Ma questo era prima…

Prima pensavo di essere stanca e di non avere mai tempo. E allora mi lamentavo (ma quand’è che la smetti di lamentarti? non vedi che non ti sopporta più nessuno?). Protestavo perché non ce la facevo, perché la scrittura si arenava, perché le giornate si sarebbero dovuto allungare (ma se le giornate si allungano, poi come la metti con la stanchezza?) Era tutta una lagna. Un “uffa” sbattuto in faccia a chiunque. Una noia…

Ma questo era prima. Prima di vivere due vite parallele. Prima di passare il tempo in aeroporto. Prima di cercare in tutta fretta il bottone per passare dal francese all’italiano perdendomi sempre qualcosa nel cambio…

Questo era prima. Quando di tempo, in fondo, ne avevo tanto. E anche di energia. Perché ora anche quella se ne è andata. E faccio fatica anche solo a sorridere. Anche i sorrisi vanno di fretta oggi. E pezzi interi della mia vita si frantumano…

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15 risposte a Ma questo era prima…

  1. Isabella ha detto:

    Che succede, Michela?

  2. cam1966 ha detto:

    Michela che c’è che non va? Non farmi e non farci stare in pensiero … quale la causa di questo tuo andare in frantumi … perché raccontarlo a noi per cui hai sempre avuto parole di vicinanza quando erano pezzi delle nostre vite ad andare in frantumi? Non è curiosità il mio voler sapere ma una sorta di affetto a distanza … che non servirà a nulla … ma c’è …

  3. anna maria marconi ha detto:

    No, non è possibile ti abbraccio e spero proprio che sia solo un momento, so benissimo come ci si sente quando pezzi della propria vita vanno in pezzi, ma tu spesso quando ti scrivevo mi hai dato energia dicendomi . ti abbraccio e ci sono.
    anna maria

  4. miryam arana ha detto:

    Hace falta una cosa mas grande para que nuestra vida no se desborone, en lo concreto una amistad verdadera esa que te hace vibrar y por la cual dar la vida!!

  5. newwhitebear ha detto:

    Quando si vive di frenesia, più imposta che cercata, le energia calano e la stanchezza cresce. Allora è giuntoi il momento di fermarsi, di riflettere, di ritrovare quel senso della vita che si è andato sfilacciandosi.

  6. pani ha detto:

    bisognerebbe di cibarsi di sorrisi a colazione. Con il sorriso non si riesce ad andare di corsa.

  7. Val ha detto:

    Ciao.non nascondo di averlo sentito anche io. E ho letto su un tuo libro che “ci si può rompere soltanto se si è già a pezzi” e “solo amandomi come si ama un bambino lei mi ha aggiustato”.
    Io l’ho ho scritto sul mio diario.
    Oggi, A 33 anni, inizio a insegnare spagnolo in un liceo, il mio grande sogno dopo anni da impiegata, ma corro e ho un figlio di 4 anni e un matrimonio in crisi.
    Non c’è più il tempo di per fermarsi, sembra che se ti fermi hai perso.
    Invece penso profondamente che sia il contrario. Se ho letto bene uno dei tuoi libri in un mio lungo periodo di buio, solo fermandosi, fermando la centrifuga, si coglie l’essenza. Così al diavolo, l’esserci precisamente per tutto e tutti. Voglio fermarmi oggi per dare un sorriso a mio figlio, per riprovarci con mio marito e scoprire una magia.
    Una ragazza qualche giorno fa, mi ha toccato in sala professori, perché mi ha detto: sono qui da un mese e sei l’unica che mi saluta, e ci siamo sorrise.
    Buona serata

  8. vvaabb ha detto:

    Michela, secondo te tutte queste “pressioni” nascono fuori o dentro di te? A chi rivolgi questo sospiro d’aiuto?

  9. cristina ha detto:

    rallentare è una necessità… per guardarci dentro… per guardare fuori…. per raccogliere i nostri brandelli…tenerli delicatamente fra le mani… con affetto… se non riusciamo a farlo con amore…

  10. Elena ha detto:

    Gentile Michela, da te ho imparato che siamo di carne e sentimento! Cosi’ lascia uscire fuori tutto questo…Sei Bella proprio per questo!!! Magari spegni tutto per ricaricarti… e poi ritorna piu’ Bella di prima!
    thinking of you!
    Elena

  11. edp ha detto:

    Non lasciamoli sfuggire dalle mani i pezzi, almeno quelli importanti, che vengono prima di qualsiasi aereo.

  12. Liù ha detto:

    Ci sta. Tutta questa sofferenza ci sta. Per chi come te (e come me) ha sofferto tanto in passato momenti come quelli che descrivi sono “normali”. Perché è la sensibilità verso ogni cosa, verso ogni situazione che ci fa vivere inevitabilmente tra alti e bassi. E nei momenti down quello che mi aiuta è la consapevolezza che prima o poi passa (anche se un po’ sofferenza in verità me la porto sempre dentro, sono io). Un abbraccio

  13. Alidi ha detto:

    Rallentare non significa fare meno cose, anzi.
    Significa farle con uno spirito diverso, senza quella vocina interna che ti spinge a premere il piede sull’acceleratore per arrivare prima (prima … dove?).
    Significa ascoltare i battiti del proprio motore, rispettando la cilindrata e le valvole.
    Con la dolce consapevolezza che così facendo potrai guardarti attorno, osservare l’ambiente circostante, scambiare un saluto con chi ti passa vicino… cioè vivere.

  14. Maria Luisa Leonelli ha detto:

    nooo non può essere sei il mio mito!!!!

  15. Massimo ha detto:

    Fatti aiutare e subito, ti vogliamo bene.

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