L’amore è tutto? #1

È sempre più difficile parlare d’amore senza farsi ridere in faccia. Talvolta basta anche solo la parola. Ed è subito una valanga di battute e di sguardi di commiserazione. Ma come, ci credi ancora? Che senso ha? E poi?

E poi, in realtà, niente! A parte quello che ho capito pian piano, quando ho cominciato a essere sincera con me stessa, e ad ammettere che l’unica cosa per cui valeva veramente la pena di battermi era proprio l’amore. Non l’amore ideale, certo. Non quello fatto di giorni indimenticabili e di sintonia su tutto, perché si vogliono esattamente le stesse cose, ci si capisce al volo, si anticipano i desideri altrui e si è sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Di perfezione e di magia, nella vita, ce ne sono ben poche. Soprattutto quando si pensa alle relazioni sentimentali e alla vita di coppia. Ecco perché quando parlo di amore, mi riferisco sempre e solo a quello reale. Quello fatto di litigi e di porte che sbattono, di camicie sporche che si accumulano in bagno e di lavapiatti da scaricare. Quello in cui il principe azzurro o la principessa rosa hanno tolto la maschera e non brillano più. Perché l’altro non è mai esattamente come vorremmo che fosse, non corrisponde mai alle nostre aspettative, è sempre altro. Terribilmente altro…

Io, per uscire dal mondo degli ideali e delle fiabe, ci ho messo quasi quarant’anni. E non sto nemmeno a dirvi quante volte mi sono ripetuta che, con l’amore, avevo chiuso per sempre. Perché tanto finiva sempre nello stesso modo. E dopo i primi mesi in cui tutto andava bene –  lui era proprio come volevo e insieme eravamo una coppia fantastica, mica come i nostri genitori che non si erano mai amati ed erano rimasti insieme perché un tempo era così che si faceva – poi iniziava sempre la noia e il disincanto. Quindi perché avrei dovuto continuare a crederci e ricominciare?

Ma questo, appunto, era prima. Quando pensavo ancora che l’amore dovesse essere la soluzione a tutti i miei problemi. Quando pretendevo che l’amore potesse riparare “tutto”, darmi “tutto”, essere “tutto”. E non avevo ancora capito che l’amore, come la vita, è sempre pieno di contraddizioni e di fratture.

L’amore, quello reale, quello che ci accompagna giorno dopo giorno, è fatto di dubbi e di incertezze. Quegli stessi dubbi e quelle stesse incertezze che ci portiamo dietro quotidianamente, quando ci rendiamo conto che non riusciamo mai a fare esattamente quello che avremmo voluto fare, quando continuiamo a sbagliare e a farci male, quando ci sorprendiamo a dire il contrario di quello che pensiamo. Allora perché continuo a stupirmi quando torno a casa la sera, gli racconto che la giornata è stata un disastro, mi aspetto che mi consoli e mi faccia una carezza, e lui invece continua a leggere, solleva appena la testa dal giornale, mi dice un distratto “sì hai ragione”, e poi continua a farsi i fatti suoi?

Anche quando ci si ama, ci si capisce solo in parte. Ma ci si accetta e ci si tollera per come si è. Dopo aver capito che l’altro non è lì per risolvere i nostri problemi, ma per permetterci di non far finta di non averli.

Chiunque ami, ci ama “nonostante”. Senza volerci diversi da quello che siamo. Senza chiederci di cambiare. Anche quando ci sono cose che non si riescono a condividere. Cose che rinviano alla nostra storia. Cose che talvolta riemergono, prima di renderci conto che è accanto a lui, o accanto a lei, che il rumore del passato diventa meno assordante. Anche se non ha niente del principe azzurro o della principessa rosa che aspettavamo quando eravamo bimbi e volevamo che anche la nostra storia finisse con un “vissero per sempre felici e contenti”.

Dalla rubrica “L’amore è tutto?” pubblicata su Vanity Fair del 22 gennaio

 

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14 risposte a L’amore è tutto? #1

  1. Giovanni Molon ha detto:

    Bah… l’amore è qualcosa di molto soggettivo e mai uguale, le variabili in gioco sono esponenziali, come la vita, poi si raddoppiano, in quanto coinvolgono, minimo, due persone. Tuttavia, affinché possa funzionare dopo i primi tempi di euforia servono alcuni elementi essenziali, secondo me, e sono: rispetto, volontà, impegno, condivisione, e tanta, tanta pazienza…

  2. Miryam Arana ha detto:

    El amor más grande es la libertad, muestra de eso, es el amor tan inmenso de Dios hacia nosotros que ama mas nuestra libertad que nuestra salvación, el amor libre es lo más grande, y suele confundirse, amar a la otra persona apesar de sus diferencias y sus egoismos, es lo mas grande, porque se decide amarla asi libremente, y no se ama sólo porque esa persona es como yo quiero, porque me hace sentir bien etc. Amar a mi medida es egoísmo.

  3. filosofiazzero ha detto:

    Povera e nuda vai filosofia! (di pensiero !)

  4. Monica Cameran ha detto:

    L unico commento che posso fare è……….non smetterò mai di essere d’accordo con Lei. Anche se, me lo conceda, a volte è veramente difficile………….
    Con stima.
    Monica Cameran

  5. luca ha detto:

    Premesso che non mi arrogo il diritto di conoscere che cos’è l’Amore, ritengo che nello stesso, per citare le parole del grande scrittore Franz Kafka, in sé non vi sia proprio nulla di complicato. In altre parole, forse siamo noi che con il nostro modo di vivere lo complichiamo quando addirittura non lo ostacoliamo. Forse amare per davvero alla fine può rivelarsi estremamente semplice. Che cos’è in definitiva l’Amore? Boh, non lo so. Forse un attimo di verità…..

