La vita ci ferisce…

La vita ci ferisce. Tutti. Senza eccezione. E anche chi sembra avere tutto, in realtà ha tutto tranne quella cosa lì, quella che avrebbe voluto più di ogni altra, quella che altri hanno, anche se poi gli altri non hanno quello che forse vorrebbero avere.

La vita ci ferisce. E non c’è amore che tenga. Perché nessun amore potrà mai ricucire gli strappi di un’esistenza che subiamo senza “se” e senza “ma”. E che si impone come un’evidenza anche quando avremmo tutte le ragioni del mondo per dire di no e recriminare.

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19 risposte a La vita ci ferisce…

  1. Damiano biscossi ha detto:

    Un gommone tanto solido che attraversa un porto sicuro rischia di forare al solo sfioro delle eliche dei motori alzati di altre barche. Quello che prima volava ora si sgonfia e perde soliditá. Forse un modo lo troverò. Quella zattera di oggi lasciando aperto alle intemperie non mi salverá ma mi dará la possibilitá di vivere altro da quel gommone. Niente benzina, alla corrente, pronto per non lo so. Piccoli movimenti per scoprire che piove che l’acqua è bella ma fa anche paura. Vivere non permette ripari da se stessi.

  2. Pingback: La vita ci ferisce… | Michela Marzano | alessandrapeluso

  3. newwhitebear ha detto:

    Se la vita ci ferisce, non penso che l’amore ci sia. Posso sbagliarmi ma questa è la mia opinione.

  4. andrea ha detto:

    Ogni volta che leggo gli scritti della professoressa mi fanno molto pensare. Giusto molte volte pensiamo che gli altri hanno quello che tutti vorremmo ma che nessuno ha: la felicita’

  5. Marianna ha detto:

    ” gli strappi che subiamo ” … “che si impone come un’evidenza” … alle volte il dovere morale e’ cio’ che ci obbliga a rimanere impotenti dinanzi alla vita che ci ferisce. Io mi sono sentita cosi per buona parte della mia esistenza.

  6. rossodipersia ha detto:

    Io ho una mia teoria al riguardo. Fin dall’adolescenza ci concentriamo per ottenere quello che ci sembra impossibile, quello che in realtà non ci interessa. E ci riusciamo perché diveniamo combattivi. Ma non i sogni. Perché i sogni sono un diritto e come tutti i diritti li releghiamo alla casualità e aspettiamo pazienti che si realizzino. È così che diventiamo tutto ciò che non vorremmo essere.

  7. rosenuovomondo ha detto:

    Eppure c’è stato un momento della mia esistenza in ci ho veramente pensato di avere tutto. Per quanto ci pensassi non avrei voluto niente di più…

  8. Luisa ha detto:

    cos’è questa cosa che ci manca? che manca a tutti indistintamente? L’incolmabile spazio tra finito ed infinito? Il finito del nostro essere e l’infinito del nostro sentire?

  9. delicatepoppy ha detto:

    La prima frase di questo tuo post l’ho pensata anch’io tantissime volte, grazie per averla messa per iscritto. Mi sembra sempre che mi manchi qualcosa, forse la soluzione è smetterla di cercare quel “qualcosa” e lasciare che la vita “accada”.

  10. chiara crovato ha detto:

    la ferita non è una mancanza, ma una presenza negativa, il sovrapporle mi sembra strano da parte tua. chiara

  11. Antonia Mattiuzzi ha detto:

    Le ferite sono parte dell’esistenza. Si accettano come accadimenti ineluttabili. Alle ferite dell’amore si reagisce, a un male fisico pure alimentando la speranza nella guarigione, alla perdita di una persona cara col tempo ci si rassegna. La gioia bisogna cercarla. Qualche volta la ricevi come un dono insperato, ma non è mai per sempre e per sua natura ha vita breve. Ricordando i momenti più belli della nostra vita ritroviamo la compensazione alle ferite pur con una vena di rimpianto.

