente? (Lo chiedo a Lei, come a me stessa a dire il vero.)
    La serenità non arriva alla fine della corsa, ma in una pausa nel mentre: quando ci si siede ad ammirare il paesaggio che ci sta intorno.
    Ho cominciato ad odiare i numeri dalla seconda superiore, essere definita da un numero di un voto, della bilancia, di una classifica, o di uno stipendio è inconsistente, effimero. Esulti e già c’è qualcuno che ti ha superato, ma in quel monento abbiamo imparato che anche lui inciamperà tra due passi…
    Rincorrere cose effimere scava il vuoto, è quel che ho capito da Petrarca.

    Io sono talmente disordinata che non posso ambire a un ordine mentale, sono talmente imbranata che non ho mai vinto una competizione. Ammiro tanto Lei e la sua forza di volontà che possiedo solo inconstantemente, perché debole di fronte alle piccole tentazioni. Sono un’amante del rischio perché penso apra sempre nuove possibilità, ma non ambisco mai alla vittoria, quasi mi spaventa l’esultanza finale.. E poi è la serenità la più grande vittoria, il compromesso tra l’accettazione del nostro piccolo senso di vuoto eterno e la riconoscenza per le cose più semplici, di cui già disponiamo quotidianamente (perché l’invidia dell’erba del vicino è un veder male come dice la parola stessa) .
    E per raggiungere la serenità, come sempre, basta poco, come un sorriso che per un attimo ci scalda il cuore d’eterno.

  17. giacinta ha detto:

    “c’è sempre qualcosa che non basta..”
    è verità anche per me!!!..
    Qualche volta mi piacerebbe essere più autosufficiente…
    Grazie,
    Giacinta

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