  6. flameonair ha detto:

    Nella sua essenzia irrazionale l’amore è un’espressione con troppe variabili, si sottrae ad ogni legge matematica, non è ha un bilancio di entrate ed uscite da tenere in attivo. Si dà quel che abbiamo bisogno di dare, non quello che necessiterebbe all’altro: come nel quadro di Magritte gli occhi degli amanti non possono vedersi, al più tentare di indovinarsi. Ma quel che mettiamo in ballo di noi stessi è pure qualcosa che crea una pienezza in noi stessi invece di impoverirci…
    Grazie per le profonde emozioni comunicateci attraverso le pagine del suo libro e per quella profonda limpidezza personale che si leggeva nei suoi occhi nell’incontro di oggi ne “Il Giardino delle idee”…
    Paola

  7. giusydg ha detto:

    Mi piace moltoooo

  8. esiosuperio1957 ha detto:

    …non so se essere d’accordo…se condividere il suo punto di vista (uno tra i tanti possibili, insieme al mio). In quello che scrive “sull'(A)amore” – a lei scegliere la ‘a’ – sento come un retrogusto di disillusione, una amarezza di fondo che nega la possibilità a due esseri umani di incontrarsi su un piano di comunicazione interpersonale che è altro, ed è alto, rispetto ai piani bassi e ordinari della quotidianità.
    Se il suo lui non alza lo sguardo dal giornale, forse, non l'(A)ama o ha smesso: semplicemente. Sta accanto a lei (vi state accanto) come praticamente potrebbe starvi chiunque altro: per sicurezza? per necessità di mettere radici? perché un’altra/o cosa cambierebbe? per incapacità di stare soli (ma cos’è poi questa capacità)?
    Non sento gioia (di stare insieme) nel suo argomentare; vi intravvedo una sorta di dolorosa rassegnazione, un mesto disincanto che annuisce guardando in giro le altrui vite che si incontrano nell’illusione (?) di guardarsi per sempre negli occhi come fosse la prima volta: poveri illusi.
    Forse, invece, l’Amore esiste, ed proprio quello che lei medesima nega possa essere dato, fatto di condivisione e di sintonia, di giorni indimenticabili, di capacità anticipatoria e medesima lunghezza d’onda, di medesime parole pronunciate all’unisono, di odori e colori che commuovono entrambi senza pudore, di senso di vuoto finché non ritorna, di gioia nel sentire girare la cricca della porta di casa, di voglia di fare l’amore mentre ancora sta finendo il suo piatto, di godere del gusto del suo corpo, di vedere il suo corpo ormai vecchio bello e ricco della storia d’amore scritta insieme.
    Forse entrando deve per prima cosa chiedergli cosa sta leggendo di interressante: allora, forse, lui le chiederà com’è andata la giornata. E vi riconoscerete desiderosi di dare Amore.
    Cordialmente, Armando.

  9. Giovanni Molon ha detto:

    Infondo.., l’amore è una scelta.

  10. Artemisia ha detto:

    Arrivata a cinquant’anni comincio a pensare che noi donne investiamo troppe aspettative sul rapporto di coppia. Lo vedo negli adolescenti: per me ragazza era il centro della vita, per i miei figli maschi un aspetto importante ma come altri.
    Non potrei mai fare a meno del mio compagno ma so che la realizzazione di me stessa la devo cercare proprio in me stessa.
    Non sono brava a dire le cose come lei, ma la risposta al titolo per me sarebbe: sì l’amore è tutto ma l’amore per e da il partner è solo una porzione (importante ma non necessariamente maggioritaria) dell’amore che investiamo e dell’amore che abbiamo bisogno di ricevere.

  11. esiosuperio1957 ha detto:

    Vorremmo rinchiudere l’Amore dentro definizioni che ci permettano di comprenderlo, di dargli un senso per darlo a noi stessi. Come tentare di rinchiudere il vento in un pugno: cessa di essere vento. L’Amore è così: inafferrabile.
    Come il vento ci accarezza, ci scuote, ci acceca, ci fa cadere, ci rinfranca, ci fa rabbrividire, scompiglia i nostri pensieri o li porta via con sé.
    Possiamo rinchiuderci in noi stessi per non sentirlo, per vederlo fuori dalla nostra finestra agitare le vite degli altri.
    O possiamo uscire fuori, alla vita.

  12. LuCa... ha detto:

    IO sono sicurissimo che l’unica cosa per cui vale la pena di battersi è l’ AMORE.
    L’Amore scritto a lettere maiuscole, per intenderci l’Amore universale, e che come tutte le cose ha bisogno di essere alimentato per poter crescere e non può essere che alimentato dall’Amore stesso, per alcuni può essere l’amore ideale, per altri l’amore per l’arte o l’amore per la natura, magari addirittura dall’amore per la sofferenza, insomma dall’amore che ci è più congeniale…
    Ma tutti abbiamo bisogno d’ Amore e nessuno secondo me ne può rimanere indifferente quando l’Amore decide di passarci vicino e di accarezzarci. Forse ce ne possiamo accorgere quando semplicemente non lo vogliamo diverso da quello che è e non pretendiamo di cambiarlo in quello che vogliamo…
    …”é accanto a lui o accanto a lei che il rumore del passato diventa meno assordante”, e io aggiungo che è accanto a lui o accanto a lei che il rumore del futuro lo immagini come una delle più belle musiche che tu abbia mai ascoltato…

  13. Dario Petrolati ha detto:

    CREDEVO
    CI CREDEVO
    ORA ATTRAVERSO UN DUBBIO FEROCE
    CHE MI FA NEGARE ANCHE IL SUPPOSTO PASSATO
    dario.

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