  12. Stefano Mino ha detto:

    waiting for your next book🙂 (l’amore è tutto)🙂
    ss
    rorschach, platonic love rorschach, amore platonico Il nominalismo si contrappone al concettualismo e al realismo filosofico, la posizione che sostiene che i termini generali dei quali si fa uso, come “albero” e “verde”, rappresentano forme di portata generale che posseggono un’esistenza in un mondo di astrazioni indipendente dal mondo degli oggetti fisicamente definiti. Tale posizione si richiama in particolare a Platone. Nominalism is opposed to the philosophical realism and conceptualism, the position which argues that the general terms of which you use, such as “blue” and “green” are forms of general application that possess an existence in a world of abstractions independent from the world of objects physically defined. This position refers in particular to Plato.
    È la storia dell’associazione Chine Vaganti e dell’entusiasmo dei suoi soci. Quell’entusiasmo che ha permesso a un gruppo di appassionati di fumetto di perseguire il loro sogno nel cassetto e far sì che non si spegnesse mai.
    In principio, nel 1997, erano sei: Daniele Mocci, Marcello Lasio, Giorgio Casu, Giorgio Concu, Maurizio Nonnis e Andrea Fiori. Furono loro che diedero vita all’associazione. Una scelta nata forse per gioco ma che, per molti di essi, ha rappresentato un importante trampolino di lancio. Nel 1998, in occasione della prima rassegna di fumetti da loro organizzata, “Viaggio nel fumetto”, uscì il numero 0 della loro rivista: “Macchie d’inchiostro”. It is the history of the association Chine Vaganti (wandering chines)and enthusiasm of its members. Enthusiasm that has allowed a group of comic book fans to pursue their dream and make sure that you never extinguished.
    In the beginning, in 1997, there were six: Daniel Mocci, Marcello Lasio, Giorgio Casu, Giorgio Concu, Maurizio Nonnis and Andrea Fiori. It was they who gave birth to the association. A choice perhaps born to play but, for many of them, was an important stepping stone.
    In 1998, on the occasion of the first exhibition of comics from them organized, “Journey in the comic”, 0 walked out the number of their magazine: “Macchie d’inchiostro”.(“Ink Spots”.)
    schizofrenia che causa schizofrenia culturalmente

    schizophrenia that causes schizophrenia culturally

    La
    locuzione latina ‘stat rosa (f..a) pristina nomine, nomina nuda
    tenemus’ (“la rosa (f..a), che era, [ora] esiste solo nel nome, noi
    possediamo soltanto nudi nomi”) è una variazione di un verso del De
    contemptu mundi di Bernardo Cluniacense, monaco benedettino del XII
    secolo. Essa deve la sua fortuna a Umberto Eco che ne ha fatto l’ultima
    frase del suo romanzo Il nome della rosa (f..a).
    The Latin phrase
    ‘stat rosa (pu..y) pristina nomine, nomina nuda tenemus’ (“the rose
    (pu..y), which was [now] exists only in name, we possess only bare
    names”) is a variation of a verse from the De contemptu mundi of Bernard
    Cluniac, Monaco Benedictine of the twelfth century. It owes its fortune
    to Umberto Eco who made the last sentence of his novel The Name of the
    Rose (pu..y).
    In un’atmosfera inquietante, alternando lunghe
    digressioni storico-filosofiche, ragionamenti investigatori e scene
    d’azione, Guglielmo e Adso si avvicinano alla verità penetrando nel
    labirinto della biblioteca e scoprendo il luogo dove è custodito il
    manoscritto fatale (l’ultima copia rimasta del secondo libro della
    Poetica di Aristotele), che tratta della commedia e del riso. che non è mai esistito e mai esiterà
    In an
    eerie atmosphere, alternating long digressions historical-philosophical
    reasoning investigators and action scenes, William and Adso are close to
    the truth penetrate the labyrinth of the library and finding the place
    where the fatal manuscript is stored (the last surviving copy of the
    second book of Aristotle’s Poetics), which is of comedy and laughter.
    that has never existed and will never exist
    mcewan, l’amore fatale
    mcewan, enduring love
    il riso rende l’uomo simile alla scimmia (ratman, ortolani)
    laughing makes a man similar to monkeys (ratman, italian comic strip by ortolani)
    il piccolo principe -de saint exupery
    la divina commedia -dante
    Petrarca
    the little prince – de saint exupery
    The Divine Comedy – Dante
    Petrarca

    • chiara crovato ha detto:

      dio mio quanta sapienza……………………………..peccato che la brevità sia molto incisiva ………………..

  13. Stefano Mino ha detto:

    come dicevano i monthy pythons, se la vita non ha un senso, meglio, così non dobbiamo cercarlo (anche se l’ironia verteva sull’uso di cercarlo al posto di darglielo)
    as the monthy pythons said, if life has no meaning, better, so we should not look for it (although the irony concerned on the use of ‘look for it’ instead of ‘give it to it’)

  14. spedicato luigina ha detto:

    e se la vita ti ferisce continuamente da dove si prende la forza di andare avanti? ferite d’amore intendo essendo ‘ultra 50 enne mi sento come dice la Littizzetto sola come un gambo di sedano…!sento che il tempo è già passato niente può più succedere in amore perché tutto è già successo non ci sarà nessun sabato del villaggio a farmi sperare e stare bene c’è una ricetta o solo un buon libbro per cercare di capirci qualcosa e dove ho forse sbagliato?!!!!!!

  15. Damiano biscossi ha detto:

    Finito di leggere il tuo libro due righe in emozioni su come lo ho vissuto http://www.donkeyproject.it/site/?m=201309
    Grazie e continua …scrivere partendo da se…

  16. Giovanni ha detto:

    La gratitudine è il miglior esercizio per riuscire a dare un pluralismo di senso all’inventario della nostra vita… Di recente ho conosciuto un esodato che mi ha incoraggiato tantissimo… E’ rimasto senza stipendio e senza liquidazione causa fallimento dell’ azienda dove lavorava, senza un soldo, dorme da febbraio in un parcheggio sotteraneo e dei cartoni gli fanno da materasso, l’ho conosciuto in un centro culturale dove è dedito alla meditazione e allo studio, tutti noi lo stavamo scrutando come fosse la proiezione dei nostri incubi, pero’ lui sorrideva e rispondeva serenamente alle nostre domande, io gli ho chiesto come faceva a sopportare una situazione cosi straziante, lui mi ha risposto: “Però mi ha insegnato molte cose.”
    Costui nella situazione piu’ miserevole che possa accadere ad un uomo oggi, ha imparata ad amare la vita. Penso di aver parlato con la reincarnazione di Socrate

  17. Antonia Mattiuzzi ha detto:

    Sono proprio le situazioni estreme che inducono a pensare e a riflettere. Non tutti hanno la forza di reagire, ma chi ce l’ha ha il dovere di prendersi cura di chi non ce la fa. Alle volte può bastare ascoltare la persona debole che di solito viene emarginata. E’ più facile sia un povero ad aiutare uno più povero, piuttosto di un ricco. Il ricco è per natura avido ed ha sempre il timore di alienare i suoi averi, l’unica sicurezza che possiede.

  18. Stefano Mino ha detto:

    umano, troppo umano
    al di là del bene e del male
    (nietzsche)
    può dio creare una pietra così pesante da non poterla sollevare?
    dio non si contraddice mai
    e se si contraddice?
    assecondalo, è pazzo, potrebbe diventare violento
    Human, All Too Human: A Book for Free Spirits (German: Menschliches, Allzumenschliches: Ein Buch für freie Geister)
    Beyond Good and Evil: Prelude to a Philosophy of the Future (German: Jenseits von Gut und Böse: Vorspiel einer Philosophie der Zukunft)
    (Friedrich Wilhelm Nietzsche (/ˈniːtʃə/[42] or /ˈnitʃi/;[43] German: [ˈfʁiːdʁɪç ˈvɪlhɛlm ˈniːt͡sʃə]; 15 October 1844 – 25 August 1900) was a German philologist, philosopher, cultural critic, poet and composer)
    can god create a stone so heavy that he cannot lift it?
    god never contradicts himself
    and if it happens?
    accommodate him, he’s crazy, he could become violent

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